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Paulsen
(in Berge e Collins 1995 e in altri
contributi successivi) sintetizza le
articolazioni del tutor, soprattutto nella
sua veste di moderatore/animatore
applicando uno schema poi largamente
utilizzato come riferimento da molti di
coloro che si occupano di Computer
Mediated Communication e di interazioni
all'interno dei gruppi di lavoro o di
discussione online (Rowntree, 1995).
Secondo lo schema di Paulsen il ruolo
centrale del moderatore/animatore si
esercita su tre piani distinti e
paralleli:
- organizzativo
- sociale
- intellettuale
A seconda dell'azione che il tutor
intraprende, il suo peso su ciascuno dei
tre piani tenderà ad essere diverso.
Partendo dall'elaborazione di Paulsen, si
può tentare di illustrare in una tabella
il differente peso assunto da determinate
azioni del tutor.
| Che
cosa può fare il tutor |
Peso
del tutor sul piano organizzativo |
Peso
del tutor sul piano sociale |
Peso
del tutor sul piano intellettuale
|
| Definire
degli obiettivi |
Alto |
Basso |
Medio |
| Definire
delle scadenze |
Alto |
Basso |
Basso |
Suggerire
come formare il gruppo di lavoro
Individuare dei ruoli all'interno
del gruppo |
Alto |
Medio |
Basso |
| Suggerire
come procedere nel lavoro |
Alto |
Basso |
Medio |
Illustrare
un concetto
Chiarire un contenuto |
Basso |
Basso |
Alto |
| Inviare
aggiornamenti e proporre materiali
di studio integrativi |
Medio |
Basso |
Alto |
| Osservare
e analizzare la situazione |
Basso |
Medio |
Basso |
| Partecipare
alla discussione |
Basso |
Alto |
Medio |
Provocare
Stimolare la partecipazione di uno
o più componenti del gruppo |
Basso |
Alto |
Medio |
| Risolvere
un conflitto all'interno del
gruppo |
Medio |
Alto |
Basso |
| Assistere
chi mostra di trovarsi difficoltà |
Basso |
Alto |
Alto |
| Facilitare
l'apprendimento da parte di
singoli soggetti |
Basso |
Medio |
Alto |
| Creare
dei diversivi per attenuare
eventuali momenti di tensione o di
sovraccarico di lavoro |
Basso |
Alto |
Basso |
In
generale, si potrebbe ricavare dalla
tabella un suggerimento strategico che
riguarda l'atteggiamento del tutor in
funzione della qualità complessiva
dell'esperienza formativa in rete. Si può
affermare che un buon tutor dovrà cercare
di distribuire equamente il peso che egli
tende ad assumere sia sul piano
organizzativo che su quello sociale che su
quello intellettuale. Non è pensabile né
auspicabile che un tutor concentri il suo
intervento sulle azioni che si
ripercuotono positivamente solo su uno dei
piani indicati: una buona capacità
organizzativa, ad esempio, non può
compensare carenze sul piano sociale,
così come un tutor con molta esperienza
sui contenuti ma scarsa capacità nella
gestione delle interazioni in rete tra gli
studenti di un gruppo che apprende non
può probabilmente garantire da solo la
buona riuscita del corso. Queste
considerazioni si riflettono
inevitabilmente, come vedremo meglio più
avanti, sulla formazione del profilo
complessivo del tutor e sull'eventuale
diversificazione delle funzioni di
tutorship in esperienze di formazione in
rete.
Le
competenze specifiche del tutor
moderatore/animatore dovranno inoltre
indirizzarsi verso specifiche abilità
nella gestione delle relazioni
interpersonali e, soprattutto, nella
gestione delle dinamiche comunicative e
relazionali in rete. Un buon tutor, in tal
senso, dovrebbe essere un profondo
conoscitore della netiquette e,
preferibilmente, aver maturato una certa
esperienza come partecipante a gruppi di
discussione online, comunità virtuali,
mailing-list, meglio ancora se in qualità
di owner o moderatore di lista o di forum.
Accettando
questa schematizzazione e riprendendo
altri spunti (Mason e Kaye, 1992),
spostando però l'accento sul contesto
specifico delle attività educative in
rete, Berge suggerisce inoltre che il
ruolo del moderatore (che tuttavia
definisce instructor/facilitator) abbia
implicazioni dirette su almeno quattro
piani distinti:
- manageriale: interviene sulle
procedure, cura l'organizzazione, svolge
funzioni "amministrative" in
senso lato (ovviamente in riferimento
all'attività che si svolge in rete:
calendario, scadenze…).
- pedagogico: assume se necessario
un ruolo di stimolo intellettuale,
stabilisce gli argomenti che saranno
oggetto di discussione.
- sociale: si preoccupa del
mantenimento di un clima di fiducia
reciproca all'interno del gruppo di
discussione, analizza le relazioni
interpersonali, cerca di risolvere
eventuali conflitti.
- tecnico: si preoccupa del
corretto funzionamento del sistema
utilizzato e aiuta i partecipanti a
risolvere eventuali problemi di natura
tecnica.
Concordano sostanzialmente su questa
schematizzazione anche Salmon (1998) e
Bocconi e Pozzi (1999), che attribuiscono
comunque molta importanza anche al ruolo
svolto dal tutor in fasi come la
preparazione dei materiali e le verifiche
finali, sottolineando come alla figura,
definita più elasticamente
"formatore in rete", spetti il
compito di seguire e in qualche modo
"garantire" l'intero processo
didattico.
Per le risorse
essenziali si rimanda alla scheda.
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