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Elearningtouch.it:
presupposti teorici e fasi di sviluppo
Elearningtouch.it,
nata nel marzo del 2003 dall'impegno di
Andrea Braga (supporto tecnico), Jose
Mangione, Manuela Pegoraro e Caterina
Policaro, è attualmente una tra le più
significative community per professionisti
di e-learning in Italia. Forte della
convinzione che l'apprendimento è
fondamentalmente un fenomeno sociale
mediante il quale l'individuo accresce le
proprie conoscenze nell'interazione con la
comunità (Trentin, 2000) (1),
elearningtouch.it si è sviluppata
inizialmente come comunità professionale
sulle tematiche della formazione online
(2), e attualmente conta oltre 1000
iscritti.
Il presupposto teorico che ne ha guidato
la nascita è stato il costruttivismo
sociale: partecipazione attiva, tolleranza
e pluralità di pensiero, negoziazione e
rielaborazione continua, collaborazione
per la risoluzione di obiettivi condivisi
sono dimensioni irrinunciabili per il
successo dell'apprendimento - vero,
significativo - individuale e di gruppo,
sperimentato all'interno del percorso
formativo. Elearningtouch.it si ispira
inoltre a modelli di crescita collettiva (Cortada
e Woods, 1999) (3), di condivisione della
conoscenza (soprattutto quella tacita) e
reciproco arricchimento del bagaglio di
competenze: tali modelli necessitano di
strategie e strumenti collaborativi che si
autoalimentano nel tempo, e dunque di
community members che non si limitino a
beneficiare delle esperienze altrui ma che
assumano un ruolo attivo e propositivo nel
co-sviluppare nuove e migliori pratiche
professionali. Il risultato sarà
l'incremento collettivo della base di
conoscenza condivisa della comunità.

Fig. 1 Home page
L'evoluzione di una comunità è
accompagnata da diverse fasi (McDermott,
2000) (4), di non sempre facile gestione,
che stanno scandendo lo sviluppo del
progetto elearningtouch.it e la sua
evoluzione in comunità in rete di
professionisti del settore.
Il concepimento
La prima fase consiste nella
pianificazione. Le comunità crescono
attorno a network che tendono a
costituirsi naturalmente, spesso a valle
di interventi formativi; nel progettare
una comunità professionale è dunque
strategico scoprire quali network già
esistono, almeno in nuce, e attorno a
quali focus. Il potenziale di sviluppo di
elearningtouch.it è stato valutato a
partire da queste ricognizioni e dalle
relative analisi dell'esistente. Inoltre,
nella consapevolezza che la flessibilità
nel tempo è la prima caratteristica di
una comunità online, essendo questa una
realtà in movimento, è stato necessario
già in fase di progettazione porre
l'accento sugli elementi che avrebbero
favorito lo sviluppo e l'orientamento
della comunità stessa.
L'infanzia
La seconda fase ha dato il via alla
comunità stessa, mettendo in relazione i
membri tra di loro e con gli altri membri
a cui è stata estesa. Le attività di una
nascente comunità spesso iniziano
informalmente, attraverso la semplice
condivisione di opinioni e punti di vista;
in un primo tempo i partecipanti sono
fortemente motivati e tendono a
partecipare attivamente e in modo
spontaneo. Le giovani comunità
profesisonali come elearningtouch.it
avvertono la necessità di un tempo
adeguato per sviluppare le relazioni tra
membri, anche perché inizialmente i
partecipanti (gli altri membri che non
avevano precedentemente condiviso il
percorso formativo del Master) non si
conoscono abbastanza per sapere quali
informazioni potrebbero scambiarsi, né
hanno la confidenza per farlo. È occorso
quindi del tempo per sviluppare relazioni,
per scoprire quale conoscenza poteva
essere utile condividere tra il nucleo
iniziale di elearningtouch.it abituato a
collaborare in rete e gli altri utenti
invitati a partecipare o semplicemente
interessati. Tale processo va supportato e
incentivato per raggiungere velocemente il
punto in cui i membri della comunità
possano fidarsi a chiedere aiuto e
giungano a discutere problemi
significativi o a scambiarsi idee. Quando
questa fase di "incubazione"
funziona bene e il "core group"
o la massa critica della comunità
sviluppano un solido senso di appartenenza
e di collegamento, ha inizio una fase di
più regolare attività della comunità
intorno al gruppo ristretto che attira
altre persone a partecipare.
