Durante
i mesi di Settembre e Ottobre 2002 ho
condotto una ricerca sulle piattaforme per
e-learning come parte del progetto finale
per la mia tesi di Master in Progettista e
Gestore della Formazione in Rete.
Allo scopo di sottolineare la dinamicità
ed il grande fermento in atto nel settore
delle piattaforme per e-learning, vale la
pena menzionare che inizialmente il mio
scopo era di valutare circa una ventina
tra quelle allora disponibili. Tuttavia,
appena dopo un mese dall'inizio del mio
lavoro, altre 5 piattaforme sono state
promosse e messe in circolazione.
Attualmente è possibile affermare che,
tra le piattaforme da me valutate, solo 3
piattaforme commerciali e 2 open source
sono in release stabile da più di un
anno; più della metà delle altre
piattaforme esistenti hanno avuto una
nuova release negli ultimi 2 mesi. Il tema
è quindi di grande attualità.
Da una parte abbiamo alcune piattaforme
commerciali abbastanza stabili, dall'altra
una serie di piattaforme open-source quasi
tutte work-in-progress.
Ma quali sono i criteri di scelta e quando
lo stato di work in progress diventa un
reale "plus"?
Dopo l'esperienza che ho fatto, posso
affermare che la scelta della piattaforma
appropriata dovrebbe prima passare da
alcune domande preventive di grande
importanza e destinate a condizionare la
scelta.
1. Useremo la piattaforma per erogare
corsi completamente per via telematica
ovvero come supporto a corsi in presenza?
Nel primo caso quasi tutte le piattaforme
possono andare bene, visto che è questo
l'uso per cui la maggioranza di esse sono
progettate, nel secondo dobbiamo porci
un'ulteriore domanda: se vogliamo un
e-learning blended o la piattaforma
è solo un virtual-office-hour
ossia per il supporto agli studenti in
ambiente telematico. Nel secondo caso
tutte vanno bene, nel primo invece non
tutte si prestano, in quanto prive di
funzioni fondamentali quali l'erogazione
di eventi live e/o il supporto per
attività collaborative. Per soluzioni di
tipo e-learning blended può essere utile
fare ricorso a piattaforme open source in
quanto è possibile aggiungere con
facilità i moduli mancanti (quando non
addirittura, per quelle in beta test, è
possibile rivolgersi agli sviluppatori
affinché lo facciano), mentre per quelle
proprietarie questi moduli aggiuntivi, se
presenti, hanno spesso costi
sproporzionati (il cui impatto ovviamente
dipende dall'uso che ne verrà fatto).
2. Chi gestirà la
cosa? Abbiamo a disposizione persone in
grado di gestire la piattaforma e formare
gli utenti?
Se la risposta è no allora è
indispensabile orientarsi verso una
piattaforma stabile con un supporto
commerciale oppure altrimenti disponibile.
Altrimenti dobbiamo considerare sia la
possibilità di un più consistente
intervento di personalizzazione
dell'ambiente. Entrambe le situazioni
hanno evidentemente impatto sul budget in
termini di costi di assistenza esterna o
di ore del personale interno.
3. Quanti sono gli
studenti e i corsi destinati a utilizzare
sulla piattaforma?
Effettuare investimenti su piattaforme
troppo grosse potrebbe costare più che la
personalizzazione di piattaforme
"piccole". Le piattaforme
commerciali sono di solito ottimizzate per
grandi numeri, quelle open source invece
per piccoli numeri (dove "piccoli
numeri" qui è inteso come inferiore
a 1200 studenti)
4. Abbiamo
necessità di tracciare il percorso
didattico (accessi e tempi di permanenza
sui contenuti) degli studenti con assoluta
certezza o possiamo ammettere un certo
livello di errore?
Nel primo caso dobbiamo usare una
piattaforma che preveda già questa
funzionalità, o implementare (cosa
fattibile con relativa facilità) in
quella autogestita le funzioni di
tracciamento pagina per pagina. Nel
secondo caso i servizi offerti da un
normale log di qualsiasi server web
possono risultare sufficienti.
5. Qual è il
livello di riservatezza della
documentazione inserita? Quanto è
accettabile il rischio che estranei al
corso possano fruirne? Quante difficoltà
accettate di fare superare al fruitore per
mantenere questa riservatezza?
