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Università della Valle d'Aosta-Université de la Valleé d'Aoste

  a cura di Antonio Calvani 
Erickson.it    



Antonio Calvani (2009), Teorie dell’istruzione e carico cognitivo. Modelli per una scuola efficace, Trento, Erickson.
di Rita Teso
Da alcuni anni, statistiche OCSE alla mano, i livelli di conoscenza e la qualità degli apprendimenti nella scuola italiana, sono risultati tra i più bassi dei paesi industrializzati. Da una parte alcuni pedagogisti auspicano un vero e proprio ritorno alla scuola del buon tempo antico del “leggere, scrivere e far di conto” una sorta di back to basics (p.99), orientato al recupero di alcune buone prassi come i riassunti, gli esercizi, i ripassi che possedevano alcune potenzialità non adeguatamente sfruttate sul piano didattico. Dall’altra alla stessa ricerca pedagogica vengono richieste precise indicazioni per migliorare la qualità degli apprendimenti. Il volume di Antonio Calvani si colloca su questa linea di discrimine tra il passato tradizionale e il presente digitale, tenendo conto che Internet e la comunicazione ipermediale contemporanea impone alla nostra conoscenza nuovi compiti di fronte ai quali la scuola non può sottrarsi. La riflessione teorica che propone il testo, inizia con l’analisi critica degli ultimi cinquant’anni di ricerca educativa. La prima parte dell’opera è dedicata a illustrare e a rimettere in discussione le principali teorie dell’insegnamento-apprendimento della pedagogia progressista USA, individuando nel contempo dei punti di convergenza con gli apporti recenti della teoria del carico cognitivo. Nel secondo capitolo Calvani prende in esame come fattore paradigmatico, la teoria del carico cognitivo (Cognitive Load Theory, CLT) che rispetto alle altre teorie dell’istruzione fa piazza pulita di tante ingenuità educative, da quelle attivistiche del learning by doing, alla concezione stadiale del Piaget, alle mode didattiche centrate sugli stili di insegnamento e apprendimento, ai miti e credenze diffuse tra cui le facili illusioni indotte dall’impiego della multimedialità, considerata da molti come la“panacea” di tutti i mali della nostra scuola. La teoria del CLT tiene conto soprattutto dell’ impegno di elaborazione e ritenzione delle informazioni che vengono raccolte nella memoria di lavoro che costituisce per ognuno di noi la risorsa mentale più importante per procedere nell’apprendimento significativo. Il carico cognitivo di quanto viene insegnato e appreso a scuola oggi, dipende anche da una molteplicità di fattori spesso convergenti: i contenuti ridondanti, non pertinenti (distrattori), l’expertise dell’alunno, la complessità del compito, la composizione degli elementi espressivi di un messaggio (immagine, testo, audio). La teoria del carico cognitivo investe persino l’utilizzo non adeguato delle nuove tecnologie nei vari contesti scolastici dove ci si concentra più sul come usarle (addestramento) a scapito del loro contributo alla risoluzione dei problemi. Anche le tecnologie, se non vengono usate con familiarità automatizzandone l’impiego in varie situazioni apprenditive, costituirebbero una seria minaccia all’insegnamento/apprendimento efficace perché, in certe condizioni, ne appesantiscono il carico cognitivo. Il testo si conclude con una serie di considerazioni personali dello studioso toscano che ruotano attorno alle misure da mettere in atto per risolvere il problema di una scuola “sovraccarica, disorientata e confusa”che cede alle mode del momento e accontenta, in modo superficiale, il cliente-studente. Vengono così indicati una serie di dieci punti operativi che rappresentano altrettante linee guida finalizzate -secondo Calvani- a migliorare la qualità dell’insegnamento. Sulla proposta, nella parte finale del volume, viene aperto un dibattito critico tra addetti ai lavori (docenti, esperti, revisori, ispettori) che, nelle intenzioni dell’autore, intende porre le basi per successivi interventi volti a migliorare la qualità di tutto il percorso scolastico. Occorre rilanciare- conclude Calvani- un programma sistematico di sviluppo dell’attenzione/autocontrollo/riflessione da attuare quanto prima, a partire dalla scuola dell’infanzia con un itinerario lungo tutta la scuola di base fino alla secondaria superiore. Un preciso punto di riferimento su cui riconfigurare anche e soprattutto i percorsi formativi dei docenti.
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Italo Tanoni e Rita Teso (2009), Il curricolo tecnologico, Proposte per la scuola dell’infanzia e primo ciclo, Trento, Erickson.
di Rita Teso
Il volume si pone come obiettivo quello di fornire ai docenti e agli educatori alcune linee operative per l’insegnamento/apprendimento nell’ambito delle TIC, partendo da quanto la UE, attraverso l’apposita commissione del Parlamento Europeo ,ha indicato nel Dicembre 2006 relativa alle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente . In particolare viene presa in considerazione la quarta competenza, quella digitale indicata dalla Unione Europea come uno degli obiettivi preminenti da raggiungere fino al traguardo del 2010, anno cruciale in cui si farà il punto sull’istruzione in Europa con una nuova conferenza di Lisbona. Il testo decostruisce la definizione della digital competence data dalla UE e ne declina uno ad uno i significati e il senso, collegandoli ai due tronconi in cui si articola oggi la nostra scuola di base: quello dell’infanzia e del primo ciclo (che comprende l’ex scuola elementare e la secondaria di primo grado). In sostanza il filo rosso della competenza digitale viene calato in situazione, nella didattica del quotidiano sia per la scuola dell’infanzia che per il primo ciclo. Reperire, valutare, conservare, produrre, presentare, scambiare informazioni, conservare, partecipare a reti, collaborare tramite internet, rappresentano per gli educatori dei precisi imperativi categorici da perseguire attraverso una serie di azioni didattiche che vengono suggeriti ai docenti per consentire agli alunni di raggiungere la quarta e forse più importante delle otto competenze chiave: quella digitale. Sotto quest’aspetto i capitoli secondo e terzo sono dedicati a sviluppare precise piste operative nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo. Altra questione affrontata dal testo è quella di coniugare l’attuale modo di fare scuola con i nuovi artefatti tecnologici introdotti dal Web 2.0: i blog, wiki, wikipedia, face book, You Tube. Ambienti virtuali che influenzano enormemente l’attuale scenario dell’informazione e comunicazione di fronte ai quali, nel rapporto con le giovani generazioni, la scuola rischia di rimanere completamente spiazzata. Affrontare questa nuova sfida informativa e comunicativa oppure ritornare all’insegnamento istruttivo e nozionistico di passata memoria? Parafrasando Morin, il dilemma è legato ad una scelta tra «una testa piena di contenuti e nozioni o una testa ben fatta», capace di padroneggiare il mondo dell’informazione e della comunicazione. Anche in questo caso il curricolo tecnologico, intende affrontare il problema sul piano pratico: la seconda parte presenta infatti una serie di laboratori (che non hanno una dimensione fisica ma simbolica) riferiti ad alcuni artefatti tecnologici di ultima generazione. Si tratta di medium della comunicazione interattiva che oggi rappresentano un preciso modus vivendi tipico di quella che Pier Cesare Rivoltella definisce Screen Generation caratterizzata dall’utilizzo dei cosidetti social network su cui è costruita la comunicazione in Internet degli anni over 2000. Il messaggio è chiaro: gli ambiti dei nuovi saperi, tipici di quelle conoscenze che noi acquisiamo “informalmente” del nostro ambiente di vita quotidiano (TV, Internet, stampa, tempo libero), nella società prossima futura saranno preminenti. Lo stesso modello formativo-istruttivo prevalente fino ad oggi nella scuola e nelle Università, verrà soppiantato da una formazione blended learning integrata. Un mix tra insegnamento in presenza e a distanza che sta registrando risultati ragguardevoli sul piano della qualità , del coinvolgimento dei soggetti in formazione e della ricaduta didattica di quanto viene appreso perché costruito attraverso la collaborazione e cooperazione in rete che rappresenta una delle dimensioni cogenti del rapporto tra Internet e il mondo della scuola.
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Giovanni Bonaiuti (2009), Didattica attiva con la LIM. Metodologie, strumenti e materiali, Trento, Erickson.
Attraverso numerosi esempi pratici e suggerimenti operativi concreti il libro guida l’insegnante passo passo nella progettazione, organizzazione e realizzazione di progetti didattici con la LIM. L’autore spiega quali sono gli stili di insegnamento più adatti, come utilizzare la lavagna interattiva in modo da rendere l’apprendimento più veloce, semplice e immediato, come integrare i materiali didattici specifici con le risorse che si possono facilmente reperire in internet e come creare autonomamente il materiale didattico da utilizzare in classe. Nel CD-ROM allegato si trovano materiali ed esemplificazioni pratiche per allestire progetti didattici usando la LIM.
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Antonio Fini e Maria Elisabetta Cigognini (a cura di) (2009), Web 2.0 e social networking. Nuovi paradigmi per la formazione. I quaderni di Form@re n. 9, Trento, Erickson.
Uno strumento attivo per i professionisti della formazione, che stimola uno sguardo pragmatico sui processi e sulle dinamiche di conoscenza in rete e fornisce schede e apparati per affrontare effi cacemente alcune dinamiche legate alla creazione, gestione e studio delle nuove comunità virtuali. Dopo un’introduzione teorica, di studio della conoscenza e comparazione della letteratura del settore, il libro racconta l’esperienza della comunità di LETver, una comunità di insegnanti interessati al tema delle tecnologie per l’apprendimento. LTEver è un esempio che viene studiato e analizzato per cercare di comprenderne le possibilità di auto-sostentamento e la sua estendibilità ad altri ambiti professionali, rispetto all’uso degli ambienti di social networking per l’area educativa.
