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Tecnologie e groupware nella formazione del tutor di rete

7 gennaio 2002 | di Massimo Castellani

Massimo Castellani dopo una significativa esperienza di lavoro nel settore EDP di una grande azienda, si è dedicato all’insegnamento occupandosi fin dall’inizio di nuove tecnologie. Ha coordinato per alcuni anni il progetto MPI “Didacomp” e ha svolto continuativamente attività di formazione circa l’uso delle nuove tecnologie nella didattica. Attualmente è docente presso l’I.C. Fabriano e affianca all’attività di formatore quella di consulente tecnico in vari progetti che coinvolgono reti di scuole.
Per contattare l’autore di questo articolo scrivi a: massimo@castellani.net

La società delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT), in cui noi tutti viviamo e con la quale ci dovremo misurare quotidianamente anche nel prossimo futuro, assegna un’importanza sempre maggiore al lavoro di équipe. Il valore di quello che viene definito con il termine TEAMWORK, inteso nella sua accezione più ampia, emerge dalla contrapposizione di questo con il lavoro svolto a livello individuale. Appare infatti del tutto evidente la velocità con cui, operando in team, vengono trasmesse e condivise all’interno del gruppo le conoscenze, le abilità e le esperienze. Il tempo quindi è un fattore determinante, ma ve ne è un altro ugualmente importante: lo spazio. Operare in gruppo, fino a qualche tempo fa, significava dover essere insieme ad altre persone nello stesso luogo, oltre che nello stesso momento. Ora, grazie alle nuove tecnologie e, in particolare, allo sviluppo delle reti, questo vincolo è venuto meno e gruppi di persone possono liberamente interagire senza che le distanze costituiscano una forma di ostacolo. Lavorare in rete, tuttavia, non è come operare in presenza. Nel lavoro in rete le individualità tendono maggiormente a fondersi. La figura del capo, del leader come comunemente viene inteso, tende a sfumare in quella del tutor, di una persona cioè che non riveste tanto ruoli di comando quanto piuttosto quelli di guida, di facilitatore, di elemento capace di cogliere le necessità e i bisogni del gruppo trovando poi soluzioni adeguate. Poiché la vita di una rete è generalmente influenzata dal tipo e dalla qualità dei canali di comunicazione utilizzati, il tutor deve allora necessariamente avere una buona conoscenza delle tecnologie e degli ambienti in uso. Relativamente all’argomento “Tecnologie e groupware” pertanto, un corso di formazione per tutor di rete deve perseguire un duplice obiettivo:
- favorire l’acquisizione delle competenze di base legate alle tecnologie della comunicazione e al groupware;
- illustrare e sperimentare alcuni tra gli ambienti di comunicazione più utilizzati.

Nella definizione della proposta formativa occorre poi valutare attentamente due elementi:
- la necessità di operare una scelta circa il software di base e quello applicativo da utilizzare all’interno dell’attività di formazione;
- l’opportunità di utilizzare ambienti di comunicazione e prodotti freeware in alternativa ad altri coperti da copyright o comunque legati all’acquisto di licenze, pagamento di canoni, ecc.

Ogni decisione va presa considerando sia la specificità della figura da formare, sia il tipo di rete all’interno della quale si prevede che il futuro tutor andrà a operare.
Se, come nell’esperienza recente di TEAMFAD, le persone da formare sono docenti destinati a operare all’interno di reti di scuole, è prevedibile un utilizzo generalizzato di PC con sistema operativo Windows, applicativi Microsoft Office e Microsoft Internet Explorer, nonché un massiccio ricorso ad ambienti e prodotti free. Aldilà di ogni valutazione, che sarebbe comunque di tipo personale, occorre prendere atto della situazione al fine di calibrare nella maniera più opportuna l’intervento formativo.
Le modalità di comunicazione, sincrona e asincrona, che possono essere prese in considerazione sono certamente molte e non tutte, per ovvie ragioni, possono essere presentate all’interno di un’iniziativa di formazione. Tra quelle che è opportuno considerare, proporre e approfondire vi sono sicuramente le seguenti:
- posta elettronica
- forum di discussione
- chat (testuale, audio/testo e audio/testo/video)
- videoconferenza
- groupware.

Il termine GROUPWARE merita di essere approfondito per le grandi possibilità che offre a una rete di individui che condividono un obiettivo comune. Con il termine groupware, infatti, intendiamo un software, particolarmente flessibile e personalizzabile, realizzato al fine di supportare e favorire il teamwork. Le soluzioni groupware utilizzano la rete, sia internet che intranet, per consentire al gruppo la condivisione di conoscenze (SHARING KNOWLEDGE) e materiali, la gestione dei processi, la comunicazione sincrona e asincrona, ecc. Ciò che un ambiente groupware può e deve garantire può essere efficacemente sintetizzato ricorrendo al ben noto paradigma delle 3 C: comunicazione, collaborazione, coordinamento.
Altre espressioni ricorrenti per indicare la stessa tipologia di software sono CSCW (Computer Supported Cooperative Work – lavoro cooperativo supportato da computer) e WGS (Workgroup Systems – sistemi per il lavoro di gruppo).
Una volta definiti i contenuti relativi all’argomento “Tecnologie e groupware”, occorre fare i conti con l’eterogeneità del livello di competenza in campo tecnologico-operativo dei soggetti da formare. Spesso il problema è tale da rendere difficoltoso l’avvio a pieno regime dell’attività di formazione a distanza. L’esperienza di TEAMFAD suggerisce che è opportuno, in questo caso, prevedere un momento iniziale di formazione “in presenza”, una giornata di “laboratorio” avente lo scopo di omogeneizzare, per quanto possibile, i diversi livelli di competenza, fornendo a ognuno quel minimo di conoscenze che sono necessarie per poter iniziare a comunicare e a seguire il corso. Una volta avviata l’attività di formazione è poi necessario riprodurre ambienti e situazioni all’interno delle quali gli aspiranti tutor possano sperimentare le implicazioni del ruolo che si preparano a svolgere. In un primo momento sarà il docente a porsi come tutor, fornendo in tale maniera un modello che i corsisti potranno valutare con il necessario atteggiamento critico. In seconda battuta saranno gli aspiranti tutor a creare, all’interno del loro gruppo, delle micro-reti entro cui dovranno essere attivati e gestiti diversi e articolati canali di comunicazione nonché specifici ambienti groupware. L’impegno richiesto a chi frequenta il corso per tutor di rete è quindi, anche per la parte relativa a “TECNOLOGIE E GROUPWARE”, sia di tipo individuale che di gruppo. Quest’ultimo, articolato in sottogruppi organizzati e gestiti come piccole reti, funziona in sostanza come una sorta di “palestra” all’interno della quale i corsisti possono esercitare competenze, sperimentare soluzioni, valutare risultati. E’ proprio questa alternanza tra momenti di studio, di approfondimento a livello individuale ed esperienze di verifica condotte misurandosi con il gruppo che rendono incisiva e proficua l’attività di formazione.

Bibliografia
Ciborra C. (1996), Lavorare assieme: tecnologie dell’informazione e teamwork nelle grandi organizzazioni, Etas Libri, Milano.
Smith J. (2000), Knowledge, Groupware and the Internet, Butterworth-Heinemann.


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