L'adolescenza
La terza fase riguarda la crescita: il
core group trova solide basi di
connessione e tende a focalizzarsi sulle
conoscenze che ritiene più utili, vedendo
così crescere la propria visibilità
anche all'esterno. Essendo per definizione
la comunità una dimensione aperta,
aumenta di conseguenza il rischio di
"esposizione" a nuovi membri,
che portano nuove idee e prospettive.
Elearningtouch.it si trova al momento nel
passaggio da questa fase a quella di piena
maturità come comunità professionale
allargata.
La maturità
La quarta fase è quella dell'età adulta.
Come le persone, le comunità crescono e
cambiano, vedendo mutare costantemente gli
scenari dei propri interessi ed esigenze.
L'ingresso di nuovi membri tende a
introdurre nuove prospettive, le
tecnologie cambiano insieme agli approcci
di problem solving, emergono nuove
necessità, ecc. Sono ancora forti le
spinte al cambiamento. È importante
cercare di stare al passo con quanto
accade sia all'interno che all'esterno
della comunità per essere in grado di
riprogettarla continuamente e mantenerla
vitale.
La vecchiaia
Anche la quinta ed ultima fase rappresenta
uno step naturale: quando la comunità
smette di essere portatrice di valore
aggiunto per i propri membri, essi
tenderanno ad abbandonarla e a lasciarla
morire, poiché ridotta a un contenitore
privo di contenuto. Oppure accadrà che
gli interessi della comunità finiscano
per focalizzarsi attorno ai partecipanti e
la comunità muti in un club privato, non
sempre disponibile ad accogliere nuovi
membri.
In
ognuna di queste fasi estrema attenzione
va dedicata agli utenti e alla loro
percezione del senso di appartenenza alla
comunità stessa, percezione che coinvolge
anche aspetti emozionali e relazionali -
come evidenziano i risultati di una
ricerca sulle comunità di pratica che
costituiscono il secondo focus di questo
articolo e che saranno discussi più
avanti.
Lo
staff che modera e anima la community
propone una molteplicità di percorsi di
lettura (per esperti, gestori di processi
formativi, docenti e formatori, tesisti,
…), evidenziando i fattori di successo,
i punti critici e le questioni aperte
dell'e-learning. L'obiettivo è quello di
entrare concretamente nel campo del
lifelong learning che, pur indicato da
tempo come chiave dello sviluppo dei
sistemi formativi, non ha ancora trovato
molte applicazioni ed esperienze
significative di riferimento.
All'interno di un contesto operativo
strutturato su socio-costruttivismo,
Knowledge Management e Knowledge Sharing,
la narrazione (racconto dei casi,
newsletter, interviste, interventi
didattici, incontri virtuali nei forum,
ecc.) acquista valore prioritario
qualificandosi, insieme all'elaborazione
di contenuti didattici e informativi, come
il principale strumento di coinvolgimento.

Fig.
2 Sezione Web Links
Per
realizzare tali obiettivi formativi la
community ha optato per un approccio di
"infotainment", che attualmente
rappresenta la principale - e doppia -
dimensione di elearningtouch.it: quella
informativa, che può essere definita come
l'importanza che gli individui
attribuiscono alla conoscenza di cui la
comunità è in possesso, e al desiderio
di accedervi; quella partecipativa, intesa
come desiderio di costruire relazioni con
gli altri. Questi due aspetti hanno una
diversa connotazione a livello di
strumenti e funzioni utilizzati: in alcuni
casi domina la dimensione informativa (es.
i web link, la sezione articoli, le
pubblicazioni, le segnalazioni, …), in
altri quella partecipativa (es. la mailing
list e i web forum). La comunità
professionale e i suoi servizi
rappresentano dunque sia delle fonti alle
quali attingere per acquisire informazioni
utili su specifici temi, sia dei momenti
di aggregazione e condivisione tra persone
che svolgono attività simili.
