Home » n. 31 novembre-dicembre 2004

I “cost drivers” dell’e-learning ed il rapporto di costo-efficacia

31 dicembre 2004 | Carlo Perich Dottore di Ricerca in Ingegneria Gestionale, Università "Tor Vergata" di Roma, Collaboratore L.T.E. Università di Firenze perich@tin.it

I cost driver
Voler identificare i cost driver delle attività che caratterizzano un progetto di e-learning, significa poter individuare il motivo o la causa che genera l’aumento o diminuzione dei costi all’interno delle stesse. In quest’articolo riportiamo i risultati empirici di un’analisi condotta sulle attività proposte nel modello CLEAAB16 (Boccolini e Perich, 2004) che ha fatto emergere per ognuna di esse le rispettive determinanti di costo. Ciò è avvenuto monitorando il numero di eventi aziendali necessari agli oggetti di costo (i corsi) e in base ai quali le attività devono essere attribuite ad essi.
Sono state esaminate 15 delle 16 attività proposte, in quanto non per tutte è stato possibile individuare un singolo cost driver. Inoltre, è stato scelto un diverso raggruppamento per macro-attività, ai fini di riflettere attraverso tale suddivisione, l’andamento dei costi lungo il ciclo di vita del corso (1). Le macro-attività sono illustrate di seguito.
1. Produzione: in questa fase vengono sostenuti gli investimenti iniziali (LMS, courseware, edifici) che saranno successivamente ammortizzati nel tempo. La velocità nei tempi di formazione attribuita ai processi di e-learning vuole che essa avvenga in tempi brevi, pertanto i suoi costi crescono molto rapidamente.
2. Erogazione: qui si concentrano le spese operative di manutenzione e quelle ricorrenti (materiali, supporto tecnico) che grazie alle potenzialità del media tecnologico crescono meno rapidamente di quelle produttive, anzi nel lungo periodo presentano fenomeni legati alle economie di esperienza e di scala;
3. Valutazione: riguarda tre diversi livelli di valutazione (formativa, sommativa, organizzativa) che dal punto di vista dei costi hanno le stesse caratteristiche della fase precedente.

Figura 1 – Trend dei costi lungo il ciclo di vita di un corso on-line

Le attività del progetto di e-learning
Produzione
Progettazione organizzativa
Progettazione didattica
Equipaggiamento
Produzione dei contenuti digitali
Erogazione
Formazione
Marketing interno
Motivazione e coinvolgimento
Tutoring
Supporto tecnico
Attività formativa on-line
Gestione archivi
Supporto organizzativo*
Valutazione
Valutazione formativa
Valutazione sommativi
Valutazione organizzativa / gestionale
* il Cost Driver di quest’attività è uguale a quella di Supporto Tecnico quindi tali attività sono state accorpate.


Figura 2 – Le attività di un progetto di e-learning

Le risorse produttive del progetto di e-learning
Compensi Executive / Manager
Project Manager
Instructional Designer
Amministratore del Sistema
Sistemista di Rete
Editor e Programmatori
Multimedia Designer
Tutor
Altro Staff
Spese Operative Costi dei Materiali
Spese di Trasferta
Costi di Comunicazione
Servizi di Distribuzione
Servizi a Contratto
Costi Capitali Minori
Spese Amministrative
Licenze
Costi Capitali Edifici
Apparecchiature
Infrastruttura Tecnologica
Courseware / Software / Service
LMS e Manutenzione
Altri costi Born by Others
Born by Us
Costi Indiretti
Vari


Figura 3 – I costi di un progetto di e-learning


La scelta dei fattori determinanti il consumo delle risorse da parte delle attività avviene all’interno dell’organizzazione, in funzione della rispondenza a determinati requisiti che ne consentono il corretto impiego.

Secondo la letteratura specialistica sull’ABC, un cost driver deve rispettare quattro criteri di identificazione.

1. attendibilità: il driver deve essere un indicatore che determini effettivamente l’aumento o la diminuzione dei costi nell’attività;
2. facilità di ottenimento della misura: il driver deve essere facilmente ottenibile, senza richiedere ulteriori costi di rilevazione;
3. grado di correlazione tra il driver e l’effettivo consumo dell’attività: la misura deve fornire un valore che indichi con esattezza il consumo di risorse all’interno dell’attività;
4. comportamento indotto: il driver deve indicare come migliorare l’efficienza del progetto e dell’attività. Nel nostro caso è importante considerarlo in relazione alla tipologia didattica di riferimento. Uno schema che illustra il funzionamento del cost driver per ogni attività è il seguente.


