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Formazione in rete: quali dimensioni?

1 maggio 2001 | di Antonio Calvani

Ricerchiamo dei criteri per caratterizzare un corso di formazione on line. Uno schema pratico è quello riportato qui sotto, articolato in quattro dimensioni.
Si tratta di rispondere a quattro domande:
Quanta interazione con il
percorso?
Quanta interazione con il contenuto?
Quanta interazione
verticale?
Quanta interazione
orizzontale?

Con “quanta interazione con il percorso” intendiamo riferirci al fatto che l’insieme dei contenuti che l’allievo dovrà acquisire sia completamente strutturato sin dall’inizio oppure che questo possa, almeno in parte, essere integrato in itinere, attraverso le interazioni con il tutor e sulla base delle esigenze avanzate dal corsista stesso (come avviene negli approcci project based, che consentono che l’allievo diventi “costruttore attivo” del percorso di apprendimento.
Con “quanta interazione con il contenuto” ci riferiamo alla modalità dell’offerta informativa utilizzata, che può essere più o meno differenziata ed ipermedializzata (ad esempio con la disponibilità di video attivabili direttamente, ecc.).
Con “quanta interazione verticale” intendiamo riferirci all’interazione che il corsista può instaurare con il proprio tutor: è facilmente comprensibile come questo aspetto rappresenti un elemento fondamentale per la qualità stessa del processo formativo.
Con “quanta interazione orizzontale” ci riferiamo al grado di condivisione-collaborazione che è opportuno consentire tra corsisti, aspetto questo che può orientare eventualmente ad avvalersi di una piattaforma tecnologica di carattere collaborativo (groupware) o meno. Rispondendo a queste quattro domande e cercando l’adeguato dosaggio tra i diversi fattori, possiamo allora enucleare la tipologia di corso a cui stiamo pensando. Con una avvertenza basilare: non è sempre detto che sussista una correlazione positiva tra aumento dell’interazione e miglioramento della qualità del corso. Anche se è pur vero che sotto un certo livello di interazione il corso “decade” (o si trasforma in corso erogativo, di seconda generazione, ecc.); perciò non necessariamente un alto livello di interazione in uno o più delle variabili sopra indicate è sicura garanzia di alta qualità.


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