Home » n. 7 gennaio 2002

Gestire e organizzare la comunicazione online

7 gennaio 2002 | di Enrico Foglia

Enrico Foglia è Dirigente scolastico, pedagogista, esperto di corsi FAD – Formazione a distanza. E’ inoltre Docente a contratto per le attività di laboratorio dell’insegnamento di Tecnologie dell’istruzione presso la Libera Università degli Studi di Urbino.
Per contattare l’autore di questo articolo scrivi a: enrfgl@tiscalinet.it

E-mail, e-commerce, e-journal, e-zines (riviste telematiche) e, in campo più speficicatamente didattico, e-books, e-culture, e-learning, e-classroom non sono altro che alcuni degli aspetti della moderna e-society con la quale dobbiamo confrontarci quotidianamente. Anche il mondo della scuola deve quindi comprendere i sensi più profondi di questa trasformazione e individuare quali salti qualitativi la e-society sta provocando nel campo dell’organizzazione didattica, dell’educazione, della collaborazione e della cooperazione.
Le nuove e-community che ormai si sviluppano nel campo dell’istruzione richiedono una moderna, complessa e articolata literacy (il termine può essere tradotto in capacità di lettura, comprensione e competenza) a chi deve dominare il fenomeno:
- una technological literacy per riuscire ad usare e padroneggiare i moderni strumenti della infotelematica;
- una information literacy legata alla ricerca, all’identificazione, alla struttura delle informazioni, all’accesso intellettivo (comprensione), all’interpretazione, al supporto e alle modalità di accesso alle informazioni;
- una communication literacy che investe le modalità, i comportamenti, le regole le dinamiche relazionali instaurate dalla CMC (Computer Mediated Communication);
- una media literacy che coinvolge la capacità di codificare e produrre informazioni con l’uso di diversi media.

Sebbene il confine e la distinzione tra questi aspetti siano sottili e spesso artificiosi, proveremo a concentrare la nostra attenzione sui fenomeni comunicativi.
L’efficacia e il funzionamento di una comunità di apprendimento o di pratiche dipendono in gran parte dall’equilibrio tra il sistema sociale, che vi si sviluppa e che fa riferimento alla costituzione dei gruppi, ai flussi della comunicazione, alle dinamiche relazionali e al sistema tecnologico che viene utilizzato. Esistono a questo proposito strumenti di comunicazione sincroni (videoconferenza e chatting) e strumenti asincroni (e-mail, forum, bacheca elettronica); entrambi cambiano i tradizionali concetti di spazio e di tempo e, conseguentemente, la condivisione di luoghi, le condizioni di uso e le modalità di accesso [Rivoltella, 1999]. Se da una parte non vi è più un luogo fisico, come nella comunicazione in presenza, nasce però un luogo che potremo definire virtuale e sociale, nel quale i soggetti protagonisti si incontrano e tessono relazioni. Per quanto riguarda gli indizi simbolici che, nella comunicazione in presenza si evidenziano attraverso manifestazioni gestuali, prossemiche, tattili, olfattive, in alcuni strumenti è fortemente presente una contrazione scarsamente surrogata da alcuni accorgimenti (emoticons); tuttavia permangono e vengono sviluppate forme di feedback quasi immediato, conseguenti alla rapidità della comunicazione anche asincrona e alle possibilità di analisi retrospettiva che consentono la riflessione e la metacognizione, difficili da considerare durante una relazione face to face. Le modalità di accesso con l’utilizzo combinato di alcuni ambienti così detti groupware avvicinano molto la CMC ad attività di collaborazione/cooperazione legate allo scambio di file e documenti, alla scrittura condivisa, all’elaborazione comune che fino a qualche tempo fa erano possibili solo in presenza.
Il forte impulso alla sincronizzazione dei processi e degli scambi in una comunità di apprendimento e di pratica non è però esente da inconvenienti e difficoltà sintomatiche delle dinamiche relazionali che si instaurano [Trentin, 1999].
Ecco allora la necessità, da parte del tutor di rete che gestisce e organizza la comunicazione, di riuscire a monitorare ciò che accade, indagando sia gli aspetti più propriamente quantitativi che quelli più specificatamente qualitativi, al fine di orientare il gruppo verso una identità che permetta di favorire la piena collaborazione e cooperazione. Se per i primi sarà indispensabile conoscere la frequenza con cui gli appartenenti alla comunità si scambiano i messaggi, il numero dei messaggi per ciascun thread di discussione, lo scarto tra chi interviene di più e chi rimane ai margini, per gli aspetti qualitativi sarà fondamentale verificare la coerenza dei contenuti con il compito assegnato, distinguendo gli aspetti teorici, quelli tecnici, le richieste di aiuto e collaborazione, la capacità di innescare reazioni e discussioni [Calvani e Rotta, 2000].
Sarebbe utile altresì riflettere sull’identità che si delinea all’interno del gruppo di collaborazione/cooperazione on line e se nel corso del tempo vi è il passaggio da una identità all’altra. Indicativamente, si possono individuare almeno tre tipologie di identità:
- gruppi di aiuto reciproco centrati sulla discussione di argomenti specifici e supportati da esperti esterni;
- gruppi aperti in cui si discute su temi di interesse generale in cui tutti i partecipanti si collocano sullo stesso piano;
- gruppi di lavoro in funzione dell’elaborazione di materiali o progetti con la presenza di un coordinatore e di regole condivise.

E’ necessario anche tenere sotto controllo alcuni dei disturbi più frequenti della comunicazione on line quali quelli del flaming (letteralmente esagerazione) che si manifesta quando qualcuno occupa tutto lo spazio della comunità; del pensiero deviante, quando ci si allontana dal compito assegnato o quando non vengono riconosciute le priorità; dell’utilizzo personale della rete per scopi personali o pubblicitari [Calvani e Rotta, 1999].
La collaborazione e cooperazione on line, pur nella complessità dell’attuale situazione comunicativa, riusciranno sicuramente a favorire una nuova forma di intelligenza collettiva, caratterizzata da un modo diverso di interpretare e vivere le relazioni, il tempo e lo spazio.

Bibliografia
Calvani A. e Rotta M. (1999), Comunicazione e apprendimento in Internet, Erickson, Trento.
Calvani A. e Rotta M. (2000), Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Erickson, Trento.
Rivoltella P. (1999), Problemi ed esperienze di comunicazione on line, GS, Santhià (VC).
Trentin G. (1999), Telematica e formazione a distanza: il caso Polaris, F. Angeli. Milano.


<< Indietro Avanti >>