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La simulazione d’impresa come laboratorio virtuale

14 ottobre 2002 | di Antonio Falco

 

Definizione: il laboratorio virtuale
Il laboratorio virtuale è uno “spazio di lavoro elettronico per la collaborazione a distanza e la sperimentazione nella ricerca e in altre attività creative, utilizzabile per generare e sviluppare risultati utilizzando informazioni distribuite e tecnologie comunicative” (si veda Iitap, 1999). Un laboratorio virtuale si distingue dai laboratori tradizionali, ma non si propone come un loro sostituto e non si mette in competizione con essi. Piuttosto deve essere visto come una possibile estensione, una nuova opportunità per la ricerca tradizionale.
William Wulf (1989) parla di collaboratory indicando con questo neologismo un centro senza muri in cui i ricercatori della stessa o di diverse nazioni possono fare ricerca senza limiti di tipo geografico interagendo con i colleghi, condividendo l’accesso agli strumenti di ricerca, ai dati, ecc.
Esistono diversi tipi di laboratori virtuali: in questo articolo si analizzeranno quelli che sono visti come luoghi per apprendere il funzionamento di ruoli propri di organizzazioni virtuali che rispecchiano strutture reali (vedere il contributo di Roberto Trinchero). Questo tipo di simulazione segue un’impostazione di tipo costruttivista.

La Simulimpresa
Un esempio di laboratorio virtuale appartenente a questa categoria è rappresentato dalla Simulimpresa: sia in Italia sia all’estero esistono moltissimi esempi di laboratorio virtuale di questo tipo. La Simulimpresa nasce in Germania e si sviluppa in tutta Europa grazie alla rete Europen creando una struttura virtuale parallela composta da circa 1800 imprese. In Italia le prime esperienze risalgono al 1994 e nel 1995 comincia la sperimentazione vera e propria; solo nel 1996 la sperimentazione viene approvata e la rete italiana viene accettata e legata a quella europea e il metodo viene riconosciuto e certificato dall’Istituto Superiore per la Formazione e l’Orientamento dei Lavoratori del Ministero del Lavoro.
In generale sono le scuole superiori ed i centri di formazione ad approfittare di questo tipo di soluzione. L’obiettivo è quello di far esercitare gli studenti su quello che hanno studiato solo teoricamente, unendo il sapere al saper fare in un ambiente che riproduce esattamente l’organizzazione di un’impresa di servizi, industriale o di qualsiasi altro tipo. Tale esigenza nasce da un’attenta analisi relativa all’impatto dell’offerta della formazione e dell’istruzione sul mondo del lavoro che ha evidenziato una forte inadeguatezza della preparazione degli studenti al termine del loro ciclo di studi nei confronti delle esigenze del mondo del lavoro. Tale inadeguatezza è dovuta alla mancanza di abilità pratiche, alla scarsa conoscenza dell’ambiente aziendale, alla difficoltà di lavorare in équipe, alla scarsa applicazione di comportamenti organizzativi, tutte carenze che costringono ad un lungo periodo di inserimento lavorativo con aumento dei costi a carico dell’azienda stessa.
A questo gap si cerca di sopperire attraverso l’Impresa Simulata che è la riproduzione di situazioni reali di lavoro: orario, relazioni, situazioni di lavoro, sviluppo delle mansioni, lavoro in équipe. L’impresa simulata riproduce fedelmente la struttura e le funzioni di un’impresa reale in tutti gli aspetti che riguardano l’organizzazione, i tempi di lavoro, gli ambienti, la documentazione e gli aspetti relazionali.

