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Portfolio on line all’università

16 dicembre 2002 | di Pier Giuseppe Rossi

Cos’è un portfolio e sua funzione
Nel linguaggio comune il portfolio è la raccolta oculata di materiali utili a descrivere una competenza/performance lavorativa. In didattica il portfolio è da tempo usato per documentare un percorso di apprendimento; raccoglie i titoli acquisiti, gli accertamenti effettuati. In campo linguistico è diventato punto di riferimento il Portfolio Linguistico Europeo. È strutturato in tre sezioni: la prima (Passaporto Linguistico) descrive le competenze raggiunte nelle varie lingue e sono indicati i livelli raggiunti, i certificati ottenuti e le esperienze extra-curricolari svolte; la seconda (Biografia di Apprendimento Linguistico) “contiene un sommario della propria storia linguistica personale”, liste di controllo da usare per l’autovalutazione, e informazioni sia su piani futuri, sia sugli obiettivi già raggiunti e “narra” nel tempo i propri percorsi di apprendimento; la terza (Dossier) è una raccolta di materiali che testimoniano le competenze raggiunte, con un elenco che le descrive e le classifica. Può trattarsi di documentazioni di qualunque tipo, da lavori scritti ad audio o videocassette, materiali su supporto informatico, insomma tutto quello che meglio dimostra ciò che si sa fare in una lingua.
Un’estensione del concetto di portfolio è stata proposta da Mariani che propone “di estendere la funzione del portfolio in modo tale da farlo diventare anche uno strumento per documentare, insieme alle competenze, i processi personali di apprendimento”. Egli intravede “nel concetto stesso di portfolio, prima ancora che nelle sue formulazioni specifiche, la possibilità di utilizzare un simile strumento per raccogliere, sistematizzare e valutare le testimonianze personali del proprio percorso di apprendimento”. (Mariani, 2001).
La sperimentazione descritta nell’articolo tende ad utilizzare il portfolio in una ulteriore prospettiva: il portfolio deve documentare il percorso di apprendimento e ricostruire le modalità personali con cui il singolo studente apprende, una specie di biografia, ma può anche divenire lo strumento con cui lo studente ricostruisce i fili tra apprendimenti, teorie analizzate, percorsi laboratoriali e in situazione. Nel portfolio lo studente connette in una mappa personale i fili delle teorie di cui è venuto a conoscenza (lezioni teoriche, testi), le rielaborazione e le esperienze personali. In altri termini costruisce conoscenza.
Evidenziare sia le modalità di apprendimento, sia la costruzione di conoscenza significa ritenere che sia personale non solo lo stile di apprendimento ma anche l’apprendimento stesso conseguito nel percorso didattico. Le modalità di apprendimento e la rete concettuale costruita dipendono dal soggetto che apprende. In una tale visione conoscere diviene la combinatoria personale degli input ricevuti a lezione e filtrati dalla interpretazione personale, delle esperienze vissute, delle interazioni con colleghi.
L’esperienza descritta nell’articolo è stata realizzata nel corso di Teoria e pratica della progettazione didattica (Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, anno terzo, Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Udine) e permette di favorire due finalità della formazione accademica: descrivere il mondo, metariflettere sulle descrizioni del mondo (Laurillard, 2002). Andrebbe approfondito se il portfolio come momento di costruzione di conoscenza sia generalizzabile ad altri ordini di scuola.
L’applicazione del portfolio in una disciplina umanistica diviene uno strumento non solo di valutazione ma soprattutto di metariflessione per lo studente. D’altro canto i due aspetti non sono tra loro in contraddizione dato che “valutare non vuol dire giudicare e tanto meno classificare, bensì coinvolgere il singolo, nel gruppo, all’autoosservazione, all’autoascolto, alla riflessione e all’automonitoraggio della propria attività sviluppata in pratiche condivise” (Varisco, 2000).
Il momento della valutazione finale viene modificato dalla costruzione del portfolio. Molto spesso nella valutazione finale allo studente si richiede di ripetere segmenti teorici presentati a lezione. Partendo dal portfolio si analizzano invece le modalità personali con cui egli ha rielaborato e connesso tali segmenti e la congruenza/incongruenza (Lichtner, 1999) che ha individuato con i percorsi effettuati in situazione (laboratori e tirocinio).
Va da sé che il portfolio evidenzia anche la costruzione di conoscenza come percorso diacronico, con le sue discontinuità e le sue fratture. Documenta quegli eventi che hanno permesso un salto nell’acquisizione dei concetti e nella ricomposizione della progettualità. In tal senso si riprende l’importanza del proprio percorso, della biografia nella costruzione di conoscenza.

