Home » n. 18 febbraio 2003

Simulazione al computer e insegnamento scientifico

18 febbraio 2003 | di Giuseppe Marucci Ispettore Tecnico, Ministero Istruzione - Roma Lydia Mereu Docente Scienze Matematiche, scuola "Michelangelo Buonarroti", Roma mediabuonarroti@tin.it

Tra le diverse modalità di utilizzo del computer nella didattica ci sembra che una delle più incisive ed utili nell’insegnamento scientifico, sia quella che prevede l’uso di software simulativo per un contesto disciplinare.
In primo luogo essa si lega all’importanza di utilizzare modelli per descrivere la realtà: le nozioni di sistema e di modello sono presenti costantemente nella scienza, mentre nella didattica sembrano essere utilizzate incidentalmente. Questa lacuna contribuisce secondo noi a dare un aspetto formale all’insegnamento delle discipline scientifiche, trascurando l’approccio qualitativo, che precede la matematizzazione, compromettendo così la possibilità di una precoce iniziazione ad alcuni aspetti della scienza. La simulazione rende possibile la verifica ed il funzionamento dei modelli, determinandone la bontà ed i limiti e rimandando ad una migliore analisi sistemica del reale.
Spesso tale analisi del reale passa utilmente attraverso la mediazione di un esperimento di laboratorio, dove i dati vengono semplificati e le variabili vengono controllate. Per questo non esiste, per noi, contrapposizione tra esperimento simulato ed esperimento di laboratorio. Essi si integrano a vicenda e perseguono obiettivi che si pongono su piani diversi di conoscenza e di acquisizione delle abilità. Nelle simulazioni esse sono di tipo complesso e risultano particolarmente importanti negli attuali processi di insegnamento-apprendimento.
Tutto questo ci porta ad integrare il computer nella progettazione didattica, più che a considerare una sua predominanza, giustapposizione o improvvisata e isolata utilizzazione. Le simulazioni facilitano anche la creazione di ambienti di apprendimento, che favoriscono la rimozione di ostacoli cognitivi e la integrazione di nuove conoscenze con le vecchie. Molti psicologi contemporanei, infatti, sottolineano l’importanza di ciò che l’allievo già conosce, al momento di apprendere cose nuove.
Il nuovo modello di apprendimento che si viene delineando fa largo riferimento alla prospettiva costruttivistica. Da questo punto di vista l’introduzione, pur graduale, di nuovi modelli ci può permettere di guardare la realtà in modo nuovo. Ragionare sui modelli, attraverso la simulazione al computer, chiarisce all’allievo l’importanza di innestare nuove conoscenze sulle vecchie, lo abitua ad un processo di andata e ritorno tra quello che già conosce e quello che deve apprendere. In questo senso la psicologia cognitiva costituisce un punto di vista in cui ci possiamo collocare quando ci chiediamo quale rilevanza abbia per lo sviluppo cognitivo l’uso del computer anche a bassi livelli di scolarità.


<< Indietro Avanti >>