La dimensione partecipativa influenza le
relazioni tra le persone all'interno della
comunità virtuale: un alto grado di
partecipazione da parte degli utenti,
ovviamente, rappresenta l'ideale al quale
tutte le comunità aspirano. Come emerge
dalla ricerca oggetto del prossimo
paragrafo, elearningtouch.it può vantare
la presenza di un "core group"
caratterizzato da un solido senso di
appartenenza, una tendenza a focalizzarsi
su precise tematiche e conoscenze, una
progressiva visibilità anche all'esterno,
e in generale può contare su di un buon
livello di attività e partecipazione che
garantiscono da un lato la sopravvivenza e
il rinnovamento continuo della comunità
nel tempo, dall'altro una forte coesione
interna. Le caratteristiche tipiche del
sistema di relazione tra gli utenti delle
comunità virtuali erano state fortemente
volute dallo staff, per il quale duplice
è il ruolo degli utenti: autori e al
tempo stesso destinatari di contenuti e
comunicazione. Il ruolo dello staff è
dunque quello di facilitare le relazioni e
far comprendere che la condivisione delle
proprie idee non rappresenta un rischio,
ma un'opportunità, in virtù del
potenziale di valore aggiunto che emerge
dalla somma e dall'integrazione di
contributi diversi. L'accettazione di
questo principio da parte degli utenti
rappresenta una condizione irrinunciabile
affinché la community abbia e continui ad
avere successo.
La ricerca COPS - Community of
practices
La necessità di indagare ulteriormente le
dinamiche di partecipazione all'interno
della comunità ha portato al progetto di
ricerca Comunità di pratiche - COPs, nato
dalla collaborazione tra lo staff e gli
utenti di elearningtouch.it da un lato e
Francesca Faelli, specializzanda
nell'ambito della formazione degli adulti,
dall'altro. La ricerca, volta ad
approfondire la conoscenza degli aspetti
psico-sociali che si manifestano
all'interno di una comunità online di
professionisti, ha utilizzato
elearningtouch.it come case study
studiandone alcuni aspetti delle dinamiche
partecipative, in modalità simile a
quanto accade per le comunità di pratica,
pur sapendo che e-learningtouch non può
dirsi ancora una vera comunità di
pratica, ma che sta lavorando per
diventarlo. L'analisi si è focalizzata su
due aspetti: la percezione che i membri
hanno rispetto alla propria partecipazione
alla vita della comunità (in particolare
il valore aggiunto percepito, a livello
professionale e personale; gli aspetti
emozionali connessi alla partecipazione);
l'individuazione, nel vissuto dei
partecipanti, dei fattori che influenzano
la propria modalità di partecipazione. Il
progetto, nella sua forma più ampia, si
configura come studio pilota per la
raccolta di dati e indicazioni utili alla
futura realizzazione di vere e proprie
ricerche a campione, volte
all'applicazione del modello dei sette
principi (5), consigliati per le comunità
di pratica, a elearningtouch.it. Lo
riassumiamo brevemente:
1. Progettare per l'evoluzione. Pianificare
lo sviluppo di una comunità significa
progettare un organismo dinamico e
guidarne, catalizzarne lo sviluppo: ciò
implica una conoscenza approfondita del
potenziale che la comunità possiede e una
capacità di costante redesign in
relazione ai nuovi elementi e alle nuove
direzioni intraprese dai membri.
2. Creare un dialogo tra prospettive
interne ed esterne. Il benchmarking
con l'esterno può favorire una migliore
comprensione del potenziale della
comunità; l'acquisizione, nel dialogo
interno, di informazioni, dimensioni e
persone esterne ad esso può agire come
agente del cambiamento.
3. Promuovere diversi livelli di
partecipazione. Questi dipendono dalle
motivazioni differenti per cui ogni utente
è interessato a far parte della
community. Solitamente il core group (che
partecipa e discute attivamente e
soprattutto pubblicamente, portando avanti
tematiche o progetti specifici) è formato
da un numero non troppo alto di utenti
(circa il 10-15% della comunità); il
livello superiore è formato da un gruppo
più allargato (15-20%) che partecipa più
saltuariamente e con meno coinvolgimento;
la percentuale più ampia è formata da
utenti marginali e poco coinvolti e da
lurkers (oltre che da semplici interested
ai topic offerti dalla community). La
prospettiva di un'uguale partecipazione è
dunque irrealistica.
4. Sviluppare spazi pubblici e spazi
privati. Una comunità vive degli
"eventi" pubblici, delle
relazioni, di quanto accade giorno dopo
giorno. Le relazioni più strette e più
ricche avvengono negli spazi privati: lo
staff deve costantemente operare dietro le
quinte per mantenere vive tali relazioni
nonché preoccuparsi di un appropriato
livello di informalità delle stesse. La
dimensione pubblica e quella più privata
sono strettamente correlate, la loro
efficace orchestrazione è la chiave del
successo della comunità. In futuro si
prevedono momenti di coinvolgimento della
comunità ad eventi in presenza (workshop
o meeting).