In concreto
Si comincia con la costituzione dell’impresa scegliendo un partner che generalmente è un’impresa reale (impresa madrina o tutor) che fungerà da modello per tutta la durata della simulazione: con essa vi sarà uno scambio continuo di informazioni sulla contabilità, sui listini, sull’organizzazione, sulle strategie di mercato e sulle politiche commerciali intraprese. L’impresa madrina serve da continuo confronto per giudicare le attività di simulazione e come collegamento con la realtà a cui si ispira la finzione. Nello scambio di informazioni naturalmente la Rete svolge un ruolo cruciale. I partecipanti alla simulazione apprendono il funzionamento dell’organizzazione attraverso questo scambio continuo, esercitandosi a gestire il proprio lavoro con gli strumenti della comunicazione telematica. Didatticamente questo ha una doppia valenza: a) si apprende l’utilizzo degli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia: il reperimento di informazioni attraverso i motori di ricerca, l’utilizzo di strumenti di comunicazione sincrona e asincrona, i software per il Computer Supported Collaborative Work (CSCW) e Computer Supported Collaborative Learning (CSCL), i databases aziendali condivisi, ecc.; b) si contestualizza l’utilizzo degli strumenti in situazioni problematiche concrete, reali, del tutto simili a quelle che i partecipanti alla simulazione potrebbero trovarsi ad affrontare in un vero contesto lavorativo.
Le imprese simulate sono collegate tra di loro dalla rete internazionale Europen che garantisce e stabilisce gli standard normativi a cui le imprese si devono conformare e lo fa insieme alle centrali nazionali. Inoltre, queste ultime si occupano di garantire tutti i servizi amministrativi rappresentando nella simulazione le banche, lo stato, le assicurazioni, le poste, le aziende di erogazione dei servizi, ecc.
Spesso le imprese simulate ospitano diversi dipartimenti come avviene nella realtà per cui i soggetti ruotano tra l’amministrazione, il dipartimento commerciale, la segreteria, il dipartimento del personale, ecc. I soggetti sono obbligati nella simulazione a rispettare tutti gli adempimenti e le scadenze che la legge prevede per il tipo di azienda ed il tipo di attività in cui si opera e quindi utilizzano tutti gli strumenti necessari per svolgere queste mansioni (dai software alla modulistica).
Sono i responsabili delle varie aree disciplinari ad occuparsi di coordinare tutti questi diversi aspetti. Il coordinatore quindi deve garantire l’applicazione delle metodologie, è consulente dei diversi attori della simulazione per qualsiasi evenienza possa nascere e soprattutto è colui che controlla il cammino e l’impatto del laboratorio sulla formazione degli studenti partecipanti.
Ovviamente l’obiettivo principale della simulazione di impresa è quello di unire il sapere al saper fare permettendo a tutti i partecipanti di applicare in tempi immediati i contenuti teorici appresi, ma gli obiettivi di un laboratorio virtuale di questo tipo possono anche essere scomposti in diversi fattori:
1) esiste una sorta di rotazione formativa: ovvero, ogni partecipante occuperà diversi ruoli nel corso del percorso di simulazione, ma abbandonerà il ruolo in corso (ovvero la posizione occupata in azienda) solo al raggiungimento degli obiettivi, quindi esiste uno stimolo forte al raggiungimento della meta formativa che permette di cambiare posizione e d’altra parte questo movimento è in grado di far vivere diverse esperienze ai protagonisti in modo da potersi rendere conto del ruolo più consono alla loro indole e al loro livello di formazione;
2) la simulazione di impresa, più di ogni tipo di laboratorio, è basata sull’action-oriented learning e quindi permette di lavorare sul piano motivazionale del singolo allievo, oltre che su quello formativo e quindi stimola gli allievi, almeno potenzialmente, ad una partecipazione intensa al progetto, proprio perché si tratta di un lavoro di gruppo fondato sulla cooperazione e perché ogni attore vede dei fini concreti molto vicini a sé ed alla realtà che lo circonda: questi sono elementi fondamentali nella creazione della motivazione all’apprendimento.
3) una componente fondamentale è quella dell’innovazione formativa: entrare nel laboratorio virtuale dell’impresa simulata rappresenta in primo luogo un’esperienza nuova per la relazione docente/studente. Il loro rapporto in effetti cambia: c’è un coinvolgimento più attivo e più intenso nell’apprendimento e la trasmissione di contenuti teorici, a differenza di quel che succede in aula, segue una via più diretta; esistono una visibile coerenza e un palpabile nesso tra finalità formative e metodi pratici necessari per raggiungerle. Inoltre l’insegnante stimola continuamente l’attore del laboratorio ad applicare in modo autonomo le sue conoscenze nel processo gestionale;
4) lo sviluppo della cultura imprenditoriale non è secondario come obiettivo formativo e si raggiunge con una vicinanza molto intensa tra la simulazione e il concreto modo di operare della realtà economica, in modo da fornire risposte adeguate e coerenti con i bisogni delle imprese reali, e attraverso escursioni degli attori dalla virtualità del laboratorio alla realtà offerta da stage e inserimenti lavorativi periodici nell’azienda reale. Fondamentale in ogni caso è il rapporto con l’impresa madrina per poter riproporre dentro l’impresa virtuale gli aspetti più innovativi presenti nelle imprese del settore di attività prescelto.

