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L’usabilità del website: banco di prova per i tutor di rete

7 gennaio 2002 | di Rita Teso

Rita Teso è responsabile del settore “Tecnologie educative” presso l’I.C.  di Loreto (AN) dove attualmente insegna. E’ docente “Teamfad” nelle attività di formazione a distanza per tutor di rete e autrice di alcuni saggi sull’usabilità dei siti web.
Per contattare l’autrice di questo articolo scrivi a: r.teso@fastnet.it

Quante volte ci imbattiamo in oggetti di cui non riusciamo a capire l’immediato utilizzo ed entriamo in uno stato di ansia da prestazione perché ci sembra di mostrare a tutti la nostra incapacità. Donald A. Norman [1997] spiega che alcuni di questi errori che ci creano sensibili scompensi, sono determinati dalle condizioni di incompatibilità fra l’uomo e l’ambiente artificiale che lui stesso ha prodotto. Pertanto, al fine di evitare questo rischio è opportuno progettare bene un qualsiasi manufatto finalizzando l’intera progettazione e realizzazione alla facilità d’uso da parte dell’utente. Concettualmente l’usabilità di un prodotto e, più in particolare, di un software, si misura attraverso la distanza cognitiva fra il “design model” (modello del prodotto e delle sue modalità d’uso possedute dal progettista e incorporati nel software) e lo “user model” (modello di funzionamento del prodotto che l’utente si costruisce e che regola l’interazione col prodotto); quanto più i due elementi trovano una necessaria convergenza, tanto meno ci saranno problemi di usabilità [Norman e Draper 1986].
In particolare, di questo concetto esteso anche al web, vanno declinate quattro dimensioni essenziali: l’efficienza, la semplicità di apprendimento, la facilità di ricordare i comandi principali, la soddisfazione nell’uso. Il criterio dell’usabilità sviluppato e approfondito negli USA, ha avuto poi ampia risonanza non solo in Europa ma anche in Italia dove l’ex Ministro Bassanini nel marzo dello scorso anno ha istituito un’apposita commissione tecnica finalizzata a indicare a tutte le amministrazioni dello Stato, rigorose linee guida sull’usabilità e accessibilità dei siti web. Anche la scuola con le migliaia di pagine prodotte su Internet – alcune peraltro di dubbia qualità -, è entrata a far parte delle istituzioni fortemente interessate al problema.
In definitiva ogni volta che si costruisce un sito scolastico si devono compiere una pluralità di scelte che riguardano la grafica, la struttura logica, gli applicativi, la transcodifica dei contenuti in linguaggio ipertestuale, l’utilizzo della grafica vettoriale (Flash): come mixare tutti questi ingredienti all’interno di un website che sia usabile e comunicativo?
E’ la risposta che ha cercato di dare Teamfad ai tutor di rete frequentanti i corsi di formazione a distanza che hanno dovuto sviluppare un modulo del programma orientato su questo tema dell’usabilità con l’obiettivo di far acquisire competenze metodologiche e progettuali utili alla costruzione di un sito didattico in cui si possano fondere armonicamente l’aspetto tecnico e quello comunicativo. L’argomento di per sé, sembra debordare dai tradizionali temi della formazione a distanza. Durante la fase iniziale esplorativa, l’attività di analisi di alcuni siti scolastici trova spesso disorientati i tutor in formazione che fanno fatica a costruirsi “gli attrezzi del mestiere”. Solo nel momento della progettazione di gruppo (seconda fase applicativa) subentra la motivazione e l’interesse a costruire un website che tenga conto in concreto dell’esperienza curricolare di ricerca-azione condotta nelle singole scuole durante il corso di formazione a distanza. Ne consegue che il criterio dell’usabilità non viene messo in pratica su un web simulato ma per la costruzione di un sito ancorato a uno specifico contesto educativo.

Bibliografia
Donald A. Norman (1997), La caffettiera del masochista, Giunti, Firenze.
Norman D. e Draper S.W. (1986), User centered system design: New perspectives on human-computer interaction, Hillsdale, N.J., Erlbaum Associates


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