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Le tracce di un percorso

19 marzo 2003 | di Giuseppina Trappolini Docente Team ReTeMar- IC Fabriano

 

Appartenere ad una comunità significa, tra le altre cose, non sentirsi soli. Infatti gli appar-tenenti alla community condividono le stesse finalità, hanno comuni motivazioni, perse-guono i medesimi obiettivi e si sostengono a vicenda. Lo testimonia l’esperienza vissuta da un gruppo di colleghe insegnanti di scuola dell’infanzia della regione Marche che parte-cipano al progetto Retemar*.
All’interno del collettivo delle venti scuole consociate costituitosi per lo svolgimento delle attività previste dal percorso progettuale annualmente elaborato, ci si è trovati ad operare con un gruppo eterogeneo di docenti della rete telematica che per la sua ampiezza non riusciva sufficientemente a garantire la specificità delle variegate esperienze che ognuna aveva maturato nel proprio ambito professionale. Si è sviluppata così la volontà di ricerca-re e sperimentare -in un quadro di più ampia autonomia rispetto al nucleo di progetto degli istituti scolastici consociati- un modo diverso e più originale di introdurre le nuove tecnolo-gie nella scuola dell’Infanzia, collegandole maggiormente al vissuto del proprio ambiente educativo.
Il ruolo del gruppo è stato decisamente importante perché è all’interno della micro-comunità, formalmente costituita attraverso un gemellaggio tra più scuole, che si sono trovate risposte esaurienti, si sono chiariti dubbi e attinte energie e forza di proseguire anche quando il proprio lavoro non veniva compreso e apprezzato perché considerato all’avanguardia e troppo “azzardato”. Il continuo feedback, che ogni membro del piccolo gruppo ha avuto con gli altri colleghi attraverso una modalità più partecipata, ha consenti-to di andare avanti con la consapevolezza che quella intrapresa era la strada giusta per migliorare professionalmente e far crescere la conoscenza nei bambini, portando innova-zione nella propria realtà scolastica.
L’attività svolta dalla comunità di apprendimento ReTeMar ha seguito un percorso orga-nizzativo la cui successione può essere scandita nelle seguenti fasi:
1. costituzione del gruppo ed avvio della co-progettazione del percorso di ricerca-azione attorno a un comune nucleo curricolare;
2. svolgimento di attività di formazione in servizio dei docenti coinvolti nel progetto;
3. sperimentazione attraverso la ricerca azione online;
4. organizzazione di gemellaggi tra le scuole mediante un’aggregazione spontanea dei docenti che, nel rispetto del nucleo condiviso, intendevano sperimentare dei mi-cro percorsi in maggiore autonomia operativa;
5. evoluzione dei gemellaggi in comunità di pratiche.
Di fondamentale importanza è stata l’esperienza di co-progettazione che, sebbene media-ta dal gruppo di coordinamento, è servita comunque ad elaborare un percorso didattico con finalità e metodologie condivise da tutti. Le attività di aggiornamento inoltre, svolte sia in presenza che on line, hanno consentito di apprendere e approfondire tematiche utili alla ricerca-azione realizzata sul campo.
Nella nascita e nello sviluppo della comunità, un ruolo determinante lo hanno giocato le tecnologie informatico-telematiche e multimediali perché hanno consentito la comunica-zione, lo scambio ed il confronto tra insegnanti fisicamente distanti, ma saldamente aggre-gati attorno a obiettivi condivisi. Lo svolgimento della R.A., quindi, non poteva prescindere dalla conoscenza e dall’uso delle I.C.T.. Proprio per questo, fin dall’inizio delle attività, il gruppo di coordinamento ha proposto a ReTeMar specifiche iniziative di formazione e ag-giornamento che hanno indubbiamente contribuito a facilitare e promuovere la comunica-zione online facendo acquisire maggiore sicurezza nell’uso degli strumenti e delle tecnolo-gie. A ciò, in larga misura, è legato il notevole livello di collaborazione e cooperazione complessivamente raggiunto da tutta la comunità d’apprendimento.
E’ proprio grazie alla rete e all’uso corretto degli strumenti di comunicazione (forum, ba-checa elettronica, chat, e-mail, ecc.) che si è sviluppato lo scambio ed il confronto tra le at-tività didattiche, tra idee e modi diversi di affrontare i problemi. In modo semplice, veloce e trasparente, ogni componente del gruppo ha dato il proprio apporto attingendo, nel con-tempo, al patrimonio di risorse e competenze messe a disposizione dagli altri. In questo modo ogni membro ha personalmente contribuito alla costruzione della comunità. Un pro-cesso vissuto e svolto in modo inconsapevole, perché solo una volta terminata l’esperienza se ne è potuto prendere piena coscienza. Attraverso una riflessione a poste-riori è stato così possibile cogliere le dinamiche relazionali che la comunità di apprendi-mento è riuscita a muovere, la stretta relazione che vi è stata tra l’apprendere e l’agire. E’ anche possibile osservare come, lentamente e progressivamente, all’interno del macrogruppo si siano sviluppate delle comunità di pratiche. Spesso, infatti, nelle comunità d’apprendimento, si manifestano delle differenze tra i soggetti che le compongono che di-ventano più marcate in casi di eccessivo affollamento (20 scuole). Le ragioni di ciò sono riconducibili al fatto che nell’ambito di un percorso curricolare fortemente connotato, alcuni soggetti maturano delle specifiche competenze, particolari interessi, curiosità. Nella comu-nità di ReTeMar, per questi motivi, si sono formate spontaneamente delle aggregazioni di scuole, dei veri e propri gemellaggi: insegnanti che per affinità didattiche, scelte metodolo-giche, posizione territoriale, hanno condiviso scelte ed elaborato autonomamente progetti pensati e scritti a più mani, cooperando e collaborando in rete in piccoli gruppi. Queste comunità nella comunità generatrici di best pratices, devono moltissimo alla rete e alle in-terazioni che ha facilitato anche se occorre riconoscere l’importanza degli incontri in pre-senza che, seppure rari, hanno contribuito a rafforzare sensibilmente l’unione e l’identità del team. Ognuno ha dato alla comunità parte di sé ed il gruppo, in questo modo, si è ar-ricchito delle specificità, dei saperi e delle competenze di tutti i suoi membri.