Il SimLab™ Project
Come vengono implementati questi principi negli ambienti di apprendimento per la formazione on-line? In Italia non sono ancora presenti ambienti di questo tipo, ma all’estero iniziano importanti sperimentazioni.

Il SimLab™ Project è un esempio di ambiente virtuale di apprendimento applicato all’azienda, che è nato nell’ambito universitario: questo progetto è partito nel 1998 presso la Helsinki University of Technology (http://simlab.hut.fi) con lo scopo di aiutare chi lavora in un’azienda a districarsi più agevolmente nella complessità dei processi economici, nella convinzione che i tradizionali mezzi di formazione non permettano di farlo pienamente. Parallelamente si concentra anche sul mondo universitario: infatti il secondo gruppo di utenti a cui viene indirizzato è composto da studenti universitari che dal canto loro hanno avuto contatti con la realtà economico-aziendale solo a livello teorico.
Qui l’idea di fondo è quella della sperimentazione dei business processes all’interno di un ambiente virtuale di apprendimento, ovvero di un laboratorio virtuale, dove i partecipanti alla formazione possono mettere effettivamente mano negli affari economici imparando per prove ed errori del tutto analoghi a quelli dell’esperienza reale.
Tutto il progetto si fonda su due elementi cardine: il primo di essi è una sorta di videogame chiamato SimLab™ Enterprise Game, che è il vero e proprio laboratorio virtuale, suddiviso in tre livelli a seconda dei gruppi di persone a cui si applica (impiegati, quadri o dirigenti); il gioco si fa dentro un’aula con due grandi schermi e diversi personal computer utilizzati a coppie dai partecipanti, i due schermi rappresentano il virtual wall (muro virtuale) su cui sono idealmente proiettate le situazioni in cui si trova l’impresa virtuale e a seconda delle necessita quello che viene fatto dai partecipanti sui loro personal computer che rappresentano, all’interno della simulazione, ognuno un ufficio diverso.
Il secondo elemento cardine è quello che viene chiamato SimLab™ process simulation che è un processo fondato su discussioni e brainstorming in cui i partecipanti al progetto mettono in comune le loro conoscenze pregresse e discutono di problemi virtuali che poi sono assimilati a quelli reali delle aziende.
Quel che è interessante è che il gioco si può anche svolgere senza la presenza fisica, in aula, dei partecipanti, implementando così la simulazione di impresa su un ambiente di formazione on line e rendendola protagonista di un vero e proprio laboratorio virtuale. I risultati sono stati ottimi sia dal punto di vista delle aziende che hanno partecipato al progetto, che dal punto di vista accademico dando vita a tutta una serie di pubblicazioni relative al SimLab™.

Bibliografia
International Institute of Theoretical and Applied Physics (IITAP), Report of the Export Meeting on Virtual Laboratories, James P. Vary, Iowa, 1999.
Wulf W., The National Collaboratory, Rockefeller University, New York, 1989.


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