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Valutare le competenze nella formazione on line.

3 settembre 2001 | di Roberto Trinchero

Il modello tridimensionale qui proposto per la valutazione dell’apprendimento in corsi on line di terza generazione, può essere schematizzato come segue:

Come si vede le tre dimensioni

Cosa si valuta
Come si valuta
Chi valuta

sono schematizzate su tre assi ortogonali. Sull’origine di ciascun asse sono collocati gli elementi di ciascuna dimensione che maggiormente sono stati protagonisti dei modelli cosiddetti “tradizionali”, cattedratici, della formazione in presenza: l’accento sull’acquisizione di conoscenze, sull’eterovalutazione e sui test di profitto a risposta chiusa. L’origine degli assi rappresenta quindi il punto di partenza: la formazione cattedratica tradizionale. Gli assi rappresentano le evoluzioni e le tendenze dei modelli formativi e valutativi. Sulla dimensione del cosa si valuta l’attenzione si sposta progressivamente dal monitoraggio delle conoscenze al monitoraggio delle abilità e soprattutto delle meta-qualità. Sulla dimensione del come si valuta, l’attenzione passa progressivamente dal monitoraggio di semplici conoscenze e abilità a test di profitto pensati per monitorare abilità sempre più complesse, all’osservazione delle interazioni per valutare il funzionamento del gruppo e l’apporto dei singoli, alla produzione di elaborati che affrontano in maniera sempre più decisiva situazioni e problemi tratti dal mondo reale e non inventati ad hoc, nella produzione dei quali il gruppo mette in gioco tutte le sue conoscenze, abilità e capacità di interazione costruttiva. Sulla dimensione del chi valuta si passa progressivamente da approcci basati sull’eterovalutazione da parte del tutor o del docente, all’autovalutazione da parte del discente e alla valutazione tra pari, che coniuga le istanze di cooperazione con quelle di valutazione. Sono naturalmente possibili diverse combinazioni degli elementi sulle tre dimensioni e, alcuni esempi, sono quelli illustrati in questo articolo. Il fine ultimo della valutazione è comunque quello di raggiungere l’authentic assessment, ossia la valutazione non basata su obiettivi di conoscenza artificiali, statici, frammentati e slegati dai contesti reali di applicazione, ma che riguardano sfide intellettuali complesse e contestualizzate, in altre parole una reale acquisizione di competenze attraverso processi di appredimento contestualizzato, situato e significativo.

Bibliografia
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