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Comunità di apprendimento e rete. L’esperienza universitaria

25 marzo 2004 | Donatella Cesareni (donatella.cesareni@uniroma1.it) Università di Roma "La Sapienza

- Progettare comunità di apprendimento distribuito
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di D. McConnel

Introduzione
Ormai da alcuni anni viene efficacemente sperimentato l’uso della rete Internet per supportare e potenziare attività di costruzione collaborativa di conoscenza fra gruppi di studenti di livelli e di età differenti.
Forum, chat, Mood, software diversamente creati per l’interazione a distanza sono oggetto di ricerca di studiosi della comunicazione e dell’apprendimento. In particolare si sviluppano ambienti per l’apprendimento collaborativo a distanza (Computer Supported Collaborative Learning), e viene documentato da diversi autori come la discussione in tali ambienti sostenga la costruzione di conoscenza (Scardamalia e Bereiter 1994; Muukkonen, Hakkarainen, Lakkala,1999). Utilizzando forum per la costruzione collaborativa di conoscenza gli studenti sono invitati ad esprimere le proprie idee e a riflettere sulle idee altrui per arrivare ad un confronto costruttivo. Condividendo compiti ed obiettivi, mettendo insieme le competenze individuali a vantaggio del gruppo, si viene così a costituire una vera e propria “comunità di apprendimento” (Brown e Campione,1990).
Anche in Italia dalla fine degli anni ‘90 cominciano a realizzarsi esperienze di utilizzo di forum a livello universitario, inseriti spesso in progetti più ampi di formazione a distanza (1). Le interazioni all’interno dei forum sono state analizzate sia dal punto di vista sociale (Renzi e Klobas 2002) sia dal punto di vista cognitivo (Cesareni, Ligorio e Pontecorvo, 2001; Cesareni e Martini, in stampa).
Nella facoltà di Psicologia 2 dell’Università di Roma “La Sapienza” si sperimenta da alcuni anni l’uso di forum nella didattica universitaria, sia in collaborazione con altre Università (2), sia come mezzo di confronto e discussione all’interno di corsi specifici della Facoltà stessa.
In questo articolo presentiamo un’esperienza d’uso, a livello universitario, di un Software per l’apprendimento collaborativo chiamato Synergeia.

Il software Synergeia
Il software Synergeia (http://bscl.gmd.de) è stato sviluppato e sperimentato all’interno del progetto europeo Itcole (3) che ha coinvolto 6 paesi Europei: Italia, Germania, Grecia, Finlandia, Olanda, Spagna. Obiettivo principale del progetto era esplorare gli aspetti cognitivi e didattici dell’apprendimento a distanza mediato dal computer. A tale proposito sono stati sviluppati due ambienti telematici modulari per la costruzione collaborativa di conoscenza: Synergeia e FLE, Future Learning Environment.
Ci limitiamo qui a descrivere il software Synergeia, utilizzato nell’esperienza di costruzione collaborativa di conoscenza fra studenti universitari di seguito illustrata.
Synergeia consente la condivisione di documenti (testi, immagini, collegamenti a siti Internet) organizzati in cartelle tematiche, all’interno di un gruppo di lavoro. I documenti possono essere inseriti, letti e commentati da ciascun partecipante al gruppo(vedi figura 1).


Figura 1. L’interfaccia di Synergeia con un esempio di cartelle tematiche

Oltre alla condivisione di documenti, Synergeia offre spazi per la costruzione collaborativa di conoscenza, all’interno dei quali ogni partecipante inserisce note per avviare una discussione su un tema di suo interesse o per partecipare ad una discussione avviata da altri. L’area è definita “area di costruzione di conoscenza” e fornisce così uno strumento per discutere attraverso turni successivi, conservando traccia della discussione, visibile e accessibile in tempi diversi (vedi figura 2).

Figura 2. Synergeia: esempio di area di costruzione di conoscenza

Synergeia permette inoltre di comunicare in tempo reale attraverso un’area chat ed una lavagna condivisa, che consente di condividere schemi e mappe concettuali.

Il modello dell’indagine progressiva
Le aree di costruzione di conoscenza sono state costruite ispirandosi al modello dell’indagine progressiva. Si tratta di un modello pedagogico sviluppato da Kai Hakkarainen e colleghi all’Università di Helsinki (Hakkarainen 1998; Muukkonen et al, 1999) per aiutare gli studenti a costruire conoscenza in un ambiente collaborativo sostenuto dall’uso del computer.
Il modello è basato sulla metafora della comunità di scienziati che insieme costruisce nuova conoscenza partendo da problemi concreti e creando teorie di lavoro da sottoporre a valutazione attraverso la discussione con gli altri e la ricerca di informazioni scientifiche.
Si tratta di un modello circolare e ricorsivo, basato sul concetto di conoscenza distribuita e condivisa: la nuova conoscenza viene costruita attraverso la soluzione di problemi, la spiegazione del proprio punto di vista e la comprensione delle idee e delle opinioni degli altri (Scardamalia e Bereiter, 1993) (vedi figura 3).


