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Struttura delle relazioni e contenuto argomentativo dei messaggi nella comunicazione mediata da computer

27 maggio 2004 | Luca Tateo tateo@xcom.it Dipartimento di Psicologia, Università di Bari

Introduzione

Le due potenti metafore che caratterizzano l’avvio del nuovo millennio sono quella del “flusso” e quella della “rete”. La prima rappresenta soprattutto le componenti dinamiche e normative dell’agire collettivo. Flussi economici, flussi d’informazione e flussi migratori: mentre la mitologia della globalizzazione vuole e primi due liberi da vincoli territoriali e statali in modo che questa linfa vitale possa attraversare il corpo del mondo e ridargli nuovo vigore, i flussi di individui devono rimanere sotto controllo ed essere possibilmente limitati se non del tutto impediti, specie quando si tratta di migrazioni da paesi poveri.
La metafora della rete rappresenta gli aspetti strutturali delle società contemporanee, la moltiplicazione di centri e culture, la stretta interrelazione tra fenomeni sociali e natura complessa e caotica della società. Ma la rete è anche ordine emergente dal Caos, una creazione storicamente a metà tra l’organizzazione militare e l’anarchia della comunicazione totale. Gli ambienti collettivi di comunicazione mediata da computer (CMC), come i newsgroup e i forum che per definizione ruotano attorno a finalità ed interessi comuni dei partecipanti rappresentano l’esempio più chiaro di questa relazione flusso/rete. La rete è l’infrastruttura concettuale e materiale del flusso, ne rappresenta anche però la traccia, ciò che resta e si cristallizza con il (de)fluire dell’interazione. Uno dei problemi della ricerca attuale è quello di come adattare modelli, concetti e metodologie sviluppati per lo studio dell’interazione faccia a faccia (FTF) agli ambienti di CMC e quali possono essere i metodi di analisi di tali produzioni discorsive e come si possa migliorare tale analisi in modo da maneggiare con sempre maggiore efficacia lo strumento che abbiamo a disposizione.

Molti dei modelli che hanno dominato la ricerca sulla CMC in ambito psicologico fino ad oggi sono basati su concetti quali la larghezza di banda, cioè la capacità di un canale di trasmettere più o meno informazione e le differenze tra l’interazione faccia a faccia e l’interazione in ambiente mediato da computer (cfr. Spears, Lea, Postmes, 2002). Tali modelli come il Social Presence Model (Short, Williams e Christie, 1976), la Media Richness Theory (Daft e Lengel, 1986), il Social Information Processing Model (Walther, 1997), il Reduced Social Cues Model (Siegel, Dubrovsky, Kiesler & McGuire, 1986; Sproull & Kiesler, 1991) e il Social Identity Model of Deindividualization Effects (SIDE) (Spears & Lea, 1992) si basano sul concetto che l’interazione in ambiente CMC è “quantitativamente” differente dall’interazione FTF e comporta strategie cognitive di integrazione dell’informazione mancante, ciò è dimostrato dalla terminologia usata, si parla di “ricchezza”, “segnali ridotti”, “informazione processata”.
Noi proponiamo invece di utilizzare una metodologia ibrida che possa rappresentare efficacemente sia il flusso che la rete. Lo scopo delle pagine seguenti è quello di sperimentare un approccio integrato tra due metodologie nate in situazioni diverse, al fine di sviluppare uno strumento esplorativo utile allo studio dei gruppi in ambienti CMC. Il secondo obiettivo è quello di esplorare la vita del gruppo che partecipa al forum sia dal punto di vista strutturale (quali sono i ruoli all’interno del gruppo, quali sono i legami tra partecipanti, chi parla con chi, se ci sono delle fazioni all’interno del gruppo), che dal punto di vista delle dinamiche discorsive (quali strategie argomentative, in che modo i partecipanti si presentano, quali strumenti retorici vengono messi in gioco, in che modo le differenti strategie si intrecciano con le proprietà strutturali). Tali propositi vengono illustrati utilizzando come corpus le produzioni discorsive del forum “Cooperative knowledge building Group” (CKBG).

