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Il computer
nelle scuole dell'infanzia bolognesi
Da circa un decennio (era il 1998) a Bologna si assiste
ad una significativa diffusione di attività di introduzione
del computer nella scuola dell'infanzia, attività che nel
tempo hanno dato luogo ad una vera e propria tendenza costante
destinata ad ampliarsi ulteriormente. Ogni anno, infatti,
le adesioni delle scuole a questo tipo di sperimentazioni
aumentano e ciò dimostra l'interesse crescente delle insegnanti
verso l'informatica.
Tali esperienze possono considerarsi uno spunto interessante
di riflessione, in quanto hanno costituito e costituiscono
una realtà positiva per le scuole che le effettuano. Esse
riguardano per lo più costruzioni di storie multimediali,
con l'utilizzo di software come MicroMondi o PowerPoint
e gemellaggi attraverso internet con scuole più o meno lontane.
Nell'ambito di tali progetti il computer viene visto come
uno strumento in grado di arricchire le esperienze dei bambini
e le nuove tecnologie si inseriscono armonicamente nell'ambito
di una vasta gamma di materiali didattici da tempo in uso
nella scuola dell'infanzia.
I Percorsi: 1998-2005
Le prime esperienze a carattere sperimentale di approccio
ludico al computer sono state realizzate da otto scuole
dell'infanzia comunali a partire dal 1998. Fino all'anno
scolastico 2001/2002 le scuole dell'infanzia non erano dotate
di PC perciò i bambini e le insegnanti si recavano presso
i 4 laboratori territoriali di quartiere (ora 3) in cui
operano due insegnanti tutor specializzate in informatica
che affiancano tuttora nelle attività le insegnati di sezione
sia a scuola sia in sede di laboratorio territoriale (ad
oggi A.S. 2005/06 il team cittadino è di 8 insegnanti specialisti
suddiviso in 3 centri territoriali di informatica).
Navigare per storie ipermediali
Nell'ambito di tale progetto, nato nel 1998, il computer
veniva inteso e proposto come strumento capace di supportare
l'esperienza del bambino narratore, inventore di storie,
sia con parole che con il disegno. Si pensò di sfruttare
la duttilità di PowerPoint, forse anche per ragioni economiche,
ed usarlo nel modo non propriamente specifico di applicazione
per produrre presentazioni multimediali, ma per creare storie,
appunto. Fu forse una delle prime volte che se ne fece questo
uso specifico e si utilizzò nelle scuole. Oggi, è uno dei
programmi più usati nella scuola primaria per costruire
ipertesti e raccontare storie.
Ci si avvale anche di Paint per disegnare, ma soprattutto
dello scanner per digitalizzare i disegni dei bambini realizzati
su carta. Con PowerPoint si animano le immagini come in
un moderno teatrino e si associano voci e suoni registrati
con il registratore di suoni di Windows, preferito allo
strumento di PowerPoint perché offre la possibilità di memorizzare
il file ed eventualmente modificarlo.
Storie on line
Nell'anno scolastico 2000/2001 si pensò di proseguire, arricchendola,
l'esperienza già avviata con "Navigare per storie ipermediali"
con un nuovo progetto: "Storie on line".
La novità consisteva nell'offrire ai bambini non solo la
possibilità di costruire storie con suoni e movimento grazie
all'uso di PowerPoint, ma di costruirle in interazione con
altri bambini, progettando insieme, on line, attraverso
l'utilizzo di nuovi strumenti di comunicazione su rete,
come la webcam, la lavagna condivisa e la posta elettronica.
Questo ha permesso di accentuare la dimensione comunicativa
dell'esperienza: la storia viene pensata e costruita in
collaborazione con i bambini che si trovano nello stesso
tempo in un'altra aula multimediale della città o di città
diverse.
Lemadis
Il progetto Lemadis (LEttura MAtematica DIsegno Scrittura),
che nasce nell'anno scolastico 2001/2002, ha inteso rappresentare
uno sviluppo delle potenzialità educative e formative offerte
dalla comunicazione attraverso il computer e Internet.
In questo anno scolastico l'Amministrazione decide, avvalendosi
anche di donazioni, di cominciare a dotare le scuole dell'infanzia
comunali di postazioni multimediali composte solitamente
da 3 o 6 PC, scanner e stampante allestendo, nelle scuole
coinvolte, una piccola aula. Non si sceglie di collocare
un computer per ogni sezione soprattutto per motivi di sicurezza.
Ad oggi sono dotate di aule specializzate 22 scuole infanzia
comunali e 3 statali. All'interno del progetto Lemadis sono
venuti a delinearsi due tipologie di esperienze, una rivolta
agli scambi e gemellaggi scolastici via internet denominata
"Cieli aperti", l'altra che mira ad una prima alfabetizzazione
di base con l'uso specifico di Micromondi o PowerPoint per
la realizzazione di storie o relazioni di esperienze didattiche.
