La rappresentazione di Internet

Le dimensioni
Il quadro attorno alla rappresentazione mentale che i soggetti hanno di Internet è stato sviluppato attraverso l’analisi di 401 definizioni [1] che hanno messo in luce la prevalenza della dimensione comunicativa (presente nel 41% del campione femminile e nel 38% di quello maschile), seguita a breve distanza da quelle conoscitiva (19% F; 18% M) e informativa (21% F; 20% M).
Le altre dimensioni (strumentale, ludica, euristica e relazionale) sono presenti in misura decisamente più ridotta senza distinzione di sesso, età e tipologia di scuola [2].
Dalla valutazione del numero di dimensioni che le singole definizioni contengono, abbiamo potuto constatare che l'uso non promuove un approccio multidimensionale e quindi plurifunzionale di Internet. Una, due dimensioni sono il massimo che i soggetti ipotizzano e praticano approcciandosi ad Internet.
In generale le definizioni analizzate sono segnate da una certa difficoltà definitoria di chi ha pochi strumenti - linguistici, esperienziali, concettuali - per descrivere un mondo percepito come confuso o complesso.
La maggior parte delle risposte tendono ad essere imprecise [3].

La connotazione
Attraverso l’analisi di parole, aggettivi e verbi, le interviste mettono in evidenza una connotazione positiva data allo strumento.
Questa connotazione viene confermata anche da altri dati ricavabili dal questionario. Per l’80% del campione, Internet è rivoluzionario, non è né una perdita di tempo né una minaccia per la lingua italiana. In più (75%) tra qualche anno, avere Internet a casa sarà una cosa normale, come avere il telefono o la televisione.
A differenza di queste affermazioni che non emergono spontaneamente ma vengono volutamente sollecitate dai ricercatori, il tema del controllo compare come necessità nelle definizioni che si colorano di «connotazioni ambivalenti». Per il 70% dei soggetti bisognerebbe controllare quel che c'è in Internet: siti pericolosi, razzisti, violenti, pornografici, ecc.
Solo il 3% delle definizione assume tonalità negative, definizioni che appartengono a soggetti che non usano Internet o che lo usano in modo debole.
Queste considerazioni portano in gioco l'importanza determinante, ai fini connotativi, dell'esperienza «diretta» e personale dell'uso.

La rappresentazione della famiglia
Un altro punto interessante indagato dalla ricerca è quello riguardante la rappresentazione che i ragazzi hanno di come Internet modifica gli equilibri familiari.
Solamente uno studente su 28 [4] ha una visione «apocalittica»; le connotazioni delle immagini sono tutte di segno negativo. La contrapposizione tra famiglia-tradizione (nel collage è forte la connotazione di un ambiente legato alla dimensione valoriale e al passato) e famiglia-internetizzata è evidente.
Risulta però incoraggiante, nelle parole dell’intervistato, che la perdita di una dimensione familiare idilliaca, quasi romantica, non viene imputata allo strumento in sé, ma al suo utilizzo.
Cinque ragazzi (due maschi e tre femmine), invece, mostrano rappresentazioni ambivalenti accostando elementi di innovazione e vantaggio dello strumento, a «ombre» e paure ad esso collegate. In questi lavori, la prevalenza femminile degli autori (3 su 5) incide sulle immagini rappresentate. Le donne vengono maggiormente descritte vicino al computer. Rappresentate in ambienti lavorativi, davanti al computer, giovani, eleganti e moderne, possono conciliare questa dimensione con il ruolo di mamma.
In generale le figure adulte richiamate dai collage sono molto giovanili (30 anni circa). Potremmo fare l’ipotesi di lettura di questi aspetti come indicazioni che gli studenti danno di come si presenterà la famiglia fra qualche anno, magari quella che loro stessi andranno a costituire.
Il 75% dei lavori sviluppa una rappresentazione altamente positiva. Lo si può capire dai colori utilizzati, tutti con tonalità calde (molto usati i colori ocra) e distensive (colori pastello, tenui, rilassanti).
Le dimensioni valutative connotano quindi lo strumento come buono, bello, nuovo, d’avanguardia, ricco, rivoluzionario, facile e piacevole e che non invade e annulla la sfera familiare. Anzi a volte ne viene valorizzato il valore aggregativo che accentua la coesione e il rapporto intergenerazionale e interculturale.


Note

[1] 180 ragazze e 221 ragazzi.

[2] L'unica differenza rilevabile si ha nella dimensione strumentale che nel campione maschile rappresenta il 15%, qualcosa in più del doppio di quello femminile che è del 7%.

[3] I termini generici più utilizzati sono: modo (92), mezzo (66), strumento (16), sistema (11), qualcosa (6), collegamento (6), (tot. 197). Tra quelli più specifici abbiamo invece: computer (73), programma (55), rete (49), siti (18), (tot. 195).
Solo 9 soggetti dichiarano di non sapere cos'è Internet.
In 49 definizioni compare invece la parola «rete» definita come «rete telematica», «rete multimediale». Il termine è indicato soprattutto dai ragazzi più grandi (15 soggetti del triennio delle medie e 34 del biennio delle superiori) che in forma sintetica o più articolata ne danno una spiegazione più precisa.

[4] Dato il numero contenuto dei lavori faremo riferimento ai dati emersi, riportandoli in valore assoluto e non percentuale.