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Lo psicologo on line: i laboratori virtuali di psicologia

14 ottobre 2002 | di Alberto Parola

La Rete può essere considerata, date le sue caratteristiche di interattività e di immediatezza, un enorme laboratorio virtuale entro il quale poter compiere innumerevoli esperienze multisensoriali. Dalle ricerche e catalogazioni compiute in questi anni dal gruppo di lavoro che gestisce il portale Far – Formazione Aperta in Rete (http://www.far.unito.it), di cui sono responsabile della sezione di Psicologia, emerge dal web una grande quantità di siti inerenti le discipline psicologiche, nei quali abbiamo rilevato una notevole presenza di materiali utili alla didattica e alla formazione degli psicologi. Le risorse che più avvicinano l’esperienza del web ad un’esperienza laboratoriale possono essere classificate all’interno di una bipartizione: “esperimenti on-line” e “servizi di counseling”.
Per quanto riguarda la prima categoria, quella relativa agli esperimenti on-line di psicologia forniamo uno schema sintetico relativo alle risorse presenti nel web. Ritroviamo tale schema, in forma molto più approfondita, all’interno del portale Far (www.far.unito.it “Psicologia”). In tale schema sono state organizzate interessanti risorse riguardanti la cyberpsicologia e la IAD (Internet Addiction Disorders), cioè le problematiche connesse all’utilizzo improprio della rete; inoltre, e questo risulta l’aspetto maggiormente funzionale alla formazione, abbiamo rintracciato alcuni esperimenti (soprattutto di psicologia della percezione e di psicologia sociale) simulati grazie all’utilizzo della Rete, “come se” ci si trovasse all’interno di un vero e proprio laboratorio sperimentale di psicologia (con possibilità di scaricare software creato ad hoc), in cui si effettuano prove di percezione visiva ed auditiva, prove di memoria, prove di reazione, si presentano illusioni ottiche, esperimenti relativi all’apprendimento, applicazioni di test e così via. Ecco alcuni indirizzi dei migliori laboratori virtuali di psicologia disponibili di web:

Cybergpsicologia
Cyberpsych
http://www.cyberpsych.org/
Resource Center for Cyberculture Studies
http://www.com.washington.edu/rccs/
Stormsite: The Psychology of Virtual Communities
http://webpages.charter.net/stormking/
The Psychology of Cyberspace
http://www.rider.edu/users/suler/psycyber/psycyber.html

Internet Addiction Disorders
Center for On-line Addiction
http://netaddiction.com/net_compulsions.htm
Center for online addiction
http://www.netaddiction.com/
Communication Addiction Disorder
http://www.rpi.edu/~walthj/docs/cad.html
Computer and Cyberspace Addiction
http://www.rider.edu/users/suler/psycyber/cybaddict.html
Internet Addiction Guide
http://psychcentral.com/netaddiction/
Presi nella Rete
http://www.presinellarete.com/

Esperimenti
Experiments and Activities
Esperimenti su memoria, percezioni e sensazioni con molte illustrazioni e giochi interattivi della facoltà di Washington
http://faculty.washington.edu/chudler/experi.html
Exploratorium
Illusioni ottiche, giochi di memoria, tempi di reazione, ecc.
http://www.exploratorium.edu/exhibits/f_exhibits.html
List of Currently Active Experiments
Una lista di esperimenti sull’apprendimento e sul ‘decisione making’ che coinvolgono studenti del Dipartimento di Psicologia di Fullerton, in California
http://psych.fullerton.edu/mbirnbaum/exp.htm
On-line experiments
Esperimenti su memoria, percezioni e sensazioni del Dipartimento di Psicologia della John Hopkins University
http://www.psy.jhu.edu/psylab/
Sensation and Perception Laboratory
Esperimenti sulla percezione e la sensazione presso l’Hanover College
http://psychlab1.hanover.edu/Research/
Stanford Prison Experiment
Il famoso esperimento della “Prigione di Stanford” ideato da P.H. Zimbardo
http://www.prisonexp.org/
Stanford psychology web experiments
Due esperimenti sul concept learning e sul perceptual learning presso l’Università di Stanford
http://www-psych.stanford.edu/~psiexp/
The Visual Psychophysics Lab
Esperimenti e risorse sulla percezione visiva presso la Wichita State University
http://psychology.wichita.edu/vision/
Web Experimental psychology Lab
Una serie di esperimenti basati sul Web presso le Università di Zurigo e Tubingen
http://www.psychologie.unizh.ch/genpsy/Ulf/Lab/WebExpPsyLab.html