L’autore tocca un altro tema fondamentale nell’impostazione dei progetti web per la formazione: l’usabilità degli ambienti tecnologici allestiti.
Il libro è arricchito di una serie approfondimenti specifi ci e di un indispensabile glossario che raccoglie i termini chiave del mondo digitale per la formazione in rete al tempo del 2.0.
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Franco Landriscina (2009), La simulazione nell’apprendimento. Quando e come avvalersene, Trento, Erickson.
Le applicazioni didattiche delle nuove tecnologie hanno esplorato per lo più le risorse multimediali e ipertestuali del computer. In questo contesto, le potenzialità di simulazione incontrano scarsa attenzione, se non addirittura una certa diffidenza per l’ambiguità di fondo tra «realtà», «virtualità» e «finzione» che talvolta accompagna questo termine. La metodologia della simulazione consente un’interattività diversa da quella ipertestuale: permette infatti di osservare e manipolare un modello, non semplicemente di navigare tra le informazioni, e di mettere in gioco le proprie concezioni, sviluppando la capacità di comprendere teorie scientifiche, risolvere problemi, prendere decisioni e pensare in modo sistemico, ristrutturando e potenziando così i modelli mentali.
Questo volume presenta un inquadramento teorico e pratico approfondito, illustrando, con suggerimenti concreti, come la simulazione possa diventare una strategia didattica fondamentale, coinvolgente ed efficace.
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Davide Parmigiani (2009), Tecnologie di gruppo. Collaborare in classe con i media, Trento, Erickson.
Il lavoro di gruppo in aula o in laboratorio cambia se gli alunni utilizzano delle tecnologie digitali? Come si modificano le interazioni? Come si organizza l’apprendimento collaborativo? Si può formare una rete di conoscenza? Il volume cerca di rispondere a queste domande e presenta le modalità didattiche più adatte per organizzare il lavoro di gruppo in classe o in laboratorio utilizzando media e tecnologie digitali. Nel contesto scolastico, le tecnologie di gruppo si propongono l’obiettivo di far interagire gli alunni perché collaborino e costruiscano la conoscenza nei tre ambienti di apprendimento in cui un insegnante può operare: in classe, in laboratorio, in rete. Fino a qualche anno fa la costruzione della conoscenza avveniva soprattutto attraverso la collaborazione su piattaforme on line, ma in presenza si faticava a riprodurre i modelli sperimentati in rete. Oggi la collaborazione attraverso le tecnologie non deve far pensare a qualcosa di distante ma ad azioni che aumentino le possibilità di imparare più efficacemente, con il costante obiettivo di migliorare l’ambiente di apprendimento.
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Giovanni Marconato (a cura di) (2008), Le tecnologie nella didatticai. Lo stato dell’arte all’inizio del nuovo millennio, Trento, Erickson.
La didattica con le tecnologie digitali e di rete in pochi anni ha fatto passi da gigante, ampliando in maniera consistente i suoi ambiti di utilizzo, anche se alla quantità delle applicazioni non sempre corrisponde la loro qualità nella costruzione di apprendimenti utili. Viene da chiedersi, quindi, in che modo queste tecnologie devono essere usate nella scuola perché possano generare esperienze di apprendimento di qualità.
Questo libro, nato dal convegno Bolzano 2007. Conversazione sugli usi didattici delle tecnologie tenutosi a Bolzano il 17 marzo 2007, offre alcuni stimoli per rispondere a questa e altre domande esplorando lo stato dell’arte e il futuro delle tecnologie nella didattica, e fornendo a insegnanti, formatori e psicopedagogisti un’utile raccolta di interventi di esperti di fama internazionale e un interessante resoconto di alcune esperienze di applicazione che hanno avuto luogo di recente nel nostro Paese.
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Renza Cerri (a cura di) (2007), L’evento didattico. Dinamiche e processi, Carocci.
Renza Cerri (a cura di) (2008), Didattica in azione. Professionalità e interazioni nei contesti educativi, Carocci.
Laura Corazza (2008), Internet e la società conoscitiva. Cyberdemocrazia e sfide educative.
I quaderni di Form@re n. 8,
Trento, Erickson.
Il libro affronta il tema della società della conoscenza, con un’analisi critica che mette in evidenza opportunità e rischi e che individua una possibile direzione democratica nell’uso delle nuove tecnologie dell’informazione.
La recente accelerazione tecnologica ha reso disponibili strumenti di comunicazione e informazione sempre più potenti, capaci di trasformare profondamente le organizzazioni pubbliche e private, gli stili di vita individuali e le relazioni sociali, ma anche il processo formativo, formale e informale, degli individui. Tutto ciò non è esente da rischi, in particolare quelli derivanti da un uso per fini violenti e contrari ai principi democratici e di rispetto della dignità umana, o da quelli che rivelano una manipolazione ideologica, per fini politici, o un totale asservimento alle logiche di mercato.
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Luciano Di Mele, Alessia Rosa e Gianna Cappello (2008), Video education. Guida teorico-pratica per la produzione di video in ambito educativo. Trento, Erickson.
La produzione di video a scuola ha importanti ricadute in termini di apprendimento, non solo perché permette ai ragazzi di esprimere se stessi a livello creativo o artistico, ma anche in quanto attiva modalità più intuitive e coinvolgenti di studio e riflessione. Non si tratta infatti di formare soltanto da un punto di vista «tecnico», ma anche «culturale», così che i ragazzi siano stimolati a interagire con i media in maniera riflessiva e responsabile. Questo libro coniuga gli aspetti tecnico-operativi e riferimenti teorici della media education. Suggerisce numerosi esercizi pratici e strategie mirate che aiutano educatori e ragazzi a imparare gradualmente il linguaggio complesso e variegato del video, nelle sue diverse declinazioni.
Collana a cura del MED (Associazione italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione)
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Alberto Parola (2007), Territori mediaeducativi. Scenari, sperimentazioni e progetti nella scuola e nell’extrascuola, Trento, Erickson.
Come sta cambiando l’educazione ai media? Come utilizzare la multimedialità per la formazione? Come organizzare attività mediaeducative? In questo libro sono raccolti i contributi di rinomati esperti nel campo della media education, che operano in contesti all’avanguardia rispetto all’uso delle tecnologie e dei media. Oltre a offrire spunti metodologici e di ricerca assolutamente innovativi, il volume presenta progetti e buone pratiche già realizzati con successo in vari contesti in Italia.
Collana a cura del MED (Associazione italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione)
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Adriano De Vita (2007), L'e-learning nella formazione professionale. I quaderni di Form@re n. 7,Trento, Erickson.
Il libro prende in considerazione la necessità di introdurre l’e-learning nella formazione professionale, portando esperienze concrete e concreti suggerimenti operativi. Nella prima parte viene proposta una riflessione generale sui modi di realizzazione, i costi, la gestione e la valutazione di un progetto di e-learning e viene descritto un modello generale, nato dalla vasta esperienza maturata dall’autore sul campo. Nella seconda parte si descrivono diverse esperienze attuate da ECIPA in varie regioni Italiane: (Lazio, lombardia, Toscana, Liguria, Emilia-Romagna e Veneto.
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David Buckingham (2006), Media education. Alfabetizzazione, apprendimento e cultura contemporanea, Trento, Erickson.
Perché insegnare i media, come farlo all’interno delle scuole e in ambito extrascolastico? Questo libro — vera e propria pietra miliare della media education internazionale — in questa sua prima edizione italiana offre a insegnanti e educatori un ampio ventaglio di spunti pedagogici, teorici e didattici sulla funzione e sulle modalità di un apprendimento critico e consapevole dei media.
L’autore indaga i rapporti tra infanzia e media, il ruolo — in parte ancora subordinato — dell’educazione ai media, il tutto alla luce della continua evoluzione dei mezzi di comunicazione e delle tecnologie digitali. Un libro che solleva domande e offre risposte, che delinea politiche educative e suggerisce pratiche operative, utile strumento per un inquadramento teorico della media education e per argomentate riflessioni per non disperdere quel potenziale straordinario di entusiasmo e creatività che l’apprendimento dei media porta da sempre con sé.
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Giovanni Bonaiuti (a cura di) (2006), E-learning 2.0. Il futuro dell'apprendimento in rete, tra formale e informale. I quaderni di Form@re n. 6, Trento, Erickson.
Il libro mette in evidenza i limiti dell’approccio fino ad oggi seguito da gran parte delle esperienze di e-learning, prospettando lo scenario di un e-learning di «seconda generazione» teso all’integrazione tra le metodologie di e-learning formal e informal. Si inserisce nell’ampia riflessione che, nel mondo del Web, va sotto il nome di «Web 2.0» e che valorizza la dimensione sociale della rete vista come un prodotto della collaborazione di tutti i suoi fruitori/costruttori. Il testo è corredato di schede di approfondimento, con numerose segnalazioni di esempi e link, e di un glossario.
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Fortunato Sorrentino e Federica Paganelli (2006), L'intelligenza distribuita, Trento, Erickson.