Figura 4 – Lo schema funzionale di un cost-driver


“[…] Per ogni singola attività viene quindi identificato il fattore determinante il consumo di risorse nello svolgimento dell’attività stessa (cost driver). Si tratta, in genere, dei fattori che determinano l’intensità con cui una data attività viene prestata e sono solitamente, definiti in relazione alla produzione fisica dei prodotti (2)”.
Una volta che è stato individuato il cost driver si valuta il presunto “grado di costo-efficacia” (ratio CE) rispetto alla tipologia didattica.

La costo-efficacia (CE) ed il “ratio di costo efficacia” (CER) di un corso on-line
(3).
Nella cost effective analysis per la calcolare la “costo-efficacia”(CE) di un corso si rapportano i costi con la misura dell’efficacia (ad esempio la media dei punteggi di valutazione). Tale indice misura il costo di un’unità aggiuntiva di efficacia (Levin, 1995).
Successivamente, per conoscere se un corso è più o meno CE di un altro, bisogna rapportare l’indice CE di un corso, denominato gruppo di controllo, con l’indice CE di un altro corso (Levin, 1995). Questo nuovo indice è chiamato “CE ratio” (CER) e indica qual è il corso che consente di raggiungere l’obiettivo formativo al costo più basso.

Una serie di ricerche empiriche condotte sulla CE dei corsi on-line, rilevano quale il rapporto costo-efficienza o costo-efficacia rispetto alla formazione tradizionale (Rumble, 1997).



Tabella 1 – I CE ratio della formazione a distanza rispetto a quella in aula
(Fonte: Commonwealth of Learning, http://www.col.org/TrainingResources/CostingODL/ratio.htm)

Si considerino, ad esempio(4) , tre corsi a distanza aventi lo stesso numero di studenti, svolti con diverse tipologie di corsi on-line (Content & Support, Wrap Around e Modello Integrato) e tutti ugualmente efficaci.
Gli studenti del primo corso (gruppo 1), svolto in Content & Support, raggiungono in media un punteggio di valutazione pari a 6/10 con un costo per studente di € 36 (CE1= 36/6 = €6). Gli studenti del corso (gruppo 2), condotto in modalità Wrap Around, lo ottengono ad un costo per studente più basso: € 30 (CE2= €30/6 = €5). Gli studenti del terzo corso (gruppo 3), svolto con un “Modello Integrato”, pervengono allo stesso obiettivo formativo ad un costo medio per studente di € 24 (CE3= €24/6 = €4). Rapportando i valori della CE tra i vari corsi otteniamo quanto segue: il primo corso è meno costo-efficace del secondo (CER12= €6/€5=1,2), ma quest’ultimo a sua volta è meno costo-efficace del terzo (CER1,3=€6/€4=1,5). Il corso on-line, dunque, svolto in modalità Modello Integrato si caratterizza come quello più costo-efficace.

Figura 5 – Confronto tra CE ratio (CER) tra diverse tipologie didattiche

La relazione tra i cost-driver e la CE ratio.
Il cost driver, come si è visto, determina l’aumento o la diminuzione dei costi nell’attività considerata. Come si avrà modo di appurare, il cost driver dell’attività di progettazione è il numero di Learning Object (LO). Ciò significa che più aumentano di numero i LO e più costosa diventa l’attività. Se una modalità consente di raggiungere lo stesso obiettivo formativo con un numero inferiore di LO, allora è più CE!
Riprendendo l’esempio precedente, il corso svolto il modalità Content & Support aveva un costo medio per studente più elevato rispetto alle altre tipologie di corso on-lime, pertanto è possibile rappresentare tali differenze attraverso un grafico a forma di indicatore dell’efficacia (vedi figura).

Figura 6 – Un indicatore per la CE ratio rispetto al cost driver


Esso indica che la modalità Modello Integrato è quella che garantisce lo stesso obiettivo al costo più basso o l’obiettivo migliore allo stesso costo; sempre in figura la peggiore è quella Content & Support.

Individuazione dei cost-driver e rapporto con costo-efficacia

Procediamo dunque con l’analisi dei cost driver all’interno delle attività presenti nel modello CLEAAB16 (Boccolini-Perich, 2004).

Progettazione Organizzativa
: in questa fase viene condotto lo studio di fattibilità del progetto di e-learning che condurrà a scegliere la modalità didattica da adottare (tipologia content & support, wrap around e modello integrato), dunque non forniremo un indicatore di costo-efficacia. Qui viene individuato e successivamente analizzato lo scenario, le figure professionali e le competenze richieste e/o mancanti (skill shortage), le risorse di cui si può disporre e i vincoli a cui si è soggetti, i destinatari dell’azione di formazione, le dimensioni dell’organizzazione e non ultimo le scelte di sourcing del progetto (vedi “Vademecum” del CNIPA, 2004). Un driver di costo per quest’attività è il n. reports (documenti) prodotti ai fini dello studio di fattibilità: minore sarà il loro numero e più aumenta l’economicità dell’analisi, facendo attenzione ovviamente a non incidere sulla sua accuratezza.




