Home » n. 29 settembre 2004

Editoriale

29 settembre 2004 | di Italo Tanoni
La formazione a distanza (FaD) per i docenti: un’esperienza tutta italiana

Il “Piano Nazionale di Formazione sulle Competenze Informatiche e Tecnologiche del Personale della scuola”, nato da uno stanziamento di fondi derivanti dalla vendita delle licenze UMTS ed attivato dalla CM 55 del 2002, ha rappresentato per il nostro paese la più ampia e significativa iniziativa di e.learning intrapresa in questi ultimi anni. A questa esperienza di formazione, come dichiarato dall’Ing. Musumeci, direttore generale del Servizio Automazione Informatica e Innovazione Tecnologica del MIUR, stanno guardando con interesse non solo diversi altri Ministeri, ma anche la stessa Commissione UE per poterla replicare in altri paesi dell’Unione.

L’importanza dell’operazione è testimoniata anche dai numeri: circa 9.500 corsi attivati, 190.000 docenti iscritti, 8.500 tutor utilizzati. Sono cifre che danno l’idea dell’imponente sforzo senza precedenti compiuto dal MIUR. Sugli aspetti positivi dei corsi ForTic, sulla loro indubbia importanza, sui “meriti” dell’iniziativa, si è già scritto molto.
Al di là delle cifre è mancata tuttavia una riflessione critica sui problemi emersi durante la realizzazione dell’attività formativa conclusa nel mese di giugno u.s. Un’analisi e messa a punto delle criticità che avrebbe sicuramente consentito di apportare modifiche “in corso d’opera” ad azioni come ad esempio quella dei tutor che in alcuni casi si sono sviluppate e sono state gestite in piena autoreferenzialità, con esiti formativi assai discutibili.
Su un altro versante, nel primo semestre del 2004 si sono concluse le attività di supporto alla formazione per i dirigenti scolastici neoassunti che attraverso un modello e.learning blended (in presenza e a distanza), utilizzando il portale TRAMPI http://www.trampi.istruzione.it/home1initIE.php hanno fruito di un tipo di formazione erogata in modo diverso rispetto al recente passato, tutto giocato sulle lezioni frontali.
Sempre agli inizi di quest’anno dalle 251 scuole che nel 2003 in Italia hanno sperimentato la riforma Moratti. è stato completato l’iter formativo a distanza sviluppato in alcuni settori come quello delle tecnologie e della lingua inglese (DM. 61).
Persino il mondo accademico e della ricerca mostra evidenti segni di “movimentismo” presentando, dopo il decreto Stanca sull’Università a distanza (Decreto 17 aprile 2003 in GU n. 98 del 29-4-2003, Criteri e procedure di accreditamento dei corsi di studio a distanza delle università statali e non statali e delle istituzioni universitarie abilitate a rilasciare titoli accademici di cui all’art. 3 del decreto 3 novembre 1999, n. 509), le più variegate proposte su pacchetti e-learning che spaziano dalle lauree a distanza, ai master e a vari corsi di specializzazione.
Infine, a partire da questo mese di settembre, nel settore della scuola di base (infanzia, primaria e secondaria 1 grado), verrà lanciata una nuova iniziativa FaD orientata elusivamente alla Riforma scolastica che andrà a regime nel corrente anno con il necessario supporto di una marcata proposta formativa rivolta a tutti i docenti italiani di cui si è fatta carico l’INDIRE di Firenze attraverso la piattaforma Punto Edu.
Non c’è che dire: sulla formazione a distanza (FaD) è stata messa molta carne al fuoco magari dietro il falso preconcetto che rispetto ai precedenti modelli formativi, l’e.learning su vasta scala verrebbe a costare meno alle casse dello Stato.
In questo numero di form@re la pluralità di contributi di alcuni “addetti ai lavori”, seguendo un approccio top-down e utilizzando differenti angoli di visuale, servirà a tracciare un primo identikit dell’operazione formativa recentemente conclusa nella scuola italiana, individuando nel contempo sia gli aspetti innovativi, sia quelle criticità che – abbiamo sottolineato – potranno essere utili a migliorare l’iter futuro dell’e.learning nel settore scolastico.


Avanti >>