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Editoriale

3 settembre 2001 | di Roberto Trinchero

Una delle questioni più delicate in tutto il settore della formazione, sia essa assistita dalla rete o meno, è quello della valutazione dell’apprendimento. Come possiamo essere sicuri dell’effettiva acquisizione di competenze da parte dei discenti? Come possiamo indurre nei discenti apprendimento significativo e non mero apprendimento meccanico?

Nella formazione in presenza un ruolo centrale nella valutazione dell’effettiva acquisizione di competenze viene rivestito dal rapporto che si instaura tra i docenti e i discenti: è la conoscenza approfondita del discente da parte del docente, che si realizza attraverso l’osservazione continua delle sue strategie di relazione e di soluzione a problemi reali servendosi di quanto ha appreso, che permette di dire quali competenze questi ha assimilato e quali no.
La formazione assistita dalla rete cambia inevitabilmente la natura di questo rapporto. Cambiano i modi dell’interazione tra docente e discenti, tra tutor e discenti e tra i discenti stessi, secondo modalità comunicative nuove e non meno coinvolgenti di quelle che avvengono in presenza. Nuovi metodi e nuove vie di interazione favoriscono la nascita di nuovi modi per valutare l’acquisizione di competenze. La valutazione formativa, uno dei momenti più importanti di qualsiasi intervento didattico, assume in rete forme diverse e più ricche, grazie alle potenzialità tecnologiche offerte dalle reti di calcolatori.
Si intravedono alcuni importanti effetti:
a) piani e strumenti formativi che nella didattica in presenza sono adeguati per pochi studenti, possono essere adattati a numeri più grandi, con un limitato aumento dei costi;
b) il discente non è mai solo nelle varie fasi del processo di apprendimento, quindi può ricorrere al confronto sistematico dei suoi prodotti e dei processi messi in atto per ottenerli con i tutor e con i suoi pari, adottando sistematicamente strategie di valutazione continua del proprio operato;
c) questa prospettiva di lavoro fa sì che il discente sviluppi, accanto alla competenza specifica della disciplina che sta studiando, anche una specifica sensibilità all’autovalutazione e all’automonitoraggio dei propri processi, in un’ottica di sviluppo metacognitivo: il discente che studia sistematicamente on line sviluppa una tendenza al monitoraggio del proprio processo di apprendimento e all’utilizzo dei feedback per correggere i propri errori di impostazione e di strategia.
Mediante strumenti di valutazione on line opportunamente predisposti possiamo quindi non solo intervenire sulle conoscenze e abilità del discente, ma anche sulle sue meta-qualità, ossia su quegli elementi di crescita personale più stabili e continuativi, quali il suo metodo di studio e la sua percezione di sé, le sue capacità di valutazione, autovalutazione e riflessione.


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