Figura 7 – Effetto del cost driver nell’attività di Progettazione Organizzativa

Progettazione Didattica: la fase di progettazione di un corso è diretta all’organizzazione dei learning object (LO) attraverso le tecniche (5) di Instructional Design, ai fini di garantirne la condivisibilità, la riutilizzabilità, la modularità, la portabilità, la rintracciabilità, in relazione al corso, ma soprattutto in prospettiva di un utilizzo futuro degli stessi all’interno di altre piattaforme. Tali obiettivi sono conseguibili solo se i materiali vengono progettati rispettando alcuni degli standard (SCORM, AICC, IEEE) previsti, per poi essere ripresi in fase di produzione. I costi di quest’attività sono collegati al numero di LO che un corso richiede: un corso con pochi LO, richiede uno sforzo minore in ordine di tempo e di costi, rispetto ad uno molto più articolato. Un corso di tipo content & support, avendo un’elevata strutturabilità dei contenuti, possiede un numero maggiore di LO rispetto ad corso svolto con il modello wrap around. In quest’ultimo è preferibile utilizzare per completare il modulo didattico strumenti interattivi presenti sulla piattaforma di e-learning. Lo stesso, solo con note più accentuate, avviene nel caso di un modello integrato.



Figura 8 – Effetto del cost driver nell’attività di Progettazione Didattica


Figura 9 – CE ratio in relazione al driver: Progettazione Didattica

Equipaggiamento: l’installazione di un LMS può richiedere più o meno tempo di lavoro a seconda del numero di funzionalità (applicazioni) richieste dalla piattaforma. La configurazione dei parametri, la predisposizione degli accounts degli utenti, gli strumenti di amministrazione…. Un LMS con le applicazioni di base può essere installato con estrema facilità ed in tempi relativamente breve, mente un sistema come BlackBoard, Learn Exact, Learning Space o SABA possono richiedere giorni uomo per l’installazione, inclusi ovviamente i test di funzionamento. Ovviamente concorrono a ridurre la tempistica del lavoro la presenza di procedure di installazione guidata o how to tecnici. Nel caso di un corso on-line di tipo content & support il numero di applicazioni richiesto è finalizzato all’erogazione dei contenuti, dunque la piattaforma di e-learning può anche configurarsi come un content management system; invece nel caso del modello wrap around ed ancor più con un modello integrato dovranno essere presenti strumenti che facilitino l’interazione tra gli utenti o addirittura strumenti che consentano l’authoring dei contenuti (LMS o LCMS).

Figura 10 – Effetto del cost driver nell’attività di Equipaggiamento

Figura 11 – CE ratio in relazione al driver: Equipaggiamento

Produzione dei contenuti digitali: l’evoluzione delle tecnologie ICT ha portato nuove e diverse tecniche di authoring (manuale (6), con supporto CMS (7), generativa (8)) con cui produrre i contenuti del corso. Una misurazione rigorosa dei costi necessari a quest’attività richiederebbe uno studio approfondito sulle metriche di misurazione del software (strutturali e funzionali)(9), ma la misurazione risulterebbe molto complessa e poco trasparente a chi non si occupa di sviluppo di sistemi software. Pertanto si preferisce utilizzare un cost driver facilmente ottenibile: il n. templates.
Una template può definirsi come un contenitore di oggetti: quelle di livello monomediale contengono testo, immagini ed eventualmente animazioni, quelle di livello standard hanno animazioni, interazioni e file audio e quelle livello multimediale dispongono inoltre di video e simulazioni (10).
A seconda della tipologia di template da produrre, sarà richiesto un certo sforzo produttivo (tempi e costi). Per uniformare il calcolo supponiamo che ogni template richieda uno sforzo produttivo maggiore della precedente (ad esempio)

n. di template monomediale = n. template multimediale x 2 = n. template multimediale x 3

Un corso di tipo content & support utilizza entrambe le tipologie di templates, a seconda del grado di strutturazione dei contenuti: un corso di disegno tecnico o un corso di programmazione adotta in prevalenza quelle di livello monomediale, un corso di inglese usa quelle di tipo standard, un corso di assemblaggio per una fotocopiatrice può utilizzare quelle di livello multimediale (vedi CD-ROM interattivi)… Un corso in modalità wrap around, invece, mirando all’approfondimento dei contenuti, usa una tipologia monomediale e raramente quella standard; mentre un modello integrato, basato su un modello costruttivista dell’apprendimento, utilizzerà essenzialmente la tipologia monomediale.