Oggi si parla molto di Knowledge Society, ma gli strumenti e i metodi per l’acquisizione e la condivisione della conoscenza rimangono quelli tradizionali, che sono certamente utili, ma ormai smussati rispetto alle esigenze di efficacia, tempestività e profondità dell’elaborazione del sapere nei tempi correnti e futuri. L’Ambient Intelligence, avvalendosi delle nuove tecnologie, è l’approccio essenziale ed insostituibile per diffondere e far fruttare la conoscenza, in tutti i campi, e per sostenere le categorie di persone più deboli e meno favorite nella qualità della vita. Proprio di questo si occupa il libro, che tratta di tutti i principali ambienti in cui vive l’uomo, della vita di tutti i giorni e di tecnologie che già si intravedono; scopo principale è far capire come si vivrà in un prossimo futuro presentando i vantaggi che si potranno trarre dall’Ambient Intelligence. Offre inoltre l’opportunità di conoscere e riflettere su di un gran numero di questioni, problemi e tendenze della vita contemporanea, e sull’enorme sforzo di ricerca che si fa in tutto il mondo nell’applicazione delle tecnologie emergenti. Leggendo questo libro, chi si occupa di e-knowledge potrà comprendere nuovi orizzonti di sviluppo ed entrare in contatto con esperienze internazionali di grande interesse e potenzialità.
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Roberto Trinchero (2006), Valutare l'apprendimento nell'e-learning. I quaderni di Form@re n. 5, Trento, Erickson.
Il volume propone strategie operative per la valutazione dell'apprendimento nell'e-learning, rileggendone metodi e strategie alla luce delle potenzialità offerte dalle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione. Il libro è una guida pratica per la progettazione, analisi, revisione e messa a punto di prove di valutazione e per l’integrazione di tali prove in specifici contesti di apprendimento supportato dalle tecnologie, in un’ottica in cui la valutazione non è il momento finale di un percorso di apprendimento, ma parte integrante del percorso stesso. La riflessione si articola su scopi, attori e modalità dell’azione valutativa, tracciando un continuum tra valutazione «oggettiva» (test strutturati) e valutazione «autentica» (performance assessment ed e-portfolio).
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Antonio Calvani (a cura di) (2006), Rete, comunità e conoscenza. Costruire e gestire dinamiche collaborative, Trento, Erickson.
Il lavoro di gruppo è una metodologia sempre più applicata anche in rete; per questo imparare a gestire una comunità collaborativa è una competenza strategica per gli anni futuri. La rete, tuttavia, presenta delle criticità che, se non vengono prese in considerazione, possono rendere difficile (se non impossibile) un qualunque apprendimento collaborativo. In che modo gruppi e comunità possono sviluppare conoscenza superando i problemi che la comunicazione in rete presenta? Quali indicazioni metodologiche e tecniche bisogna seguire? Alla luce di una valutazione aggiornata della letteratura internazionale sull’argomento, il libro fornisce una risposta a questi quesiti, proponendo suggerimenti pratici per diventare animatori o coordinatori di gruppi e comunità di apprendimento in rete. Il volume indica in modo chiaro ma scientificamente corretto cosa occorre fare e quali errori evitare per permettere a un gruppo di costruire una conoscenza condivisa.
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M. Beatrice Ligorio e Hubert Hermans (a cura di) (2005), Identità dialogiche nell’era digitale, Trento, Erickson.
Il rapido sviluppo e la capillare diffusione dei nuovi media di comunicazione hanno senza dubbio favorito la crescita di nuovi modi di comunicare, più rapidi, immediati e meno legati alla persona fisica. SMS, chat line, blog, forum di discussione sono ormai entrati a far parte della nostra quotidianità, modificando le nostre abitudini in maniera radicale e influenzando il nostro modo di rappresentarci, in modo più o meno consapevole. L’assenza dei vincoli tradizionali della comunicazione ha permesso la nascita di identità alternative e innovative, legate proprio al particolare ambiente in cui esse crescono. Il volume si propone di mostrare come gli ambienti mediati favoriscano la costruzione di nuove identità utilizzando la teoria dialogica del Sé. Gli studi raccolti hanno carattere interdisciplinare, utili sia per gli psicologi che per chi si occupa di comunicazione, società o progettazione di ambienti di comunicazione, e per tutti coloro che vogliano scoprire quanto il ruolo dell’identità conti nel successo delle nuove tecnologie.
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Mario Rotta e Maria Ranieri (2005), E-tutor: identità e competenze Un profilo professionale per l’e-learning. I quaderni di Form@re n. 4, Trento, Erickson.
Quella dell’e-tutor è una figura che si sta imponendo nel mondo della formazione in rete, perché riveste un ruolo chiave nella gestione della didattica on line. Ma in cosa consiste concretamente il suo lavoro? Come si diventa e-tutor? Quali competenze sono necessarie per rivestire questo ruolo in modo efficace? Questo volume è una guida sulla tutorship on line pratica e di immediato utilizzo, che consente al lettore di trovare suggerimenti e indicazioni operative su come fornire all’e-learner supporto diretto e indiretto, su come comunicare efficacemente, gestire i problemi dell’identità in rete e i gruppi collaborativi. Un libro essenziale per chi si occupa di e-learning o si sta avvicinando a questo mondo e vuole capire meglio quali sono le competenze di questa nuova figura professionale.
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Maria Ranieri (2005), E-learning: modelli e strategie didattiche. I quaderni di Form@re n. 3,Trento, Erickson.
Il tema dell’e-learning ormai ha conquistato l’attenzione di chi si occupa di formazione. Tuttavia, da un punto di vista didattico, si tende a considerarlo come una semplice trasposizione sulla rete dell’insegnamento in aula. Quali criteri deve invece seguire un progetto di didattica online? Quali modelli e strategie si possono applicare e come sceglierli? Il libro si propone di rispondere a questi quesiti partendo dall’assunto che l’e-learning può in realtà riconfigurare la didattica d’aula e che il momento della scelta delle soluzioni metodologiche riveste un ruolo cruciale per la qualità di un progetto di e-learning. Il libro, dedicato a progettisti e formatori, nasce dalla ricca esperienza dell’autrice nell’ambito dell’Instructional Design applicato alla rete e fornisce criteri orientativi e riferimenti concreti per poter realizzare progetti di e-learning e attività didattiche online.
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Badrul H. Khan (2004), E-learning: progettazione e gestione,Trento, Erickson.
In un momento in cui ci si propone di applicare alla didattica le più recenti tecniche informatiche, colpisce la povertà di pubblicazioni che aiutino a capire meglio che cosa sia e come si possa realizzare un progetto di e-learning. Il libro di Khan, che è in corso di pubblicazione in altri dieci Paesi, si propone di colmare questo vuoto, affrontando in modo sistematico tutti gli aspetti rilevanti della progettazione e gestione di e-learning.
L’autore presenta un quadro completo che spiega le dimensioni cruciali dell’e-learning: dagli aspetti istituzionali alle problematiche gestionali, dall’infrastruttura tecnologica necessaria per supportare la formazione on line alle strategie educative più adatte, dalla progettazione di interfaccia di siti per l’educazione a un’attenta considerazione dei servizi e delle risorse di supporto per un ambiente di apprendimento a distanza, dal problema della valutazione dell’e-learning alla dimensione etica (copyright, netiquette, ecc.). Questi fattori critici vengono introdotti e presentati sulla base delle domande che il progettista e gestore di e-learning dovrebbe porsi per garantire la riuscita della propria iniziativa.
Un volume fondamentale per gli amministratori, gli organizzatori, gli insegnanti che hanno bisogno di sapere come progettare e gestire l’e-learning attraverso regole consolidate.
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Antonio Fini e Luca Vanni (2004), Learning Object e metadati. Quando, come e perché avvalersene. I quaderni di Form@re n. 2, Trento, Erickson.
I Learning Objects, o “oggetti di apprendimento”, sono le componenti elementari dal punto di vista tecnologico e didattico che possono essere composte come moduli per costituire un programma e riutilizzate in diversi contesti.
Potenziali fruitori dei Learning Objects disponibili in rete sono studenti alla ricerca di corsi specifici per le proprie particolari esigenze, docenti con necessità di reperire materiali didattici, progettisti di corsi on line che vogliono costruire percorsi didattici personalizzati, lavoratori che desiderano aggiornare la propria preparazione professionale.
Questo volume è il primo in lingua italiana ad affrontare in modo organico la tematica dei Learning Object, fornendo esempi concreti di utilizzo e indicazioni pratiche, oltre a una vasta bibliografia e sitografia di riferimento.
Un libro essenziale per chi, studente o insegnante, dirigente scolastico o fruitore dell’e-learning, vuole capire cosa sono i Learning Objects, i metadati e gli standard e come si possono utilizzare all’interno di un contesto didattico o di approfondimento personale.
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Mario Boccolini e Carlo Perich (2004), I costi dell'e-learning. Metodi e applicazioni per l'analisi costo-efficacia. I quaderni di Form@re n. 1, Trento, Erickson.
L’e-learning è una metodologia educativa che si sta sempre più affermando sulla base delle incoraggianti aspettative indotte dalla ricerca scientifica e da numerose evidenze empiriche. Ma l’applicazione su larga scala ha portato anche alla luce perplessità e discrepanze, non solo sui modi di procedere, ma anche sui costi effettivi di un progetto di e-learning.
In risposta a queste perplessità il libro suggerisce una metodologia innovativa per l’analisi della costo-efficacia di un progetto, che combina gli aspetti caratteristici delle tre aree scientifiche di base dell’e-learning (pedagogica, tecnologica, organizzativa). Gli autori espongono in modo dettagliato e con un linguaggio semplice ma preciso i reali rapporti tra costi ed effetti all’interno delle singole attività.
Il testo, unico nel panorama editoriale italiano, fornisce una guida particolareggiata alla redazione del budget e dei risultati dell’analisi costo-efficacia, corredati da feedback e da dati di mercato aggiornati.

