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Il tutor online: piani d’azione

8 febbraio 2002 | di Mario Rotta

Paulsen (in Berge e Collins 1995 e in altri contributi successivi) sintetizza le articolazioni del tutor, soprattutto nella sua veste di moderatore/animatore applicando uno schema poi largamente utilizzato come riferimento da molti di coloro che si occupano di Computer Mediated Communication e di interazioni all’interno dei gruppi di lavoro o di discussione online (Rowntree, 1995). Secondo lo schema di Paulsen il ruolo centrale del moderatore/animatore si esercita su tre piani distinti e paralleli: – organizzativo
- sociale
- intellettuale
A seconda dell’azione che il tutor intraprende, il suo peso su ciascuno dei tre piani tenderà ad essere diverso. Partendo dall’elaborazione di Paulsen, si può tentare di illustrare in una tabella il differente peso assunto da determinate azioni del tutor.

Che cosa può fare il tutor Peso del tutor sul piano organizzativo Peso del tutor sul piano sociale Peso del tutor sul piano intellettuale
Definire degli obiettivi Alto Basso Medio
Definire delle scadenze Alto Basso Basso
Suggerire come formare il gruppo di lavoro
Individuare dei ruoli all’interno del gruppo
Alto Medio Basso
Suggerire come procedere nel lavoro Alto Basso Medio
Illustrare un concetto
Chiarire un contenuto
Basso Basso Alto
Inviare aggiornamenti e proporre materiali di studio integrativi Medio Basso Alto
Osservare e analizzare la situazione Basso Medio Basso
Partecipare alla discussione Basso Alto Medio
Provocare
Stimolare la partecipazione di uno o più componenti del gruppo
Basso Alto Medio
Risolvere un conflitto all’interno del gruppo Medio Alto Basso
Assistere chi mostra di trovarsi difficoltà Basso Alto Alto
Facilitare l’apprendimento da parte di singoli soggetti Basso Medio Alto
Creare dei diversivi per attenuare eventuali momenti di tensione o di sovraccarico di lavoro Basso Alto Basso

In generale, si potrebbe ricavare dalla tabella un suggerimento strategico che riguarda l’atteggiamento del tutor in funzione della qualità complessiva dell’esperienza formativa in rete. Si può affermare che un buon tutor dovrà cercare di distribuire equamente il peso che egli tende ad assumere sia sul piano organizzativo che su quello sociale che su quello intellettuale. Non è pensabile né auspicabile che un tutor concentri il suo intervento sulle azioni che si ripercuotono positivamente solo su uno dei piani indicati: una buona capacità organizzativa, ad esempio, non può compensare carenze sul piano sociale, così come un tutor con molta esperienza sui contenuti ma scarsa capacità nella gestione delle interazioni in rete tra gli studenti di un gruppo che apprende non può probabilmente garantire da solo la buona riuscita del corso. Queste considerazioni si riflettono inevitabilmente, come vedremo meglio più avanti, sulla formazione del profilo complessivo del tutor e sull’eventuale diversificazione delle funzioni di tutorship in esperienze di formazione in rete.

Le competenze specifiche del tutor moderatore/animatore dovranno inoltre indirizzarsi verso specifiche abilità nella gestione delle relazioni interpersonali e, soprattutto, nella gestione delle dinamiche comunicative e relazionali in rete. Un buon tutor, in tal senso, dovrebbe essere un profondo conoscitore della netiquette e, preferibilmente, aver maturato una certa esperienza come partecipante a gruppi di discussione online, comunità virtuali, mailing-list, meglio ancora se in qualità di owner o moderatore di lista o di forum.

Accettando questa schematizzazione e riprendendo altri spunti (Mason e Kaye, 1992), spostando però l’accento sul contesto specifico delle attività educative in rete, Berge suggerisce inoltre che il ruolo del moderatore (che tuttavia definisce instructor/facilitator) abbia implicazioni dirette su almeno quattro piani distinti:
- manageriale: interviene sulle procedure, cura l’organizzazione, svolge funzioni “amministrative” in senso lato (ovviamente in riferimento all’attività che si svolge in rete: calendario, scadenze…).
- pedagogico: assume se necessario un ruolo di stimolo intellettuale, stabilisce gli argomenti che saranno oggetto di discussione.
- sociale: si preoccupa del mantenimento di un clima di fiducia reciproca all’interno del gruppo di discussione, analizza le relazioni interpersonali, cerca di risolvere eventuali conflitti.
- tecnico: si preoccupa del corretto funzionamento del sistema utilizzato e aiuta i partecipanti a risolvere eventuali problemi di natura tecnica.
Concordano sostanzialmente su questa schematizzazione anche Salmon (1998) e Bocconi e Pozzi (1999), che attribuiscono comunque molta importanza anche al ruolo svolto dal tutor in fasi come la preparazione dei materiali e le verifiche finali, sottolineando come alla figura, definita più elasticamente “formatore in rete”, spetti il compito di seguire e in qualche modo “garantire” l’intero processo didattico.

Per le risorse essenziali si rimanda alla scheda.


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