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Editoriale

16 dicembre 2002 | di Pier Giuseppe Rossi
Attività on line in supporto alla didattica in presenza

Le modalità con cui le Nuove Tecnologie sono utilizzate nel mondo accademico stanno cambiando velocemente: il web d'ateneo da fornitore di informazioni per utenti esterni o interni si sta sempre più modellando come teaching tool. Il cambiamento nasce dalle nuove richieste di formazione che la società pone alla Università e deriva dalla modifica sia del mondo del lavoro, sia della composizione degli studenti universitari.

Negli Stati Uniti gia nel 1999 meno di un quarto di gli studenti universitari tra i 18 ed i 22 anni studiano a tempo pieno, vivendo nel contesto universitario stesso. (Paloof, 1999) In Gran Bretagna la situazione non cambia: solo un terzo degli studenti frequenta in modo regolare. La maggioranza degli universitari sono studenti part-time, studenti adulti, che spesso ritornano agli studi universitari. La nuova composizione non richiede solo supporti adatti a soddisfare le esigenze spazio-temporali ma sollecita una individualizzazione dei processi di apprendimento per adeguare la didattica ai diversi stili e competenze possedute dagli studenti. Non si tratta semplicemente di fornire informazioni, di trasmettere conoscenze, ma spesso diviene prioritario fornire uno scaffolding che ri-organizzi le risorse/esperienze anche settoriali possedute dagli studenti, che dia un respiro teorico e non solo relativo all'esperienze e alle pratiche quotidiane. Le università risponderanno [a questa nuova realtà] lavorando per creare comunità di apprendimento fra questi gruppi. L'elemento chiave per questi gruppi è la comunità on line. Il Web potrebbe essere in ogni caso un medium attraente anche per gli studenti frequentanti perché diversamente da altre forme di comunicazione permette un ampio spettro di forme comunicative. (Laurillard, 2002) Nelle Università dopo interventi dello scorso decennio nati spesso da percorsi sperimentali o favoriti dalla semplicità di alcune applicazioni tecnologiche e superate le ottimistiche ipotesi di un Napster universitario in cui lo studente può attingere ad un'ampia riserva di corsi, oggi si sta discutendo di standard e di modalità per rendere generalizzabile e fruibile il supporto alla didattica in presenza offerto dalle Nuove Tecnologie. Le difficoltà maggiori nella generalizzazione delle applicazioni si incontrano qualora si cerchi di inserire nuove modalità operative e tecnologiche senza modificare la struttura didattica organizzativa e le competenze presenti (nei docenti e negli studenti). Nuovi modelli didattici, che tengano conto delle esigenze degli studenti e permettano di utilizzare appieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, richiedono la riduzione delle ore di lezione a favore dei seminari, una differente distribuzione/valutazione del carico di lavoro degli insegnanti, l'organizzazione del lavoro dei docenti in team, il miglioramento dei materiali didattici, dei supporti multimediali nelle aule, la creazione di strutture spaziali ed organizzative più flessibili. Deve essere inoltre garantito un supporto pedagogico e tecnologico ai docenti e la tecnologia dovrebbe diventare un tool didattico e quindi fruibile/disponibile da/per docenti e studenti (Pedrò, 2001). Supporti didattici I modelli maggiormente utilizzati per i supporti on line alla didattica in presenza, tentando una semplificazione con il rischio di banalizzare la presentazione, sono la lezione ed il seminario. La lezione La sezione fondamentale è costituita dai materiali (testuali, multimediali) forniti dai docenti. L'iterazione diretta studente-docente è presente ma è utilizzata soprattutto per fornire help agli studenti; la comunicazione veicola principalmente informazioni e domande di chiarimento ed approfondimento. I materiali inseriti possono essere i lucidi presentati a lezione, abstract delle lezioni, appunti di studenti. Va estendendosi l'uso dei materiali multimediali: non solo l'organizzazione ipertestuale dei contenuti ma anche video di lezioni, registrazioni di esperienze e simulazioni da scaricare o da visualizzare in streaming. Lo streaming oggi sta catturando l'attenzione degli addetti ai lavori. Particolare interesse rivestono le possibilità offerte dai software (Real Player e Windows Media Payer) di sincronizzare il video con testi, slide e animazioni. In tal modo non si ha la sola voce/volto del docente ma la possibilità di vedere contemporaneamente schemi, mappe, immagini o simulazioni. Il seminario Anche in questo caso si hanno materiali (testuali e multimediali) di supporto ma la sezione principale è costituita dalle classi virtuali in cui gli studenti dibattono, condividono contenuti, negoziano conoscenza. I materiali più che essere i contenuti dell'apprendimento, divengono strumenti per costruire conoscenza. Gli ambienti nascono da un modello di apprendimento costruzionista ed hanno l'obiettivo di costituire comunità on line. Gli articoli che seguono propongono sperimentazioni fondate sul secondo modello. Gli studenti dibattono sulle basi epistemologhe della disciplina (Innovazione nella didattica universitaria per la formazione in fisica dei futuri insegnanti elementari e supporto del web), ripensano la propria professionalità docente discutendo in rete delle teorie didattiche e collegandole ai propri vissuti (Evento in didattica), sviluppano un percorso di cooperazione ed apprendimento in rete, (Il Laboratorio di cooperazione e apprendimento in rete), costruiscono un percorso di orientamento interagendo tra sedi differenti (Orienta), costruiscono il portfolio relativo ad un insegnamento (Portfolio on line), svolgono attività multimediale in rete, (Un ambiente telematico per costruire un ponte tra il concreto e i modelli fisici). Se nelle attività descritte gli studenti hanno un ruolo da protagonisti, centrale risulta il lavoro dei docenti. I docenti sono i progettisti del percorso e dell'ambiente, forniscono lo scaffolding per il lavoro, supportano in qualità di tutor gli studenti nella esecuzione delle attività, valutano gli studenti e validano il percorso nel momento finale. Il docente, un tempo fascinoso oratore, diviene un Proteo dalle multiformi competenze: progettista di percorsi didattici, padrone di differenti linguaggi, competente degli aspetti relazionali che esplicita nel suo essere tutor. Di nuovo emerge la necessità di un cambiamento dell'organizzazione dell'insegnamento: in questo caso la necessità di operare in team (moving from the individual teacher to the teaching team) per costruire didattiche modulari e favorire applicazioni più ampie, trasdisciplinari di concetti base e di sperimentare nuovi e differenti ruoli nell'insegnamento (esperementing new teaching roles; lecturing, tutoring, authoring) (Pedrò, 2001).

