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Personalizzazione, didattica e nuove tecnologie (NT)

28 giugno 2004 | Pier Giuseppe Rossi

Non esiste la tecnologia ma esistono le tecnologie ovvero strutture complesse composte da software e hardware caratterizzate ciascuna da un proprio modello; esistono percorsi differenti in cui attività e tecnologie presentano una coerenza progettuale ed una specifica ontologia. Nel settore delle NT sono disponibili differenti tecnologie che rispondono ad ontologie differenti. La loro differenza non è tanto nei singoli micro-componenti utilizzati ma nel mixer di componenti e nella struttura complessa prodotta. L’analisi della relazione tecnologia-ontologia parte dalla individualizzazione del livello di complessità da esaminare. È come se per comprendere il sistema “animale” dovessi per iniziare lo studio decidere se analizzare il livello atomo oppure molecola oppure cellula oppure organo o ancora organismo.
Nelle applicazioni dell’informatica alla didattica sono state percorse, semplificando lo scenario, due strade: la prima in cui il computer supporta attività didattiche strutturate rigidamente che rispecchiano l’educazione programmata (ad esempio il CAI). Vi è un’esposizione di contenuti a cui segue una verifica con test ad uscita multipla. Oppure esercizi in cui vengono assegnate consegne eseguibili in un solo modo la cui esecuzione è facilmente valutabile dalla macchina. Le attività sono individuali.
La seconda vede nel computer lo strumento per costruire soluzioni di situazione problematiche, un mezzo per manipolare e simulare. Dagli anni 90 poi il computer in rete è anche strumento di condivisione e negoziazione di conoscenze da costruire combinando/riflettendo sui materiali messi a disposizione. Le attività nella maggioranza dei casi coinvolgono un gruppo ed il lavoro è supportato dal tutoraggio di un mentore che combinando scaffolding e fading accompagna lo studente nella zona di sviluppo prossimale (Vygotskij, 1978, pag. 127).
Il passaggio tra una prima modalità alla seconda può essere assimilato al passaggio dall’individualizzazione alla personalizzazione. L’istruzione programmata cerca di proporre attività necessarie al singolo per superare le proprie difficoltà e l’impostazione è spesso di stampo comportamentista ovvero lezione stimolo e poi verifica con test. Un approccio multimediale e collaborativo tipico della seconda fase ha fornito allo studente gli strumenti per esprimere la propria singolarità, le proprie differenze.
Quali tecnologie hanno supportato tale passaggio?

Multimedialità: le NT permettono, grazie alla digitalizzazione, di manipolare con un solo strumento media differenti, ovvero il computer può gestire testi, immagini, voce e suono, video. Permettono anche la combinazione degli stessi e la creazione di comunicati multimediali. In questo caso, come si chiarirà nell’articolo, la personalizzazione è fine ma anche strumento dell’acquisizione di conoscenza (nel link vengono descritte alcune esperienze didattiche ed i tool utilizzati).

Gestione dell’informazione: le NT creano nuovi modi di gestione delle informazioni; permettono di operare, organizzare e riprodurre messaggi differenti. Personalizzazione in molti casi significa disporre di tecnologie che permettono di costruire un puzzle significativo con le informazioni reperibili in rete.

Ipertestualità e rete: le NT rendono possibile creare collegamenti ipertestuali tra differenti comunicati e facilitano la costruzione di reti concettuali; in tal modo si rappresentano, mentre si costruiscono, visioni complesse di mondo. La connessione telematica permette di creare reti tra persone, scambiare velocemente e con linguaggi anche tecnologici differenti conoscenze, informazioni e produrre interagendo nuove conoscenze. La competenza di utilizzare come risorsa in un’organizzazione le conoscenze individuali e di apprendere in gruppo (Wenger, 2002) è una ricchezza anche maggiore delle informazioni possedute dalla struttura stessa. Costituire comunità di pratiche, ovvero comunità che comunicano e valorizzano le risorse interne per produrre le soluzioni alle situazioni problematiche che si vanno a creare, diviene un obiettivo per la qualità aziendale. La conoscenza da prodotto individuale diviene frutto dell’intelligenza collettiva/connettiva. E collettiva non è solo il modo di produrre conoscenza, lo strumento che la crea ma la conoscenza stessa (Gergen, 2000).

Multimedialità
Information recovery
Ipertestualità
Interazione e comunità di pratiche


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