Figura 3. Il modello dell’indagine progressiva (Mukkonen e altri, 1999)

Una volta individuato il campo di indagine viene richiesto agli studenti di identificare questioni o problemi che guidino il processo di ricerca. A questo punto ogni partecipante cerca di rispondere ai problemi proposti producendo le proprie congetture, ipotesi, interpretazioni: una sorta di teoria di lavoro da sottoporre alla propria e all’altrui valutazione. Attraverso la discussione, la richiesta di chiarimenti e la problematizzazione delle teorie proposte si arriva ad una migliore definizione delle stesse e si progredisce nella costruzione di conoscenza condivisa.
Non basta però fare appello alla propria esperienza pregressa per giustificare le teorie; è necessario ricercare nuove informazioni scientifiche che aiutino il gruppo a ristrutturare la propria conoscenza.
A questo punto possono nascere nuovi problemi, più specifici e definiti, ed il processo di indagine continua…

Le comunità di apprendimento
Utilizzando il software Synergeia è stato possibile così mettere in atto esperienze di costruzione collaborativa di conoscenza, basate sui modelli teorici dell’Indagine progressiva e delle Comunità di apprendimento.
Il modello della Comunità di apprendimento è stato teorizzato e messo in pratica da Ann Brown e Joe Campione (Brown e Campione,1990; Ligorio, 1995; Ligorio 1996) con l’intento di superare una visione della scuola come luogo in cui si trasmette conoscenza, proponendo invece una scuola basata sulla comunità di pratiche e sulla costruzione di conoscenza. La comunità agisce come un gruppo di scienziati che vuole insieme lavorare per produrre nuova conoscenza.
In tali comunità si attuano una serie di principi pedagogici che si inseriscono nel quadro teorico del costruttivismo ed in particolare del costruttivismo socio interazionista e dell’apprendimento situato, da Vygotskji a Bruner a Cole e Wenger.
In primo luogo l’apprendimento è attivo e collaborativo; inoltre le attività svolte devono incoraggiare la riflessione sui propri processi di apprendimento (metacognizione). Viene affermato che la diversità è una risorsa, ed in quanto tale accettata e valorizzata, anche perché la diversità e molteplicità delle competenze consente di arricchire la comunità attraverso lo scambio reciproco: ognuno può agire nella zona di sviluppo prossimale degli altri. Perciò, nello spirito della comunità di pratiche (Lave e Wenger, 1991), ogni partecipazione, anche se di tipo periferico, è legittimata.
Le attività della comunità sono sempre contestualizzate ed affrontano problemi reali; Lo scambio dialogico è la pratica fondamentale della comunità, e si attua sia nel discorso comune nella classe, sia attraverso l’uso del computer che funge da supporto alla riflessione della comunità stessa e da mezzo di scambio e comunicazione con altre comunità.

Quali possibilità per i corsi universitari?
Nelle nostre esperienze il software Synergeia ed altri software analoghi (4) sono stati utilizzati come mezzi per sostenere le pratiche di comunità di apprendimento a diversi livelli: dalla scuola elementare all’Università e come mezzo di scambio e discussione fra la comunità internazionale di ricercatori partecipanti al progetto europeo Itcole.
In particolare qui riportiamo l’esperienza svolta all’interno di corsi universitari, accennando anche ad un’esperienza di comunità di ricerca fra studiosi universitari, ancora in atto.
Negli anni accademici 2001-2002 e 2002-2003 il software Synergeia è stato utilizzato in 4 diverse attività di discussione su temi curricolari, una realizzata in collaborazione con l’Università di Salerno, e le altre 3 come parte integrante del corso di tecnologie dell’istruzione della facoltà di Psicologia 2 di Roma.
Hanno partecipato 99 studenti, divisi nei 4 forum di discussione. In tutte le esperienze effettuate gli studenti avevano a disposizione inizialmente un’area di scambio sociale informale, definita “chiacchiere virtuali”, ed un’altra area forum “brainstorming” attraverso la quale definire insieme le tematiche che dovevano essere oggetto di discussione.
Una volta scelti gli argomenti, venivano aperte dal docente le cartelle tematiche nelle quali inserire documenti e collegamenti a siti interessanti in relazione al tema trattato. Per ogni tema veniva inoltre aperta un’area di costruzione di conoscenza (forum). I temi scelti dagli studenti ed il numero di note scritte e di documenti inseriti in ciascuna delle cartelle tematiche sono sintetizzate nella tabella 1.
Alla fine dell’attività veniva richiesto agli studenti di prendere in considerazione uno degli argomenti trattati e scrivere una breve tesina articolata in 3 punti principali: un’analisi della discussione svolta e dei relativi documenti inseriti; un sunto delle conclusioni di tipo scientifico e/o empirico cui il gruppo era arrivato; una valutazione dell’esperienza svolta e del software utilizzato.