Figura 12 – Effetto del cost driver nell’attività di Produzione dei contenuti digitali

Figura 13 – CE ratio in relazione al driver: Produzione dei contenuti digitali

Formazione: prima di utilizzare una piattaforma di e-learning, i docenti familiarizzano con l’ambiente di apprendimento. L’organizzazione così predispone un certo numero di ore di formazione, suddivisibili in eventi formativi, in cui i tecnici della piattaforma illustrano le funzionalità da apprendere. Più complicato è l’utilizzo della piattaforma e più alto è numero di ore di specializzazione necessarie, al contrario una piattaforma user-friendly o addirittura familiare ai docenti oltre a richiedere meno ore di formazione accorcia il “time to market” (tempo di messa in pratica del corso). In un corso di tipo content & support saranno richieste un minor numero di ore di formazione, rispetto agli altri modelli dove invece il tutor dovrà imparare a rapportarsi con i nuovi strumenti didattici interni alla piattaforma di e-learning finalizzati a facilitare le interazioni con la comunità di apprendimento (Boccolini-Perich, 2004).

Figura 14 – Effetto del cost driver nell’attività di Formazione

Figura 15 – CE ratio in relazione al driver: Formazione

Marketing: lo scopo dell’azione di marketing è quello di raggiungere il maggior numero di utenti a cui proporre il prodotto in questione e possibilmente indurre il bisogno formativo nel cliente durante i diversi momenti del suo percorso di consumo (cfr. Boccolini e Perich, 2003):
- nella fase pre-acquisto (fase ricognitiva e decisionale);
- nella fase di scelta tra alternative d’acquisto;
- nella fase valutativa post-acquisto.
I costi quindi saranno dimensionati in funzione di quanto sarà esteso il target da raggiungere: più contatti otteniamo, maggiori saranno i costi di marketing e viceversa. In generale nel caso di un corso svolto in modalità content & support, avendo una modalità di comunicazione 1:n, si cercherà di massimizzare il ritorno sull’investimento dando una forte diffusione sui contenuti del corso attraverso mezzi di comunicazione di vario genere; un corso di tipo wrap around, invece, avendo una modalità di comunicazione 1:1, tende a selezionare con cura l’audience (elevato impegno per il tutor).
Infine con una modalità integrata di tipo n:n, si avrà una via di mezzo tra le due precedenti: si tenderà a dare ampia diffusione al corso solo all’interno di canali specializzati al fine di disporre di discenti con un certo grado di expertise e creare così gruppi di apprendimento sufficientemente motivati.

Figura 16 – Effetto del cost driver nell’attività di Marketing

Figura 17 – CE ratio in relazione al driver: Marketing

Motivazione e coinvolgimento: quest’attività è finalizzata a garantire che tutti i partecipanti siano motivati a partecipare al percorso formativo on-line. Il grado di motivazione è misurato attraverso appositi questionari che hanno lo scopo di rilevare la spinta ad emergere, le attitudini del singolo, gli eventuali traguardi da raggiungere intesi come incentivi o ricompense intrinseche o estrinche (Berg, 2000) ed altri come le assenze riscontrate, i compiti non portati a termine etc.
Gli stessi ovviamente dovrebbero essere valutati prima, durante e dopo il corso al fine di avere un quadro complessivo. Qualora si rilevi scarsa motivazione da parte dei partecipanti (docenti e discenti) l’organizzazione procede erogando, a seconda di come ritenga opportuno, ricompense estrinseche (es. monetari) o intrinseche (es. tempo rilasciato). Il cost driver di quest’attività pertanto è il n. di questionari elaborati. La motivazione, intesa come raggiungimento di un traguardo, è fondamentale per svolgere un corso on-line, ma lo è ancor di più quando si adottano paradigmi di apprendimento collaborativo (wrap around e modello integrato) dove ai discenti ed al docente è richiesta una partecipazione attiva e propositiva. Pertanto è presumibile che lo sforzo (tempo di lavoro) necessario per la loro elaborazione all’interno di un corso di tipo Modello Integrato sia di gran lunga superiore (numero maggiore di questionari) rispetto ad un modello Content & Support.