5. Focus sul valore aggiunto. Il
valore dell'organizzazione, delle
relazioni, dello staff e degli utenti
stessi può variare nel corso dello
sviluppo della comunità; all'inizio il
focus può essere sui problemi e le
necessità espresse dai membri, mentre
successivamente il valore aggiunto può
rivelarsi la costituzione di una base
sistematica di conoscenze. Il valore non
è sempre immediatamente visibile e
compreso dai membri ma emerge nel tempo:
svilupparne la consapevolezza con
attività, eventi, relazioni risulta
quindi d'importanza strategica.
6. Combinare familiarità e novità. Gli
utenti devono sentirsi comfortable e al
contempo poter chiedere e alimentare nuove
idee. Le attività che fanno parte della
routine della community favoriscono la
stabilità delle relazioni, gli eventi e
le novità il senso di avventura.
7. Creare un ritmo. L'offerta di
attività ed eventi periodici da parte di
una comunità è il segno evidente della
sua vitalità. Trovare il giusto timing in
ogni stadio del ciclo di vita, la giusta
combinazione tra necessità e
relazionalità a livello di intera
comunità e di sottogruppi è la chiave di
volta per lo sviluppo continuo.
I
risultati ottenuti dalla ricerca non sono
al momento rappresentativi dell'intera
popolazione e non hanno validità
statistica; offrono comunque uno sguardo
d'insieme sull'esperienza personale degli
intervistati, oggetto principale della
ricerca. I dati di interesse sono stati
rilevati attraverso interviste
semi-strutturate rivolte sia agli utenti
che allo staff di elearningtouch.it. Il
campione di soggetti intervistato si è
auto-selezionato su basi volontarie; hanno
partecipato:
- 30 utenti (22 donne e 8 uomini)
- 4 amministratori dello staff
elearningtouch.it
Nell'analisi dei dati è stato utilizzato
in prevalenza il metodo dell'analisi del
contenuto, atto a valorizzare il senso
soggettivo che gli intervistati
attribuiscono alla propria esperienza e a
salvaguardare la ricchezza semantica
potenzialmente ottenibile con metodi di
tipo qualitativo (6). Ogni risposta è
stata scomposta in una o più frasi di
senso compiuto (proposizioni significative
di base), a loro volta accorpate in gruppi
di significato omogeneo e successivamente
in classi. Da ultimo è stata effettuata
un'analisi quantitativa del materiale, in
questo caso - data la natura di studio
pilota della presente ricerca - limitata
ad un semplice conteggio delle frequenze.
I risultati dello studio pilota (7)
Elearningtouch.it è articolata in tre
livelli differenti di partecipanti:
- un core group (10% circa degli iscritti)
formato da esperti professionisti
- un active group (10% circa degli
iscritti) costituito soprattutto da
tesisti e giovani professionisti
- una platea (80% circa degli iscritti) di
partecipanti passivi (lurkers), alcuni dei
quali (circa il 10%) emergono a volte
dall'anonimato senza continuità (8).
Tra i risultati più interessanti della
ricerca:
- le motivazioni più diffuse alla
partecipazione: qualità dei contenuti e
dei mezzi di comunicazione offerti,
possibilità di acquisizione, condivisione
e aggiornamento di conoscenze spendibili
nella pratica lavorativa
- la maggiore partecipazione degli uomini
rispetto alle donne, sotto forma di
interventi nelle discussioni (ML e Forum)
- i costi da sostenere per la
partecipazione: soprattutto tempo (per
leggere e rispondere ai messaggi) e
investimento in termini di attenzione e
conoscenze personali (idee e spunti di
riflessione da condividere con altri)
· i benefici ottenuti dalla
partecipazione: acquisizione di
informazioni aggiornate e già
selezionate, possibilità di frequentare
un ambiente vivace, approfondimento delle
proprie conoscenze sull'e-learning (Fig.
2)
· il rapporto costi/benefici: nel
complesso estremamente positivo (la
maggior parte degli intervistati indica
una decisa prevalenza dei benefici sui
costi), anche se per i lurkers la
partecipazione attiva comporta molto
spesso impegnarsi più di quanto previsto
a livello personale e quindi richiede un
dispendio eccessivo di tempo ed energie (Fig.