CO-PROGETTAZIONE
Attività alla quale hanno contribuito tutte le scuole attraverso il confronto in presenza e in rete. Questo primo momento è servito ad elaborare il progetto generale.
COMUNITA’ D’APPRENDIMENTO
Si è formata quando tutte le insegnanti, attraverso l’aggiornamento e l’autoaggiornamento, hanno approfondito le macrotemati-che relative alla R.A 
COMUNITA’ DI PRATICHE
Si sono costituite spontanea-mente quando insegnanti che condividevano interessi e competenze specifiche legate al proprio contesto educativo, hanno concordemente deciso di gemellarsi.
  PECULIARITA’
- E’ guidata da un coordinamento regionale e provinciale
- Condivide le finalità generali
- Svolge attività di ag-giornamento e forma-zione per l’intera rete
- Condivide strumenti e tecnologie finalizzati alla comunicazione e alla didattica
- La comunicazione è monitorata dagli e-sperti e dal gruppo di coordinamento ed è supportata da tutor online
- E’ un “grande gruppo”
PECULIARITA’
- E’ un’aggregazione spontanea
- E’ autogestita
- E’ fortemente coesa
- E’ un “piccolo gruppo” – E’ orientata all’innovazione, esce spesso dagli schemi consolidati
- La comunicazione interna è libera e spontanea
- Si condividono micro-progetti curricolari collegati al progetto generale
 

L’esperienza di ReTeMar ha sostanzialmente confermato una delle più felici intuizioni di Wenger, quella che l’apprendimento viene facilitato se si realizza attraverso l’interazione con persone appartenenti a una comunità di pratiche. Secondo Wenger si apprende ogni volta che vengono svolte attività in comune con soggetti che condividono più intensamente le nostre stesse finalità. E’ attraverso questo processo di interazione nell’ambito di comuni-tà virtuali di piccole dimensioni che si sviluppano apprendimento motivato e conoscenza.

* ReTeMar” – Rete Telematica Marche – (http://www.castellani1.net/retemar) E’ una ricerca-azione on li-ne iniziata nell’anno scolastico 1997/98 ed ancora in corso di svolgimento con la partecipazione di circa 20 scuole dell’Infanzia della Regione Marche.

Bibliografia
Italo Tanoni (a cura di), ReTeMar – Ricerca.Azione on line nella scuola dell’infanzia – Ed. Anicia, Roma 2000.
G. Trentin, Dalla formazione a distanza alle comunità di pratiche attraverso l’apprendimento in rete, in “Tecnologie Didattiche”, 20,.2000
G. Trentin, G., Insegnare e apprendere in rete, Zanichelli, Bologna, 1998
Wenger E., Communities of practice. Learning meaning and identity, Cambridge Univerity Press, Cambridge, 1998


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