Figura 18 – Effetto del cost driver nell’attività di Motivazione e di Coinvolgimento

Figura 19 – CE ratio in relazione al driver: Motivazione e Coinvolgimento

Tutoring: sappiamo che l’e-learning abbatte i vincoli spaziali e temporali della formazione tradizionale (docente e discenti non devono essere nello stesso luogo alla stessa ora), quindi ci si aspetta che i costi dell’attività di tutoraggio diminuiscano al crescere del numero dei formandi.
In diverse ricerche però è stato appurato che il costo di quest’attività è fortemente legato al ruolo svolto dal tutor all’interno di un corso on-line (Rotta, 2001; Boccolini-Perich, 2004) (11).
Un tutor/istruttore nel modello “content+support”, non ha bisogno di personalizzare il percorso di apprendimento del discente, in quanto esso è molto strutturato. La modalità di comunicazione che adotta è di “[…] tipo uno-molti e, almeno in linea teorica, […] un solo tutor può rivolgersi ad un numero illimitato di destinatari di uno stesso contenuto”, dunque è economicamente vantaggiosa e consente di ottenere effetti legati alle economie di esperienza e di scala.
Un tutor/facilitatore nel modello wrap around, invece, adotta una “[…] comunicazione uno-uno tra tutor e studente, […] risponde in modo diretto e personalizzato alle richieste di chiarimento o di aiuto del singolo studente […]“; quindi risulta meno vantaggioso del precedente dal punto di vista economico, poiché più alto sarà il numero dei formandi e più alto sarà il costo di tutoraggio. L’unico modo di ottenere delle riduzioni sul costo medio per formando è riconducibile alle economie di esperienza.
Il tutor/moderatore nel modello integrato, infine, grazie ad un paradigma di apprendimento collaborativo, adotta una comunicazione molti-molti: “[…] non è più necessariamente elemento centrale o punto di riferimento dell’azione formativa, ma tende a diventare uno tra i molti attori”. “Tanto più ampio sarà lo spazio concesso all’interazione tra gli studenti in funzione dell’elaborazione di un prodotto comune, tanto minore sarà di conseguenza il ruolo del tutor”; pertanto, come nel caso del tutor/istruttore ma per motivi “opposti”, risulta economicamente vantaggioso rispetto al numero dei formandi (vedi Turoff, 1997). Qui dunque sarà possibile ottenere i vantaggi delle economie di scala e di esperienza, presumibilmente anche in maniera più spinta rispetto al modello Content & Support, in quanto il tutor non svolge la funzione di facilitatore.
Questi esempi fanno emergere come cost driver di quest’attività sia il n.. di interventi formativi che il tutor compie per svolgere un’attività didattica on-line, cioè la somma del numero di e-mail inviate, il numero di threads inviati sui forum on-line, il n. di sessioni di chat, il numero di sessione sincrone. A consuntivo tali n. eventi formativi saranno più elevati all’interno di un corso on-line di tipo wrap around, mentre saranno via via meno numerosi in uno di tipo content & support e pressoché minimi in un modello integrato.

Figura 20 – Effetto del cost driver nell’attività di Tutoring

Figura 21 – CE ratio in relazione al driver: Tutoring

Supporto tecnico: l’assistenza tecnica su una piattaforma di e-learning è prevista nel contratto di manutenzione annuale e oscillano solitamente in un range compreso tra il 15% ed il 30% del costo complessivo dell’LMS. In esso vengono specificate le tipologie ed in numero massimo di interventi che verranno eseguiti. Tutte le altre tipologie di interventi, che non sollevano però un problema tecnico, dovuto a malfunzionamenti della piattaforma, come ad esempio le attività di routine di un amministratore del sistema, saranno interamente a carico di chi ha in gestione la piattaforma. In tal caso quindi il numero di interventi determinerà un aumento nei costi di gestione. Nel caso di un corso content & support il numero di interventi di assistenza tecnica solitamente è finalizzato ad assicurare agli utenti la disponibilità delle pagine internet; nel caso di un modello wrap around e ancor più nel caso di un modello integrato le tipologie di interventi tecnici, oltre a quelli già esaminati, riguardano il funzionamento dei vari strumenti all’interno della piattaforma di e-learning.

Figura 22 – Effetto del cost driver nell’attività di Supporto Tecnico

Figura 23 – CE ratio in relazione al driver: Supporto Tecnico

Attività formativa on-line: l’organizzazione per garantire un corso fruibile via web dovrà stabilire con il fornitore dell’LMS quale sarà la banda passante (bandwidth) , cioè il traffico dati previsto. Lo stesso però a seconda della tipologia di corso on-line (diverso uso degli strumenti di groupware come e-mail, forum, chat…), del numero di utenti concorrenti e della tipologia di materiali scaricati potrà subire picchi più o meno elevati, sufficienti a far fuoriuscire i costi dal budget del progetto. Tecniche di “traffic shaping” che limitano la banda passante per ogni utente sono pertanto vivamente consigliate. Nel caso di un corso di tipo content & support, essendo il core dell’attività formativa la navigazione o lo streaming, per materiali audio-video, delle pagine internet del corso, bisognerà disporre di una bandwith molto elevata; la stessa sarà minore nel caso di un corso di tipo wrap around o modello integrato, in cui è forte il peso dell’azione asincrona ed ad esempio vengono ampiamente utilizzati link esterni al corso per l’approfondimento dei contenuti.