3)

Fig. 3

Fig.
4
-
la forte presenza di esperienze di
condivisione e l'attuale scarsa frequenza
di esperienze di cooperazione
- l'elevato livello di fiducia fra gli
utenti e fra questi e lo staff, basato
soprattutto sul riconoscimento della
competenza di tutti i membri della
community
- la frequenza di sentimenti quali il
senso di appartenenza e di collaborazione,
l'entusiasmo; i lurkers indicano anche lo
sforzo e la fatica legati alla
partecipazione
- i fattori in grado di facilitare la
partecipazione: competenza, serietà e
disponibilità di tutti gli utenti,
risorse di qualità (sia come contenuti
che come usabilità), interesse per gli
argomenti trattati; lo staff cita invece
la costante azione di filtraggio dei
contenuti volta ad agevolare la
partecipare degli utenti
- i fattori che ostacolano la
partecipazione: mancanza di tempo, di un
buon clima relazionale e di conoscenze
adeguate (il livello delle discussioni è
molto elevato); alcune caratteristiche
personali (paura di essere giudicati
off-topic, difficoltà nell'esprimere la
propria opinione, esistenza di preconcetti
sulle possibilità di condivisione con
esperti di settori diversi, …); il fatto
di non essere abituati a far parte di una
community interattiva e veloce; la poca
fiducia da parte dei newbie (all'origine
del lurking) (Fig. 4)

Fig.
5
Conclusioni
Il progetto si è dimostrato
particolarmente utile in quanto sviluppato
in una fase di transizione di
elearningtouch.it; questa dispone ora di
ulteriori indicazioni per raggiungere una
fase di maturità nella quale qualità dei
contenuti e delle interazioni, attenzione
all'utenza, significatività del confronto
di esperienze e della collaborazione siano
gli elementi portanti di elearningtouch.it
stessa (9). Sicuramente lo studio pilota
effettuato giustifica, dai risultati
ottenuti, un'ulteriore ricerca nel settore
che raggiunga una rilevanza e
dimostrabilità statistica.
Concludiamo
con le domande che lo staff si pone ogni
giorno: come può crescere questa
comunità? Quali sono le strategie, i
servizi, le competenze da mettere in
gioco? Innanzitutto è necessario
elaborare adeguati modelli: la mappatura
degli interessi, delle percezioni e dei
conflitti dei partecipanti è uno degli
strumenti per favorire lo sviluppo della
comunità in rete e la co-costruzione di
un ambiente di supporto che si presenti
come luogo di formazione continua. Sono
già state pianificate alcune migliorie e
innovazioni (10) finalizzate ad innalzare
il livello delle interazioni tra gli
utenti e a promuovere lo scambio e la
crescita di 'conoscenza operativa',
mantenendo la vocazione di
elearningtouch.it al mix tra knowledge
management e infotainment.
Elearningtouch.it si configura quale
contesto sociale strutturato di confronto
e discussione, coabitato da soggetti che
condividono conoscenze, competenze,
problematiche, aspettative, ove ogni
membro è al tempo stesso apprendista ed
insegnante (reciprocal teaching). Lo staff
è consapevole del fatto che costruire una
comunità di professionals non significa
favorire un semplice trasferimento di
competenze: il sapere acquisito
all'esterno deve essere rielaborato e
trasformato per diventare efficace
all'intero dell'organizzazione. In queste
situazioni lo strumento principe diventa
la propagazione tra i pionieri e il resto
della comunità; attraverso opportune
architetture collaborative si attueranno
processi di propagazione guidata molto
più rapidi della propagazione libera
(affidata al contatto spontaneo), con
l'obiettivo di creare una nuova knowledge
base condivisa in continua evoluzione.
In sintesi, la comunità elearningtouch.it
vuole contribuire a creare valore aggiunto
per la comunità più ampia di tutti i
professionisti del settore identificando,
migliorando e prospettando nuove aree di
sviluppo e nuove strategie, contribuendo
alla risoluzione di problemi, trasferendo
rapidamente le best practices attraverso
un 'forum ideale' per la loro condivisione
e diffusione, arricchendo e ottimizzando
le competenze professionali di ognuno.
