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Tecniche di simulazione nella formazione on line degli adulti

18 febbraio 2003 | di Stefano Cacciamani Università di Macerata s.cacciamani@univda.it

Introduzione
Si vanno gradualmente sempre più diffondendo anche in Italia esperienze on line nel mondo della formazione degli adulti (Calvani e Rotta, 2000). L’estendersi di tale fenomeno appare in primo luogo dovuto a cambiamenti radicali nell’idea stessa di formazione (Orefice, 1997). In passato il percorso formativo dell’individuo occupava infatti il periodo della vita che precedeva l’ingresso nel mondo del lavoro, con lo scopo di fornire tutti gli strumenti necessari per attrezzare ogni persona ad affrontare efficacemente tale transizione; negli ultimi anni abbiamo invece assistito ad un necessario ripensamento della formazione che si ritiene necessario articolare in tutto l’arco di vita dell’individuo. In questo scenario così complesso, nelle risposte alla domanda diffusa di formazione continua trovano sempre più spazio modalità di formazione a distanza, basate sull’uso di veri e propri ambienti di apprendimento on line.
Sulla scorta di diverse esperienze realizzate in Italia possiamo individuare un modello formativo nell’attività on line che si va progressivamente diffondendo, definibile come “costruttivista sociale” (Boscolo, 1997; Cacciamani, 2002; Scardamalia e Bereiter, 1999; Varisco, 2000). Esso è caratterizzato dal prendere in considerazione una zona di sviluppo prossimale multidirezionale (Vygotskij, 1978), in quanto gli allievi possono concorrere alla direzione che può assumere lo sviluppo delle conoscenze del gruppo di cui fanno parte, proponendo essi stessi dei problemi su cui lavorare. I moduli o le unità di lavoro sono spesso interdipendenti, nel senso che un certo modulo sviluppa un’abilità che viene poi riutilizzata nel modulo successivo. La struttura di ogni modulo può essere ricorsiva e prevedere:
a) presentazione di materiale da studiare;
b) proposta da parte del docente di un problema, un caso da studiare, un prodotto da elaborare;
c) rielaborazione collettiva della consegna e sviluppo della stessa;
d) sintesi dell’elaborazione e prese di decisione sul prodotto o sulle soluzioni da adottare;
e) riflessione metacognitiva sulle strategie di lavoro utilizzate.
Le tecnologie impiegate comprendono i siti web e la posta elettronica, ma anche due ulteriori strumenti che supportano i processi di analisi e sintesi in cui la comunità è impegnata: i webforum e le chat. I primi sono utilizzati per l’elaborazione congiunta di idee, che può giovarsi della modalità asincrona della comunicazione, mentre le seconde sono impiegate per le prese di decisione, che richiedono invece una modalità comunicativa di tipo sincrono. Tale modello richiede generalmente tempi non brevi per la formazione, ma assicura tendenzialmente un maggior supporto alla motivazione intrinseca dei partecipanti – in quanto essi concorrono a definire il contesto del corso, lo sviluppo del percorso formativo (Deci e Ryan, 1985; Ford, 1992) – ed una maggiore probabilità di riutilizzo delle acquisizioni da parte degli allievi, oltre.
Nel presente articolo ci proponiamo di analizzare come, nell’ambito del modello formativo on line di tipo costruttivista-sociale precedentemente delineato, sia possibile utilizzare tecniche di simulazione tipiche della formazione degli adulti, quali l’analisi di caso ed il project work, utilizzando come mediatore tecnologico lo strumento del web forum.