Figura 24 – Effetto del cost driver nell’attività formativa on-line

Figura 25 – CE ratio in relazione al driver: Attività formativa on-line

Gestione degli Archivi (amministrazione e finanza): l’attività di gestione degli archivi riguarda la gestione del portfolio del discente, le informazioni per la contabilità, la destinazione di fondi stanziati nel budget, etc… Una serie di compiti che sono assolti per finalità burocratiche o per costituire un base di dati da utilizzare per le altre attività amministrative. La quantità di risorse impiegate non dipende direttamente dal numero corsi erogati o dal numero di iscritti ai corsi (il numero di licenze d’uso quasi mai corrisponde al numero di utenti che utilizzano una piattaforma), quanto dalla quantità di pratiche che vengono prodotte o evase per lo svolgimento del corso. Nel caso di un corso di tipo content & support la quantità di pratiche evase è sicuramente inferiore rispetto ai tipi wrap around o modello integrato. In questi ultimi, infatti, il portfolio del discente sarà più ricco di materiali che illustrano il suo profilo didattico, la documentazione sui costi necessari sarà più dettagliata (seminari, materiali integrativi, supporto peer-to-peer del tutor…) e ci sarà una maggiore attenzione sull’organizzazione della base di dati.

Figura 26 – Effetto del cost driver nell’attività di Gestione degli Archivi

Figura 27 – CE ratio in relazione al driver: Gestione degli Archivi

Informazione: consiste fornire informazioni agli studenti in merito ai corsi, ai materiali ed agli orari di ricevimento dei docenti attraverso un canale diretto o attraverso il sito internet del corso. Il cost driver è il n. di richieste pervenute attraverso e-mail, telefono o posta. Un basso numero di richieste è indice che le informazioni sono ben accessibili in rete, al contrario un elevato numero di richieste richiede un forte impiego di risorse. Un corso di tipo content & support, avendo prevalentemente informazioni di tipo strutturato, fornirà informazioni molto dettagliate sui contenuti del corso (obiettivi, materiali, prerequisiti…), al contrario i corsi in modalità wrap around e modello integrato potranno contenere informazioni più generiche senza scendere nel dettaglio.

Figura 28 – Effetto del cost driver nell’attività Informativa

Figura 29 – CE ratio in relazione al driver: Informativa

Valutazione formativa: secondo il pensiero di Scriven (1980), lo scopo di questa fase è migliorare l’efficacia dell’intervento formativo ed in particolare dei materiali didattici utilizzati. Tale attività viene svolta durante l’intervento formativo e risponde alla domanda “come stiamo andando?”. E’ corretto dunque chiamarla “valutazione costruttiva”, perché appura come il gruppo che apprende risponde, partecipa e collabora all’apprendimento. Un metodo abbastanza tecnicistico, in attesa di nuove evoluzioni tecnologiche che tengano più conto degli effetti didattici, per misurare il grado di attenzione del formando ai corsi on-line è rilevare il numero di pagine visitate relative al corso, comprendendo nel conteggio gli interventi fatti nei forum, nelle chat e le e-mail inviate (12). Il driver di costo per quest’attività è il n. di rilevazioni delle pagine visitate per ogni corso: un basso n. di rilevazioni indica che il corso ha una buona valenza comunicativa ed attrae l’attenzione dei discenti. Nel caso di un corso content & support per il tutor è utile conoscere tali informazioni al fine di verificare puntualmente che i compiti assegnati ai corsisti siano stati svolti nei tempi stabiliti; mentre nel caso di un corso wrap around o di un modello integrato l’utilità di tale informazione è limitata a controllare a periodi lo stadio di completamento dei compiti assegnati, quindi avrà minor valenza significativa.

Figura 30 – Effetto del cost driver nell’attività di Valutazione formativa

Figura 31 – CE ratio in relazione al driver: Valutazione formativa

Valutazione sommativa (learning assessment): questa fase di valutazione del corso è orientata a verificare l’acquisizione delle conoscenze erogate. Sarà compito del docente predisporre test docimologici a risposta chiusa (domande a risposta singola o multipla, domande ad associazione, domande a riempimento …) o aperta al fine di ottenere una valutazione valida, affidabile e oggettiva (13). E’ chiaro che maggiore è il numero di test e maggiore sarà lo sforzo valutativo. Nel caso di un corso content & support si dovrà produrre un numero di test sufficiente a verificare le competenze erogate, mentre nel caso di un modello wrap around o di un modello integrato non sarà molto importante il numero di test, quanto la possibilità di verificare, probabilmente con risposte aperte, il grado di conoscenza della materia o anche le capacità acquisite dal discente durante il corso.

