Il Forum
costituisce uno dei sottosistemi di
comunicazione che possono essere
utilizzati all'interno di un processo
didattico e formativo. Gran parte
degli studi rintracciabili in ambito
scientifico, prendono in esame il Web
forum dal punto di vista riduzionista:
il sistema viene generalmente
scomposto in particelle elementari,
gli elementi costitutivi sono
sottoposti a classificazione e se ne
mettono in evidenza le relazioni dal
punto di vista quantitativo. Il punto
di forza dei modelli proposti dalla
letteratura del settore è costituito
dalla possibilità di registrare le
interazioni direttamente nel formato
testuale, il quale si presta
efficacemente ad essere analizzato
attraverso un accurato esame delle
interazioni linguistiche. In ambito
didattico, il forum può essere
efficacemente utilizzato per costruire
collaborativamente percorsi di
conoscenza, in un alternanza proficua
di produzione di idee personali e
negoziazione di punti di vista con gli
altri partecipanti. Come hanno
dimostrato alcune interessanti
esperienze universitarie, emerge la
necessità di predisporre un sistema
di classificazione dedicato, in modo
da consentire, attraverso una
preliminare strutturazione temporale
dei contenuti, la loro successiva
segmentazione e marcatura in funzione
della tipologia di contenuto e di
legame, per valutare i collegamenti
tra le note.
Il nostro gruppo di lavoro ha tentato
di estendere l'ambito del modello
teorico, spostando il punto di vista
all'esterno del sistema e
contestualizzando il web forum
all'interno di un qualsiasi corso
universitario caratterizzato da
contenuti disciplinari.
Se l'obiettivo è quello di studiare
gli effetti dello strumento
informatico ed in particolare dello
strumento di comunicazione asincrona
sul percorso evolutivo della
costruzione di conoscenza, dobbiamo
considerare che l'attuale
organizzazione della condivisione
della conoscenza è, nella maggior
parte dei casi, fondato sulla
comunicazione didattica in presenza.
Il Web forum viene generalmente
affiancato ad un corso disciplinare
tradizionale. Ne consegue che un
modello di analisi della comunicazione
didattica non potrà essere
semplificato al punto di trascurare la
fase della comunicazione in presenza,
ovvero, forse sarebbe opportuno
indagare, sia quantitativamente che
qualitativamente, le reciproche
influenze che possono attivarsi in
relazione alle diverse modalità
comunicative. Questo vuol dire
aggiungere al punto di vista
riduzionista un approccio sistemico
che, attraverso la rappresentazione
generale degli elementi, ci induca a
riconsiderare l'organismo da essi
generato come una nuova entità, le
cui proprietà non sono riferibili in
alcun modo alla semplice somma delle
proprietà delle parti che lo
compongono.
Il sistema formativo blended,
caratterizzato dalla commistione di
comunicazione in presenza ed a
distanza può essere definito, senza
ombra di dubbio, come un sistema
complesso. Certamente anche il sistema
formativo tradizionale non poteva
essere ricondotto nell'ambito dei
sistemi semplici, ma ora ci troviamo
con un grado di complessità
ulteriore: gli spazi ed i tempi della
comunicazione vengono alternativamente
dilatati e compressi, utilizzando
canali e codici inconsueti per il
mondo dell'istruzione.
Il termine sistema deriva dal greco
Systema: riunione di più cose ed in
effetti l'uso comune tende ad
associare un sistema ad un insieme;
questa consuetudine linguistica limita
fortemente le peculiari
caratteristiche del significato
concettuale, mettendo in primo piano
la componente statica, relativa alla
classificazione degli elementi,
dimenticando invece l'essenzialità
dinamica delle relazioni che ne
caratterizzano l'esistenza.
Il concetto di insieme (dal latino
insimul, nello stesso tempo) in ambito
matematico è considerato un concetto
primitivo, ovvero non definibile.
Nell'idea di insieme la natura dei
suoi elementi non ha alcuna
importanza; quel che conta è che,
dato un insieme ed un suo elemento,
sia vera una ed una sola delle
alternative:
- l'elemento dato fa parte
dell'insieme
- l'elemento dato non fa parte
dell'insieme (1)
Al contrario un sistema è un'entità
molto più complessa che può essere
paragonata, per mezzo di una efficace
metafora, ad un essere vivente.
Un organismo si sviluppa e rimane in
vita grazie all'interazione tra i vari
organi ed apparati; il corretto
funzionamento di un sistema dipende da
tutte le sue parti, quindi se un
organo viene compromesso da una
malattia, tutto l'organismo ne subisce
le conseguenze.
Gli esseri umani tendono a pensare che
la realtà sia fatta di sistemi
semplici. In un sistema semplice una
singola causa produce un singolo
effetto. L'effetto può anche essere
prodotto da più cause, ma in genere
le cause non sono molte e,
soprattutto, il ruolo che ciascuna
causa ha nel produrre l'effetto è
separabile da quello delle altre
cause.
