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Metafore e contesti per la cooperazione online: la classe virtuale

29 settembre 2004 | Claudia Valentini Direzione Generale Regionale per l'Abruzzo - CSA di L'Aquila Task Force ForTIC Abruzzo e D.M. 61/02 Docente Tutor Corsi D.M. 100/02, Coesi A e B ForTic claudia.valentini@istruzione.it

Questa riflessione è nata attorno ad una esperienza di gestione della comunicazione mediata dal computer in un corso di formazione ForTic, della quale si metteranno in evidenza alcuni aspetti salienti, soprattutto in merito alla costruzione di contesti collaborativi e alla proposta di momenti di cooperazione on line. L’ambiente della Classe Virtuale(CV) preso in considerazione è caratterizzato dalla a-sincronicità e dall’assenza di strumenti di moderazione. L’applicazione di metafore per descrivere questo contesto della classe virtuale e le attività che in essa si svolgono nasce dall’esigenza di rendere familiare e immediato l’uso di tale ambiente a “principianti” nella formazione e-learning e, per quel che concerne il tutor, come ipotesi operativa per sviluppare un orientamento comunicativo creativo, meno gergale e specialistico possibile, e tendere alla formazione di una community di pari, impegnati a cooperare per costruire il proprio apprendimento.

Ci vediamo in classe… virtuale
Alla CV si può, in prima istanza, abbinare la metafora che nasce dal suo stesso nome: quella di una “classe”, un ambiente familiare ai docenti, caratterizzato da luoghi in cui essere presenti per fare, comunicare, apprendere. Un pluri-verso con i suoi tempi, i suoi “compiti”, i suoi “attori”.

Il punto di partenza per un uso efficace dell’ambiente preso in considerazione, può essere rappresentato dalla condivisione di un contratto formativo che renda chiaro che l’esperienza di comunicazione in ambiente asincrono deve svolgersi in una situazione di apprendimento cooperativo, che i contenuti e le abilità pregresse di ognuno dei partecipanti sono valorizzati e potenziati, proprio per la natura costruttivistica delle attività cooperative poste in essere.
La metafora della classe ci fa perciò visualizzare un ambiente aperto, dotato di un clima sereno, organizzato in modo tale che ognuno possa inizialmente dare un senso ed uno scopo all’uso delle potenzialità comunicative. Il tutor può svolgere il suo ruolo di mediatore attivando uno stile di facilitazione, orientato alla mediazione dei contenuti e del modello formativo, e teso ad impostare una organizzazione delle attività quanto più rispettosa del/dei gruppo/i di lavoro, ognuno dotato di proprie particolarità e di una propria storia formativa. Ciò può essere realizzato, ad esempio, assegnando compiti sulla base dei diversi stili di apprendimento, ovvero centrando l’attività di ricerca-negoziazione-condivisione intorno a nuclei condivisi di contenuti.

L’acquario e l’oceano
Nel caso di una regia iniziale breve e leggera, il gruppo è più libero di intessere le proprie relazioni e di realizzare una propria vision dell’ambiente di comunicazione. La tensione formativa si rivolge, quindi, verso la creazione di comunità di formazione, community di piccoli pesci, che iniziano a fare nuoto sincronizzato in un acquario – la classe virtuale – per poi provare l’ebbrezza della costruzione di discorsi e di significati nell’oceano – dei forum e della pubblicazione multimediale online -.
Questa metafora scaturisce dall’esigenza di cercare una motivazione plausibile all’uso, percepito come ridondante, di strumenti di comunicazione similari, ma comunque dotati di proprie regole operative diverse, soprattutto riguardo agli aspetti di densità dell’informazione e di carico interattivo.
I pesciolini-corsisti comprendono che imparare a simulare strategie di comunicazione asincrona in ambiente protetto può rivelarsi estremamente produttivo nell’oceano sconfinato dei forum, e nel globo terracqueo della comunicazione online.