Figura 32 – Effetto del cost driver nell’attività di Valutazione Sommativa

Figura 33 – CE ratio in relazione al driver: Valutazione Sommativa

Valutazione organizzativa/gestionale (result assessment): l’attività di valutazione dei risultati ottenuti a differenza di quella precedente, può compiersi a campione. Lo scopo è di verificare l’avvenuta trasmissione di capacità sulle performance lavorative, in termini di produttività o efficienza. A tal fine risulta molto utile disporre di un sistema informativo in grado di riportare fedelmente le performance lavorative delle persone che hanno frequentato il corso. Grazie ad esso, infatti, è possibile abbattere i costi di verifica ed allargare il target di rilevazione su un campione sicuramente significativo. Il cost driver che abbiamo individuato è stato appunto il numero di rilevazioni: un numero ridotto di rilevazioni indica che l’azienda è in grado di conoscere gli effetti del processo formativo in ambito lavorativo (trasparenza azione formativa). Nel caso di un corso content & support o wrap around le rilevazioni dovranno essere focalizzate sul singolo discente, mentre nel caso di un corso svolto con un modello integrato le rilevazioni delle performance dovranno riguardare il team in cui opera il soggetto, non tenendo conto tanto performance individuali, ma di tutto il team.

Figura 34 – Effetto del cost driver nell’attività di Valutazione organizzativa/gestionale


Figura 35 – CE ratio in relazione al driver: Valutazione organizzativa/gestionale

Conclusioni
In questo articolo sono stati individuati i cost driver di un modello Activity Based Costing applicato all’e-learning, inoltre sono state fatte delle considerazioni in merito al rapporto all’efficacia formativa (costo-efficacia) del corso rispetto ad altre tipologie di corsi on-line. I risultati ottenuti sono i seguenti: a seconda del modello didattico di riferimento (content & support, wrap around, modello integrato) è possibile ridurre o aumentare i costi del corso on-line. I cost driver individuati, infatti, variano in quantità a seconda della tipologia didattica.

Attività
Driver
Progettazione organizzativa
n. di reports
Progettazione Didattica
n. di learning object
Equipaggiamento
n. di applicazioni sw installate
Produzione dei contenuti digitali
n. per tipologia di templates
Formazione
n. di ore di specializzazione
Marketing interno
n. di contatti
Motivazione e coinvolgimento
n. di questionari da elaborare
Tutoring
n. di eventi formativi
Supporto tecnico
n. di interventi di assistenza
Attività formativa on-line
bandwidth settimanale
Gestione archivi
n. di pratiche evase
Informazione
n. di richieste pervenute
Valutazione formativa
n. di rilevazioni formative
Valutazione sommativa
n. di test di valutazione
Valutazione organizzativa / gestionale
n. di rilevazioni organizzative

Note
(1) Le forme di blended learning non sono considerate.
(2) COLLINI P., Sistemi di rilevazione contabile per gli ambienti produttivi avanzati, op. cit., pag. 123. Sul concetto di cost driver si veda, tra gli altri: COOPER R., The rise of Activity-Based Costing – Part four: what do Activity-Based cost sys-tem look like? in Journal of cost management for the manifacturing industry, Fall, 1988, pagg. 4-14; KAPLAN R. S., One cost system isn’t enough, in Harvard Business Review, January-February, 1988.
(3) Rimandiamo il lettore per una trattazione più approfondita dell’argomento ai testi di Henry M. Levin.
(4) Ulteriori esempi sono riscontrabili su Internet: http://www.col.org/TrainingResources/CostingODL/ratio.htm. Qui sono presenti anche due fogli elettronici che consentono di calcolare la CE di un corso on-line rispetto ad uno tradizionale.
(5) Sono essenzialmente quello pragmatico (Draves), procedurale / sistemico (Dick e Carey) e strategico / olistico (KEMP).
(6) Il contenuto viene creato con strumenti e metodologie standard
(7) Il contenuto viene creato con l’ausilio di strumenti di gestione che organizzano i contenuti (tipicamente su database).
(8) Il contenuto è raccolto all’intero di un database ed un programma software lo associa al giusto template per produrre le pagine. I vantaggi sono: riusabilità e parallelizzazione.
(9) Le metriche software più note sono i KLOC, quella di Halstead, di McCabe e recentemente la Function Points Analysis
(10) Ai fini di una standardizzazione dei contenuti nonché della loro tracciabilità, inoltre, è necessario integrare i metadati presenti nelle pagine prodotte con uno standard di tipo SCORM o simile.
(11) Uno stesso corso svolto con diverse tipologie didattiche presenta costi differenti: nel caso in cui c’è una forte individualizzazione del percorso di apprendimento più alto è il numero di studenti e maggiori sono i costi dell’attività, al contrario (bassa individualizzazione) più alto è tale numero e più elevati sono i vantaggi economici. Pertanto il numero di studenti non può essere un cost driver di quest’attività.
(12) A tal scopo risulta utile lo standard SCORM che è in grado di automatizzare la rilevazione del Learning Path del formando.
(13) Per validità intendiamo il grado di precisione con il quale una prova misura veramente ciò che è stata destinata a misurare; per affidabilità o attendibilità la costanza con cui uno strumento, usato più volte, misura una data variabile e per oggettività si intende il superamento da parte del valutatore della intuitività, della estemporaneità e della casualità dei giudizi che riguardano le prestazioni degli allievi.

