Home » n. 20 aprile 2003

IL GRADO DI VARIABILITÀ DELLE DUE MODALITÀ FORMATIVE

20 aprile 2003 | Dott. Carlo Perich

Per quanto attiene alle singole voci di costo, al fine di confrontare i costi delle due modalità formative, risulterà utile, piuttosto che utilizzare i classici schemi di classificazione dei costi  - per natura, variabili/fissi, totali/unitari, diretti/indiretti, prodotto/periodo, reali/figurativi, storici/standard, controllabili/non controllabili, evitabili/non evitabili – (Grant, R.M., L’analisi strategica nella gestione aziendale, Il Mulino, Bologna 1994; Azzone, G., Innovare il sistema di controllo di gestione, Etas, Milano 1993.), classificarli in base a  al “grado di variabilità” (Gv).  In tal modo sarà possibile confrontare, successivamente, la struttura complessiva dei costi dell’eLearning con la formazione di tipo classica. Nello specifico per “grado di variabilità” (GV) di un costo si intende il grado di indipendenza o di dipendenza dello stesso rispetto ad alcuni elementi che caratterizzano la variazione dei costi della formazione e sono:

  1. il numero di lavoratori che fruiranno della formazione: tenteremo di analizzare se il costo aumenta o diminuisce al variare del numero dei lavoratori che fruiranno dell’attività formativa;
  2. la distanza dal luogo di formazione: come si comportano i costi di formazione relativamente alla vicinanza geografica dei formandi rispetto al luogo in cui si tengono i corsi;
  3. la durata dell’intervento formativo: il costo aumenta o diminuisce al variare delle ore di formazione erogate. In questo ambito di analisi sarà interessante cogliere le differenze relative tra formazione tradizionale e web-based.

La gamma di fattori appena elencata, ovviamente, non completa il quadro delle “variabili indipendenti”, nella definizione matematica del termine, che giustificano la variazione dei costi di  un sistema di formazione, ma sono, a parere dell’autore, quelle maggiormente evidenti rispetto alle due modalità formative (classica e di tipo blended).

Segue da sé  la relativa funzione dei costi di formazione:

Dove a rappresenta il numero di formandi, b la distanza dal luogo di formazione e c la durata dell’intervento.  Per semplicità è stato deciso che Gv sia compreso in un intervallo tra 0 e 5 (Tab. 4 – Schema sul Grado di variabilità).

Tab. 4 – Schema sul Grado di variabilità

Valore Gv

Variabilità sui costi di formazione Descrizione

0<Gv<1,5

ALTE Economie di scala “Forte” riduzione del costo medio (oltre 50%) per formando all’aumentare del numero di formandi

1,5<Gv<2,5

BASSE Economie di scala “Lieve” riduzione del costo medio  (fino al 50%) per formando  all’aumentare del numero di formandi

2,5

Nessuna variazione L’aumentare del numero di formandi non influenza il costo medio di formazione

2,5<Gv<3,5

BASSE Dis-economie di scala “Lieve” aumento del costo medio  (fino al 50%) per formando all’aumentare del numero di formandi

3,5<Gv<5

ALTE  Dis-economie di scala “Forte” aumento del costo medio (oltre 50%) per formando  all’aumentare del numero di formandi

Nella figura seguente si riporta su grafico la relazione tra  Gv e Variabilità  dei costi di formazione (Fig. 9 – Il Grado di Variabilità (GV)).

Fig. 9 – Il Grado di Variabilità (GV)

Un esempio del “grado di variabilità” è riportato nella in tabella (Tab. 5 – Il grado di variabilità (GV) dei costi di formazione), è frutto di una serie di osservazioni, nel periodo 1997-2000, sui costi di formazione e risultato di studi congiunti (Jan Utterstrom – “Beyond Cbt: Multimedia Courses Deliver Just-In-Time Training”; Jan Utterstrom – “Cost Effective Skill Training Development : Dramatically leveraging knowledge and skills learned on-the-job” – 1997; Arthur Andersen -  “Efficient learning: eLearning et formation efficace”; Chris Thompson. Evelyn Ganzglass and Martin Simon: “The State of ELearning in the States” – 2000, WCET: TCM Project) condotti da società come Arthur Andersen, U.S, Bureau of Labor Statistics ed alcuni noti ricercatori del settore (Greville Rumble, Jan Utterstrom, Chris Thompson, Evelyn Ganzglass Martin Simon).