Gli attori nel palcoscenico
La CV rivela uno scenario al quale può essere abbinata la metafora del palcoscenico, nel quale ognuno, a suo tempo regista, sceneggiatore, attore, gioca con le variabili di interazione, azione, improvvisazione, intorno ad un canovaccio dato dai contenuti specifici dei moduli formativi.
Tutto ciò nella consapevolezza che la manipolazione di contenuti, informazioni e messaggi abitua a riflettere, a dare senso, ad ordinare le proprie esperienze conoscitive, ma anche a riconoscerle come tali ed a negoziarne i risultati con il gruppo dei pari, per imparare ad imparare, insieme agli altri.
Ogni gruppo in formazione ha un diverso approccio adeguatamente indirizzato dalla “regia” iniziale del tutor. Nel caso della predisposizione di un ambiente strutturato, le regole delle comunicazione e della cooperazione sono pre-stabilite e poco spazio è lasciato all’improvvisazione. Gli attori che si muovono inizialmente su un canovaccio creato dal tutor, inquadrano subito le regole dell’azione scenica e le fanno proprie, trasferendole come modello anche nella propria regia e nella regia di altri tutor che potrebbero avvicendarsi nella gestione del corso.
Il tutto può prendere la forma di una impostazione “ergonomica” dei threads della CV dei quali si elenca una possibile articolazione:

Threads permanenti
- Comunicazioni
- Filo diretto col T (tutor)
- 4 chiacchiere

Threads per ogni modulo
- segnalazioni (risorse)
- docs (prodotti)
- thread dei threads (ricerche online).

Questo nella convinzione che in un ambiente strutturato come luogo comunicativo e di apprendimento, ogni cosa deve essere finalizzata alla condivisione non soltanto di messaggi “alfabetici” ma anche di condivisione del vivere e dell’essere, tendendo allo sviluppo naturale e graduale di un germe di automotivazione, e cioè sviluppare il piacere nello svolgere compiti anche complessi di apprendimento, l’aver voglia di scoprire il perché di dati fenomeni e i meccanismi di alcuni sistemi simbolici, l’essere realizzati nella comunicazione sociale e nelle proprie aspettative, per potersi evolvere come insegnanti nella società della conoscenza.

Soap Thread
Una delle modalità di comunicazione vede protagonisti i docenti in formazione attivati a realizzare forme comunicative più strutturate, è quella del Soap Thread.
Il modello può essere introdotto come uso sperimentale della CV con la prospettiva della pubblicazione, anche nel web, di un prodotto condiviso, uno studio di caso, una relazione di gruppo, una ricerca sviluppata a più mani,…
L’appellativo di Soap Thread nasce come metafora per descrivere le puntate nelle quali la comunicazione è suddivisa. Il Thread invita ad essere seguito proprio mediante lo snocciolarsi di puntate, la lettura è guidata, mentre la realizzazione è creativa e condivisa. Ad esempio, un docente in formazione particolarmente esperto può predisporre per i colleghi un mini-corso a puntate su un dato applicativo che si sta sperimentando; oppure un gruppo posta in una apposito thread una storia che può essere raccontata da più punti di vista ed essere ricostruita dai lettori-autori nel thread stesso.
Ogni corsista, successivamente, può essere coinvolto a scoprire e realizzare Soap Threads, giocando con i fili della comunicazione, dando vita a nuove metafore che possano definire, descrivere dare senso ad ognuna delle esperienze che realizzano e raccontandole ad altri, lasciando che i racconti si intreccino.

FILI PER TESSERE UN DISCORSO
I monologhi ed i dialoghi
La metafora della tessitura, anch’essa dettata dal gergo della CMC, ci invita a tessere discorsi, come un ragno tesse la sua rete (web) a partire da fili “ben temperati” (threads).
La classe virtuale è usata come luogo di discussione, nel quale dibattere intorno ad argomenti circoscritti, nel quale lanciare nuove discussioni o lasciare i messaggi a decantare prima di una risposta, ma anche luogo di solitari monologhi che il gruppo in formazione ingloba e modifica, connettendoli all’esperienza formativa e per dare anche a loro significato. Si intrecciano dialoghi finalizzati alla costruzione di nuovi saperi, spendendo tutte le competenze possibili nel condividere, scambiare, negoziare informazioni, siano esse centrate su contenuti definiti, che su insights innovativi da tesaurizzare assieme.

