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E-portfolio e supporto alla didattica frontale

28 giugno 2004 | G. Alessandri, P.Magnoler e P.G. Rossi

Da tre anni si stanno sperimentando nel Corso di Laurea di Scienze della formazione (1) ad Udine attività in rete in un ambiente di apprendimento on line a supporto delle attività frontale. Gli studenti sono chiamati a discutere degli argomenti ritenuti centrali nella formazione iniziale degli insegnanti. L’attività è finalizzata al miglioramento della qualità della professionalità docente e della consapevolezza degli apprendimenti (Michelini, 2003a; Michelini, 2003b). Dallo scorso anno accademico è stato inserito nell’ambiente l’e-portfolio.
Esistono due tipologie principali di portfolio: il portfolio come profile ed il portfolio delle competenze (Varisco, 2004). Il portfolio come profile raccoglie ed esplicita i livelli raggiunti nei vari campi dallo studente e le certificazioni ottenute. Il portfolio delle competenze, spesso costruito dallo studente stesso, permette di esplicitare le modalità operative, le metodologie e le costruzioni di mondo dello studente nel loro evolversi, consolidarsi e divenire modalità personalizzate e consapevoli.
Il portfolio per il corso di Teorie e Metodi della programmazione scolastica è un portfolio delle competenze ed in particolare è finalizzato a documentare e valutare l’acquisizione della competenza relativa alla progettazione didattica. L’E-portfolio segue il modello di E. Barret (Barret, 2002) ed è articolato in quattro parti:
- selezione: lo studente riporta (motivando la scelta) elementi teorici o esperienze significative per l’apprendimento della materia, tale attività viene svolta durante l’intero anno;
- documentazione: lo studente narra l’esperienza di tirocinio con il focus centrato sulle competenze progettuali;
- riflessione: lo studente rivedendo i materiali raccolti, approfondendo gli aspetti teorici, riflette sulle proprie modalità operative in relazione alla competenza specifica e coglie soluzione personali adottate e aspetti problematici aperti.
- orientamento: lo studente costruisce con gli elementi precedenti una mappa relativa alla sua concezione di professionalità docente.
Le quattro fasi utilizzano differenti strumenti: schede a domanda aperta, mappe, forum, testi per le relazioni e tale diversità facilita riattraversamenti, costruzione di ontologie e personalizzazione del proprio percorso.
1. Nella prima fase (selezione) gli studenti inseriscono brevi frammenti testuali in una bacheca.
2. Nella seconda fase (documentazione) producono una mappa. Alcuni frammenti-lessie della bacheca del punto 1, così come i messaggi dei dibattiti svolti durante l’anno nel web forum, possono essere inseriti come nodi nella mappa; nel forum, in documenti ed in bacheca è presente il tasto Salva in un nodo ovvero un tasto che permette di inserire il messaggio, il documento o il testo in un nodo di una mappa da indicare nell’elenco delle mappe già iniziate dal singolo studente.. Quando poi lo studente entra il tool mappe e riapre la mappa in cui ha inviato il messaggio, i nodi salvati di default posizionati nell’angolo alto a sinistra, possono essere posizionati e collegati tra loro o con altri nodi precedentemente posizionati. La mappa si salva in rete ma si modifica in presenza; può essere ripresa e modificata in fasi differenti.
3. Nella terza fase (riflessione) si costruisce un testo relativo alle attività di laboratorio e tirocinio: non è una semplice relazione ma una riflessione dell’esperienza realizzata.
4. La quarta fase (orientamento) si compone di due attività: la compilazione di una scheda in tre campi in cui lo studente riassume gli elementi teorici che hanno trovato conferma nelle attività di tirocinio, gli elementi critici in cui si è evidenziata una contraddizione con quanto proposto o in cui lo studente ha sperimentato proprie soluzioni ed infine le difficoltà incontrate ovvero passaggi critici non risolti ed i dubbi rimasti inevasi. La seconda attività consiste nel rappresentare con una mappa riassuntiva la competenza progettuale.

Gli elementi qualificanti sono:
1. Utilizzo di tool differenti nelle differenti fasi: modalità di scrittura differente costringono a una differente rilettura, riattraversamento di quanto vissuto o approfondito.
2. La interazione tra messaggi costruiti con tool differenti: la rete tra i tool produce una rete delle reti e utilizza le tecnologie per la costruzione di una identità dinamica.
3. Intreccio tra rete e narrazione: in alcune attività si richiede di costruire mappe che costruiscono una rete anche analogica tra differenti contributi teorici o differenti esperienze; in altre attività si richiede di costruire una narrazione, lineare in cui temi teorici e vissuti personali vanno a comporre un unico filo coerente. La coerenza, spesso ricostruita a posteriori, propone una lettura ed una interazione consapevole dell’attività e del percorso anche teorico svolto, una ricostruzione della propria identità.
4. L’integrazione del e-portfolio nell’ambiente di lavoro: l’e-portfolio è una sezione dell’ambiente on line utilizzato durante tutto l’anno dagli studenti in supporto alle attività in presenza.

Un aspetto che merita di essere approfondito è la narrazione (Gergen, 2000); alla fine del proprio percorso la narrazione costruisce una nuova consapevolezza dei passaggi che non sempre, mentre vengono effettuati, sono frutto di scelte coscienti.
L’uso del portfolio in rete e le modalità interattive in didattica costringono il docente a modificare non solo la valutazione ma anche l’impostazione dei corsi e degli insegnamenti. Dalle esperienze realizzate a Scienze della formazione, ad esempio, l’adozione del portfolio trasforma la modalità con cui gli studenti preparano gli esami che da semplice comprensione di quanto proposto dal docente diviene momento di elaborazione e rilettura personale e la produzione di un modello.
La personalizzazione, nel caso dell’e-portfolio, più che strategia didattica per l’apprendimento è il percorso stesso: la finalità per cui viene costruito è la esplicitazione di una propria identità professionale che si costruisce nel momento stesso della realizzazione del portfolio, nella costruzione della rete di conoscenze, nella narrazione. È un percorso ricorsivo in cui la narrazione crea consapevolezza.
La personalizzazione pertanto non può essere vista solo come uno degli strumenti utilizzati dal docente per migliorare la motivazione e gli apprendimenti ma interagisce con il modello di apprendimento: o vi è coerenza tra strategia ed apprendimenti oppure mirare alla personalizzazione potrebbe risultare un semplice e caotico appesantimento di un percorso strutturato altrimenti.
Lo studente che prepara il portfolio utilizza i materiali forniti dal docente come strumenti, come occhiali con cui osservare il proprio percorso, la propria rielaborazione. Li destruttura, li taglia, li ricompone. Costruisce nuovi testi e nuove composizioni fra testi. Nell’esame presenta non tanto una raccolta di quanto studiato ma la sua rivisitazione dei contenuti e la produzione di un modello coerente. Un’ultima riflessione: nel caso del corso di Teoria e Metodi di programmazione scolastica un tale approccio è favorito anche dalla presenza di attività didattiche differenti anche se convergenti: lezioni teoriche, laboratorio, tirocinio supportate da figure differenti: docente universitario, docenti, supervisori, docenti accoglienti. (Rossi, 2003). Una tale pluralità/plurivocalità crea le basi per un approccio allo studio divergente e personalizzato e crea le condizioni per la realizzazione dell’e-portfolio.
(un esempio di e-portfolio è visitabile in http://www.edulab.it/portfolio)

Note (1) L’ambiente di apprendimento on line è stato utilizzato nei corsi di Didattica, di Teoria e Metodi della progettazione scolastica e in Didattica della fisica (prof. Michelini).


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