Tab. 5 – Il grado di variabilità (GV) dei costi di formazione

(La classificazione dei costi è ripresa da “LA FORMAZIONE DELLE RISORSE UMANE NEL TERZO MILLENNIO: IL WEB-BASED TRAINING”” di Mario Boccolini)

Tipologia di Costo

Peso sul Budget             eLearning

Variabilità (eLearning)

GV (1-5)

GV * Peso

Peso potenziale sul Budget     eLearning

Peso sul Budget     cLearning

Variabilità (cLearning)

GV (1-5)

GV * Peso

Peso potenziale sul Budget     cLearning

Numero di formandi

Distanza dal luogo di formazione

Durata del corso

Numero di formandi

Distanza dal luogo di formazione

Durata del corso

COSTI DI SVILUPPO DEI CONTENUTI

0,16

2

2

3

2,33

0,37

0,18

0,1

3

4

3

3,33

0,33

0,09

COSTI DI MANUTENZIONE DEI CONTENUTI

0,05

1

1

4

2,00

0,10

0,05

0,1

3

4

3

3,33

0,33

0,09

COSTI DI HOSTING DEI CONTENUTI

0,05

1

1

4

2,00

0,10

0,05

COSTI PER LA DISTRIBUZIONE DEI CONTENUTI

0,02

2

1

2

1,67

0,03

0,02

0,1

4

4

4

4,00

0,40

0,10

COSTI PER INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE

0,28

1

1

2

1,33

0,37

0,18

0,03

4

2

2

2,67

0,08

0,02

COSTI PER REALIZZARE LA COLLABORAZIONE SINCRONA

0,05

3

1

2

2,00

0,10

0,05

COSTI PER IL SUPPORTO TECNICO

0,03

3

1

2

2,00

0,06

0,03

COSTI PER IL TUTORAGGIO TECNICO

0,05

4

1

4

3,00

0,15

0,07

COSTI DI AMMINISTRAZIONE E GESTIONE

0,02

1

1

4

2,00

0,04

0,02

0,04

5

4

4

4,33

0,17

0,04

COSTI PER COINVOLGIMENTO DEI LAVORATORI DA FORMARE

0,01

3

1

2

2,00

0,02

0,01

0,01

2

3

3

2,67

0,03

0,01

COSTI DI CONSULENZA.

0,15

3

1

4

2,67

0,40

0,20

0,05

2

3

3

2,67

0,13

0,03

COSTI PER LA DOCENZA SINCRONA.

0,08

4

2

2

2,67

0,21

0,10

0,3

5

5

4

4,67

1,40

0,36

COSTI PER IMMOBILI

0,02

2

1

2

1,67

0,03

0,02

0,15

5

4

4

4,33

0,65

0,17

COSTI PER IL MARKETING INTERNO

0,03

1

1

2

1,33

0,04

0,02

0,04

2

4

3

3,00

0,12

0,03

COSTI PER TRASFERTA

0,08

4

4

2

3,33

0,27

0,07

Totale

1,00

2,21

1,14

2,79

2,05

2,04

1,00

1,00

3,55

3,73

3,18

3,48

3,92

1,00

Tale ricerca ha riguardato un campione di imprese abbastanza ampio (circa 1000) dislocate tra USA ed Europa. Si riporta di seguito la metodologia applicata. Per confrontare i costi del cLearning con quelli dell’eLearning si è deciso di identificare le tipologie di costo (Le tipologie dei costi risultano dall’analisi delle suddette pubblicazioni ) che caratterizzano i due interventi formativi: costi di natura tecnologica e non tecnologica. A questi, è stato successivamente attribuito un “peso”, indicante la loro incidenza sul budget del costo di formazione ed un Gv in funzione della determinante di variabilità -peso e Gv sono stati dati in base a considerazioni sulla natura del costo e sull’andamento dello stesso durante gli anni ’90- . Alcune voci di costo sono risultate più “variabili” di altre, cioè aumentano sensibilmente in funzione del numero dei formandi, della distanza dal luogo di formazione e della  durata del corso. Dove è stata rilevata una variazione notevole, si è dato un valore del Gv compreso tra 2,5 e 5, mentre alle altre il valore oscillava tra 1 e 2,5.

