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Collaborazione o cooperazione?

1 maggio 2001 | di Elena Del Carratore

A metà degli anni ‘80 all’interno della Computer Science si verificano modificazioni sostanziali nella filosofia che sovrintende la finalità dell’intelligenza artificiale: anziché perseguire l’idea di costruire macchine capaci di riprodurre l’intelligenza umana, si comincia a sostenere che è più importante creare macchine capaci di coadiuvare la capacità umana di comunicare e collaborare. T. Winograd, F. Flores e E. Barret sono tra i primi autori che hanno avuto il merito di individuare i limiti dell’impostazione tradizionale dell’intelligenza artificiale indicando un nuovo modo di utilizzo del calcolatore, aprendo così la strada a quel campo di ricerca denominato CSCW (Computer Supported Cooperative Work). Quest’area di studio si occupa del supporto che la tecnologia può offrire alle attività cooperative e collaborative, aspetti che hanno poi acquistato un risalto ancora maggiore con il diffondersi delle reti e di Internet e con la conseguente riflessione sulla “intelligenza collettiva” (Levy) o sul “capitale intellettuale” (Stewart).
Ma cosa si intende con i termini collaborazione e cooperazione? Sono essi sinonimi?
Nella letteratura internazionale possiamo riscontrare una certa incertezza concettuale e pluralità terminologica. Koschmann, ad esempio, riporta una varietà di tipologie terminologiche preferite da autori che ora prediligono “cooperativo”, ora “collaborativo”, “collettivo” e “coordinato”.
Trentin, rifacendosi ad alcuni orientamenti della ricerca internazionale identifica nella cooperazione “un processo in cui ciascun componente del gruppo esegue un compito specifico, mentre nella collaborazione “il processo in cui ciascun componente del gruppo lavora su ognuna delle parti del compito complessivo”.
Secondo Calvani (Calvani e Rotta, 2000) conviene anche tenere conto della tradizione italiana all’interno della quale il termine cooperazione, per le sue implicazioni storiche, ha una valenza più forte rispetto a quella di collaborazione. Con collaborazione si dovrebbe allora intendere “una situazione in cui più soggetti entrano in un rapporto di sostegno e reciprocità” e con cooperazione quelle forme di collaborazione più strutturate e finalizzate al conseguimento di un obiettivo comune.
I due termini dovrebbero essere considerati come due momenti all’interno di un continuum.
La collaborazione può essere intesa come una situazione prevalentemente di scambio e aiuto reciproco in cui ogni attore ha un proprio spazio individuale di inserimento senza collisione con gli altri; ad esempio si pensi ai liberi apporti che gli attori inseriscono in un forum o nelle mailing-list. La cooperazione si configura, invece, come una situazione in cui gli attori con ruoli e funzioni meglio definiti perseguono consapevolmente uno stesso unico obiettivo; si consideri, ad esempio, la costruzione cooperativa di un testo a più mani.
La prima situazione è essenzialmente “centrifuga”, nel senso che può accogliere anche apporti che pur divergono dal tema con una certa libertà; la seconda è essenzialmente “centripeta”, nel senso che esige che si selezioni solo ciò che è funzionale all’obiettivo (ad un certo punto si dovrà scegliere cosa mettere o non mettere nel documento finale).
In generale si può dire che in rete sia più facile perseguire attività collaborative che non propriamente cooperative in quanto le prime implicano meno vincoli. Le seconde richiedono decisioni già assunte (ad esempio contrattazione-scelta del tema del progetto, individuazione di un coordinatore, indicazione di un editor che ha facoltà di apportare le correzioni, ecc.), attori con ruoli già delineati e impalcature tecnologiche più strutturate, tutti aspetti che, se devono essere decisi totalmente in rete, possono comportare un numero davvero complesso di interazioni, spesso difficili da gestire.

Bibliografia
Barret E. (1989), The Society of Text, Hypertext, Hypermedia, and the Social Construction of Information, Cambridge, Massachusetts,  the MIT Press.
Calvani A. e Rotta M. (2000), Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Trento, Erickson.
Koschmann, T.D. (1993-4),Toward a Theory of Computer Support for Collaborative Learning, «The Journal of the Learning Sciences», 1993-94, vol. 3, n. 3, pp. 219-225.
Levy P. (1996), L’intelligenza collettiva. Per un’antropologia del cyberspazio, Milano, Feltrinelli.
Stewart T.A. (1997), Il capitale intellettuale, la nuova ricchezza, Milano, Ponte alle Grazie.
Winograd T. e Flores F. (1987), Calcolatori e conoscenza, Milano, Mondadori.


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