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Il progetto M-Master: verso una rete di servizi e una biblioteca digitale aperta

23 novembre 2003 | Giorgio Federici (federici@dicea.unifi.it)

Il progetto M-Master deriva da una collaborazione fra il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Firenze e la Società Consortile E-Form [http://www.eform.it] della quale l’Università di Firenze è partner.
La nascita del progetto
In seno al crescente dibattito sull’università telematica non ci sembra fuori luogo presentare il progetto M-Master, perché, a nostro avviso, getta alcuni spunti di riflessione in questo panorama ancora nebuloso e in divenire. Il modello di M-Master è in qualche modo anomalo, nel senso che non si propone compiutamente come università telematica, dal momento che non ne possiede la complessità istituzionale, né l’articolata struttura di sostegno, anche in termini di apparato organizzativo. Più semplicemente si tratta di un’idea che cerca di coniugare il tradizionale apprendimento universitario con le nuove possibilità espressive offerte dall’Information Society.

Alcuni dei master di specializzazione post lauream, che l’ateneo fiorentino ha istituito, a partire dallo scorso anno accademico si sono uniti in una sorta di federazione, chiamata appunto “Progetto M-Master”. L’idea che ha animato il progetto è quella di pianificare per tutti i master aderenti una formazione di tipo misto che porti al servizio della didattica le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, secondo la formula ormai classica del blended learning. Inizialmente ci si prefiggeva di riuscire a trasformare i corsi esistenti in master fruibili con modalità prevalentemente a distanza. Le motivazioni sono abbastanza ovvie. Una per tutte è quella dell’ampliamento del bacino d’utenza. L’allargamento su base territoriale ha spinto a prevedere in futuro accordi con altre Università ed Enti per attivare forme di assistenza e tutoraggio in presenza anche fuori dalla Toscana, servendosi di una rete di poli organizzati e attrezzati, per rispondere alle esigenze degli studenti remoti sia per problemi legati all’uso delle tecnologie, sia in relazione ai contenuti specifici dei corsi. In questa direzione la struttura di Poli E-Form nelle varie regioni rappresenta una buona opportunità di assistenza distribuita. Il modello di riferimento è quello che la Regione Toscana ha adottato per i poli del Progetto TRIO (1).
L’obiettivo principale di M-Master è stato, ed è tuttora, quello di dare vita a una rete di servizi, comune ai vari master, che garantisca servizi di base, metodologie e strumenti condivisibili e da ultimo lo sviluppo di sistemi personalizzati.

Il prototipo
Per soddisfare in tempi brevi il bisogno di concretizzare gli sforzi progettuali e per testarne l’efficacia, è stata presa la decisione di dar vita a un prototipo, anche se parziale e ridotto rispetto all’idea originaria. Perciò l’attenzione è stata concentrata su un solo master, cioè quello che tiene la Facoltà di Ingegneria Civile in tema di Rischio Idraulico, perché ormai ben avviato e giunto alla terza edizione nell’anno accademico 2003-2004. Grazie a questa anzianità i coordinatori del master potevano disporre di una buona quantità di materiali, disomogenei per natura e formato, prodotti da docenti e studenti negli anni passati, da rendere disponibili anche ai corsisti delle edizioni successive. A ben vedere questa urgenza si coniuga perfettamente con i principi ispiratori del progetto e in un certo senso li supera. Infatti abbiamo considerato che tra i servizi di cui maggiormente si ha bisogno nell’apprendimento a distanza vi è l’attivazione di un canale privilegiato di accesso alle informazioni, in altri termini la messa a disposizione di una gran varietà di libri, dispense, studi di progetti, letteratura grigia, presentazioni, ipertesti, fotografie, progetti realizzati con software specifici, insomma un magma di risorse opportunamente vagliate e soprattutto guidate da esperti e tutor della materia, e che siano accessibili via Internet, o su supporti offline. In altre parole si è deciso di dare vita a una biblioteca digitale, intesa e strutturata come un complesso ambiente virtuale che accompagni e guidi il discente nel creare il proprio percorso formativo. L’obiettivo è quello di basare l’apprendimento in linea sul ricorso a risorse coadiuvato da una tutorship preparata, che ha come scopo ultimo quello di dare i mezzi allo studente per continuare ad apprendere durante tutto l’arco della propria vita, potendo accedere, scegliendo e organizzando criticamente, le informazioni attingendo a tutte le fonti realmente esistenti. Se riusciremo nel nostro intento, lo studente sarà in grado di acquisire, nel periodo di formazione assistita da docenti e tutor, delle personali, autonome e forti competenze nel reperimento e classificazione delle fonti, e saprà riconoscere quando e di quali informazioni ha bisogno, con la capacità di reperirle, valutarle e usarle con efficacia.

In sostanza, per la realizzazione del prototipo abbiamo scelto di muoverci in una direzione parallela e abbiamo avviato un insieme di servizi di supporto all’apprendimento basato sull’accesso remoto alle informazioni, sostenuto e guidato dal contributo attivo e informativo di tutor ed esperti in rete. I servizi progettati sono relativi a:

Servizi per gli studenti:
- accesso facilitato alle risorse didattiche (e-reserves) organizzate secondo i percorsi personalizzati dei corsi;
- assistenza in linea e aiuto tecnico;
- accesso organizzato ai cataloghi, banche dati e collezioni digitali;
- servizi di test e autovalutazione;
- diffusione della comunicazione e interazione in forum predisposti per facilitare la discussione;
- downloading e document delivery, anche utilizzando supporti offline, come CD-ROM e e-book;
- corsi in linea sulle competenze di base (tutorial)

Servizi per i docenti:
- assistenza nella creazione e pubblicazione di risorse didattiche, elaborando opportune specifiche;
- realizzazione e aggiornamento del catalogo delle risorse didattiche disponibili;
- assistenza nella gestione dei diritti di proprietà intellettuale per le e-reserves;
- predisposizione di servizi di sostegno alla didattica, favorendo il ricorso a ambienti per la gestione delle classi virtuali;
- archiviazione delle risorse didattiche.