Cos’è un portfolio on line
Se i materiali sono inseriti in rete e, soprattutto, organizzati con la logica e la retorica tipiche della rete, si ha un portfolio on line. La realizzazione del portfolio on line favorisce un’organizzazione reticolare delle documentazioni. Non si ha solo la raccolta dei testi, immagine, mappe e registrazioni audio e video ma si possono inserire testi connettivi che motivano la scelta e, grazie ai link, collegano i documenti prodotti.
La scelta di effettuare il portfolio on line deriva anche da altre motivazioni:
1. fornisce agli studenti una struttura (scaffolding) in cui inserire i materiali e li guida nella metariflessione;
2. permette al docente di visionare i materiali mentre vengono costruiti (e quindi di interagire – se lo ritiene utile – con lo studente) e soprattutto di esaminare il prodotto finito prima della verifica finale;
3. permette agli studenti di condividere le differenti esperienze.

Sperimentazione del portfolio on line
Si descrive ora la proposta di portfolio nel corso di Teoria e metodi della progettazione scolastica. Il portfolio deve documentare come gli studenti costruiscono una personale modalità di progettazione didattica utilizzando in tale percorso gli input teorici ricevuti a lezione, le attività del laboratorio in cui si simulano realtà didattiche e l’esperienza del tirocinio.
Va evidenziata da subito la specificità dell’esperienza per valutare la generatività della sperimentazione. Il corso teorico è fortemente connesso al laboratorio (tirocinio indiretto) progettato in modo fortemente sinergico dal docente e dai supervisori al tirocinio ed al tirocinio diretto in cui si sperimentano percorsi di progettazione.
Inoltre gli studenti fin dallo scorso anno erano abituati a disporre di un ambiente on line a supporto della didattica in presenza in cui discutere delle principali problematiche di alcuni corsi.
L’esigenza di realizzare un portfolio on line nasce dalla ricerca di una modalità di esame che permetta di valutare oltre le conoscenze, la capacità degli studenti di metariflettere sul proprio percorso, di relazionare esperienze differenti e di coniugare teoria e prassi. In questa direzione le modalità classiche di studio (lettura di testi ed esposizione di teorie per gli esami relativi alle teorie e relazioni per la verifica delle attività di laboratorio) divengono poco efficaci a stimolare un ripensamento del proprio percorso ed a favorire una riflessione sul proprio percorso in modo creativo. Inoltre la realizzazione del portfolio favorisce la percezione della costruzione di conoscenza come percorso personale che si arricchisce nei mesi del corso, passando dai dubbi e dalla genericità iniziali ad una maggiore chiarezza. Nella documentazione si richiede in particolare di evidenziare quegli input che hanno permesso delle modifiche al proprio concetto dei progettazione o che hanno avuto un significativo impatto sull’apprendimento.
Sarebbe stato estremamente positivo se all’inizio del corso gli studenti avessero inserito in rete la propria idea di progettazione. Purtroppo tale richiesta è stata evasa in una discussione di medio gruppo senza una scrittura che avrebbe permesso un’analisi nel tempo delle modifiche anche individuali.
Il portfolio è stato introdotto come modalità di valutazione e di autovalutazione in una lezione relativa alla valutazione. Si è sottolineato che lo strumento non è una semplice raccolta di materiali prodotti, né di compiti eseguiti ma una selezione commentata dei materiali per descrivere le conoscenze costruite e le competenze acquisite e per individuare il percorso che ha portato all’acquisizione delle stesse.
In una successiva lezione partecipata in presenza sono stati individuati le finalità e gli indicatori per comprendere quali materiali selezionare, quali indicazioni fornire sui collegamenti e sulle scelte.
Il portfolio è stato organizzare in quattro sezioni: input ricevuti dal percorso teorico, input prodotto dall’esperienza del tirocinio, le conclusioni a cui si è giunti ovvero concetti chiave e le modalità operative personali. Nella quarta parte si richiede di esplicitare i problemi emersi nel percorso, inserendo in una prima categoria quelli risolti con gli input del corso, in una seconda quelli risolti con input divergenti ed esterni al corso e nella terza i problemi rimasti aperti (vai alla scheda)