Software
Analyzing Social Interaction
Tre softwares: Affect Control Theory, Event Structure Analysis, Affect Measures
http://ezinfo.ucs.indiana.edu/~heise/Download.html
AREA
I programmi prodotti dall’AREA – Amici degli Handicappati
http://www.areato.org/noquadri/vetrina.htm
Crofter Publishing
Softwares per le simulazioni e gli esperimenti in psicologia
Face recognition
Software per esperimenti sulla percezione dei volti
http://www.cs.rug.nl/~peterkr/FACE/face.html
Lab-io
Contiene software per la diagnosi neuropsicologica e la riabilitazione dei disturbi cognitivi
http://www.lab-io.it/
Life Science Association
Un sito che permette il download di vari programmi riabilitativi e di applicazioni dimostrative tra cui un noto esperimento di Piaget
http://www.pipeline.com/~lifesciassoc/index.htm
Mind tools
Software relativo a problem solving, memoria, creatività, compiti, applicazioni direttamente scaricabile dal sito
http://www.psywww.com/mtsite/
Mindmedia
Softwares per l’”interactive personal exploration” e il “self-improvement”
http://www.mindmedia.com/interact/index.jsp
Psychology Softwares Tools
http://www.pstnet.com/
Strumenti software per la psicologia
Software Resources on the Internet
Un elenco di programmi utili allo psicologo
http://psych.hanover.edu/Krantz/software.html