In altre parole le diverse cause si
sommano, senza interagire tra di loro,
per cui possiamo isolare e prevedere
l'effetto di una delle cause senza
preoccuparci delle altre. Questo si
esprime dicendo che i sistemi semplici
sono lineari. (2)
In un sistema complesso ci sono molte
cause che producono un dato effetto e
le relazioni tra le cause sono non
lineari invece che sommatorie, nel
senso che l'effetto di ogni singola
causa non è indipendente da quello
delle altre cause, per cui non può
essere isolato.
I sistemi complessi sono generalmente
costituiti da moltissimi elementi,
molto diversi gli uni dagli altri, che
interagiscono localmente tra di loro,
in modo irregolare, nel senso che un
elemento interagisce solo con un
gruppo di altri elementi provocando
proprietà globali dell'intero
sistema.
Queste proprietà non sono deducibili
a priori, anche se conosciamo
perfettamente la natura degli elementi
ed il processo di interazione a cui
sono sottoposti.
Per tornare all'oggetto della presente
relazione, ipotizziamo di affiancare
l'analisi macroscopica del sistema
complesso a quella microscopica delle
attività conversazionali asincrone;
in effetti la rappresentazione delle
relazioni verbali indirizzate ad
esprimere la costruzione di un
processo formativo, per successive
rielaborazioni delle retroazioni
linguistiche, potrebbe comprendere la
rappresentazione della struttura
(fisica o virtuale) all'interno della
quale si verificano tali interazioni.
In conseguenza di ciò, se il soggetto
formale, promotore del processo
formativo, è costituito da
un'istituzione pubblica come nel caso
del MIUR nell'esperienza ForTic la
realtà amministrativa attualmente ci
impone di considerarlo come un sistema
di comunicazione misto (in parte in
presenza ed in parte a distanza) e
l'analisi delle relazioni verbali
associata ai prodotti di
ristrutturazione concettuale, non può
prescindere dalla fase relazionale
d'aula. Nella realtà il primo
approccio del rapporto formativo si
sviluppa in presenza e trascurare
questa fase, così importante dal
punto di vista emotivo/relazionale,
potrebbe falsare le valutazioni
successive. Se il forum nascesse
direttamente all'interno di una
comunità on line, probabilmente la
sua crescita seguirebbe percorsi
evolutivi diversi, si dovrebbe
impiegare molto più tempo per
costruire un gruppo di lavoro con le
caratteristiche di coesione,
integrazione ed interdipendenza
necessarie per affrontare
un'esperienza collaborativa
caratterizzata da livelli qualitativi
paragonabili a quelli di un corso
"face to face". L'elisione
delle relazioni esistenti tra le due
fasi didattiche, induce a semplificare
eccessivamente il modello, privandolo
di alcuni elementi sostanziali che
potrebbero contribuire ad evidenziare
alcune proprietà emergenti del
sistema.
Per quanto riguarda l'analisi
qualitativa delle relazioni,
sembrerebbe che la tracciatura delle
attività di rete tenda a
sopravvalutare l'intensità dei
rapporti, in virtù delle favorevoli
condizioni create dallo strumento
tecnologico che consente agilmente di
"registrare" i dati
necessari, in tempo reale e senza
produrre condizionamenti sui soggetti
partecipanti (tempo di fruizione di
una serie di slides, tempo di
connessione ad un sito o quantità di
messaggi inviati). Indubbiamente la
ricerca delle regolarità viene
fortemente agevolata dai software di
memorizzazione dei log, ma siamo
sicuri che l'analisi quantitativa sia
sufficiente a rappresentare un
fenomeno complesso come quello della
comunicazione educativa?
Abbiamo tentato di affrontare la
questione per mezzo di una metafora
geometrica. Costruiamo una
rappresentazione reticolare e
concentriamo la nostra attenzione sui
nodi della rete.



Fig. 1 Alcuni degli organismi
possibili


Fig. 2 Le relazioni tra i nodi
rivelano rapporti qualitativamente
particolari
Solo alcune delle
strutture relazionali possibili danno
vita a formazioni che esprimono
proprietà particolari tra gli
elementi dell'organismo; ciò sta a
significare che solo alcune relazioni
sono in grado di esprimere una
struttura che rivela proprietà
caratteristiche. La qualità può
essere identificata come un elemento
marcatore che conferisce una ulteriore
dimensione alla rete delle relazioni.



Fig. 3
La costruzione o la
ristrutturazione di una rete non
avvengono mai senza un costo
energetico: il sistema viene
sottoposto (dall'esterno o
dall'interno) ad una stimolazione
energetica e solo allora alcuni nodi
tentano di entrare in relazione con
altri nodi.