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Cacciamani Stefano e Giannandrea Lorella (2004), La classe come comunità di apprendimento, Roma, Carocci.
E' possibile pensare la classe come una comunità di apprendimento che "costruisce conoscenza"? Partendo da questa domanda, il libro, attraverso l'analisi dei modelli della Community of Learners e della Knowledge Building Community, descrive le modalità di lavoro centrate sulla discussione, sull'attività di gruppo e sull'uso delle nuove tecnologie, in cui studenti e insegnanti sono coinvolti nello sforzo congiunto di migliorare la conoscenza della comunità.
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Tanoni I. (2003), Videogiocando s'impara. Dal divertimento puro all'insegnamento-apprendimento, Trento, Erickson.
Edutainment, educare divertendo, è l'esperienza contemporanea attorno alla quale si articola questo volume snello ed accattivante "griffato" da una interessante presentazione di Antonio Calvani che ne impreziosisce il contenuto.
I tre capitoli: "Da programmi di nicchia a prodotti di massa", "Joystick e generazione del teamplay", "Videogiochi e scuola: istruzioni per l'uso", guidano il lettore alla conoscenza del fenomeno e all'individuazione delle sue tendenze evolutive, per comprenderne problematiche e potenzialità educative.
L'autore sottolinea che che, accanto alla tendenza sempre più marcata alla pervasività dei videogame interattivi nella vita delle nuove generazioni, deve necessariamente nascere una nuova pedagogia che dia senso e spessore culturale ai new media e che sia in grado di sviluppare una imprescindibile ecologia dei media nella scuola in cui anche l'apprendimento attraverso il gioco trova la sua dignitosa collocazione.
Un testo utile sia ai docenti impegnanti nella costruzione di efficaci ambienti di apprendimento, sia ai genitori che desiderano essere protagonisti nei mutamenti educativi del nuovo millennio con una più matura consapevolezza delle conseguenze sul comportamento e sullo sviluppo della personalità delle future generazioni. (Recensione di Claudia Valentini)
Per maggiori informazioni: http://www.erickson.it