Forum 1 Forum 2 Forum 3 Forum 4
n. studenti 45 20 19 15
Tematiche scelte

Bambini eTV Bambini e insegnanti
Diversi a scuola
Accogliere a scuola
Computer /apprendim.
Il ruolo del gioco

Computer e scuola
Computer e università
Handicap e computer
Comunità di apprendim.

Computer e scuola
Anziani e computer
Handicap e scuola
Comunità di apprendim.
Handicap e computer
Scrivere e videoscrivere
Internet: pro e contro
Note nelle aree tematiche 266 244 147 76
Note nelle aree “scambi sociali” e brainstorming 112 51 65 76
Documenti e collegamenti 89 41 14 39

Tabella 1. Dati generali sull’attività

Dalla tabella si nota la diversa partecipazione degli studenti ai 4 forum. Le note inserite variano da una media di 12,2 note tematiche a studente nel forum 2 ad una di 5, 5 nel forum 4.
Un’attenta analisi della partecipazione al forum da parte degli studenti ci ha permesso di verificare che gli studenti scelgono di prendere parte al forum secondo una propria modalità che può essere definita come maggiormente centrale o periferica, preferendo una partecipazione passiva, di sola lettura, o più attiva, inserendo diverse note o documenti. La differenza di partecipazione è inoltre dovuta anche a diversità di setting didattico e di competenze informatiche (Cesareni e altri 2001; Cesareni e Martini, in stampa).
Ma la quantità di note e documenti inseriti non è certo un criterio valido per la definizione di una reale efficacia dei forum per la costruzione collaborativa di conoscenza. Sono così state effettuate analisi dell’andamento della discussione nel forum, categorizzando le note secondo una serie di “descrittori del pensiero”, etichette che gli studenti sono invitati dal software stesso ad attribuire al proprio messaggio per definire come esso si collochi all’interno dell’indagine che il gruppo sta svolgendo. I “descrittori del pensiero” offerti da Synergeia si ispirano al modello dell’Indagine Progressiva e sono: problema, la mia teoria operativa, commento, approfondimento teorico, riflessione, aiuto. Un’analisi del primo forum mostra come i descrittori maggiormente utilizzati dagli studenti siano “commento” (100 note) “approfondimento” (51 note) e “problema” (41 note). Gli studenti hanno inoltre scelto di classificare come “mia teoria operativa” 36 note, e come “riflessione” 31. Solo 7 le note categorizzate come “aiuto”.
Le etichette assegnate dagli studenti sono state poi confrontate con quelle assegnate da tre giudici indipendenti, rivelando come gli studenti abbiano effettuato una classificazione erronea nel 56% dei casi. In particolar modo si è rilevate una diffusa tendenza a classificare le proprie note come “commento” già verificata in altri studi (Muukkonen e altri,1999). Nel 34% dei casi il descrittore “commento” è stato utilizzato per etichettare una “teoria operativa” dello studente. Definire la propria teoria come semplice commento sarebbe, secondo i ricercatori, un indice di scarsa valutazione delle proprie capacità scientifiche.
Analisi ulteriori sono in corso, relativamente all’andamento della discussione, ed alla efficacia della costruzione collettiva di conoscenza.
Come conclusione provvisoria di queste prime analisi possiamo affermare con Scardamalia e Bereiter (1994) che i forum sostengono il processo di costruzione collaborativa di conoscenza, e che coinvolgono gli studenti nelle 3 dimensioni (conoscitiva, sociale e motivazionale) rilevanti per l’apprendimento (Wilson e Whitelock, 1997). L’aspetto sociale dell’attività è stato infatti particolarmente sottolineato dagli studenti nelle loro tesine finali, come si legge qui sotto nelle conclusioni di una “matricola”: “La cosa che mi è piaciuta di più (sembrerà strano) è stata quella di collaborare non solo con ragazzi che non conoscevo, perché lontani dalla nostra università, ma soprattutto per aver conosciuto meglio colleghi di corso che prima di questi incontri erano semplicemente dei volti a cui non sapevo attribuire né un nome, né una personalità! Al contrario, lavorando insieme per il forum, la nostra conoscenza si è trasformata in amicizia e questo da matricola mi ha resa felice e più a mio agio, in un ambiente universitario a volte poco accogliente”.