Gli ultimi due contributi descrivono modalità di personalizzazione degli ambienti formativi prodotte dall'uso di Sistemi tutoriali intelligenti ed agenti pedagogici. (Sistemi tutoriali intelligenti, ambienti interattivi ed agenti pedagogici su web; Personalizzazione Web per l'E-Learning). I contributi nascono da ambiti disciplinari differenti da quelli che hanno prodotto i precedenti articoli. Se quelli provenivano da settori pedagogico-didattici, questi nascono dagli studi sull'Intelligenza artificiale. Tra i due ambiti esiste una diffidenza di fondo: da un lato la paura di percorsi "automatici" che spersonalizzano la didattica, dall'altro la paura di supporti alla didattica fuori da ogni standardizzazione. Va profondamente superata questa diffidenza ed vanno individuati elementi progettuali congruenti. La personalizzazione sicuramente è uno di questi terreni: può essere vista sia come individuazione di un percorso che tenga conto degli stili cognitivi e delle modalità di costruzione di conoscenza sia come possibilità di costruire per gli studenti profili personalizzati (ed autoapprendenti grazie agli input forniti) (Tasso, 2002) in base ai quali si realizzano banche dati, bookmark personalizzati e sempre aggiornati, che possono divenire un valido supporto per lo studio e per le attività nella classe virtuale.

Bibliografia Paloff, Rena M. Pratt, Keith Building Learning Communities in Cyberspace, San Francisco: Jossey-Bass, 1999 Pedrò, F. Trasforming On-campus education In European Journal of EDUCATION, Vol. 36, n°2, June, 2001 Calvani, A Educazione, comunicazione e nuovi media, UTET, Milano, 2001 Laurillard, D., Rethinking University Teaching, Routledge, London, 2002, Tasso, C. Omero, P. La Personalizzazione dei contenuti Web, Franco Angeli, Milano, 2002

 


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