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La riflessione sul ruolo del tutor
negli ambienti di apprendimento per la
formazione a distanza si colloca
nell'ambito dello sviluppo progressivo
della ricerca su tali ambienti, in cui ha
assunto un ruolo centrale la prospettiva
teorica nota come costruzionismo sociale
(Talamo, 1998; Calvani 2000; Varisco,
2000; Rossi, 2000). Tale prospettiva
definisce l'apprendimento come un processo
attivo realizzato principalmente
attraverso l'interazione con altri
piuttosto che mediante attività di tipo
individuale. In questo senso i
partecipanti diventano una vera è propria
comunità che compie un percorso di
costruzione di conoscenza (Bereiter e
altri, 1997), orientata a scambiare idee,
risolvere problemi rilevanti per la
comunità, realizzare dei prodotti
significativi attraverso modalità
collaborative.
L'ambiente entro cui si giocano processi
di questo tipo diventa un vero e proprio
spazio di interazione sociale tra i
partecipanti, che contiene aree
differenziate per funzione, del tipo:
a) autopresentazione dei partecipanti
(autobiografie professionali e personali)
b) risorse informative (biblioteche di
link)
c) spazio di discussione della comunità (webforum
e chat)
d) presentazione dei prodotti realizzati
(pagine web)
e) comunicazione organizzativa (time line
del corso, bacheche, ecc.).
In un ambiente di formazione così
complesso la figura del tutor svolge un
ruolo di coordinatore del percorso
formativo con almeno tre funzioni:
facilitatore della collaborazione nella
comunità, mediatore nei confronti degli
strumenti di interazione dell'ambiente e
(spesso) partecipante esperto al processo
di costruzione di conoscenza.
In particolare, analizzando il ruolo di
mediazione che il tutor svolge rispetto
all'ambiente tecnologico, è possibile
individuare tre aspetti di notevole
importanza che è opportuno presidiare:
a) l'accoglienza dei partecipanti
nell'ambiente orientata ad esplicitare il
senso delle diverse aree di interazione,
delle metafore che le identificano, degli
strumenti disponibili e delle possibili
funzioni che possono giocare all'interno
del percorso formativo. Si tratta di una
fase iniziale, in cui avviene
l'introduzione degli strumenti che
consentono ai partecipanti di presentarsi
mediante le loro esperienze personali e
professionali (biografia personale), di
dichiarare le loro aspettative sul corso (portfolio,
scheda personale, ecc.) e di attivare forme
preliminari di comunicazione spesso
basate, nei corsi di base, su strumenti a
bassa complessità d'uso come la posta
elettronica.
b) l'introduzione di nuovi strumenti:
l'ambiente di formazione cresce secondo
una dinamica di tipo autopoietico (Maturana
e Varela, 1992) e ciò avviene in un
duplice senso: in primo luogo perché
aumenta la quantità di conoscenza che la
comunità costruisce e che è resa
visibile sia dalle scritture collaborative
realizzate ad esempio nei web forum, o
attraverso la realizzazione di prodotti
strutturati nel web (lezioni,
esercitazioni, questionari, ambienti di
interazione, ecc.) e legati agli obiettivi
del percorso formativo. In secondo luogo
è possibile che lo sviluppo dell'ambiente
avvenga per l'introduzione di nuovi
strumenti di lavoro: ad esempio accanto al
web forum può essere necessario introdurre
delle chat se la comunità, suddivisa in
piccoli gruppi per l'elaborazione di
prodotti, ha bisogno di utilizzare i
vantaggi della comunicazione sincrona per
prendere delle decisioni.
E' necessario, in primo luogo, che il tutor
espliciti il senso di ogni nuovo strumento
rispetto alle coordinate generali del
percorso formativo intrapreso, chiarendo
le nuove opportunità che esso offre
rispetto al processo di costruzione di
conoscenza. Inoltre, è necessario che
egli svolga un ruolo di raccordo e di
organizzazione dei feedback diffusi che i
partecipanti propongono rispetto
all'organizzazione dell'ambiente in una
data fase del suo sviluppo che consentono di pianificare
eventuali aggiustamenti
dell'organizzazione stessa in modo da
renderla più adeguata alle esigenze del
percorso formativo.
c) il supporto allo sviluppo delle
abilità d'uso degli strumenti:
l'introduzione nell'ambiente di nuovi
strumenti di lavoro deve prevedere un
accompagnamento dei partecipanti nello
sviluppo di abilità di uso degli stessi.
Tale processo può essere efficacemente
gestito secondo un approccio di
apprendistato cognitivo (Collins, Brown,
Newmann, 1989) in cui il tutor agisce sia
fornendo istruzioni specifiche e dirette
sulle caratteristiche dello strumento sia
rendendo visibili agli altri le proprie
strategie d'uso (modeling), sia
supportando i partecipanti nei problemi
via via incontrati (scaffolding).
Il tutor riveste dunque un ruolo cruciale
e complesso che coevolve situazionalmente
con il progressivo cambiamento delle
caratteristiche dell'ambiente e con le
esigenze delle attività di interazione
sviluppate dalla comunità. Naturalmente
un punto nodale per la costruzione di un
ruolo così delineato riguarda la messa a
punto di efficaci percorsi formativi in
grado di preparare una figura di questo
tipo. Occorre in questo senso pensare a
percorsi che prevedano almeno due livelli
di percorsi:
- in primo luogo lo sviluppo di competenze
d'uso di mediatori tipici di ambienti di
questo tipo (uso di web foum, costruzione
di pagine web, utilizzo di chat, ecc.) da
sperimentare come apprendisti dentro un
percorso di gruppo;
- in secondo luogo lo sviluppo di abilità
di conduzione di un gruppo
"situate" dentro ambienti di
questo tipo, attraverso sperimentazione
diretta sotto la guida di esperti ed il
ricorso a pratiche di riflessione
metacognitiva di gruppo su tali
sperimentazioni, realizzate sia in
presenza che mediate tecnologicamente (attraverso ad
esempio discussioni in web
forum).
Riferimenti bibliografici
Bereiter C., Scardamalia
M., Cassels C. e Hewitt J. (1997), Postmodernism,
Knowledge Building and Elementary Sciences,
The Elementary School Journal, 97 (4),
329-340.
Collins A., Brown J. S. e Newman S.(1989), Cognitive apprenticeship:
teaching the craft of reading, writing and
mathematics. In L. B. Resnick (Eds.)
Cognition and Instruction: Issues and
Agendas, pp.454-494, Hillsdale, NJ,
Lawrence Erlbaum Associates.
Maturana H., e Varela, F. (1992), L'albero della conoscenza,
Garzanti
Editore.
Rossi P.G. (2000), Dal testo alla
rete, Napoli, Technodid.
Talamo A.(1998), Apprendere con le
nuove tecnologie, Firenze, La Nuova
Italia.
Varisco B.M. (2000), Costruttivismo
sociale ed approccio situato
all'apprendimento come framework alle
pratiche didattiche con le nuove
tecnologie. In O. Albanese, P. Migliorini
e G.Pietrocola ( a cura di),
Apprendimento e nuove strategie educative,
pp.53-76, Milano, Edizioni Unicopli.
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