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Il Portfolio per l’apprendimento: uno strumento per una valutazione completa e attendibile

23 novembre 2003 | Elizabeth Guerin (guerin@achille.det.unifi.it)

Che cosa è il Portfolio?
Il Portfolio non è altro che un record sistematico di un lavoro eseguito in un arco di tempo. È bene non confonderlo con il “portafoglio” inteso come luogo (speriamo sicuro) dove si tengono i soldi!
Alla fin fine, a dire il vero, un nesso tra i due c’è in quanto si tratta comunque di un “tesoro” accumulato. Vediamo il perché.
Quando viene chiesto ad un learner di sviluppare un suo Portfolio personale legato alla formazione, praticamente gli viene chiesto di tenere un diario di bordo della sua esperienza individuale di apprendimento. Indipendentemente dalla materia di studio, il learner deve organizzare il suo apprendimento in modo di far vedere che cosa apprende. Questo significa cominciare a prendere atto delle conoscenze attuali, dei suoi bisogni e del suo modo, non solo di costruire, ma anche di gestire sia le vecchie che le nuove conoscenze. Una tale presa di coscienza implica anche una presa di responsabilità in quanto il learner deve documentare l’attinenza delle nuove cose apprese rispetto alle sue conoscenze globali.

Che cosa significa?
Significa che ogni volta che il learner acquisisce delle conoscenze nuove, in qualche modo deve mettere in relazione fra di loro le nuove con le sue vecchie conoscenze e deve fare un nuovo bilancio del suo sapere personale, ri-aggiustare gli equilibri interni e quindi rivalutare le sue conoscenze alla luce degli elementi nuovi in modo, poi, da costruire una base più solida, che man mano andrà sempre ad aumentare e a trasformarsi per portare ad un apprendimento sempre più approfondito delle conoscenze individuali del learner.

Nel contesto di un evento didattico come si verifica tutto questo?
Nel momento in cui un learner si accinge al suo “viaggio” in cerca di un sapere, è necessario che egli stesso si “affretti” a creare e a sviluppare le sue conoscenze nel modo più costruttivo possibile onde poterne trarre il massimo beneficio.
Questo significa che anche al momento della valutazione iniziale delle sue conoscenze, il learner deve essere pronto a valutare in maniera critica quello che sa e quello che deve apprendere. È una valutazione che serve essenzialmente al learner stesso e, se non viene eseguita in modo coerente, non può fornire elementi utili per la “crescita interiore” dell’individuo.
D’altra parte, ingannare se stessi non porta ad alcun “guadagno”, ma piuttosto ad un illudersi di avere delle basi di conoscenze che poi al momento critico non reggono al confronto, e addirittura diventano un elemento distruttivo per il learner.

Allora come fare?
È necessario che il learner cominci a compilare una scheda di autovalutazione “responsabilizzata” per poi procedere allo sviluppo di un suo Portfolio personale basato sui suoi bisogni e sulle sue conoscenze. In altre parole, il learner – in base alla materia in questione – deve identificare le aree di sviluppo delle sue conoscenze e pian piano “riempire” questo “pseudo-contenitore” a sua misura, integrando e annotando l’apprendimento in atto. In tal modo riesce a dare un’impronta personale e responsabile alla sua crescita in termini di apprendimento perché riesce a collocare e a confrontare le sue esperienze di crescita e di apprendimento in base al suo sapere “già costruito”. È così possibile integrare le sue conoscenze in modo costruttivo e nello stesso momento riesce anche a collocare il suo apprendimento e a crearne un suo significato personale. In tal modo l’apprendimento individuale diventa un “costrutto personale” in crescita continua che si incentra sull’individuo per tutta la sua vita, con dei risvolti sociali, culturali ed economici che, a loro volta, incidono sulla vita, non solo dell’individuo, ma anche della società in cui vive.
Ecco perché, se costruito in modo cosciente e responsabile, il Portfolio può essere considerato uno strumento per una valutazione completa e attendibile in tutti i livelli di istruzione formali e informali.


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