Le due tipologie sono comunque strettamente legate, poiché
l'una non esclude l'altra e inglobano di fatto i progetti
precedenti ("Navigare per storie ipermediali" e "Storie
on line"). A partire da a.s. 2003/04 il progetto si propone
inoltre, di creare raccordi con prime classi di scuola primaria
in ottica di una continuità curricolare dopo l'introduzione
nei nuovi programmi (D.L. 19/02/2004) dell'informatica e
l' avvio del Piano ForTic nelle scuole primarie statali.
Cieli Aperti
Il progetto "Cieli Aperti" si propone di mettere a contatto
i bambini della scuola dell'infanzia comunali di Bologna
con altri bambini, tramite la comunicazione in rete. Ciò
al fine di dare un forte significato educativo al ruolo
che il computer può assumere nei processi di comunicazione
e di scambio fra bambini di età prescolare di diverse città
e paesi del mondo. Di fatto, però, per difficoltà tecniche
e organizzative non sono state realizzate molte esperienze
di questo tipo.
MicroMondi
MicroMondi è un programma realizzato dall'equipe di Papert,
il creatore del linguaggio Logo, che consente la produzione
di oggetti multimediali da parte dei bambini. Pur essendo
un linguaggio di programmazione può essere usato a vari
livelli ed è stato scelto perché unisce grafica ed animazione;
inoltre, avendo gli strumenti più grandi di Paint si ritiene
più facilmente gestibile da parte dei bambini della scuola
dell'infanzia. Gli effetti di animazione risultano più complessi
rispetto a PowerPoint e permettono al bambino di riflettere
sulla tecnica del movimento realizzando veri e propri cartoni
animati.
L'approccio attraverso il gioco
Con il progetto Lemadis si avvia una nuova proposta di introduzione
del computer nella scuola dell'infanzia basata sul gioco
e l'intrecciarsi di diversi linguaggi espressivi come quello
teatrale, musicale e grafico-manipolativo. L'approccio diretto
al computer viene quindi preceduto da una fase di gioco
nella quale si vuole avvicinare il bambino allo strumento
che andrà ad utilizzare, chiarendone il funzionamento, il
linguaggio etc. A tal fine si propongono drammatizzazioni,
il gioco del "far finta che.." con sceneggiature, musiche
e travestimenti riguardanti il mondo della nuova tecnologia.
Le modalità operative:
Formazione insegnanti
Tutti gli insegnanti che hanno intenzione di attuare l'esperienza,
frequentano un corso per la conoscenza dei programmi utilizzati,
della durata di 15 ore presso i laboratori informatici territoriali.
Se necessitano di un'alfabetizzazione di base sono previsti
incontri preliminari con le insegnanti tutors nella propria
scuola. Sono stati creati dei percorsi guida suddivisi in
unità di apprendimento per rendere più autonome nell'attuazione
dei progetti le insegnanti inesperte.
Numero di bambini coinvolti
I bambini coinvolti sono quelli di 5 anni il cui numero
varia di scuola in scuola. Nelle scuole più grandi può raggiungere
i 25/28. In questo caso, vengono generalmente divisi in
due o più gruppi che si alternano settimanalmente o seguono
il progetto in successione.
Organizzazione e tempi
Attualmente, nella maggioranza delle scuole dell'infanzia
bolognesi aderenti al progetto, i computer, di solito tre,
sono radunati in un'aula.
L'impiego delle postazioni, i tempi, turni, programmi, composizione
dei gruppi, è regolamentato dall'insegnante di scuola dell'infanzia.
I bambini accedono all'aula dei computer a gruppi di 3 o
6 . Poiché le postazioni sono ravvicinate i bambini scambiano
idee, osservano, imitano, danno o chiedono suggerimenti
ai compagni anche quando si sceglie il rapporto 1/1 .
Ad ogni incontro è prevista la presenza dell'insegnante
di sezione e della tutor.
Per quanto riguarda i tempi sono da considerare due aspetti:
- tempo individuale al computer;
- durata totale dell'esperienza.
Il primo punto è legato al numero di bambini che deve avvicendarsi
al computer nella giornata. Nel caso si sia scelto l'approccio
individuale, la durata di ogni incontro non potrà procrastinarsi
oltre i 20/30 minuti che ovviamente raddoppierà nella scelta
del rapporto 2/1.
Quando la scuola non è fornita di computer, tutto il gruppo
accede al laboratorio territoriale. Ogni incontro dura circa
2 ore e le attività risulteranno necessariamente più diversificate.
