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ForTic e open source: un’occasione persa

29 settembre 2004 | Massimo Castellani Docente corsi ForTic A e B. Presidente Teamfad http://www.teamfad.net massimo@castellani1.net

L’elevatissimo numero di insegnanti coinvolti in ForTic, unito alle ingenti risorse messe in campo, ha rappresentato per il MIUR un insieme unico e forse irripetibile di condizioni, l’occasione straordinaria per compiere importanti scelte strategiche. Questa occasione è stata sfruttata fino in fondo? Cerchiamo di scoprirlo.

Chi si occupa, anche marginalmente, della gestione della scuola sa perfettamente che ogni scelta deve essere compiuta con grande oculatezza e che le spese connesse all’acquisto e alla gestione dell’infrastruttura tecnologica costituiscono una voce decisamente importante del bilancio. In questa voce vengono comprese sia le spese dell’hardware che quelle del software. Se per risparmiare sull’acquisto delle macchine c’è poco da fare, per i programmi si potrebbe ridurre di molto la spesa ricorrendo al software Open Source, tuttavia pochi lo fanno ed i motivi di ciò sono essenzialmente due: alcuni non sanno che quasi tutto ciò che si fa con prodotti coperti da licenza può essere fatto anche con software Open Source, altri, pur conoscendo le caratteristiche e i vantaggi dei programmi “aperti”, temono, non adeguandosi a degli “standard” consolidati, di incontrare chissà quali problemi. La tendenza ad usare tutti lo stesso sistema operativo ed i medesimi applicativi è quindi molto forte e, comprensibilmente, difficile da invertire, seppure non impossibile. Con i corsi Fortic, infatti, il MIUR ha avuto a portata di mano la straordinaria occasione di avviare il cambiamento. Sarebbe bastato proporre come software di base, agli oltre 155.000 docenti iscritti ai corsi A, una delle tante distribuzioni Linux, ad es. Mandrake, tanto per citarne una, che oltre ad essere assolutamente gratuite sono anche straordinariamente stabili e decisamente user friendly. Come applicativi, inoltre, si sarebbero potuti proporre quelli integrati in una suite come OpenOffice, e via dicendo. In questo modo si sarebbe ottenuto un formidabile effetto “cascata”, ma così non è stato. Si è preferito prendere pedissequamente, senza modifiche né adattamenti, il programma dell’ECDL riproponendo quindi Microsoft Windows come sistema operativo e Microsoft Office come suite per il word processing, spreadsheet, database e presentation, perpetuando in questo modo annosi problemi che le scuole si portano dietro senza mai riuscire a trovare una soluzione. Difficilmente, infatti, le istituzioni scolastiche hanno occasione di acquistare in un’unica soluzione tutto l’hardware ed il software di cui hanno bisogno. Nella realtà accade quasi sempre che ogni anno le istituzioni scolastiche integrino e/o sostituiscano le loro dotazioni tecnologiche. Facendo acquisti in tempi diversi però, nelle scuole si trovano fatalmente a coesistere postazioni di lavoro con differenti versioni sia dei software di base che di quelli applicativi: aule multimediali con alcuni PC che hanno il S.O. Windows 98, altri con Windows Me, altri ancora con Windows 2000 o XP. Lo stesso discorso vale per il software applicativo: Microsoft Office 97, 2000, XP, e così via. Per rendere omogenea la dotazione software, rispettando le disposizioni di legge in materia di Copyright, non resta che acquistare le necessarie licenze, facendosi tuttavia carico di un onere finanziario piuttosto pesante. Il problema non è certo di poco conto, ma la soluzione c’è e si chiama Open Source. E’ una soluzione economica, affidabile, già adottata da numerose pubbliche amministrazioni ed aziende private che hanno deciso di migrare verso piattaforme Open Source slegate da licenza. Solo tra i clienti governativi di IBM si contano più di 75 esempi di questo fenomeno: Spagna, Regno Unito, Australia, Messico, Stati Uniti, Giappone, solo per citarne alcuni, hanno già scelto Linux come piattaforma preferenziale, sulla base di una ricerca accurata in termini di prestazioni e riduzione dei costi operativi, consolidando le infrastrutture esistenti, incrementando l’efficienza e portando una seria e decisiva spinta verso il progetto di un e-government innovativo. Per supportare le amministrazioni pubbliche che scelgono l’Open Source è nato addirittura un sito, www.governmentforge.org, che ha come obiettivo quello di fornire un catalogo online di tutti i progetti aperti esistenti che potrebbero essere di una qualche utilità ed una guida a quelle istituzioni interessate a Linux. A livello aziendale si registrano nomi di grande prestigio tra coloro che hanno scelto di adottare e/o sostenere Linux: Intel, Novell, Cisco, IBM, HP, tanto per rimanere tra le società di information technology.
Continuare a proporre l’uso massiccio di software proprietario (tra l’altro prodotto da una sola azienda, con tutte le implicazioni, anche di ordine etico, che questo comporta) e non cogliere invece la grande opportunità di introdurre massicciamente nella scuola l’Open Source, crediamo effettivamente abbia rappresentato, per l’operazione ForTIC, un’occasione persa.

Sitografia e bibliografia
http://www.opensource.org – Sito ufficiale contenente, tra l’altro, una sorta di decalogo della filosofia Open Source.
http://www.gnu.org – Sito ufficiale della GNU Operating System – Free Software Foundation
http://opensource.dschola.it - Sito di riferimento per le persone e le organizzazioni interessate allo sviluppo del “Software Libero” e del “Software Open Source”
http://linuxdidattica.org – Sito dedicato al software libero nella scuola
Stallman Richard, Software libero, pensiero libero (Vol. primo) , Ed. Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2003
Glyn Moody, Codice ribelle , Ed. Hops, 2002
Barale Stefano, Come passare al software libero e vivere felici. Manuale di autoliberazione informatica. Con CD-ROM , Ed. Berti-Terre di Mezzo, 2003
Faldani M., Muffatto M., Open Source. Strategie, organizzazione, prospettive, Ed. Il Mulino, 2004

Musumeci A, Il ruolo dell’open source nella scuola, disponibile presso http://www.opheliadev.org/events/rome/31%20gennaio-Roma-Opensource.ppt, 31 Gennaio 2003


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