Le tecniche simulative e la formazione on line
Lo spostamento delle due tecniche simulative dalla interazione faccia a faccia all’interazione on line in un webforum, richiede di tener presente il fatto che in questo medium tecnologico la comunicazione è fondamentalmente asincrona, richiede tempi più lunghi e modalità più complesse per la presa di decisione di gruppo. Fatta questa necessaria premessa possiamo identificare delle fasi di lavoro per entrambe le tecniche, nel loro uso nel webforum.
Per quanto riguarda in primo luogo l’analisi di un caso possiamo parlare di webforum di consulenza, in cui possiamo immaginare una dinamica della discussione che segue una serie di fasi:
a) apertura di un filo, da parte del formatore, con un messaggio contenente una descrizione del caso e indicazione del problema su cui chiedere una consulenza al gruppo;
b) inserimento, da parte dei membri della comunità, di messaggi concatenati a quello di apertura, contenenti domande di approfondimento;
c) immissione di messaggi di risposta da parte del formatore, concatenati alla domanda corrispondente;
d) inserimento di messaggi da parte dei membri della comunità contenenti strategie per affrontare il problema segnalato.
Un esempio di questo tipo di attività può essere tratto dall’esperienza formativa fatta presso l’Istituto di riabilitazione S. Stefano di Potenza Picena (Macerata), da me supervisionata, dove gruppi multiprofessionali composti da medici, terapisti della riabilitazione e psicologi discutevano gli interventi realizzati con una tecnica particolare effettuati in reparto su di un paziente ( in questo caso reale, ma potremmo pensare anche ad una situazione simulata) , tenuto sotto osservazione da tutta l’équipe. Man mano che l’intervento procedeva, le figure professionali di ciascun turno di lavoro lasciavano le proprie rilevazioni in Knowledge Forum, a disposizione dei colleghi del turno successivo. Chi voleva poteva anche collegarsi da casa per aggiungere altre domande o riflessioni rispetto all’andamento delle cure del paziente e per discutere sull’efficacia della tecnica impiegata.
Per quanto riguarda il project work, possiamo parlare di webforum di progettazione, che può articolarsi secondo una sequenza di questo tipo:
a) apertura di un filo, da parte del formatore, con un messaggio contente la descrizione della situazione che richiede un intervento sotto forma di progetto elaborato collettivamente, aprendo contemporaneamente tanti nuovi fili quanti sono gli elementi che compongono il progetto (obiettivi, attività e tempi, modalità di verifica) , elementi che fungono da scaffold della discussione;
b) l’avvio da parte dei membri della comunità di una serie di discussioni avviate sulla base degli scaffold predefiniti: da una prima discussione sugli obiettivi con relativa presa di decisione, ad una sulle attività e i tempi per concludere con quella sulle modalità di verifica e valutazione;
c) un filo di riflessione metacognitiva che consenta a ciascun partecipante di ricostruire le strategie di progettazione utilizzate, identificandone punti di forza e di debolezza.
Un esempio di questo secondo tipo di webforum, può essere tratto sempre dall’esperienza formativa citata a proposito dell’analisi del caso, in quanto le équipes multiprofessionali erano anche impegnate a progettare un protocollo comune a tutto il reparto di gestione dei pazienti, confrontandosi con alcune situazioni cliniche simulate o reali.
L’incontro qui appena accennato tra formazione on line e tecniche di simulazione per la formazione degli adulti lascia intuire scenari particolarmente interessanti, per le nuove possibilità di utilizzo dell’interazione mediata dalla scrittura Tale incontro richiede tuttavia un necessario ripensamento di tale tecniche che vanno coniugate con le caratteristiche del medium tecnologico. Le esperienze fin qui svolte in questo settore, iniziano ad essere analizzate mediante indagini descrittive, orientate ad identificare variabili rilevanti per studiare l’efficacia delle pratiche formative utilizzate. Si tratta dunque di un ambito di ricerca che sta ancora muovendo i primi significativi passi.

Riferimenti bibliografici
Boscolo, P. (1997). Psicologia dell’apprendimento scolastico. Aspetti cognitivi e motivazionali. Torino:Utet.
Cacciamani, S., Giannandrea, L. Rossi, G. ( 2002). Il Laboratorio di cooperazione e apprendimento in rete: un’esperienza di formazione universitaria. Form@re, 16. Disponibile in: http://www.erickson.it
Calvani, A. & Rotta M. (2000). Fare formazione in rete. Trento: Erickson.
Deci E. L., Ryan, R. ( 1985). Intrinsic motivation and self-determination in human behavior. Plenum, New York.
Ford, M., E. (1992) Motivating Humans. Newbury Park, CA: Sage.
Ligorio, M.B. (2001). Le strategie didattiche. In V. A. Baldassarre (a cura di) Progettare la formazione (pp. 133-162). Roma: Carocci.
Ligorio, M.B. (2002) Apprendere e collaborare in ambienti di realtà virtuale. Roma: Garamond
Orefice, P. (1997). Formazione e processo formativo. Milano: Franco Angeli.
Parisi, D. (2000a). Scuol@.it. Mondadori: Milano.
Parisi, D. (2000b). Tecnologie informatiche ed apprendimento: introduzione. Comunicazione al 3° Congresso SIPEF, Napoli.
Rossi, P. (2000a). La cornice. Napoli: Technodid
Rossi, P. (2000b). Dal testo alla rete. Napoli: Technodid
Scardamalia, M., & Bereiter, C. (1993). Technologies for knowledge building discourse. CACM Special Issue: Technology in Education, 36 (5), 37-41.
Scardamalia, M., & Bereiter, C. (1999). Schools as knowledge-building organizations. In D. Keating & C. Hertzman (Eds.), Today’s children, tomorrow’s society: The developmental health and wealth of nations. New York, NY: Guilford.
Varisco, B.M. (2000). Costruttivismo sociale ed approccio situato all’apprendimento come framework alle pratiche didattiche con le nuove tecnologie. In O. Albanese, P. Migliorini & G.Pietrocola ( a cura di), Apprendimento e nuove strategie educative (pp.53-76). Milano: Edizioni Unicopli.
Vygotsky, L. S. (1978). Mind and society. Cambridge, MA: Harvard University Press.


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