E’ bastato quindi applicare una media aritmetica ai rispettivi Gv delle tre variabili in questione per ottenere per ogni voce di costo il suo Gv. Sempre applicando la media aritmetica ad ogni voce di costo, si è ottenuto il presunto “grado di variabilità” dei due “modus formandi: l’eLearning ha mostrato, come già si era annunciato in precedenza, un “basso” grado di variabilità (2,05), mentre la formazione di tipo classico ha riscontrato avere un grado di variabilità di 3,48. Il risultato ottenuto è che nell’eLearning, ad esempio, le maggiori variazioni di costo sono state generate dalla “durata del corso” (Gv=2,79), infatti, le imprese nel lungo periodo hanno rilevato  ingenti costi di manutenzione dei contenuti; mentre una variabilità medio-bassa (Gv=2,21)  – economia di scala molto “debole” – è stata riscontrata nel “numero dei formandi”, in particolar modo per i costi di tutoraggio e per la docenza. Nel cLearning, invece, la “distanza” dal luogo di formazione (Gv=3,79) ed il “numero dei formandi” (Gv=3,55) hanno fornito un valore del Gv decisamente alto: ciò implica che per questo tipo di formazione queste variabili sono le maggiori determinanti di un aumento dei costi medi. Nella tabella si riportano i risultati ottenuti (Tab. 6 – Gli aggregati del costo di formazione).

Tab. 6 – Gli aggregati del costo di formazione

Tipologia di Costo (aggregati)

Incidenza percentuale sul Budget eLearning

GV1 (0-5)                eLearning

Incidenza percentuale sul Budget cLearning

GV2 (0-5)                cLearning

COSTI DI NATURA TECNOLOGICA (COMPUTER, INTERNET, INTRANET,LMS,MATERIALI,DISTRIBUZIONE CONTENUTI…)

0,69

2,04

0,33

3,33

COSTI DI NATURA NON TECNOLOGICA (GESTIONE, TRASFERTA, DOCENTI,TUTOR…)

0,31

2,06

0,67

3,67

I dati sono stati in linea con le aspettative: nella formazione di tipo classico i costi di natura tecnologica incidono per circa il 33% del budget (Gv = 3,33), mentre nell’eLearning per il 69% (Gv = 2,04). Per quanto riguarda invece i costi di natura non tecnologica, la loro incidenza sul budget per la formazione classica è del 67% (Gv = 3,67), mentre per l’eLearning è del 31% (Gv = 2,06) – ciò rafforza il gap tra β ed α riportato in figura 4: i costi in immobili, considerandoli variabili in funzione dei fattori sopra citati (il numero di formandi, la distanza tra i formandi, la durata dell’intervento formativo) da un’incidenza iniziale sul budget del 15%, raggiungono valori del 65%. Conseguentemente i costi totali del cLearning, si inclineranno maggiormente, rispetto alle previsioni iniziali, e questo andrà inevitabilmente a ripercuotersi sul BEP, causandone un suo allentamento -.  Successivamente, in funzione del Gv e del peso originario delle singole tipologie di costo, è stato deciso di ridistribuire idealmente i pesi che tali voci avrebbero avuto sull’effettivo budget formativo. In particolare è emerso che nell’arco dei 5 anni,  i costi che hanno avuto una rilevanza maggiore sul budget dell’eLearning sono stati:

  • lo sviluppo contenuti (dal 16% al 19%);
  • le spese per infrastrutture (dal 28%  al 19%);
  • la consulenza  (dal 15% al 18%).

Mentre per il cLearning:

  • spese per immobili (dal 15% al 17%);
  • spese per la docenza (dal 30% al 36%).

Si noterà che per l’eLearning nel medio-lungo periodo (non nella fase iniziale), come già si è affermato in precedenza, l’incidenza dei costi fissi (es. le infrastrutture) abbia un’incidenza minore sul budget formativo, rispetto a quella dei servizi (contenuti e consulenza).

Nel cLearning, invece, l’incidenza dei costi fissi sul budget, si amplifica andando ad aumentare la pendenza della retta dei costi totali.

In un’ottica di lungo periodo, quindi a conferma, il BEP della formazione di tipo classico tende ad allontanarsi da quello di tipo eLearning: nella formazione tradizionale la variabile che incide maggiormente sul budget è il numero dei formandi e la loro distanza. Supponendo una crescita pur minima del numero di formandi per entrambe le tipologie formative, questa basterebbe ad aumentare il gap tra i due BEP - l’indagine ha considerato una pari strutturabilità dell’informazione per i corsi erogati sia in modalità eLearning, sia in cLearning -. L’effetto delle economie di scala, di conseguenza, sarebbe presente solo nell’eLearning ed inoltre negherebbe, ancora una volta, l’affermazione di Rumble (RUMBLE G., 1981 – “Distance Learning, for Higher and Adult education, London: Croom Helm”), circa l’elevato numero di formandi necessario per “ridurre” la distanza tra i due BEP – Rumbe affermava che la formazione a distanza raggiunge un BEP solo con un elevato numero di studenti (circa 30.000) -. In tal caso il vantaggio economico dell’eLearning prescinde dal numero di formandi!


<< Indietro