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Storia, disegno e obiettivi della ricerca

2 giugno 2001 | di Pier Cesare Rivoltella

L’idea della ricerca di cui in questo numero anticipiamo alcuni dei risultati, nasce nel 1999 da una équipe di ricerca delle Università di Montreal e di Sherbrooke, nel Quebec di lingua francese. Il motivo originante era di valutare se l’uso di Internet, tecnologia anglofona per definizione, influisse sulle competenze linguistiche della comunità francofona. Il progetto si allarga presto a livello internazionale e giunge a comprendere sei Paesi, oltre al Quebec: il Portogallo (Università di Coimbra), la Spagna (Università di Granada), il Belgio (Università di Louvaine-la-Neuve), la Svizzera (Centre d’Initiation aux medias de masse di Losanna), la Francia (CLEMI di Parigi) e l’Italia (CEPaD, Università Cattolica di Milano). Si definiscono anche meglio gli obiettivi che coincidono con le aree di indagine su cui cade l’attenzione: – la rappresentazione, cioè le immagini che i soggetti del campione danno della rete danno; – l’uso, cioè le pratiche di consumo reali; – l’appropriazione, vale a dire l’integrazione della rete dentro il mondo valoriale e culturale di ciascuno. Il campione italiano consta di 582 ragazzi tra gli 11 e i 16 anni (438 nelle due aree metropolitane di Milano e Brescia, 148 come campione di controllo a Bolzano e dintorni). La scelta è stata dettata dai criteri assunti a livello di équipe di ricerca internazionale e cioè, in particolare, la volontà di lavorare su una metropoli e una città di provincia. Si è aggiunto il campione di controllo altoatesino perché la realtà del bilinguismo riproduceva di fatto le stesse condizioni del Quebec. Gli strumenti di ricerca utilizzati sono stati sostanzialmente tre: – un questionario, concordato con i partner internazionali e adattato alla realtà italiana; – lo strumento proiettivo del collage, utilizzato come avvio delle interviste; – l’intervista in profondità. Lo spazio in cui la ricerca si muove è decisamente qualitativo ed educativo: qualitativo, perché non era nostra intenzione fotografare medie statisticamente rilevanti ma individuare profili e problemi; educativo, perché i dati vanno letti più che come registrazione dell’esistente, come prospettive di analisi e di intervento formativo. Il rapporto di ricerca sarà in libreria nel prossimo mese di settembre con il titolo: I rag@zzi del Web. Una ricerca sui preadolescenti e Internet, VeP, Milano. A Montreal, nell’ambito del Congresso Bogue 2001 (18-21 settembre 2001), sarà presentato il rapporto di ricerca internazionale.


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