Home » n. 7 gennaio 2002

Editoriale

7 gennaio 2002 | di Italo Tanoni Dirigente Tecnico Ispettivo MIUR i.tanoni@fastnet.it

In un periodo in cui la Formazione a Distanza (FaD) rappresenta una delle mode del momento tanto da monopolizzare l'intero scenario della formazione in ingresso per i docenti neoassunti in ruolo nella scuola (Progetto INDIRE), diventa sempre più importante riflettere sulla qualità delle proposte che vengono presentate dalle varie agenzie che si sono proiettate in questo settore in cui pressappochismo e improvvisazione iniziano a fare la loro parte. Non parliamo solamente dei corsi "chiavi in mano" che promettono una lauta preparazione in vista dell'acquisizione

della patente europea, ci riferiamo a tutte quelle iniziative che ormai fanno parte del meccanismo della domanda e dell'offerta che vengono proposte nel web con pacchetti pronti all'uso, da scegliere come in un supermarket. Su Internet – diventato un grande portale per la formazione on demand [Calvani e Rotta, 1999] – oggi troviamo di tutto: dai corsi a distanza sull'apprendimento delle lingue, a quelli sull'educazione sessuale, sull'utilizzo delle nuove tecnologie, sull'educazione religiosa e quanto altro. Di fronte al riproporsi di questo sterminato "aggiornamentificio" a bassi costi di produzione, ci si chiede quale sia l'efficacia di tanti pacchetti autoistruttivi basati su materiali multimediali più o meno interattivi (web training). In definitiva, rispetto alle precedenti stagioni FaD, esiste una differenza (in termini di plus valore) nell' organizzazione della formazione a distanza dei corsi over 2000 (di terza generazione)? [Biolghini e Cenarle, 2000] La ricerca tecnologica, seguita dallo sviluppo di nuovi ambienti della comunicazione e dell'informazione, ha avuto in qualche modo una funzione noetica nei confronti del nuovo modello FaD. Lo sviluppo di groupware sempre più aperti e interfacciati verso la dimensione collaborativa e cooperativa dell'apprendimento "on line", ha portato alla ribalta il problema della gestione dei complessi momenti comunicativi su cui oggi si organizzano vere e proprie comunità di rete. Su questo presupposto, centrato sull'interattività tra più soggetti che costruiscono la loro conoscenza in gruppo mediante gli strumenti sincroni e asincroni della CMC (e-mail, chat, forum, bacheche), trova fondamento l'esigenza di utilizzare nei corsi FaD e nel funzionamento delle reti telematiche i tutor: soggetti particolarmente competenti nel monitoraggio della comunicazione on line. Nelle figure dei tutor di rete sta quella marcia in più su cui si dovrà orientare la difficile scommessa della formazione a distanza nel prossimo futuro. Su questa lunghezza d'onda si stanno movendo anche alcune esperienze sperimentali che da alcuni anni insistono su una preparazione specifica (pedagogica, tecnologica e relazionale) dei tutor on line. Teamfad (http://www.teamfad.net) – costituito da un gruppo di esperti che operano nella FaD per la preparazione del personale docente della scuola dell'infanzia – rappresenta un esempio emblematico di quanto si possa fare anche in un settore come quello della prima infanzia che per lungo tempo è sembrato (erroneamente) lontano dagli sviluppi delle nuove tecnologie. L'esperienza Teamfad è maturata a seguito della sperimentazione nazionale ALICE e dietro il fatto che in alcune realtà del nostro Paese si stanno diffondendo reti di scuole che richiedono la presenza dei tutor come figure di sistema. I contributi riportati in questo numero di Form@re sono delle riflessioni "in corso d'opera" degli operatori di Teamfad che riprendono e approfondiscono alcune suggestioni della loro straordinaria esperienza. Bibliografia Calvani A. e Rotta M. (1999), Comunicazione e apprendimento in Internet, Erickson, Trento. Biolghini D. e Cengarle M. (2000), Net Learning, RCS- ETAS, Milano.


Avanti >>