Vantaggi e difficoltà
L’esperienza è appena iniziata e solo alcune studentesse hanno effettuato l’esame. Risulta pertanto prematuro avanzare una valutazione significativa. Le osservazioni delle studentesse sono state positive: la ricostruzione del percorso per l’elaborazione del portfolio ha permesso di creare una rete di relazioni tra i materiali che ha favorito la personalizzazione dell’apprendimento. In particolare la richiesta di focalizzare in un percorso a spirale teoria ed esperienze ha costretto le studentesse a valutare l’efficacia delle proposte teoriche e soprattutto la loro effettiva praticabilità. Ha invece evitato apprendimenti mnemonici e un approccio in cui teoria e prassi viaggiano su binari separati.
Le maggiori difficoltà sono derivate invece dall’uso della rete. Una non eccessiva confidenza con i supporti on line crea difficoltà ad utilizzare la retorica del web per organizzare i propri contenuti. Ed ecco allora la necessità di presentare anche in stampa quello che è stato inserito in rete. In uno dei casi analizzati l’efficacia e la leggibilità della presentazione a stampa era superiore a quanto presentato in rete. Il tool per inserire documenti che permette di costruire strutture reticolari tra gli stessi era stato usato solo come cassetta in cui riporre materiali e non come strumento per organizzare materiali. Per tal motivo il prodotto a stampa sebbene lineare risultava alla fine più leggibile del percorso in rete.
Va analizzato il vantaggio dal punto di vista del docente: poter preparare l’esame leggendo i materiali inseriti permette di personalizzare la prova stessa e fornisce molti indicatori soprattutto su competenze metariflessive che importanza hanno nella valutazione universitaria. In particolare congruenza e coerenza divengono indicatori fondamentali nella valutazione. È evidente comunque che perché ci sia coerenza tra differenti concetti occorre che i concetti stessi siano appresi, ben comunicati ed acquisiti. Altro indicatore è la capacità di argomentare non tanto teorie di altri ma il proprio mondo utilizzando le conoscenze possedute. Costruire on line permette logiche diverse da quelle lineari, favorisce la produzione di reti concettuali e di mappe. Il portfolio diventa così un momento di ulteriore apprendimento oltre che di valutazione. Valutare con il portfolio è come porre lo studente in una situazione di ricerca di sé come agente conoscitivo, che deve poi comunicare quanto ha scoperto attraverso la conoscenza costruita.

Bibliografia
Laurillard, D Rethinking University Teaching, Routledge, London, 2002 
Lichtner, M. La qualità delle azioni formative, Franco Angeli, Milano, 1999
Mariani, L. http://www.learningpaths.cjb.net/, 2001
Mason, L. Valutare la scuola, CLEUP, Padova, 1996 
Varisco, B. M. Metodi e pratiche della valutazione, Guerini, Milano, 2000


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