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n. 34 marzo/aprile 2005 »

[19 mar 2005 | Stefano Scotti, Centro METID Maurizio Mauri, Università IULM Milano | ]

Introduzione
Nell’ultimo ventennio sono stati fatti passi da giganti nel miglioramento delle interfacce uomo-macchina. Gli esperti della CHI (Computer Human Interaction) si sforzano ogni giorno sempre più nel progettare sistemi di interazione con l’uomo dotati di una serie di caratteristiche, quasi sempre definiti da terminologie anglosassoni, che difficilmente rendono immediata la comprensione di quanto sono in grado di fare. Vi sarà capitato di sentir parlare di interfacce haptic, tangible, touch screen, multimodal, oppure di un sistema definito come awareness; forse più frequentemente di accessibilità e usabilità di un’interfaccia. Non entreremo nel …