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Editoriale

13 settembre 2002 | di Antonio Calvani e Giovanni Bonaiuti Università degli Studi di Firenze

Ergonomia e formazione: confrontarsi con la progettazione centrata sull’utente

Questo numero di Form@re si occupa ergonomia. L’ergonomia, come noto, concerne primariamente i problemi relativi al lavoro umano in rapporto alle condizioni ambientali, tecnologiche ed organizzative in cui si svolge. L’obiettivo è quello di adattare le tecnologie, ma anche le metodologie, i tempi e le condizioni d’uso, alle esigenze dell’uomo nei vari contesti in cui si trova ad operare, e non solo in quello lavorativo. Con il massiccio avvento dell’informatica e delle TIC (tecnologie per l’informazione e la comunicazione) l’ergonomia si è recentemente trovata ad occuparsi di interfacce, ampliando la propria riflessione dagli aspetti psico-motori a quelli cognitivi.

In questo caso l’ergonomia, declinata sotto nomi che conoscono distinzioni concettuali e differenze sul focus di ricerca anche marcate (interazione uomo macchina, ergonomia cognitiva, computer human interface, ecc.), ha come obiettivo primario quello di comprendere non solo le regole che rendono intuitive, efficaci ed usabili le interfacce, ma anche le retroazioni e le ristrutturazioni cognitive che queste causano negli utenti. Una particolare riflessione riguarda l’area della progettazione ergonomica di prodotti formativi, anche di quelli pensati per la fruizione a distanza.
Questo numero di Form@re si articola in tre sezioni.
Nella prima sezione (”Ergonomia: storia, ricerca progettazione”) inizia con due interviste, la prima al prof. Sebastiano Bagnara, orientata a presentare un sintetico quadro storico dell’ergonomia, le sue origini connesse alla medicina, i suoi intrecci con l’informatica ed i più recenti rapporti con il marketing (intervista curata da E.Burchietti e G.R.Mangione), la seconda al prof. Stefano Levialdi, che presenta le attività di ricerca e di didattica svolte presso l’Università “La Sapienza” di Roma, nel settore delle interfacce e del rapporto uomo-macchina.
Completa la sezione un contributo di Rizzo e Pozzi, in cui si sottolinea la necessità che il design di sistemi interattivi sposti l’attenzione dal semplice design dell’interfaccia al design più complesso dell’attività (persona, strumento, obiettivi).
Nella seconda sezione (”Ergonomia ed apprendimento”) riportiamo un contributo di Giovanni Bonaiuti che sottolinea l’importanza dell’analisi delle interfacce in contesto educativo come esercizio ermeneutico ed un altro di Antonio Calvani, che fornisce alcune suggestioni nell’ottica di sviluppare un nuova disciplina di studio, l’”Ergonomia didattica”, posta all’intersezione tra ergonomia, teoria e tecnologia dell’apprendimento, e nei confronti della quale l’ergonomia avrebbe sicuramente alcuni stimoli da offrire, ma anche aspetti in cui si presentano differenze e condizioni di antinomia. Segue una scheda di Claudia Conti che riassume alcune nozioni e teorie psicologiche di particolare utilità per la progettazione di ambienti didattici, coerenti con un approccio ergonomico.
Nella terza sezione “Ergonomia e web” riportiamo due interventi, quello di Michele Visciola e di Mario Rotta sul concetto di Web Usabilità, un concetto che come noto, sta appassionando la comunità scientifica e che sembra soggetto ad una rapida evoluzione.

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