Per quanto riguarda la seconda categoria, entriamo nel campo relativo alla counseling e alla relazione on-line, sul quale sono opportune alcune riflessioni. Il digitale e la Rete non hanno apportato dei grandi cambiamenti solamente da un punto di vista tecnologico, bensì hanno influito profondamente anche sulle relazioni sociali, sui comportamenti e sugli atteggiamenti degli individui “connessi”: questo è il motivo per cui la Rete risulta così interessante da un punto di vista psicologico. I tempi e i ritmi della comunicazione, la multisensorialità degli scambi a distanza, la dimensione fantastica del mondo telematico concorrono a far emergere una serie di indizi, di questioni, di problematiche legate da un filo rosso alle discipline psicologiche: in questa sede tratteremo più esplicitamente la comunicazione tra utente ed esperto fino ad ipotizzare un futuro in cui il counseling on-line potrà diventare un argomento serio di indagine scientifica. Presti (1997), quando afferma: “E la psicologia? In qualità di disciplina che studia il comportamento e le interazioni umane può e deve estendere le proprie metodologie d’indagine scientifica all’analisi e alla comprensione dello strumento Internet, puntando la sua attenzione, per esempio, alle dinamiche sociali, al telelavoro, alla consulenza e al training on-line, senza tralasciare gli aspetti più squisitamente tecnici, come l’ipertestualità o le interfacce, che appunto su principi derivati dalla psicologia sperimentale sono fondati”, pone l’accento sulle varie sfaccettature della web psychology, e noi aggiungiamo altri aspetti quali le nuove forme di comunicazione della persona on-line, il gioco dell’identità, le dinamiche di gruppo, gli elementi emotivi legati all’aggressività e alla seduzione della Rete (Wallace, 2000) fino a considerare i grandi problemi legati alla psicopatologia (pedofilia, disturbi dissociativi) e alla dipendenza da Internet (regressione, deterioramento delle relazioni sociali e così via).
Dato che tutte le generazioni usano Internet, in misura e con modalità diverse) tale strumento si può ritenere, a tutti gli effetti, uno straordinario patrimonio dell’umanità che può essere utilizzato correttamente per migliorare la qualità della vita degli individui e delle loro dinamiche relazionali. La forte componente collaborativa, di condivisione, di scambio e di contatto lo pone al centro di una questione, tutt’altro che banale, circa le capacità dei soggetti di incrementare le proprie abilità sociali e comunicative: partendo da Eliza (1) (e ormai sorpassandola), sino agli attuali servizi di counseling on-line (sincroni e asincroni), molto si è già affermato, discusso e analizzato ma il percorso effettivo, al fine di comprendere pienamente l’efficacia di tali servizi, è ancora largamente da compiere. I motivi possono essere ritrovati nelle difficoltà a comunicare un disagio, nel bisogno di anonimato, nel desiderio di fuga, nella ricerca di identità, per cui molto spesso l’esperto rischia di operare un selvaggio ‘pronto soccorso’ psicologico, tralasciando tutto ciò che di etico, deontologico, teorico, tecnico e metodologico connoterebbe il servizio di qualità professionali.
La Rete può essere vista come un ambiente psicologico, terreno fertile per instaurare rapporti gratificanti ma, di converso può essere considerata anche un mondo parallelo, tanto per usare le parole forti della Young (2000), una trappola seducente, un nutrimento emotivo che crea la dipendenza del nuovo millennio, alla quale poter ovviare con complesse strategie di disintossicazione, oppure un libro senza la parola ‘fine’, che contiene emozioni sepolte e poi risvegliate, che induce a comportamenti ossessivi e tossicomanici, un paradiso sostitutivo abitato da retomani e nethead, una grande città dove non c’è polizia per governare il lato oscuro del ciberspazio. In tale scenario è necessario identificare un concetto chiaro per affrontarlo riducendo al minimo le inevitabili ambiguità e controversie tipiche della Rete: la consulenza.
Già Esposito (in Bollorino, 1999), alcuni anno or sono, affermava che “alcuni servizi psichiatrici […] comincia[va]no ad utilizzare [la rete] come mezzo psicoeducativo e di supporto per i pazienti e le loro famiglie, offrendo un’ampia gamma di siti informativi e divulgativi per gli utenti di tutto il mondo interessati ai temi del disagio psicologico”, e nel frattempo si sono notevolmente potenziati e ramificati (2). Partendo dal semplice concetto classico di consulenza, possiamo affermare che essa presuppone la presenza di tecniche che vanno accuratamente apprese per gestire efficacemente una situazione di counseling: una di queste è la riformulazione, cioè ” un intervento dell’operatore che consiste nel ridire con altre parole, e in maniera più concisa o più chiara, ciò che l’altro ha appena detto, e questo in modo tale che l’operatore ottenga l’accordo da parte del cliente”. (Mucchielli, 1987); essa può essere un riflesso, un riassunto o una chiarificazione. E’ concepibile trasferire tali tecniche negli ambienti telematici ma più arduo è pensare che gli atteggiamenti di ascolto, accettazione (3), comprensione empatica (4) e congruenza (5), possano riversarsi intatti all’interno di un contesto in cui le interazioni significative devono fare i conti con l’assenza di corpi comunicanti. Presti (2001) afferma che “l’esperto a distanza, che comunica attraverso la rete digitale, deve conoscere il problema, le risposte terapeutiche adottate e le aspettative di chi scrive. E su questa base deve ipotizzare ipotesi alternative, accennare con molto tatto a diagnosi differenziali, raccomandando la loro verifica in loco, per evitare sfiducia nei professionisti locali, risorsa insostituibile per chi presenta problemi. Una scrupolosa consulenza attraverso la posta elettronica non può in alcun modo considerarsi un intervento terapeutico, ma può in ogni caso essere l’avvio di un processo di cambiamento e di sblocco di un inceppamento clinico”. Attraverso i servizi di comunicazione telematici è comunque possibile applicare le regole d’oro del colloquio, del linguaggio, della frustrazione e della reciprocità. Attraverso un’analisi qualitativa compiuta sulle domande e sulle risposte di esperti all’interno di archivi derivanti dall’attività dei servizi di consulenza in Rete (Parola, 2000) sono emersi alcuni aspetti interessanti che connotano le richieste e i consigli di caratteristiche peculiari, per esempio la grande presenza di elementi ambivalenti e l’atteggiamento oscillante dell’interlocutore professionista tra l’esigenza di fornire una risposta neutrale e la tentazione di introdurre un elemento risolutorio.
Per web-counseling (6) si intende “la pratica del counseling professionale e di erogazione di informazione che avviene quando un cliente e un consulente sono in località distanti ed utilizzano tecnologie elettroniche per comunicare attraverso Internet” (Esposito in Bollorino, 1999): a favorire l’esistenza di un tale servizio partecipano numerosi fattori quali, per esempio, l’economicità, il distacco dalla situazione terapeutica, l’indipendenza dal luogo di residenza, la possibilità di partecipazione fornita ai soggetti disabili. Ci troviamo d’accordo con Pravettoni (2002) quando sostiene che il counseling on-line può prevedere una “[...] elaborazione, un processo in cui l’individuo assimila un’interpretazione veicolando in un nuovo sistema di associazioni un nuovo psichico isolato, sottraendosi così all’influenza di un meccanismo ripetitivo. [...] L’elaborazione è comunque un’azione dell’individuo, il quale deve porsi attivamente di fronte alle proprie rappresentazioni, affinché queste, vissute e reinterpretate nell’ambiente telematico, possano apportare una consapevolezza delle associazioni fuori contesto e un’attivazione nel senso di un cambiamento reale” (Pravettoni, 2002). Molti sono i vincoli e le questioni etiche e legali associati a tale pratica, in quanto entrano in gioco la sicurezza circa i dati personali degli utenti, la necessità di garantire loro la privacy, l’adozione di metodi di crittografia dei messaggi, la gestione degli archivi degli scambi, eventuali coperture assicurative, e così via: per questo motivo risulta prioritario individuare delle norme e dei criteri standard (sarebbe auspicabile che fossero contestuali, senza mutuare in toto quelli di altri paesi o di altre realtà) per stabilire una certificazione di codici legali ed etici, per garantire la sicurezza e la tutela dei dati, per affrontare situazioni particolari come la consulenza ai minori, gli inconvenienti causati dagli strumenti tecnologici e gli equivoci causati dal tipo di interazione alla quale l’utente non è abituato.
Certo è che l’alleanza terapeutica, l’empatia e il coinvolgimento emotivo, essenziali per la presenza, sono relegati sullo sfondo di un ambiente che si presenta, a prima vista, alquanto inadatto per una seria relazione d’aiuto: ci domandiamo, quindi, se la lontananza rappresenta inequivocabilmente un ostacolo in via di principio ad un primo contatto comunque importante, un evento che può risultare l’inizio di un nuovo percorso di crescita. Se gli aspetti relazionali e motivazionali sono indipendenti dal mezzo, allora è possibile tentare di intraprendere dei percorsi formativi per un ruolo, quello del web-counselor, che potrebbe rivelarsi vincente nei vari contesti di tipo formativo, clinico, organizzativo e così via.
L’assenza della comunicazione non verbale, attualmente, pone la terapia fuori dal campo di osservazione, al di là di qualsiasi ipotesi, in attesa i vari ‘canali sensoriali’ della Rete vengano gradualmente attivati, sino all’avvento dei cosiddetti mondi virtuali, concepiti nel senso di una simulazione che possa avvicinarsi ad una interazione reale efficace e significativa: rimane comunque l’enorme potere del testo a connotare il servizio. A tal proposito, Angelozzi (in Bollorino, 1999) afferma che “l’idea di una psicoterapia che utilizzi gli strumenti offerti dalla Rete, suscita spesso posizioni molto critiche, dando l’iniziale impressione di urtare contro gli stessi fondamenti del procedere psicoterapico. Questi fondamenti rappresentano un patrimonio talmente radicato da essere ormai per scontato. Siamo abituati a pensare alla psicoterapia, indipendentemente dal modello teorico di riferimento, come ad un incontro tra persone fisiche, accomunate da un’alleanza per uno scopo specifico, che può realizzarsi solo se si è creata una effettiva relazione e una effettiva comunicazione”.
A conclusione, riteniamo di dover dire ancora moltissimo circa le questioni trattate: per ora ci accontentiamo di sapere che “si muovono e si intrecciano su Internet dimensioni interpersonali, individuali e gruppali, che spesso possono davvero sembrare pensieri in cerca di un pensatore” (Merciai in Parola, 2000).