Bibliografia
[1] Bacsich P. e Ash C. (2000), A New Cost Analysis Model for Networked Learning, Sheffield, Sheffield Hallam University, pp. 11-16.
[2] Bacsich P. e Ash C. (2001), The Costs Of Networked Learning Phase Two, Sheffield, Sheffield Hallam University, pp. 5-23.
[3] Bartolic-Zlomislic S. e Bates A.W. (2000), Investing in online learning: Potential benefits and limitations, The University of British Columbia, pp. 19-36.
[4] Bates A.W. (2000), Managing technological change. Strategies for college and university leaders, San Francisco, Jossey-Bass Publishers, pp. 5-25.
[5] Berg, g.A. (2000). Early patterns of faculty compensation fo developing and teaching distance learning courses. JALN Volume 4, Issue, 1 – June 2000
[6] Boccolini e Perich (2003), Chi più insegna più guadagna, Datamanager – Speciale e-Learning -, Aprile
[7] Boccolini M. e Perich C. (2004), I costi dell’e-Learning. Metodi e applicazioni per l’analisi costo-efficacia, Trento, Erickson
[8] Calvani A. e Ranieri M. (2002), E-learning: un modello per la formazione in online, “Form@re”, Newsletter per la formazione in rete, Trento, Erickson, 2000. http://formare.erickson.it/repository/marzo_aprile/uno.html
[9] Calvani A. e Rotta M. (2000), Fare formazione in Internet, Trento, Erickson.
[10] Capper J. e Fletcher D. (1996), Effectiveness and cost-effectiveness of print-based correspondence study, Alexandria (VA), Istitute for Defence Analyses.
[11] CNIPA – Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione – (2004), Vademecum per la realizzazione di progetti formativi in modalità e-learning nelle pubbliche amministrazioni, I quaderni, CSR, Roma, n.2, Aprile,
[12] Commonwealth of Learning (2003), Costing Open and Distance Learning, http://www.col.org/TrainingResources/CostingODL/ratio.htm
[13] Cooper, Robin “The Rise of Activity-Based Costing – Part Four: What Do Activity-Based Cost Systems Look Like?” Journal of Cost Management (Spring 1989b), pp. 38-49.
[14] Cooper, Robin “The Rise of Activity-Based Costing – Part One: What is an Activity-Based Cost System?” Journal of Cost Management (Summer 1988a), pp. 45-54.
[15] Cooper, Robin “The Rise of Activity-Based Costing – Part Three: How Many Cost Drivers Do You Need, and How Do You Select Them?” Journal of Cost Management (Winter 1989a), pp. 34-46.
[16] Cooper, Robin “The Rise of Activity-Based Costing – Part Two: When Do I Need an Activity-Based Cost System?” Journal of Cost Management (Fall 1988b), pp. 41-58.
[17] Levin, H. M. (1995). Cost-effectiveness analysis. In M. Carnoy (Ed.), International encyclopedia of economics of education (2nd ed., pp. 381-386). Oxford: Pergamon.
[18] Mason R. (1998), Models of online courses, proceedings of conference Networked Lifelong Learning: Innovative Approaches to Education and training Throuh the Internet, University of Sheffield. Anche in “ALN Magazine”, vol.2, n.2 ottobre 1998. URL: http://www.aln.org/alnweb/magazine/vol2_issue2/.
[19] Parker A. (2003), Motivation and incentives for distance faculty, “Online Journal of Distance Learning Administration”, vol. 6, n. 3, State University of West Georgia, Distance Education Center.,
[20] Rotta M. (2002), Il tutor online: tipologie, “Form@re”, Newsletter per la formazione in rete, Trento, Erickson, 2000. http://formare.erickson.it/repository/febbraio/tipologie.html [21] Rumble, G. (1997). The costs and economics of open and distance learning. London: Kogan Page.
[22] Scriven, M. (1980). The logic of evaluation. Inverness, CA: Edgepress.


<< Indietro Avanti >>