Trentin G. (2004), Apprendimento in rete e condivisione delle conoscenze, Franco Angeli, Milano
La conoscenza tacita, secondo la cultura orientale, è qualcosa che non è facile da vedere né da esprimere ed è profondamente radicata nelle azioni e nell'esperienza di un individuo, come gli ideali, i valori e le emozioni che gli appartengono. Quando tra i partecipanti ad una comunità si attivano relazioni funzionali al raggiungimento di un obiettivo comune e si lavora per recuperare precedenti esperienze o si favorisce la discussione, si crea un circolo virtuoso che condivide questo tipo di conoscenza . Questa "comunità di pratica professionale" , basata sulla collaborazione tra i propri membri, si può considerare uno dei modi di intendere l'apprendimento in rete.
L'autore approfondisce il discorso sulle comunità di pratica le quali esistono nel tempo per " promuovere, collaborare e discutere sugli interessi dei propri membri", indipendentemente dal contesto che le ospita, che può accorgersi o meno di loro. Ma come e perché le comunità di pratica favoriscono l'acquisizione e la condivisione di nuove conoscenze e quali strategie vanno impiegate per trasferire le nuove conoscenze ? Secondo Guglielmo Trentin il singolo cerca di essere riconosciuto come membro della comunità ed è qui che si origina l'apprendimento, come partecipazione attiva nella pratica di una comunità sociale e nella costruzione di una propria identità in relazione a tale comunità. L'apprendimento in rete delle comunità di pratica è quello che si basa sulla condivisione delle esperienze, sull'individuazione delle pratiche migliori e sull'aiuto reciproco nell'affrontare i problemi quotidiani della propria professione.
Infatti il successo di una comunità di pratica è strettamente legato a fattori sociali, culturali e organizzativi e solo secondariamente a elementi legati alla tecnologia che comunque offre un valido supporto all'interazione a distanza dei membri del gruppo per dar continuità alla comunicazione e per gestire documenti ed esperienze utili al team on line.
Il volume si chiude con delle considerazioni pratiche accompagnate da un'analisi delle interazioni che si creano all'interno delle comunità di rete con uno sguardo particolare alla comunicazione telematica ed al ruolo di coloro (tutor) che sono chiamati a facilitare le attività online di una comunità di apprendimento professionale. (Recensione di Claudia Alessandrini)