Quando la qualità dell'interazione
produce attrazione, allora si crea una
struttura stabile (stabilità statica
o dinamica) all'interno della quale
non c'è subordinazione gerarchica tra
i nodi. Tutti gli elementi concorrono
a costruire una struttura che ha
proprietà complessive diverse dalla
somma delle proprietà dei singoli
elementi
Tornando al processo formativo, è
chiaro che l'analisi quantitativa,
ottenuta attraverso l'elaborazione
automatica dei dati, fatica a far
emergere le proprietà qualitative in
relazione al processo di costruzione
della conoscenza, quindi sarebbe
opportuno elaborare storicamente i
dati del processo didattico anche
secondo un protocollo valutativo che
tra le altre cose, prenda in
considerazione i limiti, fisici e
virtuali, del sistema, comprendendo le
interazioni tra didattica in presenza
e didattica a distanza.
Si tratta quindi di stabilire alcune
soglie minime di retroazione
costruttiva, rispetto alle quali
tarare il sistema di valutazione.
Non si tratta di una cosa semplice e,
comunque, anche in questo caso ci
troveremmo di fronte ad una
semplificazione dalla portata non
indifferente perché, spesso,
l'apprendimento dispiega i suoi
effetti con un certo ritardo temporale
rispetto agli stimoli che lo hanno
originato: non a caso abbiamo a che
fare con un sistema complesso! (3)
Complessità nella complessità, oltre
alla necessità di rappresentare il
contesto formativo, composto da
relazioni ed attori, ogni soggetto
partecipante ad un progetto formativo
si manifesta attraverso un sistema di
intelligenze multiple. Howard Gardner
riconosce almeno sette tipologie di
intelligenza (4) tra le quali
inserisce l'intelligenza personale
nella quale possiamo riconoscere le
capacità interpersonali o ancora
quelle intrapersonali.
L'analisi delle attività asincrone di
rete dovrà necessariamente
rapportarsi con l'analisi delle
attività in presenza, studiando ad
esempio le potenzialità connesse con
lo strumento informatico in termini di
rinuncia all'interazione emotiva in
favore di un'attività riflessiva
fondata sulla razionalità e sulla
logican (5). Parallelamente potrebbe
essere possibile confrontare le
relazioni di rete con quelle in
presenza per valutare la maturità
emotiva dei comportamenti e studiarne
la reciproca influenza.
Da un lato l'attività in presenza
viene condizionata fortemente dai
marcatori emotivi con un indubbio
effetto sull'apprendimento,
dall'altro, nelle attività di rete,
la rinuncia all'emotività
interpersonale in favore di quella
intrapersonale, consente di sviluppare
percorsi di costruzione lineare con
indubbi benefici sull'attività
disciplinare. In definitiva,
considerando le due fasi come prive di
collegamenti sostanziali, costruiremmo
un modello previsionale limitato ad un
contesto virtuale, in caso contrario,
sarebbe possibile indagare in quale
misura le abilità costitutive
dell'intelligenza emotiva possano
influenzare l'apprendimento di ogni
partecipante nel contesto reale,
rappresentato da uno spazio ed un
tempo fisico estesi alle corrispettive
entità virtuali di rete.
Portando a conclusione le riflessioni
espresse fin qui, e seguendo le
definizioni di Ilya Prigogine a
proposito del caos molecolare (6),
potremmo considerare le TIC come un
nuovo flusso di energia che ha
prodotto turbolenza all'interno del
sistema formativo, creando una
situazione di instabilità oscillante,
tendente a volte verso la negazione
delle attività in presenza, a volte
verso il rifiuto della FAD. Come
diretta conseguenza della stimolazione
energetica si va delineando una nuova
struttura, caratterizzata da
condizioni spazio-temporali
impossibili in condizioni di
equilibrio: il sistema formativo
"blended"; si tratta di un
nuovo sistema, ancora più complesso
del precedente, le cui proprietà
emergenti in ambito scolastico hanno
avuto il primo banco di prova con
l'esperienza ForTic.
Note
(1) Piccato A. Dizionario dei
termini matematici, Rizzoli,
Milano 1987, p. 213.
(2) Parisi D. Simulazioni, Il
Mulino, Bologna 2001, p. 71.
(3) Gleick J. Caos, La nascita di
una nuova scienza, Rizzoli, Milano
2002.
(4) Gardner H., Educare al
comprendere, Feltrinelli, Milano
2001.
(5) Manzelli P., Dinamiche
cognitive di trasformazione e scenari
mentali per l'innovazione, Atti FUEL,
Net-Learning: modelli reticolari di
condivisione della conoscenza,
Telecom Learning services, Roma,
10/12/2003.
(6) Prigogine I. Le leggi del Caos,
Laterza, Roma-Bari 2003, pp. 16-17.
Le foto 1, 2, 3 sono a cura di Carlo
Nati durante lo studio dei sistemi con
Geomag