Come andare avanti?
Il forum Synergeia è stato utilizzato anche per potenziare il lavoro collaborativo fra studiosi di diverse nazionalità partecipanti al progetto europeo Itcole. Da qui è nata l’idea: perché non organizzare una comunità di apprendimento a distanza o una comunità di pratiche fra studiosi che si occupano dell’argomento? Si è realizzata così un’esperienza, utilizzando il software knowledge forum, denominata CKGB (Cooperative Knowledge Building Group) per soddisfare l’esigenza di creare una comunità di scambio di idee e di collaborazione tra ricercatori che si interessano di formazione in ambienti on line.
La comunità italiana (5) interagisce ormai da quasi un anno, e in occasione del convegno EARLI 2003 svoltosi a Padova, ha allargato la sua esperienza a ricercatori di altri paesi. In questo periodo la comunità sta riflettendo sulle metodologie di analisi della discussione all’interno dei forum, proponendo per gennaio 2003 un seminario da svolgersi presso la facoltà di Psicologia 2 di Roma, dal titolo “Metodi di analisi per la comunicazione basata su web-forum”.

Note
(1) Si veda ad esempio l’esperienza Communico, realizzata preso l’Università di Torino htttp://www.forcom.unito.it/communico_2003/

(2) Si sono realizzate esperienze inter universitarie con le università di Bari e di Salerno, in collaborazione con Beatrice Ligorio.

(3) Itcole (Innovative Technologies for Collaborative Learning and knowledge building) è un progetto finanziato dalla Comunità Europea all’interno del programma IST (Information Society Technologies).

(4) Oltre a Synergeia sono stati utilizzati fle 3 (http://fle3.uiah.fi/ ) e Knowledge forum (http://www.knowledgeforum.com), costruito da Marlene Scardamalia e Carl Bereiter come sviluppo su web di CSILE, il primo fra i software creati a supporto del la costruzione collaborativa di conoscenza.

(5) Promotore iniziale è un gruppo interuniversitario di ricercatori: Stefano Cacciamani (Università della Valle d’Aosta), Beatrice Ligorio (Università di Bari), Donatella Cesareni (Università di Roma “La Sapienza”).

Riferimenti bibliografici
Brown, A., Campione, J., (1990) Communities of learning and thinking or a context by any other name. In D.Kuhn (a cura di) Contributions to human development, 21, pp.108-126.

Cesareni D., Ligorio M.B., Pontecorvo C., (2001) Discussione e argomentazione in un forum universitario. In TD tecnologie didattiche, n. 3 -2001, pp. 55-65

Cesareni, D, Martini F., (in corso di stampa) Costruire conoscenza in un forum universitario. In M.B. Ligorio (a cura di) Modelli formativi e tecnologie in rete. Numero speciale di Rassegna di Psicologia

Hakkarainen K. (2003) Emergence of progressive-inquiry culture in a computer-supported collaborative learning. Learning Environments Research, 6, 2
LaveJ., Wenger E. (1991) Situated learning. Legitimate Peripheral Participation, Cambridge University Press, Cambridge (Ma)

Ligorio, M. B. (1995). Le “Community of learners”: dalla bottega alla comunità scientifica. In A. Calvani, B. M. Varisco (a cura di), Costruire e decostruire significati (pp. 197-219). Padova: CLEUP.

Ligorio M.B. (1996), Ligorio, M.B. (1996) Tutti apprendisti, tutti insegnanti, tutti scienziati. In (Ed.) Trentin G., Didattica in Rete. Garamond, Roma. 71-81

Muukkonen H. Hakkarainen K., Lakkala, M. (1999) Collaborative technology for facilitating Progressive Inquiry : The future Learning Environment tools. In C. Hoadley & J. Roschelle (Eds.) Proceedings of the CSCL ‘99 conference. December 12-15, 1999. Palo Alto, 406-415. Mahwah, NJ: Lawrence Erlbaum and Associates.

Renzi, S., Klobas J.E. (2002). Developing Community in Online Distance Learning. The Tenth European Conference on Information Systems. Gdansk, Poland, June 6-8, 2002.

Scardamalia M., Bereiter C. (1993), Technologies for knowledge-building discourse, Communication of the ACM, 36 (5), pp.37-41

Scardamalia M., Bereiter C. (1994), Computer support for knowledge building communities, The Journal of the Learning Sciences 3, pp.265-283

Wilson, T., Whitelock, D. (1997). Come lo hanno usato? Il coinvolgimento degli studenti di informatica in un ambiente CMC creato per l’apprendimento a distanza. TD Tecnologie didattiche, 12, pp. 15-20.


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