Home » n. 15 novembre 2002

Inforicchi ed infopoveri: riflessione su educazione, internet e divario digitale

15 novembre 2002 | di Tommaso Pucci tompucci@freemail.it Scienze Politiche, Dottorando in Telematica e Società dell'Informazione Università degli Studi di Firenze.

La Società dell’Informazione non è Globale. Sono ancora troppi gli esclusi dalla società digitale: coloro che non hanno accesso all’informazione ed alla conoscenza e che anche per questo motivo si ritroveranno sempre più ai margini di altri contesti sociali. E’ questo il motivo per cui il Digital Divide è un problema che merita di essere osservato, studiato e, auspicabilmente, superato.

Nel luglio 2000 gli utenti della rete erano 580 milioni, circa un decimo della popolazione mondiale.
Nell’attuale contesto di globalizzazione l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione è un pre-requisito allo sviluppo economico sociale e culturale.
L’articolo 27 della Dichiarazione Universale per i Diritti Umani afferma che “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.”
Tuttavia gli esclusi dalla rete non hanno accesso a quelle fonti di conoscenza necessarie per consentire loro di accrescere le proprie opportunità. Il rischio è che l’esclusione digitale significhi una progressiva esclusione sociale, in ragione delle sempre maggiori implicazioni sociali della telematica.
E’ per questo che nel pensare le nuove tecnologie non possiamo fare a meno partire dalla realtà oggettiva che esiste un divario digitale che aumenta molto rapidamente. La storia insegna che nei periodi di espansione le fratture socioeconomiche si moltiplicano. Ogni nuova tecnologia porta nuove disuguaglianze che si vanno ad aggiungere a quelle preesistenti, motivo per cui non dobbiamo guardare al divario digitale come ad un unico problema, bensì come una risultante di divari precedenti, quale il divario sociale ed il divario tecnologico aggravati dai progressi tecnologici che aumentano le potenzialità degli strumenti disponibili e ne creano di nuovi.
Lo squilibrio tra inforicchi ed infopoveri aumenterà progressivamente se non si agirà in maniera determinata per colmare il divario a livello locale e globale.
Il mercato tende ad incrementare le opzioni per gli inclusi, pertanto diventa sempre più necessario governare con principi etici lo sviluppo della società dell’informazione con l’obiettivo di creare uguali opportunità di accesso alla conoscenza e, conseguentemente, di sviluppo per tutta la popolazione mondiale. Altrimenti si corre il rischio di una ulteriore polarizzazione della società. Da una parte il maggior accesso ad informazioni e conoscenza si riprodurrà in un rafforzamento del controllo e del potere da parte delle élites, dall’altra gli esclusi si ritroveranno ulteriormente ai margini della società.
La tecnologia deve contribuire a ridurre, anziché renderle più profonde, le divisioni socioeconomiche tra individui, popoli e stati.
L’accesso alle informazioni ed alla conoscenza quali fondamenta del sistema educativo, è necessario ad uno sviluppo sociale, economico e culturale che nell’era digitale non può prescindere dalla rete Internet, inteso come strumento che grazie alla particolare struttura reticolare favorisce la diffusione e la condivisione delle risorse informative e relazionali. Per questo l’accesso universale deve rappresentare l’obiettivo connaturato alla nascita ed alla crescita della rete.
Sarebbe ovviamente inesatto affermare che la tecnologia è la soluzione definitiva ai problemi dell’uomo, tuttavia un uso corretto dello sviluppo tecnologico finalizzato alla promozione umana, potrebbe rappresentare un reale salto di qualità nella costruzione di modelli di società più attente ai bisogni dell’uomo.
Attualmente numerose barriere ostacolano l’accesso e ne condizionano la qualità: il reddito, il livello di educazione, l’età, il genere, la razza sono le principali variabili sulle quali si producono le discriminazioni alla base dell’esclusione digitale.
Un primo passo verso la rimozione delle barriere all’accesso è il congresso che si terrà nel Febbraio 2003 a Bilbao con lo scopo di riconoscere il diritto all’accesso come diritto universale. Una volta riconosciuto tale diritto, l’obiettivo sarà quello di renderlo effettivo.

Bibliografia e risorse
Castells, Manuel. Information Technology, Globalization, Social Development. Paper for the UNRISD Conference on Information Technologies and Social Development, Palais des Nations, Geneve, 22-24 Giugno ‘98. http://www.unrisd.org

Castells, Manuel. La nascita della società in rete. Università Bocconi Editore, Milano 2002.

Rifkin Jeremy, L’era dell’accesso. Mondadori 2000

United Nations Development Program. Human Development Report 2001. UNDP 2001. “L’avanzamento tecnologico al servizio dello sviluppo umano” è il titolo del Rapporto sullo Sviluppo Umano 2001, pubblicato dal United Nations Development Program.

Sito di riferimento per il divario digitale: http://www.digital-divide.org


<< Indietro Avanti >>