Per maggiori informazioni su questo volume visita il sito Internet:
http://polaris.itd.ge.cnr.it/networked_communities/

Rivoltella P.C. (2003), Costruttivismo e pragmatica della comunicazione on line. Socialità e didattica in Internet, Erickson, Trento
Cm 17x24 - pp. 250 - € 21,80 
Il volume si inserisce nel contesto dell'abbondante letteratura prodotta attorno al fenomeno Internet operando una scelta di campo di tipo teorico: non si tratta, quindi, di un manuale che si proponga di descrivere scenari operativi, ma di un saggio che intende incoraggiare la riflessione su un fenomeno come quello della Rete che, in virtù della sua rapidità di evoluzione, pare invece sottrarsi per definizione proprio a questo tipo di elaborazione...
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L'autore: Pier Cesare Rivoltella
Professore di "Metodi e tecniche delle interazioni educative" presso l'Università Cattolica di Milano, fa parte del comitato scientifico e di redazione di diverse riviste specializzate (tra cui la rivista on line Form@re, edita da Erickson) e del Comitato Scientifico dell'INDIRE per le attività di e-Learning. Partecipa al programma dell'UNESCO per lo sviluppo di un training per la formazione degli insegnanti nell'ambito dei media e delle tecnologie di comunicazione.
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Caravita S. e Ligorio B. (a cura di) (2003), Apprendimento collaborativo. Dal gruppo alla rete, Edizioni Istituto Carlo Amore
Il libro è rivolto soprattutto agli insegnanti in formazione e presenta le riflessioni scaturite da quattro diversi progetti sull'uso della rete nella scuola elementare e media: "Il Nostro Mondo", "Leggere la città", "Euroland" e "Telescuola". Ognuno dei progetti si distingueva per variabili significative che hanno modellato diversamente gli ambienti di apprendimento: la presenza di ricercatori, il programma che mediava gli scambi tra le classi, il tipo di attività, l'organizzazione del lavoro di rete. Caratteristiche comuni e diverse nei processi che si sono attivati in classe e tra le classi hanno offerto interessanti spunti per le analisi dei ricercatori e degli insegnanti che hanno partecipato ai progetti.
La Noce F. (2002), E-Learning. La nuova frontiera della formazione, Franco Angeli, Milano
Attualmente viviamo una sorta di "paradosso globale", quanto più si ragiona di grandi sistemi, tanto più importanti, anche se piccole, diventano le parti.
Nella new economy è fondamentale il gioco di squadra, l'organizzazione delle attività lavorative, la capacità di affrontare "il nuovo" in modo attento e riflessivo. La Fad - formazione a distanza , sfruttando le possibilità offerte dalla mediazione del computer, è ormai diventata e-learning ed ha assunto un ruolo insostituibile nelle sfide della competitività globale. E-learning è il nuovo modello per il quale si richiede oggi una formazione diversa dal passato, un insegnamento/apprendimento più vicino ai processi del soggetto che apprende. L'autore analizza le strategie che hanno decretato il successo della FaD ed esamina le tecniche di sviluppo, i ruoli e le competenze necessarie a costruire un valido percorso di formazione on-line. Vengono considerati i temi e le stesse motivazioni alla base del modello ASP, utilizzato dalla Learning Services del Gruppo Telecom. La struttura del portale dell'agenzia formativa viene scandagliata in funzione delle innovazioni che introduce nei processi della conoscenza. Il volume termina con alcune riflessioni sugli aspetti psicologici della formazione via Web. (Claudia Alessandrini)

Eletti V. (a cura di), Che cos'è l'e-learning, Carocci, Roma 2002
Secondo l'autorevole parere di alcuni psicopedagogisti l'e-learning, rappresenta il modello ideale per rispondere all'attuale bisogno di formazione continua specie dopo che si è scoperto che l'apprendimento è più efficace se viene corroborato dal lavoro di gruppo e dalla collaborazione in rete. La comunità di apprendimento online che si viene a formare diventa allora luogo di crescita e di costruzione del sapere, soprattutto quando il gruppo di soggetti che partecipano allo stesso percorso formativo sono motivati e si attivano nel produrre esperienze concrete in campo professionale e lavorativo. Aula virtuale e tutor di rete sono solo alcuni degli "elementi chiave" che rappresentano l'ossatura portante dei nuovi sistemi di formazione a distanza sui quali in molti sono pronti a scommettere senza avere piena consapevolezza della complessità dei processi che devono essere monitorati e gestiti dai diretti organizzatori (fase decisionale, progettazione, produzione, erogazione, valutazione). Il quadro si complica se nella FaD di terza generazione sono soprattutto gli adulti i primi interlocutori dell'attività formativa e il modello istruttivo e centralizzato del web based non riesce più a soddisfare le esigenze di un'utenza sempre più variegata che ha bisogno non solo di personalizzare i propri percorsi di formazione (autoapprendimento) ma anche di confrontarne gli esiti in un gruppo-comunità di persone impegnate nella stessa impresa formativa.
Che cos'è l'e-learning , è il recente volume scritto a più mani e curato da Valerio Eletti per la collana Le Bussole della Carocci che analizza la formazione a distanza in tutte le sue complesse sfaccettature: dalla storia della FaD alla rassegna delle principali teorie dell'apprendimento fino ad approdare agli ultimi modelli strategici del mercato formativo che Internet ha ampiamente enfatizzato. L' analisi accurata dei principali snodi del problema e-learning viene affrontata dal gruppo di autori (P. Chighine, C. Pisani, A.G. Pizzaleo) con uno stile comunicativo semplice e fruibile anche ai non addetti ai lavori. Si cerca di comprendere in quale direzione si stia muovendo l'attuale formazione a distanza, i tipi di tecnologie (groupware) che si vanno affermando e quali teorie paradigmatiche ne caratterizzeranno i futuri sviluppi sullo scenario nazionale e internazionale. (Rita Teso)

Trentin G. (2001) Dalla formazione a distanza all'apprendimento in rete, Milano, Franco Angeli.
Questo libro si propone di offrire al lettore la possibilità non solo di esplorare a trecentosessanta gradi i modelli di formazione a distanza (FaD) basati sull'uso delle reti, ma anche di riflettere sulle nuove linee di tendenza, suggerite e favorite da una sempre maggiore diffusione delle tecnologie per la comunicazione interpersonale.
Il libro è quindi indirizzato a coloro che desiderino "prendere contatto" con il mondo della FaD, approfondirne gli aspetti metodologici, comprendere le potenzialità che i sistemi telematici offrono all'apprendimento in rete.
http://www.itd.ge.cnr.it/persone/ricercat/gtpages/libro4.htm

