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Dalla parte degli studenti: l’università virtuale me la immagino così

15 novembre 2002 | di Tommaso Gori scandicci@libero.it Studente del secondo anno di Ingegneria Informatica Università degli Studi di Firenze

Lo scorcio della vita di uno studente dei prossimi anni non lontani, in una Università che si mette in rete e rende disponibili tecnologie e risorse per migliorare i suoi servizi agli studenti.

Suona la sveglia. “Le 8.50!! rischio di fare tardi a lezione anche oggi, ho Fisica alle 9! Va bè vorrà dire che non mi laverò la faccia”.
Comincia così la mia mattina. Mi alzo in fretta e furia, accendo il PC e riesco a collegarmi in video-conferenza alla lezione di Fisica appena in tempo, alle 8.57. Ora no mamma! Sto in aula, non posso fare colazione…però…quasi quasi…
Prendo posto sulla sedia ancora in pigiama e assisto alla lezione. Ovviamente ho acceso il programma di registrazione che sta prendendo appunti per me (un riconoscitore vocale trascrive i discorsi del professore), appunti che ovviamente dovrò riorganizzare e soprattutto studiare.
Finita la lezione la mia agenda mi ricorda che ancora non ho provveduto a procurarmi il libro di testo, mi collego quindi alla biblioteca di Ingegneria, cerco il libro e lo scarico in formato e-book. Il pagamento del libro è addebitato sulla mia carta Conto-Studente. Meno male che la nonna mi ha dato la mancia, almeno ho potuto ricaricarla un po’… però ora sono a credito basso…devo provvedere a trovare un lavoretto che mi faccia guadagnare qualche soldo… il professore di Cibernetica ha bisogno di un peer-tutor per il suo corso del primo anno…quasi quasi mi candido…visto che avevo preso 30!
Candidatura elettronica inviata. Entro domani di sicuro saprò se sono idoneo.
Una rapida lettura degli annunci delle feste in programma per la serata disponibili sulla bacheca virtuale di Ateneo (le ragazze di Lettere sono molto attive nell’organizzare feste!) e già è ora di collegarsi alla video-conferenza della lezione di Analisi.
La lezione è noiosa e non ho una gran voglia di seguire…preferirei fare due chiacchiere col mio “compagno di banco”. Redbaron (nome in codice) ha messo a punto un programmino che permette di chattare durante le video-conferenze delle lezioni senza che il professore se ne accorga. Naturalmente questa è una procedura che il docente non autorizza, ma …lo so che non è corretto chiacchierare durante le lezioni ma non succedeva forse anche anni prima quando gli studenti stavano tutti in aula?
Finita la lezione mi ricordo che la professoressa di Telematica fa ricevimento. Apro il mio Netmeeting, inserisco l’indirizzo IP e mi collego al PC nello studio della professoressa…ho tutta una serie di dubbi da chiederle! Posso usare funzionalità di condivisione remota delle applicazioni e condividere con lei un “foglio virtuale” in cui svolgiamo insieme gli esercizi. Tutta la sessione può essere salvata, per poi essere rivista con comodo. Fatto tutto.
Adesso è tempo di studiare, apro (accendo!) finalmente il mio e-book e mi metto a ripassare la lezione. Questo schermo anti-radiazioni è una bomba!! Posso leggere tranquillamente senza paura di affaticare gli occhi.
Proprio mentre sono intento a risolvere un integrale per la prossima lezione di Analisi mi ricordo che devo provvedere al pagamento delle tasse universitarie.. ! per fortuna la procedura on-line è ancora attiva e basta inserire il numero di matricola e la delega all’incasso e per il resto penserà la segreteria didattica ad addebitare la somma dovuta direttamente sul mio conto corrente (la Carta-Studente non basta in questo caso, il conto è quello di papà).
Ormai la settimana è passata ed è arrivato il sospirato week-end ma purtroppo per me non è tempo di vacanza, gli esami sono vicini e c’è da studiare. Questo non vuol dire però rinunciare completamente ad una bella giornata di mare!
Non vorrei tentare la sorte, ma con costume, salviettone e computer portatile posso studiacchiare anche in spiaggia!!!
I miei compagni sono collegati da casa, e la spiaggia supporta un collegamento wireless in rete. Attraverso la mia smart card studente sono autorizzato ad entrare sulla rete di Facoltà.
La data dell’esame è sempre più vicina. È forse perché sono preso dal troppo studio che mi ricordo che devo ancora iscrivermi all’esame del giorno successivo, quando già mi trovo nel pub per una birra con degli amici (un po’ di relax fa bene prima dell’esame): col mio cellulare posso però mandare un SMS contenente numero di matricola, password e codice dell’esame a cui iscrivermi ad un numero verde che la Facoltà a messo a punto per l’iscrizione agli appelli in corso.
I mezzi sono cambiati…ma gli stati d’animo rimangono sempre gli stessi, non riesco ad addormentarmi e sono agitato per il test di domani…..speriamo bene. Una bella dormita è proprio quello che ci vuole…
E’ finalmente arrivato il sospirato giorno dell’esame, una sana ed abbondante colazione, un ultimo ripasso agli appunti e tutto è pronto. Tutti i dispositivi mobili devono essere consegnati prima dell’ingresso nell’aula: l’e-cheating stava diventando troppo diffuso e i docenti hanno preso provvedimenti. I trasgressori sono puniti severamente. I loro codici studente sono disabilitati e per la successiva sessione non sono autorizzati ad iscriversi all’appello d’esame.
L’agitazione è sempre maggiore e anche se i modi di studiare sono cambiati nel tempo grazie ai sistemi informatici e telematici, la paura (e la voglia di scopiazzare…) è rimasta la stessa.
Il modo di studiare è totalmente cambiato dai tempi dei miei genitori. Mi domando come abbia fatto la generazione prima della mia a fare a meno delle lezioni in remoto, dei ricevimenti on-line e dei testi in formato elettronico… la tecnologia ormai è potentissima e tocca tutte le attività della vita umana… e può fare di tutto, può abbattere distanze, può andare contro il tempo e risolvere tutti i problemi…
Tutti?
“Purtroppo non tutti”… Il professore mi ha dato il compito…una stretta di mano e un “in bocca al lupo” ma… mi è bastato uno sguardo al compito per capire che forse… non avevo capito tutto!


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