Note
(1) Trentin, G., Dalla formazione a
distanza all'apprendimento in rete,
Milano, Franco Angeli, 2000.
(2) Il progetto nasce daglii ex corsisti
del Master 'Progettista e gestore di
formazione in rete' dell'Università di
Firenze; prende avvio nel novembre 2002
dalla volontà di sfruttare, anche al di
là del corso stesso, una delle
potenzialità maggiori della comunità di
apprendimento creatasi: l'aver messo a
confronto studenti e professionisti con
interessi comuni, ma affrontati da
prospettive diverse.
(3) Cortada, J.W. e Woods, J.A. The
Knowledge Management Yearbook 1999-2000.
Boston: Butterworth-Heinemann 1999.
(4) McDermott, R., Community development
as natural step. Five stages of community
development, in Knowledge Management
Review, Volume 3 Issue 5, November/December
2000.
(5) Wenger, E., McDermott, R., Snyder,
W.M., Seven Principles for Cultivating
Communities of Practice in Cultivating
Communities of Practice: A Guide to
Managing Knowledge, Harvard Business
Scholl Press 2002.
(6) Guidicini P., Castrignano M.,
L'utilizzo del dato qualitativo nella
ricerca sociologica, Milano, Franco
Angeli, 1997.
(7) Per i risultati completi:
http://www.elearningtouch.it, modulo
Contenuti > CoPS.
(8) Esistono inoltre diversi sottogruppi
attivi nell'approfondimento di tematiche
specifiche.
(9) Elearningtouch.it si valuta nel
quadrante dei Question Marks della matrice
BCG, ovvero tra gli enigmi che non
detengono ancora un'altissima quota di
mercato (utenti e membri non sono
moltissimi) ma che agiscono in un ambiente
in rapida espansione. L'obiettivo è
raggiungere il quadrante delle star,
comunità leader nel proprio mercato che
richiedono mezzi e servizi consistenti per
sostenere la crescita e che grazie al loro
vantaggio competitivo generano profitti
notevoli (a livello di ritorno di
immagine, acquisizione di nuova utenza,
partecipazione attiva, crescita della
conoscenza).
(10) Di recente sono stati offerti nuovi
servizi quali le sezioni tematiche (aree
di divulgazione e confronto su argomenti
specifici), la sezione contenuti (articoli
di approfondimento su alcune aree di
interesse), la sezioni autori (in cui
vengono presentati gli esperti che
collaborano gratuitamente con
elearningtouch.it). A breve verrà
implementata un'area bandi (raccolta dei
bandi relativi all'e-learning) e proposti
degli appuntamenti live (tramite voice
chat) moderati da esperti.
Riferimenti bibliografici
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conoscenze tacite, in http://formare.erickson.it/archivio/marzo_03/baldascino.html
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professionali, in http://www.formare.erickson.it/archivio/gennaio_03/bettiol_depietro.html
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Knowledge Management e dell'e-learning, in
http://www.nusia.net/casestudies/convergenzakmlm.pdf
Castellani M., Ambienti Web e CoPs, in http://formare.erickson.it/archivio/marzo_03/castellani.html
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funzionano le comunità di pratica?
(gennaio 2002), in http://www.wbt.it/index.php?risorsa=comunita_pratica
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pratica: fasi e ruoli (gennaio 2003), in http://www.wbt.it/index.php?risorsa=promuovere_le_comunità_di_pratica
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12-15; in Tecnologie Didattiche, 25, n. 1,
2002.
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natural step. Five stages of community
development, in Knowledge Management
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Virtual Communities. A Learning
Perspective, ATHOS S.r.l., Febbraio 2000.
Nickols F., Community of practice. Start
up kit, a cura di The Distance Consulting
Company (2000), in http://www.kmadvantage.com/cop_articles.htm
Ostuni D., Communities of practice:
seminario sul libro di Etienne Wenger,
Sdilab 2001, in http://www.viu.unive.it/tedis/sdilab/slide/Communities.pdf
Palloff R., Pratt K., Building Learning
Communities in Cyberspace, Jossey-Bass
Publishers, San Francisco, 1999
Wenger E., McDermott R., Snyder W.M.,
Seven Principles for cultivating
communities of practice, in Working
knowledge, 25 marzo 2002
Preece J., Comunità online. Progettare
l'usabilità, promuovere la socialità,
Tecniche Nuove, Como, 2002
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