L'intero percorso dura in media un trimestre (8, 10 incontri),
ma possono esserci delle dilatazioni dovute alla corposità
dell'esperienza e alla mancanza di altre richieste che rendono
disponibile la tutor.
Sistemi di valutazione
È previsto un monitoraggio periodico degli atteggiamenti
dei bambini e dei loro apprendimenti. La verifica delle
attività svolte avviene generalmente attraverso:
1. l'osservazione del comportamento/atteggiamento dei bambini
nei confronti dei mezzi (autonomia nell'utilizzo del computer/bisogno
dell'aiuto dell'insegnante);
2. l'analisi delle verbalizzazioni dei bambini per dedurre
il grado di interesse e comprensione verso l'attività proposta;
3. l'osservazione dei prodotti (c'è un'evoluzione dell'espressione
grafica, della competenza etc..?).
Risultati
In generale, si può affermare che i percorsi hanno portato
a risultati positivi tanto che una volta fatta l'esperienza
le insegnanti affermano di volerla ripetere negli anni successivi.
I risultati riguardano essenzialmente la sfera relazionale
e quella grafico-espressiva dove si rileva uno sviluppo
positivo. Da una parte vi è un maggiore stimolo a parlare
di sé e un aumento della curiosità verso l'altro; dall'altra
cresce la riflessione sul proprio corpo e la coscienza della
propria struttura corporea, ciò soprattutto grazie alla
riflessione sul movimento che porta l'utilizzo di MicroMondi:
al fine di animare un'immagine i bambini pensano, discutono,
riflettono sulla propria struttura corporea arrivando perciò
ad una maggiore coscienza della stessa. Ciò si ripercuote
nell'ambito delle abilità grafico-espressive: le insegnanti
hanno spesso rilevato uno sviluppo positivo del disegno,
più accurato e ricco nei particolari. In ambito strettamente
informatico i bambini hanno potuto acquisire alcune terminologie
specifiche e comprendere in modo elementare il funzionamento
degli strumenti utilizzati. Un altro dato da prendere in
considerazione è quello relativo all'interesse e la partecipazione
dei bambini che in tutte le esperienze è stato valutato
continuo e positivo.
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Dalla tabella si può notare
come l'interesse verso questo tipo di sperimentazione è
cresciuto man mano nel tempo. Il numero complessivo (40)
delle diverse scuole di anno in anno coinvolte non è ricavabile
dai dati sopra riportati (seconda colonna), poiché non sempre
l'esperienza, benché positiva, si ripete l'anno successivo
nella stessa scuola. Ne scaturisce come la realtà bolognese
sia sensibilmente attenta a questo tipo di esperienze che,
in ambito scolastico, risalgono addirittura ai primi anni
'80 . Uno degli obiettivi che l'Amministrazione Comunale
oggi si propone è di estendere gradualmente la dotazione
delle aule specializzate in altre scuole dell'infanzia,
dalle attuali 25 alle 90 scuole esistenti fra Comunali e
Statali. Tale progetto deve essere compatibile con i vincoli
di bilancio e con le condizioni della logistica esistenti
nelle scuole in relazione alle complesse norme sull' edilizia
scolastica e la sicurezza. Con l'augurio che questi vincoli
non rallentino troppo il trend in atto.
Ciò è auspicabile in quanto il computer si è rivelato un
valido strumento per la didattica, nel facilitare il processo
di apprendimento e sviluppare una certa autonomia nel fare.
Esso, dunque, costituisce una risorsa anche per i bambini
della scuola dell'infanzia proprio in merito alle sue caratteristiche,
due in primo piano:
- la presenza di più codici linguistici (multimedialità),
che facilitano la comprensione;
- l'interattività che può essere sfruttata su più livelli
e creare diverse dinamiche (bambino-computer, bambino-bambino-computer,
insegnante-bambino-computer).
Mi piace concludere con le parole di Howard Gardner tratte
da un'intervista del 1997 rilasciata per MediaMente, a mio
avviso ancora molto attuali.
"E' chiaro che quando un nuovo strumento viene inventato,
che sia una matita, un'automobile o un computer, le persone
che hanno a disposizione quello strumento sono avvantaggiate
rispetto a quelle che non possono averlo. Questo non vuol
dire che se non si è in grado di scrivere non si può ottenere
nulla, nel mondo. Conosco persone ignoranti che hanno successo.
Si può essere incapaci di usare le nuove tecnologie, ma
essere ugualmente in grado di costruirsi un successo personale.
Nella maggior parte dei casi, ovviamente, è bene sapere
come usare una penna, come guidare una macchina e come usare
un computer. E chiunque dicesse che non è importante, mi
piacerebbe vederlo tenere il computer lontano dai suoi figli.
Sono sicuro che non lo farebbe, perché il computer è chiaramente
una parte importante della nostra vita da questo momento
in poi".
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