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Il Progetto Didà per la formazione del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo di Siena

23 novembre 2003 | Margherita Bracci, Enrica Marchigiani, Patrizia Marti, Antonio Rizzo Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Università di Siena

Il progetto Didà per la formazione del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo di Siena

L’Università di Siena sta conducendo un progetto di ricerca, chiamato DiDà (http://www.unisi.it/dida/), finalizzato alla realizzazione di un sistema integrato per la progettazione, erogazione e valutazione dell’offerta formativa riservata al personale tecnico amministrativo dell’Ateneo. Il progetto è autofinanziato, e le risorse sono interamente riconducibili ai fondi dell’Ateneo. Alle attività del progetto collaborano in modo sinergico il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e l’Ufficio Attività Speciali per il personale afferente all’Area Risorse Umane.

Le attività previste dal piano di lavoro del progetto sono caratterizzata da:
1. Un elevato parallelismo, ed una elevata interconnessione fra le attività.
2. Attività cicliche tra: i) progettazione centrata sull’utenza (User Driven Design), volta a identificare categorie di utenza e obiettivi della formazione, e ii) progettazione ispirata a fondamenti teorici dell’apprendimento umano (Theoretical Driven Design), orientata ad applicare le teorie sull’apprendimento e l’insegnamento alle soluzioni proposte. Le due attività di progettazione sono condotte in parallelo con comparazione dei risultati e raffinamento reciproco dei prodotti.
3. Una produzione delle soluzioni progettuali mirate ad orientare lo sviluppo dei prodotti formativi prima in forma prototipale e poi finale (Definizione progressiva delle soluzioni).
4. Valutazione da parte degli utenti dei prodotti intermedi del progetto. I risultati della valutazione sono utilizzati per raffinare i Concepts e per ampliare lo spettro di utenza al di là del personale impegnato nelle strutture esistenti, ovvero verso organizzazioni diverse dall’Università di Siena, quali banche, amministrazioni pubbliche, etc.

Più precisamente il progetto Didà segue una progettazione centrata sull’utenza e prevede il coinvolgimento diretto del personale in tutte le principali attività in cui è articolato il progetto:
- Studio dell’utenza e valutazione,
- Definizione dei Formati educativi e dei contenuti didattici
- Definizione delle soluzioni progettuali (Elaborazione dei concetti di design)
- Creazione dei prototipi

1. Studio dell’utenza e valutazione
L’indagine ha due obiettivi principali
a) Ottenere informazioni utili in relazione alla vision sulla formazione da parte delle diverse figure all’interno dell’ateneo; e
b) Ottenere informazioni utili in merito alla definizione dei bisogni formativi dell’utenza in relazione ai contenuti, ai formati didattici ed ai tempi della formazione.

L’indagine si è svolta in due fasi.
In una prima fase alcuni dei dipendenti dell’università, selezionati con modalità casuali ma in modo tale da rappresentare le diverse realtà dell’Ateneo, sono stati coinvolti in specifiche interviste di gruppo (Focus Group). I risultati di questa prima fase di’indagine sono stati utilizzati per definire i temi oggetto della seconda fase dell’indagine allargata a tutto il personale tecnico amministrativo e condotta per mezzo di un questionario.
Il questionario strutturato per raccogliere dati di tipo prevalentemente qualitativo era suddiviso in sei sezioni: “Chi sono nell’organigramma dell’Università”, finalizzata ad ottenere informazioni utili alla definizione del campione rispetto alla posizione lavorativa,
“Che cosa faccio all’interno dell’Università”, finalizzata ad ottenere informazioni utili rispetto alla tipologia di attività lavorativa svolta,
“Quali sono le difficoltà che incontro nello svolgimento del mio lavoro” e “Quali sono le difficoltà collegate alla comunicazione” finalizzata a distinguere le problematiche potenzialmente aggredibili dalla formazione da quelle maggiormente legate a problemi di tipo strutturale e comunicativo,
“Che tipo di formazione vorrei” finalizzata a verificare le visioni della formazione emerse nell’ambito dei focus group e “I contenuti ed i formati di cui ho bisogno” finalizzata ad individuare i contenuti specifici e i formati della formazione in relazione ad alcune aree tematiche predefinite.
Il questionario prevedeva anche domande aperte per raccogliere commenti e maggiori dettagli rispetto alle necessità di formazione.