Il filo diretto col T
Come mezzo di comunicazione a distanza, la classe virtuale può essere usata anche come luogo di contatto diretto con il tutor.
Questa convenzione può essere introdotta per ridurre i medium di relazione, per evitare l’uso di una eventuale mailing list e per creare una bacheca condivisa, tendente alle FAQ, alla quale fare riferimento per problemi urgenti (non necessariamente condivisi) e sulla quale fare affidamento completo.
Il tutor può considerare quel thread come un SMS, da controllare almeno una volta al giorno e sul quale postare messaggi e risposte con sollecita solerzia. Se questa metafora diventa operativa, il filo diretto con il tutor diviene in assoluto il thread con più visite e messaggi postati.

Le quattro chiacchiere al caffè
Il contesto più piacevole, abbinato ad una metafora all’aroma di caffè, è quello che talvolta prende il nome di Spazio Caffè.
Come intorno al tavolo di una caffetteria, i docenti in formazione si incontrano a scambiare quattro chiacchiere (può chiamarsi, anche, 4 chiacchiere), anche legate ad un tema proposto nella formazione, sicuramente intorno a problemi percepiti come cruciali, magari gossip e appuntamenti, critiche fuori dai denti e questioni legate alla certificazione o finanziarie. Questo spazio, generalmente, viene creato per sgombrare i threads specializzati e dedicati ai temi della formazione, dal rumore che le inevitabili chiacchiere possono provocare. Lo spazio 4 chiacchiere, comunque, riflette il clima della classe, sia essa a distanza che in presenza: preoccupato, in fervido lavoro, mangereccio o enigmatico che sia, nello spazio della chiacchierata si catalizzano i sentimenti ed espressioni creative delle personalità dei componenti della comunità in formazione.

Dalle metafore al contesto
L’uso di metafore per comprendere e descrivere il contesto della Classe Virtuale è un punto di partenza che ogni corsista può sviluppare in modo autonomo e produttivo.
L’ipotesi di espansione di questa impostazione metodologica nell’uso dell’ambiente della Classe Virtuale, è quella di studiare i meccanismi e le caratteristiche di a-sincronicità, flessibilità ed economicità, per lo studio del “fenomeno – comunicazione”, che può essere realizzato da corsisti più interessati a questi aspetti.
Nella pratica, questa ipotesi si traduce nella finalità di comprendere i meccanismi “classici” della comunicazione, ed applicarli operativamente a questo medium, al fine di produrre messaggi significativi e coerenti, finalizzati alla costruzione di un sapere condiviso. Nasce un’attività formativa affascinante e nello stesso tempo efficace ai fini di un sempre più consapevole uso della CMC: lo studio dell’oggetto-messaggio in ambiente asincrono. Questa ipotesi attiene principalmente alla fase del monitoraggio del compito: se da un lato il corsista scopre gradualmente, attraverso le numerose esperienze di scambio in classe virtuale, il funzionamento dell’ambiente di apprendimento, dall’altro, è il processo stesso, la reale comunicazione, a fornirgli la possibilità di sperimentare e affinare le proprie abilità comunicative, riflettendo su di esse con lo scopo di perfezionarle gradualmente.
Sul piano sociale e psicologico, capire i meccanismi della comunicazione vuol dire che si è in grado di avvertire i sentimenti, di sentire il rispetto, di apprezzare gli aspetti positivi, di tollerare i difetti, di proporre scambi di collaborazione con l’interlocutore. Sul piano più propriamente intellettivo, significa penetrare altre forme di pensiero, allargare l’orizzonte per una visione del mondo più profonda e consapevole, maturare il senso critico verso la realtà circostante, contribuire a costruire un ambiente sociale migliore per sé e per gli altri, questo ambiente sociale può essere online o “in presenza” ma in ogni caso rappresenta un’esperienza significativa per il soggetto in formazione.

Bibliografia
Calvani A. e Rotta M. (1999), Comunicazione e apprendimento in rete. Didattica costruttivistica in rete, Edizioni Centro Studi Erickson, Trento
Calvani A. e Rotta M. (2000), Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Edizioni Centro Studi Erickson, Trento
Maragliano R. – a cura di – (2004) Pedagogie dell’e-learning, Laterza, Bari
Rivoltella P.C. (2003), Costruttivismo e pragmatica della comunicazione on line. Socialità e didattica in Internet, Erickson, Trento
Tanoni I., Foglia E., Teso R. (2001) Nuove tecnologie e scuola di base, Carocci, Roma
Trentin G. (2004), Apprendimento in rete e condivisione delle conoscenze, Franco Angeli, Milano


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