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Capire i problemi degli studenti a distanza: un questionario pensato per la Facoltà di Psicologia, UBB, Cluj-Napoca, Romania

22 novembre 2003 | Ioana Codoban (ioanacodoban@acm.org, ioanacodoban@psychology.ro)

L’impatto delle tecnologie della telematica in molte attività della vita delle persone diventa sempre più evidente e difficile da trascurare. In particolar modo una grande attenzione della comunità scientifica è rivolta al settore della formazione. Lo straordinario impiego delle tecnologie telematiche è motivato in prima istanza dai vantaggi immediati che la tecnologia sembra offrire: superare i limiti temporali e spaziali. A livello economico questo si traduce nel fatto che un’università potrà allargare la sua offerta formativa a persone che non risiedono nella stessa aria geografica, guadagnando così studenti. Anche per questi ultimi il vantaggio è rilevante: avere la possibilità di apprendere senza vincoli spaziali e temporali, consentendo di rendere la formazione compatibile con il lavoro o eventi particolari della vita privata.
Malgrado questi semplici e conclamati vantaggi, esistono comunque problemi derivanti dal nuovo sistema formativo basato sulle tecnologie della telematica, problemi che devono essere individuati e risolti, per migliorare la formazione a distanza sia dal punto di vista del formatore che dal punto di vista degli studenti.
La letteratura specializzata si occupa di problemi che studi e ricerche realizzate finora hanno evidenziato. Tra questi, l’organizzazione e la gestione autonoma del tempo e delle proprie attività formative da parte degli studenti, allo scopo di trovare il giusto ritmo per il processo generale di apprendimento, l’assenza del feedback immediato tra docente e studente, il controllo dello stress e l’ansia (Pettenati et al., 2000; Lawhead et al., 1997; Karacapilidis et al., 2000; ecc.)
La ricerca che abbiamo cominciato a svolgere, è condotta alla facoltà di Psicologia e Scienze dell’Educazione, dell’Università Babes-Bolyai, Cluj-Napoca, Romania, che offre corsi di laurea a distanza in Psicologia con durata di 4 anni. Praticamente, tutti i corsi che fanno parte del curriculum classico sono ripresentati nel sistema di formazione a distanza.

Al momento attuale, i corsi offerti fanno uso delle tecnologie telematiche solo come mezzo per superare i problemi di distanza e di tempo, e non per creare un nuovo ambiente formativo che favorisca l’apprendimento. Gli studenti ricevono tutte le informazioni in formato elettronico su supporto CD-Rom, e hanno acceso ad una biblioteca virtuale di contenuti via Internet. La tecnologia telematica è usata specialmente per sostenere la comunicazione fra studenti e professori e fra studenti e tutori. Non esiste, almeno dal punto di vista organizzativo, un sistema di facilitazione e moderazione della comunicazione tra studenti. Alcuni professori stano cercando di migliorare le possibilità di comunicare ed interagire creando gruppi virtuali oppure usando sistemi di chat. La facoltà mette a disposizione degli studenti un sito web (www.psychology.ro) dove vengono pubblicate le date degli esami ed i lavori che gli studenti devono svolgere; i lavori vengono anche inviati via e-mail. Gli studenti possono usare sia e-mail o posta tradizionale per mandare i lavori per i corsi.
La comunicazione con la segreteria organizzativa si realizza sia con il supporto delle tecnologie telematiche sia via telefono, fax o la posta tradizionale.