Il portale di M-Master
Una volta definiti gli scopi, siamo passati al vaglio della scelta del “contenitore virtuale”. Diremo brevemente che la soluzione più confacente si è trovata in un portale gestito da un CMS (Content Management System), realizzato con tecnologia open-source. Il portale è modificabile per moduli, e quindi adattabile a successivi possibili cambiamenti in itinere della biblioteca digitale. La scelta, del resto, si allinea con le tendenze ministeriali in materia di diffusione nella scuola e nell’università del software libero.
L’architettura esterna funge sia da strumento di interazione con gli studenti e soprattutto, come edificio per il motore di ricerca che permette di archiviare i documenti. Proprio la progettazione del motore di ricerca ha interessato gran parte del lavoro, rivelandosi più complesso del previsto. Il modello generale di riferimento impone una standardizzazione basata su una netta separazione tra documento, parametri (e strumenti) di catalogazione (metatag) e database. Il punto cruciale sta nella standardizzazione del secondo e terzo anello della catena, rimanendo aderenti a procedure collaudate e riconosciute nell’ambito scientifico internazionale. Si è scelto di creare due motori paralleli, uno realizzato in proprio e l’altro aderente allo standard di OAI (Open Archives Initiative, http://www.openarchives.org/index.html), che fornisce sia lo schema dei metadata da adottare, sia il motore di ricerca che sfrutta i metadata stessi, e in particolare la versione DSpace, in uso anche presso il MIT (http://www.dspace.org/). Il primo motore risponde a obiezioni mosse da alcuni docenti riguardo all’inserimento di propri documenti in un archivio aperto (OAI), e si tratta un semplice “gestore di documenti”, costituito da un lato amministratore, da cui si inseriscono documenti nel portale, con una breve descrizione tramite dei campi standard (Titolo, Autore, Abstract, etc.), e da un lato utente, da cui, attraverso una semplice maschera, si possono ricercare i documenti inseriti.
Il secondo invece è un software open source che permette di fare tre cose essenziali alla creazione e alla vitalità di una biblioteca digitale destinata a una comunità scientifica: è in grado di adeguarsi alle esigenze dei progettisti-utenti nel fornire gli elementi descrittivi di un’opera digitale, permette di diffondere i contributi digitali nel Web, così da facilitarne il ritrovamento all’interno di collezioni e da ultimo, non certo per importanza, conserva i prodotti digitali a lungo nel tempo. Crediamo estremamente importante che le università mettano a disposizione di docenti e studenti una repository virtuale istituzionale, al fine di preservare e far circolare tutti i prodotti digitali all’interno non solo della propria comunità, ma dell’intera comunità internazionale. Non è fuori luogo pensare che questo principio costituisca un fecondo sostrato di alimentazione delle università telematiche.

Conclusioni. Perché questo modello
M-Master si propone di coniugare in maniera innovativa lo studio universitario alla telematica e suggerisce un tipo di binomio che non è stato in questa forma ancora preso in considerazione.
Dobbiamo però tener presente che il progetto in questione si trova ancora in uno stadio prototipale, pertanto non ci si è preoccupati, almeno in questa fase iniziale di adeguarsi strettamente alle direttive tecniche in materia di standard per l’interoperabilità e per la sicurezza dei dati. È del tutto lecito pensare che nell’immediato futuro sarà necessario un simile adeguamento, motivato dalle esigenze via via crescenti di docenti e studenti. Dal punto di vista della modalità di erogazione e fruizione, M-Master ha creato un sistema integrato di materiali didattici e servizi di consulenza, che poggia la sua forza sulla qualità delle fonti documentarie e bibliografiche, poiché attinge sia a risorse bibliotecarie d’ateneo sia a materiali prodotti da docenti e ricercatori universitari. Allo stesso tempo, però, non è prevista una precisa schedulazione dei compiti dei discenti e tutte le attività collaborative sono demandate a ogni singolo docente, che ha libera facoltà di animare classi virtuali o meno. Nessuno studente è formalmente tenuto a produrre elaborati o report di sorta, ma il sistema è progettato per consentire la possibilità di poterlo fare. L’assistenza di tutor, in forma sincrona o asincrona, è assicurata solo per quel che riguarda l’information retrival, ma è facoltativa nel caso degli insegnamenti specifici dei singoli corsi. Ne consegue, vista la non obbligatorietà della frequenza virtuale, che per ora non siano previste forme alcune di tracciamento degli studenti, salvo quelle generiche degli accessi fornite dal sistema.
Ora attendiamo riscontri da parte di docenti e studenti per procedere al migliorare i servizi e all’ottimizzazione tecnologica del portale.
Il portale M-Master http://www.unifi.it/mmaster/

Note
(1) Si possono trovare informazioni a riguardo all’indirizzo http://www.progettotrio.it


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