2. Definizione dei formati educativi
I formati educativi sono stati definiti con l’obiettivo di dare indicazioni sulla strutturazione dei contenuti didattici e sulla definizione delle modalità di erogazione e di fruizione adatte al contenuto e al gruppo di destinatari.
Per la definizione dei formati è stato fatto riferimento a paradigmi teorici sull’apprendimento umano quali quelli ispirati all’approccio costruzionista e all’apprendimento situato. Questi paradigmi si fondano sull’idea che la chiave dell’apprendimento risieda nell’essere coinvolti nella “costruzione di artefatti” (siano essi particolari oggetti fisici, concettuali o più in generale attività progettuali) che stimolino la riflessione e il confronto. L’apprendimento deve essere visto essenzialmente come un processo sociale che avviene grazie all’interazione, in contesti specifici, con strumenti, artefatti e pratiche situate.
L’analisi dei formati educativi è stata fatta considerando contesti diversi, dai più tradizionali, come la formazione scolastica in aula, ai più insoliti, come la formazione nelle scuole di vela, per cercare di sviluppare una tassonomia che possa divenire uno strumento di lavoro, consultazione, studio, approfondimento continuamente raffinato per gli obiettivi formativi del contesto all’interno del quale viene utilizzato.

Le attività didattiche analizzate sono state classificate rispetto al metodo d’istruzione (Insegnamento diretto (Tutorato, lezione frontale, apprendimento cooperativo in attività di gruppo, caso di studio con testimonianze dirette o indirette, etc.) e al contenuto (disciplina scientifica, fondamenti teorici, pratiche operative).

Ai fini del progetto sono stati scelti attualmente dieci formati didattici:
- Lezione frontale
- Apprendistato
- Apprendimento cooperativo
- Discussione
- Istruzione ancorata
- Elaborazione situata
- Apprendimento basato sui progetti
- Apprendimento basato sulla soluzione di problemi
- Indagine sperimentale
- Role-playing

Ogni formato è stato esemplificato attraverso evidenze circostanziali quali video, foto, esempi. Inoltre, per ogni formato è stata creata una scheda che racchiude in modo più sintetico la descrizione del metodo, i materiali necessari, i contenuti a cui si adatta meglio, la valutazione, i vantaggi e gli svantaggi e alcuni esempi concreti di best-practice.

3.Definizione delle soluzioni progettuali
(Elaborazione dei “concetti di design” )
Obiettivo principale di questa attività è stato la definizione della Visione del progetto e la raccolta delle istanze istituzionali sui fini della formazione e sulle modalità di conseguimento. L’attività si è articolata su due linee d’azione principali portate avanti parallelamente:
La prima, svolta in stretta connessione e sinergia con l’attività di analisi dei bisogni orientata all’elaborazione di un concetto di vision sulla formazione nel quale potessero convergere le visioni dei diversi soggetti coinvolti (Amministrazione, Parti sociali, formatori). Questa fase è stata condotta attraverso l’uso di strumenti qualitativi di analisi principalmente interviste e focus group.La seconda era finalizzata all’elaborazione di concetti di design utili alla creazione del nuovo sistema per la gestione della formazione e si è svolta in stretta connessione con l’attività di elaborazione e definizione dei formati didattici. Degli oltre 20 Concepts avanzati e testati sei sono stati integrati nella prototipazione finale.

4. Produzione di prototipi
I risultati delle attività di analisi dei bisogni, analisi dei formati educativi e produzione di “concetti di design”, in modo iterativo e interattivo, sono confluiti, in un primo momento, nell’implementazione di prototipi con bassa fedeltà che sono stati prodotti e poi testati con la collaborazione di alcuni gruppi di utenti finali. Questi prototipi hanno avuto il compito di comunicare le modalità concrete di erogazione e fruizione dell’offerta formativa e il ruolo che l’evento educativo svolgerà per la vita degli utenti.
In una seconda fase sono stati sviluppati prototipi con alta fedeltà testati su reali attività formative con l’utenza finale.

Il progetto si trova attualmente nella fase conclusiva di valutazione dei prototipi che prevede la sperimentazione di tre corsi, due di ampio respiro, ma su contenuti diversi e orientati verso gruppi di utenza diversi (ECDL – European Computer Driving Licence e Nuovo Ordinamento Didattico) e il terzo, molto specifico, sviluppato per i tecnici di laboratorio di Medicina e Biologia sull’uso della strumentazione analitica in laboratori di ricerca.

Il risultato finale della ricerca, disponibile nel Gennaio 2004, sarà un sistema integrato per gestire l’offerta formativa, comprensivo del monitoraggio continuo delle esigenze di formazione e dei relativi contenuti, delle modalità di erogazione adeguate ai diversi contenuti, della definizione di gruppi omogenei di destinatari. Il sistema erediterà la metodologia della progettazione della formazione orientata all’utenza che caratterizza il progetto Didà e che dovrebbe permettere agli utenti finali di svolgere un ruolo attivo nella progettazione della loro formazione.


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