Tasso C. e Omero P. (2002) La Personalizzazione dei contenuti Web: e-commerce, i-access, e-government, Milano, Franco Angeli.
Da qualche anno si sono sempre più diffusi i siti ed i portali Web capaci di adattare automaticamente i propri contenuti (informazioni, beni o servizi) alle esigenze e preferenze personali dei singoli navigatori. Tale Personalizzazione è realizzata costruendo profili individuali delle caratteristiche degli utenti, permettendo quindi di filtrare le informazioni e di raccomandare servizi e prodotti in base alla loro effettiva attinenza con gli interessi dello specifico utente. L'accesso ad un sito Web diventa così un'esperienza personalizzata.
Il volume (cui è dedicato il sito http://www.personalization.it) illustra l'architettura generale dei sistemi di personalizzazione e le tecniche di base per la loro progettazione. Inoltre, analizza e descrive tre principali aree di applicazione di questi sistemi:
- i siti di commercio elettronico, nei quali le tecniche di personalizzazione vengono utilizzate per la realizzazione di sistemi di raccomandazione e giocano quindi un ruolo fondamentale nella costruzione della relazione personalizzata (one-to-one) con gli utenti;
- i portali di accesso all'informazione, nei quali agenti intelligenti personali filtrano solo informazioni rilevanti alleviando l'utente da pesanti operazioni di ricerca manuale;
- i portali di e-government, che rappresentano il più recente campo di applicazione della Personalizzazione e con i quali ci si propone di migliorare il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione.
Carlo Tasso è Professore Ordinario di Sistemi di Elaborazione dell'Informazione, fondatore e responsabile del Gruppo InfoFactory (http://www.infofactory.it), un'iniziativa di ricerca e sviluppo del Laboratorio di Intelligenza Artificiale del l'Università di Udine. Paolo Omero è consulente nel campo dello sviluppo di siti e portali Web.

Katz R.N. (2002) Web Portals and Higher Education: Technologies to Make IT Personal, Educause e Nacubo edizioni.

Trinchero R. (2002) Manuale di ricerca educativa, Milano, Franco Angeli.
Come cambia la ricerca empirica in educazione nell'età delle reti? Internet può essere uno strumento per chi si accosta alla ricerca empirica? Come è possibile avvalersi di laboratori virtuali per imparare a "fare ricerca" e per portare la ricerca empirica nella propria pratica di educatore e formatore? Il Manuale di ricerca educativa intende supportare i primi passi di chi si accinge a svolgere ricerche empiriche in ambiti educativi e formativi, offrendo al lettore gli strumenti necessari, sia sul versante epistemologico sia sul versante tecnico/operativo. Il libro illustra come la telematica apra nuovi ed interessanti possibilità all'attività di ricerca, e alla didattica di questa, dai laboratori virtuali di statistica agli strumenti per reperire informazioni on line. 

Norman D.A. (1997) La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani, Giunti, Firenze.
Donald A. Norman, direttore dell'Istituto di Scienze Cognitive dell'Università della California a S. Diego, applicando una serie di ricerche della psicologia cognitiva analizza il comportamento dell'uomo con gli oggetti materiali dell'esistenza e i diversi tipi di conoscenza che ne scaturiscono. In particolare dichiara che il nostro rapporto con le cose avviene secondo piani precostituiti e sequenze di comportamento che fanno si che questo rapporto non sia oggi dei migliori. Nel libro si esaminano una molteplicità di casi, spesso divertenti, nei quali risulta evidente che l'handicap non è del fruitore, ma del costruttore ed è insito nell'oggetto stesso. 

Pubblicazioni fondamentali sulla figura del tutor online nelle sue varie articolazioni. 

Tanoni I., Foglia E., Teso R. (2001) Nuove tecnologie e scuola di base, Carocci, Roma 
L'introduzione delle tecnologie nella scuola pone problemi che riguardano non solo i processi di insegnamento-apprendimento ma coinvolgono la stessa professionalità docente con riflessi sull'organizzazione degli istituti scolastici autonomi, sempre più interessati a stabilire accordi tra reti di scuole che, attraverso la telematica, si avviano ad intraprendere percorsi curricolari condivisi di collaborazione e cooperazione. La formazione a distanza rappresenta il naturale corollario di questo insieme di diversi contesti operativi. Pensato per studenti di scienze della formazione, operatori del settore educativo, docenti e dirigenti della scuola di base, il volume intende in primo luogo offrire un quadro generale delle questioni connesse alle tecnologie educative per poi soffermarsi su alcuni temi di rilevante importanza per la pratica didattica, dall'utilizzo del software all'ipertestualità, dalla costruzione di pagine web al rapporto tra nuove tecnologie e disabili.

AA.VV. (2000), ReTeMar, Ricerca-azione "on line" nella scuola dell'infanzia. Un'esperienza di rete telematica, ANICIA, Roma 
Nelle Marche, una delle più piccole regioni d'Italia, ha preso il via ReTeMar un'esperienza telematica, unica nel settore della scuola dell'infanzia. L'intero percorso sperimentale viene documentato in questo volume, scritto a più mani, che rappresenta il tentativo di illustrare le fasi salienti di una ricerca-azione on line, iniziata alla fine del 1997 e che sta ancora continuando il suo percorso. I risultati del progetto, condiviso da venti istituti scolastici impegnati nel difficile cammino dell'autonomia, possono essere collocati a metà strada tra la ricerca esplorativa in cui - come sottolinea A. Calvani - "si tende ad acquisire una prima visione d'insieme del dominio d'indagine" e la ricerca pilota, mirata a esplorare un ambito ben focalizzato. Nello specifico nella fase iniziale il focus è stato il software didattico attualmente utilizzato in molte scuole dell'infanzia, di cui si cominciano a intravedere dimensioni interessanti sul piano didattico/curricolare e sul versante dell'apprendimento significativo. ReTeMar è una risposta in controtendenza che esorcizza le paure di molti genitori e insegnanti preoccupati dalle conseguenze del rapporto bambini - Personal Computer. Si presenta come un'esplorazione paradigmatica perché affronta i problemi del rapporto infanzia, multimedialità e nuovi saperi e, nel contempo, prefigura alcune ipotesi d'intervento operativo.

Tanoni I. (2000 II ediz.), L'enigma virtuale, ANICIA, Roma 
Presenta una parte introduttiva al tema della multimedialità con interessanti riferimenti alla scuola dell'obbligo (materna, elementare e media). La seconda parte, di carattere più "pedagogico", sottolinea i risvolti educativi delle nuove tecnologie informatiche e telematiche con riferimenti al costruttivismo e alle molteplici dimensioni curricolari del multimediale (programmazione/progettazione). La terza parte si sofferma sui codici audiovisuali e sulla loro mutazione verso la dimensione "virtuale" di cui l'ipertesto, i videogiochi e la pay TV rappresentano la dimensione più emblematica.