Altre risorse di web-counselling
Internet Therapy
http://www.metanoia.org/imhs/usatoday.htm
Parlarne con lo psicologo
http://www.geocities.com/Heartland/Park/2758/
Psicologia@edscuola
http://www.edscuola.it/archivio/psicologia/psicat.html
Psychohelp
http://www.psychohelp.it/


Note
(1) Eliza è un programma, utilizzato negli anni ‘60 negli Stati Uniti da Wiezembaum, un ricercatore del MIT di Boston, che simulava uno psicoterapeuta a colloquio con un paziente, utilizzando copioni precostituiti.
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(2) Sono moltissimi i servizi di consulenza presenti in Rete: oltre a Psiconline, già citato, troviamo, ad esempio, il monitoraggio dell’APA presso l’indirizzo www.apa.org./monitor.
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(3) “Capacità di accettare i sentimenti dell’altro, espressi dalle sue dichiarazioni, senza sentire il bisogno di valutarli né di agire su di essi con modalità investigative, interrogando l’altro o chiedendo informazioni aggiuntive e/o precisazioni”. (Di Fabio, 1999)
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(4) “Sentire il mondo personale dell’altro come se fosse il nostro…”. (Ibidem)
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(5) “Per poter comunicare congruentemente è necessario [...] che il soggetto abbia possibilità di accesso all’ascolto consapevole di sé, di ciò che sta sperimentando, senza ritrosie, inibizioni o repressioni, modificando flessibilmente le sue percezioni sulla base delle sollecitazioni e del confronto diretto con l’esperienza”. (Ibidem)
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(6) Negli Stati Uniti è già operante da anni National Board Certified Couselors (NBCC), una task force di esperti che ha definito una serie di criteri standard per questo tipo di servizio.
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Bibliografia
Bollorino F., a cura di, Psichiatria on-line, Milano, Apogeo, 1999.
Di FabioA., Counseling, Firenze, Giunti, 1999.
Mucchielli R., Apprendere il counseling, Trento, Erickson, 1987.
Parola A., Internet per gli psicologi, Torino, UTET, 2000.
Pravettoni G., Web psychology, Milano, Guerini, 2002.
Presti G.B., Internet per lo psicologo, Milano, McGraw-Hill, 1997.
Presti G.B., Lo psicologo nella Rete, Milano, McGraw-Hill, 2001.
Semi A.A., Tecnica del colloquio, Milano, Cortina, 1985.
Wallace P., La psicologia di Internet, Milano, Cortina, 2001. Young K.S., Presi nella rete, Bologna, Calderini, 2000.


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