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Il contesto educativo: punto di partenza per la formazione a distanza

7 gennaio 2002 | di Italo Tanoni

Italo Tanoni è Dirigente Tecnico Ispettivo del MIUR e Docente di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento presso la Libera Università degli Studi di Urbino. E’ anche giornalista pubblicista.
Sito Internet personale: http://www.tanoni.net

Tra gli organizzatori di un corso di formazione a distanza assistito (FaD), spesso si è presi dallo sconforto per la scarsa continuità della partecipazione dei corsisti all’attività formativa “on line”. Anche nel recente passato, le attività FaD erano basate sulla simulazione di azioni che sopperivano alla necessità di avere come riferimento un qualche ambiente operativo su cui radicare le attività formative proposte [Parisi, 2001].
In sostanza tra gli operatori della FaD – ma la questione è particolarmente sentita da chi ricopre il ruolo di tutor di rete – la necessità di contestualizzare gli itinerari della formazione, è stata sempre tenuta presente soprattutto per la gestione della motivazione [Maslow, 1954] in contesti virtuali di apprendimento.
Anche nell’attività di Teamfad il problema si è posto in modo stringente, avendo come principali fruitori nei corsi per tutor, i docenti della scuola dell’infanzia.
Questo segmento scolastico, rispetto al resto della scolarità italiana, si caratterizza per la specificità delle esperienze che vengono condotte nelle singole realtà educative.
Nel momento della collaborazione e cooperazione per la costruzione di un progetto di rete contestualizzato, da una parte occorre superare la naturale ritrosia di molti docenti ad aprire la loro esperienza per negoziare alcuni contenuti da condividere “on line”, dall’altra per rendere quanto mai concreta l’adesione al contesto educativo della singola scuola, è necessario calare ogni progetto “in situazione”. Il tutto finalizzato a mantenere costante e viva la motivazione a partecipare alla vita di rete.
La soluzione prospettata dal gruppo Teamfad per risolvere il dilemma ha fatto leva su una duplice strategia:
a) l’elaborazione negoziata da parte dei soggetti in formazione di un comune percorso curricolare da realizzare attraverso una ricerca-azione che continua per tutto il tempo della formazione a distanza;
b) l’organizzazione da parte di ogni singola scuola (a cui appartiene il docente o i docenti in formazione) di un sotto progetto didattico che, ancorato a quello generale, ne rappresenta la realizzazione “in situazione”.
L’intero percorso (a+b) rappresenta il fil rouge attorno al quale vengono articolate in parallelo le tematiche della FaD: collaborazione/cooperazione, gli strumenti della comunicazione in rete, analisi delle dinamiche comunicative on line, progettazione e usabilità di un sito web, costruzione e realizzazione di un website. Tutti gli argomenti trovano un punto di riferimento stabile nel progetto contestualizzato che funge da continuo collante per le singole insegnanti e per i piccoli gruppi in cui sono inserite.
L’insieme delle esperienze di rete avviate tra vari istituti scolastici, comprese quelle inerenti la formazione a distanza dei tutor, sono pregnate da questa comune strategia operativa.
Non ci dobbiamo nascondere che almeno agli inizi, attorno a questo tipo di proposta basata sulla contestualizzazione dell’azione didattica e della formazione [Spitzer, 1996], abbiamo incontrato delle resistenze sia da parte di alcuni operatori che seguono l’andamento dei percorsi formativi on line, per i quali un discorso web based sarebbe certamente di più facile gestione, sia da parte di molti docenti in formazione che considerano il ricorso al contesto curricolare quotidiano, un doppio impegno e una “pesante” sovrastruttura con la quale allacciare un continuo feedback. Tuttavia la motivata partecipazione delle insegnanti corsiste alle attività FaD e i positivi risultati raggiunti sia sul piano professionale (competenze) che curricolare (esiti della ricerca-azione), hanno fino ad oggi confermato la validità di questa impostazione.

Bibliografia
Maslow A. (1954), Motivation and personality, Harper & Row, New York.
Parisi D.(2001), Simulazioni. L’uso delle simulazioni al computer come strumenti per conoscere la realtà, Il Mulino, Bologna
Spitzer Dean R. (1996), La motivazione: un fattore trascurato nella progettazione didattica, «Tecnologie Didattiche», n.11, pp. 38-43.


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