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Che cosa sono i Learning Objects?

26 aprile 2004 | Claudio Aceto

I Learning Objects (LO) sono elementi di un nuovo tipo di didattica on line basata su un paradigma dell’informatica orientato sugli oggetti. Esso sostiene la realizzazione di corsi on-line mediante componenti che possono essere riutilizzati più volte in contesti differenti. L’idea nasce da un suggerimento di Reigeluth e Nelson (1997) che prendono ad esempio gli insegnanti, i quali accedendo per la prima volta ai materiali didattici, sovente, si trovano costretti a scomporli in tanti pezzi che poi riassemblano adattandoli alle proprie esigenze d’insegnamento.
Ciò suggerisce una prima delle ragioni per le quali i componenti didattici riciclabili, o Learning Object, potrebbero portare benefici: se gli istruttori ricevessero risorse didattiche sotto forma di componenti singoli, questa fase iniziale di “smantellamento” potrebbe essere evitata, aumentando potenzialmente la velocità e l’efficienza dello sviluppo didattico.
Per spiegare in modo immediato cos’è un Learning Object dobbiamo pensare alla più piccola risorsa utilizzata per la realizzazione di un processo formativo, come il contenuto di una diapositiva, slide, video e test formativi ecc.; queste parti costituenti, fanno della loro riusabilità una caratteristica fondamentale.
Generalmente per LO si intendono entità digitali fruibili via internet o intranet attraverso una applicazione installata su server, di solito di tipo LCMS, che consente accessibilità ed utilizzabilità contemporanea a più utenti, siano essi sviluppatori, siano i fruitori stessi dei corsi.
Ciò costituisce una grande potenzialità poiché i progettisti possono collaborare all’implementazione delle banche dati da luoghi diversi e, utilizzando le valutazioni dei corsi in atto, per innescare un continuo loop-back di progettazione atto a migliorare continuamente la qualità della formazione erogata.
Fino ad ora, la maggior parte della letteratura e delle applicazioni relative ai sistemi learning object si è concentrata primariamente sugli attributi tecnologici, sugli standard, e sulle questioni relative alla costruzione del sistema come per esempio i livelli di specificità e l’assicurazione di interoperabilità (Wiley, 1998; Singh, 2000); ma i sistemi Learning Object presentano anche caratteristiche interessanti per gli aspetti relativi al potenziamento delle esperienze di auto-apprendimento.
Per la loro struttura, i learning object sono flessibili e dinamici, ciò favorisce in chi apprende, l’associazione del contenuto dell’istruzione con le conoscenze pregresse e le esperienze personali (Bransford e al., 1999).
Fino ad ora, le caratteristiche del sistema che renderebbero possibili attività guidate dallo stesso discente e di impostazione costruttivista non sono ancora state pienamente esplorate e potrebbero rivelare implicazioni significative per loro sviluppo ad esempio del concetto di Metacognizione a cui hanno dato significativi apporti autori come John H. Flavell e Ann Brown.

La metodologia di progettazione rimane il punto “debole” dell’approccio anche se si stanno affacciando teorie sempre più strutturate che, come quella di Wiley (2001), cercano di mettere ordine nel mondo fin troppo discusso e dal quale poco si è ancora realizzato dei “Learning Object”.

Ricordiamo che per facilitare la diffusione dell’approccio ai LO, nel 1996 è sorto il Comitato sulle Norme Tecnologiche per la Didattica (LSTC: Learning Technology Standards Committee) dell’Istituto Ingegneri Elettrici ed Elettronici (IEEE: Institute of Electrical and Electronics Engineers), allo scopo di sviluppare e promuovere le norme sulla tecnologia didattica (LTSC, 2000).

Proprio dall’ LTSC arriva il termine “Learning Object” e la sua definizione:
“I Learning Objects sono qui definiti come qualsiasi entità, digitale o non digitale, che può essere utilizzata, riutilizzata o citata in fase di didattica supportata da tecnologia. Esempi di questo tipo di didattica includono sistemi computerizzati di formazione, ambienti di apprendimento interattivo, sistemi didattici intelligenti computerizzati, sistemi di apprendimento a distanza, ambienti di apprendimento in collaborazione”.

Fra gli esempi di LO si annoverano contenuti multimediali, contenuti didattici, obiettivi didattici, software formativo e software tools, nonché persone, organizzazioni od eventi cui si faccia riferimento in fase di apprendimento supportato da tecnologie (Gruppo di Lavoro sui Metadati per LO “LOM”, 2000).

In assenza di tali norme, le università, le corporazioni ed altre organizzazioni in tutto il mondo non potrebbero garantire l’interazione delle loro tecnologie didattiche, ed in particolare la loro produzione di LO.
Un progetto simile chiamato ARIADNE (Associazione delle Reti Europee di Distribuzione e Formazione Didattica a Distanza) era già stato lanciato con il supporto finanziario della Commissione dell’Unione Europea (ARIADNE, 2000).
Contemporaneamente, un’altra associazione chiamata Progetto Sistemi di Gestione Didattica (IMS: Instructional Management Systems) era agli albori negli USA, con il supporto finanziario dell’Educom (IMS, 2000).
Per concludere, ciascuna di queste organizzazioni, unitamente ad altre non citate (ad es. ADL, 2000), ha iniziato ad elaborare norme tecniche per supportare la diffusione dei LO, ed inoltre, definizioni, tassonomie, sequenzialità, riutilizzabiltà e gestione dei Learning Object sono i temi sui quali le università stanno lavorando intensamente, poiché questi sono senza dubbio fondamentali per lo sviluppo di un nuovo modo di fare formazione on-line.

Bibliografia
ADL. (2000). Advanced distributed learning network website [On-line]. Available: http://www.adlnet.org/
ARIADNE (2000). Alliance of remote instructional authoring and distribution networks for Europe website [On-line]. Available: http://ariadne.unil.ch/
Bransford, J. D., Brown, A.L. & Cocking, R. (1999). How people learn:Brain, mind, experience and school. Washington, D.C.: National Academy Press.
IMS. (2000). Instructional management systems project website [On-line]. Available: http://imsproject.org/
LOM (2000). LOM working draft v4.1 [On-line]. Available: http://ltsc.ieee.org/doc/wg12/LOMv4.1.htm
LTSC (2000). Learning technology standards committee website [On-line]. Available: http://ltsc.ieee.org/
Reigeluth, C. M. & Nelson, L. M. (1997). A new paradigm of ISD? In R. C. Branch & B.B. Minor (Eds.), Educational media and technology yearbook (Vol. 22, pp. 24-35). Englewood, CO: Libraries Unlimited.
Singh, H. (2000). Achieving Interoperability in e-Learning. Available: http://www.learningcircuits.org/mar2000/singh.html[2000, March].
Wiley, D.A (1998). Effective and efficient education. Available: http://wiley.byu.edu/dle/wiley/e3/
Wiley, D.A., (2001) (ed). The Instructional Use of Learning Objects: Online Version. Retrieved May 18, 2001, from the World Wide Web: http://www.reusability.org/read/


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