Premesso che una sicurezza completa è
impossibile a ottenere, è necessario che
la piattaforma offra servizi di sicurezza
che costituiscano un valido compromesso
tra un livello garantito di tutela e la
maggiore usabilità ed accessibilità del
sistema.
6. Nella scelta
della piattaforma volete privilegiare le
funzionalità disponibili oppure la
facilità di uso da parte degli utenti
(studenti, docenti e tutor)?
Nel secondo caso è opportuno valutare
quali funzionalità potrebbero essere
sacrificate: una piattaforma con troppe
features risulta chiaramente di uso meno
immediato, una piattaforma di uso non
immediato scoraggia l'utente.
7. Gli utenti hanno tutti le stesse
apparecchiature per la fruizione (ad
esempio quando tutti gli studenti accedono
all'ambiente di apprendimento da aule
attrezzate in modo equivalente)? oppure
ciascuno potrebbe avere configurazioni
diverse)?
Nel secondo caso occorre fare attenzione
che alcune piattaforme hanno delle
caratteristiche che impediscono l'uso di
alcune funzionalità con certe
configurazioni. L'utente che utilizza una
macchina sul lavoro potrebbe non avere
alcuna possibilità di riconfigurarla
perché funzioni in modo appropriato.
Questo aspetto va tenuto in conto anche al
momento della preparazione dei materiali.
8. Gli utenti usano
tutti la stessa lingua? Vi è la
necessità di prevedere l'uso anche da
parte di disabili sensoriali?
Se si verificano queste esigenze, la
piattaforma deve avere un'interfaccia
utente configurabile per le diverse
esigenze (in input ed in output).
9. Ci sono utenti
con banda molto ridotta (ad esempio se
alcuni utenti accedono da postazione
mobile)?
È necessario in questo caso prevedere,
oltre ad idonei modi di presentazione,
anche dei metodi alternativi per l'accesso
e la selezione dei contenuti. Deve essere
quindi possibile utilizzare la piattaforma
anche completamente depurata da immagini e
contenuti multimediali.
10. È necessario
che il vostro sistema accetti documenti di
ogni tipo, oppure solo già in un formato
definito? Il sistema deve seguire uno
standard (SCORM, ISC…) per
l'archiviazione dei documenti?
Se questa esigenza esiste - cosa
plausibile nel caso di esigenza di
portabilità dei contenuti su più
piattaforme - è necessario assicurarsi
che la piattaforma scelta abbia sin
dall'inizio la completa compatibilità con
lo standard richiesto.
11. Sono richieste
funzioni di ricerca all'interno
dell'ambiente di apprendimento?
Se è necessario rispettare queste norme
è necessario prevedere una piattaforma
che lo preveda all'origine, se
proprietaria, mentre è agevole fare
l'adattamento alla bisogna per le
piattaforme open source.
12. La piattaforma
di erogazione dei servizi per l'istruzione
in rete sarà un "mezzo" di puro
servizio oppure sarà una piattaforma di
lavoro esso stesso, per affinare le
tecniche didattiche in itinere?
Se la risposta è sì una scelta di
qualcosa di cui si abbiano i codici
sorgente del programma e le capacità per
plasmare l'oggetto alle proprie esigenze
è, naturalmente, essenziale.
Una volta che avrete le risposte a
queste domande, potrete usarle come chiavi
di selezione per la scelta della vostra
piattaforma!
Stephen Downes, National Research
Council, Moncton, Canada, Design and
Reusability of Learning Objects in an
Academic Context: A New Economy of
Education? eLearning: una sfida per l'universita,
Milano, 12 Novembre 2002. http://www.downes.ca/files/milan.doc
Riferimenti alle piattaforme
esaminate
Piattaforme di tipo commerciale
Blackboard
Saba
Learning
Space
WebCT/learneXact
Non commerciali, ma proprietarie
Cose
Piattaforme GPL (Global Public
Licence)
MIT's
Sloan School of Management
Eledge
Unversity of Utah
Mimerdesk
ILIAS
Universitaet Koeln
ACOLAD
Universitè Pasteur Strasbourg
UPortal
Classweb
Wwwboard
RearSite
Universitè de Rennes
Freestyle
Learning Home Universitaet Muenster
Ganesha
FleUniversity
Arts and Design Helsinki
Claroline
Universitè Catholique Louvain
Adept
Spaghettilearning