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Tra gli
organizzatori di un corso di formazione a
distanza assistito (FaD), spesso si è
presi dallo sconforto per la scarsa
continuità della partecipazione dei
corsisti all'attività formativa "on
line".
Anche nel recente passato, le attività
FaD erano basate sulla simulazione di
azioni che sopperivano alla necessità
di avere come riferimento un qualche
ambiente operativo su cui radicare le
attività formative proposte [Parisi, 2001].
In sostanza tra gli operatori della FaD -
ma la questione è particolarmente sentita
da chi ricopre il ruolo di tutor di rete -
la necessità di contestualizzare gli
itinerari della formazione, è stata
sempre tenuta presente soprattutto per la
gestione della motivazione [Maslow, 1954] in contesti virtuali di
apprendimento.
Anche nell'attività di Teamfad il
problema si è posto in modo stringente,
avendo come principali fruitori nei corsi
per tutor, i docenti della scuola
dell'infanzia.
Questo segmento scolastico, rispetto al
resto della scolarità italiana, si
caratterizza per la specificità delle
esperienze che vengono condotte nelle
singole realtà educative.
Nel momento della collaborazione e
cooperazione per la costruzione di un
progetto di rete contestualizzato, da una
parte occorre superare la naturale
ritrosia di molti docenti ad aprire la
loro esperienza per negoziare alcuni
contenuti da condividere "on
line", dall'altra per rendere quanto
mai concreta l'adesione al contesto
educativo della singola scuola, è
necessario calare ogni progetto "in
situazione". Il tutto finalizzato a
mantenere costante e viva la motivazione a
partecipare alla vita di rete.
La soluzione prospettata dal gruppo
Teamfad per risolvere il dilemma ha fatto
leva su una duplice strategia:
a) l'elaborazione negoziata da parte dei
soggetti in formazione di un comune
percorso curricolare da realizzare
attraverso una ricerca-azione che continua
per tutto il tempo della formazione a
distanza;
b) l'organizzazione da parte di ogni
singola scuola (a cui appartiene il
docente o i docenti in formazione) di un
sotto progetto didattico che, ancorato a
quello generale, ne rappresenta la
realizzazione "in situazione".
L'intero percorso (a+b) rappresenta il fil
rouge attorno al quale vengono articolate
in parallelo le tematiche della FaD:
collaborazione/cooperazione, gli strumenti
della comunicazione in rete, analisi delle
dinamiche comunicative on line,
progettazione e usabilità di un sito web,
costruzione e realizzazione di un website.
Tutti gli argomenti trovano un punto di
riferimento stabile nel progetto
contestualizzato che funge da continuo
collante per le singole insegnanti e per i
piccoli gruppi in cui sono inserite.
L'insieme delle esperienze di rete avviate
tra vari istituti scolastici, comprese
quelle inerenti la formazione a distanza
dei tutor, sono pregnate da questa comune
strategia operativa.
Non ci dobbiamo nascondere che almeno agli
inizi, attorno a questo tipo di proposta
basata sulla contestualizzazione
dell'azione didattica e della formazione
[Spitzer, 1996], abbiamo incontrato
delle resistenze sia da parte di alcuni
operatori che seguono l'andamento dei
percorsi formativi on line, per i quali un
discorso web based sarebbe certamente di
più facile gestione, sia da parte di molti docenti in formazione che
considerano il ricorso al contesto
curricolare quotidiano, un doppio
impegno e una "pesante"
sovrastruttura con la quale allacciare un
continuo feedback. Tuttavia la motivata
partecipazione delle insegnanti corsiste
alle attività FaD e i positivi risultati
raggiunti sia sul piano professionale
(competenze) che curricolare (esiti della
ricerca-azione), hanno fino ad oggi
confermato la validità di questa
impostazione.
Bibliografia
Maslow A. (1954), Motivation and
personality, Harper & Row, New
York.
Parisi D.(2001), Simulazioni. L'uso
delle simulazioni al computer come
strumenti per conoscere la realtà, Il
Mulino, Bologna
Spitzer Dean R. (1996), La motivazione:
un fattore trascurato nella progettazione
didattica, «Tecnologie Didattiche»,
n.11, pp. 38-43.
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