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Il mercato dell’E-Learning

11 maggio 2002 | di Daniela Selli

Il mercato odierno è caratterizzato dal passaggio da un’economia basata sulla produzione ad una basata sui servizi. Questo comporta che se nella old economy il valore aziendale e l’importanza della “creazione” erano definiti fondamentalmente attraverso attività fisiche e finanziarie, nella new economy si investe sempre di più sul capitale umano.
La conseguenza è che le imprese individuino sempre più nella formazione un’arma competitiva, più che un costo fastidioso e inutile, comprendendo che l’accrescimento delle abilità dei lavoratori è una delle chiavi per preparare il successo nel mercato.
La new global economy avanza, così, verso i lavoratori provocazioni e sfide sempre più complesse, richiedendo livelli di educazione più alti, alfabetizzazione informatica, pensiero critico, analisi dell’informazione e un alto grado di flessibilità.
Le aziende cercano di far fronte alle sfide provenienti dal mercato mantenendo la propria forza lavoro sempre aggiornata e con un alto grado di competenza. La formazione tradizionale presto si dimostra insufficiente.
Proprio la necessità di rispondere a queste sfide giustifica l’ascesa prepotente dell’e-learning (technology-based learning) che consente di distribuire contenuti attraverso tutti i media elettronici, includendo Internet, Intranet, extranet, trasmissioni satellitari, audio/video tape, TV interattiva e CD-ROM in qualsiasi parte del globo, secondo modalità sincrone e asincrone. Grazie all’e-learning le organizzazioni hanno potuto mantenere il loro posto nel mercato e rimanere sempre all’avanguardia: questo è dovuto certamente a fattori economici e/o sociali, ma anche al rapido sviluppo di Internet. La crescita del World Wide Web, l’alta capacità della rete sociale e aziendale, l’alta velocità dei nuovi personal computer forniscono il learning adatto alla gente.

Il settore della technology-based education è un mercato immaturo, ma nello stesso tempo dinamico, e il fatto di presentarsi come un vero mercato “giovane” è dovuto alla sua alta frammentazione e alla sua bassa trasparenza. L’industria mondiale dell’e-learning comprende approssimativamente 5000 competitors: di essi la stragrande maggioranza è costituita da compagnie private. Sul mercato dell’e-training nessun concorrente, da solo, potrebbe riuscire a guadagnarsi una quota del 5%, ed è per questo che la stragrande maggioranza dei partecipanti si unisce per rafforzarsi. Finora la competizione diretta è a basso impatto. La spiegazione è triplice:
1. la domanda di e-learning è alta;
2. le strategie di business e gli obiettivi dei gruppi di partecipanti sul mercato variano ampliamente, e c’è una piccola sovrapposizione nelle loro linee di prodotto;
3. la trasparenza e l’informazione nel mercato sono ancora basse.

La struttura dell’industria, tra l’altro ai primi albori, sta cambiando mensilmente e ci si aspetta che nei prossimi anni vi siano cinque dinamiche di mercato a contribuire alla trasformazione dell’industria dell’e-learning:
1. l’emergenza di nuove tecnologie Internet e di nuovi metodi di distribuzione di formazione professionale;
2. l’innovazione di nuove prodotti di apprendimento e di servizi a valore aggiunto;
3. la concentrazione di ricerca e di cicli di sviluppo;
4. l’accelerazione di attività di consolidamento e di formazione di partnership;
5. l’entrata di nuovi concorrenti e l’apparizione di nuovi leader sul mercato.

Vi sono tuttavia situazioni nelle quali la formazione in presenza non può essere sostituita. La formazione on-line è particolarmente adatta per l’acquisizione di competenze IT, ma si presentano alcuni limiti nel caso del soft-skills training. Ad esempio, la formazione di strategie necessita ancora di essere fatta, nella maggior parte dei casi, faccia a faccia. Altri contenuti educativi, che non si traducono bene all’interno di ambienti virtuali, richiedono significative applicazioni in presenza, con forte enfasi su revisione e collaborazione.
E’ per questo motivo che oggi formazione a distanza e formazione in presenza vengono usate sempre di più in modo integrato rispetto anche solo a due/tre anni fa, dove la tecnologia supporta la presenza ogni volta che ci sono un ampio numero disperso di dipendenti, alti costi per la distribuzione in presenza, un alto turnover, e/o il bisogno di uniformità di contenuto.

Un mercato di questo tipo, con tutti i suoi vantaggi, fa tuttavia emergere due grossi problemi: costi e qualità.
Una formazione a distanza ad alto livello qualitativo, possibile quindi con tecnologie ad alta definizione, è decisamente più costosa di una formazione tradizionale (dove, invece, i costi variabili hanno una tendenza opposta rispetto ad una FAD di terza generazione, dato che questi tendono ad aumentare al crescere dei partecipanti); questo perché i primi costi di investimento per le tecnologie sono più elevati rispetto a quelli per la formazione in presenza e anche se il “peso” dei costi fissi va scemando nel corso degli anni, si parla comunque di un ammortamento a medio-lungo termine.
L’introduzione delle nuove tecnologie ha portato ad una modifica del mercato. Ci si trova oggi in un contesto nel quale si cerca di rispondere il più possibile alle esigenze del cliente, attraverso la personalizzazione dei prodotti e l’offerta di servizi a valore aggiunto; in un contesto, quindi, sempre più vicino al consumatore e pronto a rispondere in modo immediato ai suoi bisogni. Per far fronte al problema della personalizzazione il mercato si sta orientando verso la progettazione di standard ridotti e dettagliati, in formati riutilizzabili e quindi riadattabili facilmente alle richieste specifiche dell’utente senza gravare sui costi di progettazione e di produzione dei materiali.
La conseguenza è un orientamento sempre più deciso verso l’autoformazione. Qui entra in gioco il problema della qualità che diviene così la vera frontiera per gli sviluppi futuri dell’e-learning.

Per un approfondimento si segnalano in Internet i seguenti URL:
http://www.fortune.com/sitelets/sections/fortune/education.html
http://www.fortune.com/sitelets/sections/fortune/corp/2002_04intellect.html


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