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Editoriale

17 gennaio 2003 | di Guglielmo Trentin
Sviluppo Organizzativo per la Formazione Aziendale di Guglielmo Trentin

L'uso delle ICT (Information and Communication Technology), e in particolare delle reti, a supporto dei processi formativi è in costante crescita e, da diversi anni ormai, si stanno studiando, mettendo a punto e sperimentando una pluralità di approcci educativi che talvolta vedono la rete come canale di distribuzione su larga scala di materiale didattico strutturato per essere fruito in autoistruzione, altre volte come spazio virtuale

in grado di ospitare comunità che apprendono collaborativamente, organizzate in veri e propri gruppi di apprendimento, oppure in comunità di pratica dove ogni membro accresce le proprie conoscenze e competenze mutuandole con il resto del gruppo, sulla base dei problemi conoscitivi tipici di una data professione. Il campo di studio e di sperimentazione è comunque ancora vastissimo e oltre alle questioni puramente didattiche inevitabilmente investe anche quelle economiche, organizzative e in buona misura, culturali. È infatti ormai evidente come a fronte di studi sempre più approfonditi sulle metodologie didattiche della formazione continua supportata dalle ICT, non vi sia una corrispondente diffusione delle pratiche legate a tali modelli. Questo si deve anche all’esigenza di acquisire una nuova cultura che veda tali pratiche non tanto in antagonismo o in alternativa alla formazione in presenza quanto piuttosto come un'ulteriore opportunità per favorire il processo di insegnamento/apprendimento (o parti di esso), soprattutto laddove approcci tradizionali alla formazione si dimostrino meno praticabili e/o efficaci. Si pensi ad esempio ai casi in cui l’unità spazio-temporale diventi un vincolo forte per la partecipazione a un evento formativo o quando le metodiche di e-learning si dimostrino didatticamente più efficaci, non tanto perché risolvono problemi legati alla distanza, quanto piuttosto perché permettono di smontare e di giocare separatamente proprio sulle due componenti di "spazio" (faccio il più possibile da me, localmente, magari assistito a distanza o coinvolto in un gruppo di apprendimento) e di "tempo" (quando le condizioni al contorno me lo permettono). Ma si pensi anche a quei processi di apprendimento "just-in-time" non tanto legati alla partecipazione a un'azione formativa di tipo formale (in presenza, a distanza, in autoistruzione) quanto piuttosto al mutuo scambio di conoscenza attraverso approcci collaborativi "a rete" innescati da meccanismi tanto naturali quanto efficaci: – se ho un problema provo a chiedere aiuto a chi probabilmente lo ha già affrontato (socializzazione del problema); – se mi viene suggerita la soluzione e la comprendo, imparo una cosa nuova che entrerà a far parte del mio bagaglio conoscitivo (socializzazione delle conoscenze e delle migliori pratiche); – se nessuno ha la soluzione, è probabile che comunque possa trovare alleati in rete per ricercarla (chi probabilmente prima o poi si troverà ad affrontare una situazione analoga) e attraverso questa collaborazione, far crescere le competenze della comunità a cui appartengo e che ha deciso di auto-sostenersi (problem solving mirato alla crescita della base di conoscenza condivisa tipica di quella comunità). Uno straordinario supporto a tali processi è sicuramente dato dall'uso combinato delle tecnologie informatiche (specie quelle orientate al knowledge management) con quelle dell'interazione di gruppo a distanza (tecnologie di rete abbinate a quelle di groupware). E scopo di questo numero sarà proprio quello di analizzare l'impiego delle ICT in un particolare contesto della formazione, quello aziendale, cercando di delineare possibili strategie per uno sviluppo organizzativo funzionale alla reale integrabilità dei diversi approcci formativi con il sistema "azienda" che intende accoglierli. In quest'ottica, dapprima discuteremo le questioni legate alla gestione della complessità di un sistema di e-learning e alla sua integrabilità in un contesto aziendale, quindi entreremo nello specifico di alcune situazioni applicative in cui le ICT si pongono al servizio, rispettivamente, dell'apprendimento organizzativo e delle comunità di pratica professionali. Infine, come studio di caso sulle scelte organizzative connesse specificatamente all'introduzione delle pratiche e-learning, prenderemo in esame un'esperienza sviluppata in ambito aziendale, esperienza che ci potrà sicuramente aiutare a dar concretezza a molte delle questioni discusse negli altri contributi


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