Home » n. 14 ottobre 2002

Editoriale

14 ottobre 2002 | di Roberto Trinchero Università degli Studi di Torino

Cosa fa di una piatta e bidimensionale pagina Web un coinvolgente strumento interattivo di apprendimento? La possibilità di vivere, per mezzo di quella pagina, emozioni ed esperienze, da soli o, meglio, condivise con gli altri membri della classe virtuale. L’interattività messa a disposizione dalle ormai arcinote pagine ipertestuali, pur aggiungendo ai tradizionali percorsi lineari dei libri di testo la possibilità di avventurarsi in percorsi multidimensionali tra i saperi, è un’interattività forzatamente bassa.

Cosa fa di una piatta e bidimensionale pagina Web un coinvolgente strumento interattivo di apprendimento? La possibilità di vivere, per mezzo di quella pagina, emozioni ed esperienze, da soli o, meglio, condivise con gli altri membri della classe virtuale. L’interattività messa a disposizione dalle ormai arcinote pagine ipertestuali, pur aggiungendo ai tradizionali percorsi lineari dei libri di testo la possibilità di avventurarsi in percorsi multidimensionali tra i saperi, è un’interattività forzatamente bassa. Lo studente naviga tra percorsi che lui stesso decide, ma che sono in qualche modo “cablati”, ossia determinati da chi costruisce le pagine e ne stabilisce i collegamenti ipertestuali. Una volta terminato e messo in rete, l’ipertesto è statico, immobile, non cresce nell’interazione che i suoi fruitori hanno con esso, ne può essere modificato da questi in un processo di costruzione dinamica di conoscenze. Ben diverso è il discorso dei laboratori virtuali: interagendo con il laboratorio virtuale lo studente entra in contatto con una conoscenza che può manipolare, sperimentare, costruire, per vivere esperienze, che potrà poi socializzare e confrontare con gli altri membri della comunità di apprendimento. Il laboratorio virtuale, sotto forma di esperimento scientifico simulato al calcolatore, di software per la costruzione collaborativa di conoscenze, di gioco di ruolo multiutente, di strumento di navigazione in ambienti tridimensionali o di comunicazione strutturata per l’instaurarsi di una realtà simulata in una comunità di discenti, rappresenta una forma di superamento della staticità connessa all’ipertesto classico. Il laboratorio virtuale è il luogo per eccellenza dove la conoscenza non viene trasmessa ma costruita nell’interazione tra discente e strumenti didattici. Se il laboratorio consente di restituire questa conoscenza costruita alla Rete, allo scopo di renderla disponibile ad altri, è chiaro come l’esperienza si avvicini al processo di condivisione dinamica dei saperi che Pierre Levy ha suggestivamente chiamato intelligenza collettiva. Nelle intenzioni degli autori, questo numero di Form@re intende avviare il lettore all’esplorazione del mondo dei laboratori virtuali on line. L’articolo di Roberto Trinchero intende classificare i laboratori virtuali e proporne una lettura come “luoghi di condivisione dell’esperienza”, sottolineando come la loro efficacia didattica dipenda proprio dal grado di coinvolgimento emotivo che questi sono in grado di suscitare nei discenti. L’articolo di Renato Grimaldi illustra il lavoro compiuto, presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione e della Formazione dell’Università di Torino, dal gruppo Far – Formazione Aperta in Rete, nel reperimento, catalogazione e diffusione dell’utilizzo dei laboratori virtuali per la didattica assistita dalla Rete, liberamente fruibili a partire dal portale Far (www.far.unito.it). E’ in questo quadro che si inscrivono gli articoli di Alberto Parola e Cristina Protti, rispettivamente curatori delle sezioni Psicologia e Musica del suddetto portale. Tina Lasala illustra alcuni ambienti virtuali tridimensionali per l’interazione collaborativa partendo dal concetto di spazio, così come inteso sulla rete. Antonio Falco si sofferma sul ruolo della simulazione nella “costruzione di realtà” associata ai laboratori virtuali, descrivendo la simulimpresa e le possibilità che la rete offre in questo ambito. Roberto Trinchero e Anna Maria Filippi presentano poi il punto di vista degli studenti: i risultati di una ricerca empirica, svolta mediante interviste, su studenti protagonisti di un esperienza formativa che ha visto un uso sistematico di laboratori virtuali in parallelo a lezioni in presenza.


Avanti >>