AA.VV. (2002), On line education. Formare in rete, Franco Angeli, Milano 
Il volume presenta una raccolta dei contributi prodotti da un'esperienza recente e originale di formazione in rete. Con il titolo di Icaro 2000 è stato promosso e coordinato da un gruppo di ricercatori, attivo presso il Consorzio Interuniversitario (FORCOM), un progetto destinato a sperimentare sul campo le prospettive che la rete offre, di erogare formazione a distanza, attingendo risorse, docenti e destinatari da ogni parte del Paese. Una delle ipotesi che si sperimentava sul campo era se una siffatta modalità di erogazione permettesse di superare gli inconvenienti di coincidenza temporale e di luogo che la didattica tradizionale comporta, qualificandosi come la situazione ideale di apprendimento per adulti impegnati in una propria attività. I soggetti coinvolti nell'esperienza (docenti in servizio attivo) e gli argomenti trattati (materiali, tecniche e metodi dell'on line education) hanno costituito una scelta quasi obbligata. Non a caso infatti il gruppo promotore e docente proviene da quella fantastica fucina di idee, talenti, sperimentazioni, risorse che, a dispetto dei recenti tentativi di discredito, è stata sempre la scuola pubblica,in modo particolare, sulle tematiche delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, negli ultimi trent'anni. Il gruppo di discenti che hanno collaborato all'esperienza sperimentale, si è rivelato particolarmente attivo e motivato e ha messo a punto materiali che, nel loro insieme, rappresentano un'interessante e completa riflessione sulle possibilità dell'on line education, sui problemi che essa propone, sulle vie che è possibile percorrere nella loro soluzione.

Pubblicazioni nel settore della divulgazione scientifica e della didattica delle scienze 

Antonietti A. e Cantoia M. (2001), Imparare con il computer. Come costruire contesti di apprendimento per il software, Trento, Erickson
Il libro propone agli insegnanti e ai formatori un percorso per sviluppare la consapevolezza del set di apprendimento in cui il computer si colloca, per stimolare negli alunni un'analoga consapevolezza e per arrivare a negoziare con loro un significato condiviso dell'impiego del computer.

Calvani A. (2001) (a cura di), Innovazione tecnologica e cambiamento dell'Università: verso l'Università virtuale, Firenze, Firenze University Press.
Il volume contiene contributi di docenti e ricercatori dell'Ateneo fiorentino (D. Giuli e M.C. Pettenati: Il sistema università virtuale; C. Tartoni: Verso l'università aperta e flessibile; M. Rotta: Università e classi virtuali; G. Bonaiuti: Internet come strumento di supporto alla didattica presenziale; S. Cecconi: Distance education, open learning, online education; Bibliografia ragionata).

Trinchero R. e Todaro P. (2000), Nuovi media per apprendere. Principi di formazione a distanza in rete, Torino, Tirrenia. 
Il testo affronta le problematiche della costruzione di un percorso didattico in rete, lavorando su tre direttrici: i suggerimenti delle principali scuole di pensiero che hanno affrontato il tema dell'apprendimento, gli studi sull'ergonomia delle interfacce web e la comunicazione mediata dal calcolatore. Da queste tre direttrici vengono tratte indicazioni di progetto di ambienti di apprendimento e illustrate applicazioni anche nel settore della museologia virtuale.

Trentin G. (a cura di) (1999), Telematica e formazione a distanza: il caso Polaris, Franco Angeli Editore (Scienze della Formazione) ISBN 88-464-1411-X, Milano, pp. 320.
Il volume è opera di più operatori con pluriennale esperienza nel campo della formazione a distanza, coordinati da Guglielmo Trentin, ricercatore presso l'Istituto di Tecnologie Didattiche del CNR. E' un volume basilare che, intorno ad un "caso", analizza in modo coerente e organico tutte le problematiche basilari connesse a un corso di formazione in rete.

Costa G. e Rullani E. (1999), Il maestro e la rete. Formazione continua e reti multimediali, ISBN 88-453-0929-0, Etas, Milano, pp. 252. 
E' un volume che raccoglie in modo efficace una sintesi di esperienze compiute dal Centro-polo della regione del Veneto nell'ambito della formazione aziendale. Interessante, in particolare, per l'agile panoramica sulla formazione continua nelle esperienze europee, e per la particolare attenzione rivolta all'analisi dei bisogni ed alle problematiche della valutazione della formazione in rete.


Calvani A. e  Rotta M. (2000), Fare formazione in Internet.  Manuale di  didattica online, Edizioni Centro Studi Erickson (Tecnologia della comunicazione e dell'apprendimento) ISBN 88-7946-462-4, Trento, pp. 378. 
E' un manuale sistematico sulla formazione basata su Internet. Il libro è articolato in tre parti:
- Tipologie della comunicazione in presenza, a distanza, in rete e componenti dell'online learning;

- Progettazione e allestimento dei corsi online: problematiche fondamentali;
- Apparati: schede di approfondimento, bibliografia ragionata, risorse in rete,  bibliografie cartacee e web. 
E' un punto di riferimento indispensabile per quanti vogliano farsi un'idea articolata della formazione a distanza, nella sua storia e nelle sue applicazioni più corrette e una guida operativa per gli addetti del settore.


Calvani A. e Rotta M. (1999), Comunicazione e apprendimento in  rete. Didattica costruttivistica in rete, Edizioni Centro Studi Erickson (Guide per l'Educazione), ISBN 88-7946-317-9 , Trento, pp. 318.
Affronta le problematiche dell'uso educativo di Internet, analizzandole secondo quattro tipologie principali: accesso a risorse remote; costruttivismo di rete; comunicazione; lavoro organizzato e collaborativo. Seguono schede di approfondimento ed esercitazioni pratiche.


 
Pier Cesare Rivoltella

Rivoltella P.C. (a cura di) (1999), La scuola in rete. Problemi ed esperienze di cooperazione on line, GS Editrice, Santhià, pp. 151.
Internet come strumento collaborativo per l'innovazione scolastica, è il tema al centro di questo agile volume frutto di una collaborazione tra ricercatori e insegnanti. Tra i temi affrontati: la cooperazione in rete, il posto di Internet nella didattica, le reti a scuola, la ricerca-azione online.

Rivoltella P.C. (2001), Media education. Modelli, esperienze, profilo disciplinare, Carocci, Roma.

Rivoltella P.C. (2001), I rag@zzi del Web. I preadolescenti e Internet: una ricerca, VeP, Milano.



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