Nei corsi a distanza sono coinvolti sia il personale della facoltà che tecnici specializzati e tutori, che hanno il compito di rispondere alle possibile domande degli studenti e di organizzare il lavoro e progetti da svolgere (necessari per la valutazione sommativa degli studenti). Le attività didattiche si svolgono principalmente a distanza, ma sono anche previsti incontri in presenza tra professori e studenti.
L’obiettivo generale dello studio che si sta conducendo è quello di individuare i problemi che gli studenti incontrano durante questo tipo di formazione a distanza, analizzarli per proporre soluzioni adeguate, sia tecnologiche che di altra natura. La possibilità di usare le tecnologie telematiche per la costruzione di un vero e proprio ambiente formativo per migliorare l’educazione sarà analizzata alla fine del progetto.
Per esplorare la situazione attuale, abbiamo costruito un questionario composto da 15 domande che necessitano risposte su una scala di tipo Likert [la scala Likert è un tipo di scala ben nota in psicologia; fa riferimento alla possibilità di rispondere alla domanda usando risposte standard da 1 a 5, dove 1 vuol dire "non sono affatto d'accordo" e 5 "sono completamente d'accordo"] una domanda con risposta libera, e domande che riguardano dati socio-demografici (età, formazione, lavoro attuale, etc.). La scelta delle risposte su scala o libere, è stata fatta tenendo conto della possibilità di analizzare i dati non solo da un punto di vista statistico quantitativo, ma anche qualitativo.
Il questionario è così composto: quattro domande riguardano l’aspetto emozionale, come lo stress o l’ansia per gli esami; tre domande fanno riferimento all’organizzazione del tempo e dell’attività formativa; tre domande riguardano la facilità di attribuire importanza alle informazioni presentate; due domande sono relative al feedback comunicativo con professori, tutori e colleghi; le ultime due domande sollecitano spunti sulla necessità di attuazione di cambiamenti nel sistema attuale di educazione a distanza.
Anche se la ricerca è ancora in corso, i risultati preliminari confermano che soltanto alcuni studenti percepiscono come problematica l’organizzazione del tempo e della propria attività nell’assenza del feedback degli altri studenti, dei professori o dei tutori.
A livello emozionale, i problemi osservati sono minimi, pero è possibile che la specializzazione degli studenti sia una variabile che influisce questi risultati, dal momento che lo stereotipo dello psicologo è quello di una persona che non ha problemi al livello emozionale.
L’assenza dell’interazione e, per questo, del feedback, è un problema maggiore, notato da quasi tutti i soggetti partecipanti alla ricerca. Tale considerazione sta influenzando l’organizzazione dell’attività formativa e sta aprendo la strada verso la possibilità di individuare le parti importanti dei fondamenti teorici di riferimento.

L’analisi delle risposte libere offre informazioni importanti sui problemi esistenti e anche sui possibili modali per risolverli.
Gli studenti hanno segnalato problemi attinenti alle categorie così classifilicabili:
1. Interazione – gli studenti considerano che non stano interagendo abbastanza con i professori ed i tutori (”non esiste feedback”, “ci piacerebbe avere il feedback dei professori e dei tutori”, “il problema maggiore è la mancanza della comunicazione!”, “l’interazione con i professori deve essere migliorata”, ecc.)
2. Materiali – i maggiori problemi fanno riferimento alla struttura del materiale (”io e molti dei miei colleghi abbiamo spesso dubbi sull’importanza di certe parti del materiale”, “vorrei materiali più strutturati”, “da solito i corsi non fanno nessun riferimento a ciò che è importante”, ecc.)
3. Gestione – molti problemi sono causati dalla gestione dei dati degli studenti, dei materiali scambiati, ecc. (”le date degli esami sono presentate con troppo ritardo”, “la perdita dei lavori consegnati mi disturba”, ecc.)
4. Tecnologia – i limiti della tecnologia usata determinano reazioni negative (”il sito web della facoltà e spesso inaccessibile”, ecc.)
5. Fiducia – l’ambiente tecnologico ha bisogno di garantire una gestione fiduciaria delle interazioni. (”se mando un lavoro al tutore sto assumendo il rischio che questo arrivi alla segretaria…è un problema di confidenzialità!”, ecc.)

Nell’immediato futuro ci proponiamo di terminare l’analisi della situazione attuale non solo tramite il questionario qui descritto, ma anche con l’aiuto di altri metodi come interviste e focus group.
La ricerca e i dati presentati hanno molti limiti: il numero dei soggetti intervistati (solo 33 fino ad ora), le loro caratteristiche (quasi tutti hanno esperienza di lavoro con i computer o la rete Internet). Quest’ultima condizione è limitativa perchè, da un punto di vista statistico, potrebbero non essere adeguatamente ripresentati i bisogni delle persone che non hanno tali competenze; la stessa condizione di disporre dell’accesso ad Internet potrebbe essere diverso non rappresentativa in generale.
La prosecuzione della ricerca iniziata con l’aiuto del questionario, porterà ad individuare correttamente i problemi rilevanti percepiti attualmente, e ci permetterà di prospettare le soluzioni adeguate, tenendo anche conto del contesto economico e sociale.

Bibliografia
Karacapilidis, N, Abou Khaled, O., Pettenati, M.C. & Vanoirbeek, C. (2000). Developing Higher-Order Skills with the MEDIT Web-based Learning Environemnt, Educational Technology and Society, 3(1), 97-111
Lawhwead, P.B., Alpet, E., Bland, C.G., Carswell, L/, Cizmar, D., DeWitt, J., Dumitru, M., Fahraeus, E.R. & Scott, K. (1997). The Web and distance learnng: what is appropriate and what is not. Report of the ITiCSE’97 Working Group on the Web and Distance Learning, ACM Pettenati, M.C.; Abou Khaled, O; Vanoirbeek, Ch. & Giuli, D. (2000). The Learning Tutor: A web based authoring system to support distance tutoring, Eduactional Technology & Society 3(4).


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