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Risultati della ricerca

n. 73 gennaio »

[26 gen 2011 | di Marco Arrigo, Luciano Seta, Giovanni Fulantelli, Onofrio Di Giuseppe, Davide Taibi, Manuel Gentile e Gianluca Merlo, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per le Tecnologie Didattiche, Palermo | ]

Abstract. In questo articolo vengono presentati alcuni dei risultati del progetto MOTILL. MOTILL, ovvero «Le Tecnologie Mobili nell’apprendimento permanente: buone pratiche», è un progetto finanziato dalla Comunità Europea, nell’ambito del National Lifelong Learning Strategies (NLLS). Il progetto, durato un anno e terminato a Marzo 2010, si è focalizzato sull’uso delle tecnologie mobili in contesti di lifelong learning (LLL). L’articolo sarà dedicato a una breve introduzione del progetto, dei suoi obiettivi e delle azioni portate avanti, e a un rapido riassunto dei principali risultati ottenuti, i quali sono stati resi disponibili …

n. 17 gennaio 2003 »

[17 gen 2003 | di Marco Bettiol, TeDIS Center/Venice International University - Venezia e Luca De Pietro, Athos - Ricerca e innovazione per l'economia e la società digitale, Mestre (VE) | ]

Il concetto di comunità di pratica si è sviluppato, storicamente, all’interno di un filone di ricerca di matrice sociologica ed antropologica che non si riconosceva più in una visione passiva del processo di apprendimento inteso come acquisizione di nozioni astratte e formali proposte da altri. Al contrario, all’apprendimento viene riconosciuta una natura decisamente attiva ed intimamente correlata al contesto di azione nel quale il singolo si trova ad operare [Lave e Wenger, 1991]. Rifacendosi esplicitamente alle posizioni dei sostenitori dell’azione situata [Suchman, 1987], il tema delle comunità di pratica mira …

n. 5 novembre 2001 »

[5 nov 2001 | di Luca De Pietro Athos S.p.A. - Mestre (Venezia) | ]

Negli ultimi anni l’utilizzo delle tecnologie della comunicazione ha trasformato in profondità il mondo della formazione, suscitando di conseguenza un accorato dibattito, tuttora in corso, in merito a quale approccio metodologico e organizzativo seguire nel realizzare i nuovi percorsi formativi. Un elemento sembra comunque certo: la difficoltà di individuare la “one best way” ovvero il metodo e/o la soluzione formativa ottimale e profittevole in qualsiasi contesto. Questa difficoltà non va vissuta negativamente, ma anzi può rappresentare una ricchezza di esperienze e soluzioni per affrontare la varietà dei contesti in cui …