L'appropriazione di Internet

Il termine «appropriazione» rimanda a una collocazione attiva del soggetto nella sua relazione con il medium, che utilizza opportunità e risorse offerte da questi strumenti per la costruzione dell'identità personale e sociale.
Emergono due versanti di indagine dell'appropriazione: da un punto di vista individuale si fa riferimento alla misura in cui Internet si è tradotto in risorsa (questo aspetto appare fortemente correlato all'uso e ai contesti vitali) e da quello sociale verificare le pratiche discorsive legate invece a ciò che si dice di Internet attraverso gli altri media.
Il cambiamento della rappresentazione di Internet avviene in due direzioni; c'è chi parte da una rappresentazione di Internet come «semplice» per approdare a un'idea di «complessità» e c'è chi, invece, fa il percorso contrario. Un'importante notazione va fatta in merito alle paure: «di perdersi» per chi si esprime in termini di complesso/semplice e di «mettere fuori uso» il computer per chi valorizza la polarità «dentro/fuori».
Si può dire quindi che la rappresentazione cambia, durante l'uso, in termini di processo (dinamica processuale riguardante l'accesso, il reperimento delle informazioni, ecc.) comunque percepito come più governabile al di là della posizione di partenza, e di contenitore (il dentro/fuori dal computer) che fatica, comunque a essere compreso anche tra gli utilizzatori (solo poche voci parlano di rete).

Internet e gli altri media
I ragazzi del campione:
- vedono la Tv «come prima» il 63% (la risposta «meno di prima» totalizza il valore medio del 30%);
- utilizzano le videocassette «come prima» 59% mentre il «meno di prima» totalizza il 29%;
- per quanto riguarda i videogiochi, il 25% dei soggetti dichiarano di non averne, il 20% di usarli di meno;
- i dati relativi alla lettura seguono la stessa tendenza: il 63% di «come prima» e il 21% di «meno di prima»;
- la musica è l’unico settore in cui si nota una differenziazione. L'anno della terza media registra una percentuale relativa del 52% per le risposte «come prima» e un 48% «più di prima» mentre negli altri quattro anni del campione lo scarto medio a favore del «come prima» è di 58 punti percentuali.

Come parlano di Internet gli altri media
Chi usa Internet in modo regolare, a differenza di chi non lo utilizza, pensa che il modo in cui gli altri media parlano di Internet non serva a capire cos’è.
I discorsi mediali su Internet appaiono lacunosi sia per l’incapacità di restituire la complessità della Rete concludendo che per comprendere Internet occorre farne esperienza, sia per l’utilizzo del linguaggio pubblicitario finalizzato alla vendita e non alla comprensione delle potenzialità reali del mezzo, sia per un'eccessiva enfasi posta dall'informazione sugli aspetti negativi (hackers, siti pedofili, ecc.).