La Social network Analysis
L’idea che sta alla base della “social network analysis” (SNA) è che le interazioni e i flussi di comunicazione sono elementi costitutivi dei gruppi sociali. “Gruppo” e “network” diventano praticamente sinonimi. La SNA nasce come strumento di interpretazione dei dati nell’ambito dell’antropologia strutturalista e della sociologia Lewiniana e si sviluppa poi negli ultimi 20 anni in sociologia e negli studi sulla comunicazione quando si incontra con la “teoria dei grafi” (Scott, 1992; Piselli, 1995). Nel modello teorico della SNA il mondo sociale viene visto come una rete di scambi di informazione tra gli attori le cui configurazioni costituiscono le diverse tipologie di gruppo.
Da tempo si applica l’analisi delle reti sociali allo studio della CMC, come rilevato dalla review di studi di Park e Thelwall (2003), sia da un punto di vista quantitativo (Krebs, 2000) che da quello etnografico. Nello studio dei movimenti e delle organizzazioni sociali, Adamic (1999) ha analizzato la rete di link dei siti che parlano di aborto, trovando che a differenti posizioni sul tema corrispondevano differenti configurazioni di link. Rogers and Marres (2000) hanno lavorato sui siti delle ONG, e più di recente Halavais and Garrido (2003) sul movimento zapatista, osservando che le strutture di link dei siti corrispondevano a quelle dei sistemi di alleanze. Bae and Choi (2000) hanno rilevato come reti di gruppi ONG tendessero a formare strutture organizzative basate su vicinanza ideologia più che geografica e come le strutture dei loro link facessero emergere tali configurazioni. Val Burris (2000) dell’Università dell’Oregon, si è proposto di utilizzare il metodo della “social network analysis” per lo studio della struttura interorganizzativa dei gruppi che compongono il movimento “white supremacist” statunitense attraverso i collegamenti tra i loro siti web. A partire da quest’ultimo studio si fa però avanti una nuova esigenza, che è quella di fornire uno strumento teorico e metodologico più solido allo studio delle organizzazioni in ambiente CMC. Di questo dibattito troviamo un esempio nella ricerca di Rosen et al. (2003), nella quale, in maniera più compiuta rispetto allo studio di Burris et al. (2000) si cerca di integrare lo strumento dell’analisi delle reti semantiche con un approccio qualitativo e discorsivo nello studio di una comunità di Active Worlds Educational Universe.

L’approccio retorico/discorsivo
Accanto alla SNA, il tipo di approccio che potrebbe, a nostro parere essere, più adatto a rendere conto di come le proprietà semiotiche del prodotto di CMC si connettono con ciò che accade nell’interazione sociale è l’interactional analysis (Fairclough, 2001), riconducibile al paradigma della “critical discourse analysis” (CDA). Si considerano gli ambienti di CMC come luoghi di interazione in cui enunciatore ed enunciatario sono presenti con differenti istanze spazio-temporali ma in cui le produzioni discorsive sono realizzate avendo in mente particolari modelli di audience, ingroup o outgroup, orientati ad anticipare particolari modi di ricezione.
Seguendo il quadro teorico della CDA, in parte ispirato al pensiero di Foucault (Hall, 1997), il discorso produce gli oggetti della conoscenza sociale come:
1. Assertivi: affermazioni che forniscono un certo tipo di conoscenze sull’oggetto
2. Normativi: regole che prescrivono certi modi di parlare dell’oggetto e ne interdicono altri
3. Identificativi: attori che in qualche modo rappresentano una “personificazione” del discorso
4. Validanti: statuti di autorevolezza e verità delle conoscenze sull’oggetto
5. Pragmatici: pratiche istituzionali per trattare i soggetti che si accordano alle forme di conoscenza
6. Temporali: passaggi dal discorso di un’epoca precedente a una formazione discorsiva nuova
7. Gerarchici: apparati istituzionali di relazioni linguistiche, amministrative, architettoniche, morali, pratiche
Secondo Hall (1997) lo studio del discorso non può quindi prescindere dall’esame di questa struttura di fenomeni e relazioni che si manifestano nella formazione discorsiva.
Pertanto, sul piano delle realizzazioni discorsive tale tipo di approccio lavora coprendo con l’analisi del testo le interrelazioni tra diversi livelli: L’organizzazione linguistica del testo nel suo complesso, la combinazione di proposizioni, le single proposizioni, le parole (Fairclough, 2001).

Gli studi basati su un approccio retorico/discorsivo alla CMC si stanno moltiplicando, come ad esempio il lavoro di Billig (2001) sulle strategie retoriche dei siti web della destra razzista americana, nel quale viene presa in considerazione il modo con cui viene utilizzato lo humor nero per mascherare contenuti violenti e razzisti. Oppure la ricerca di Joyce Lamerichs (2003) nella quale viene analizzata una comunità di auto-aiuto on-line sulla depressione dal punto di vista dei discorsi quotidiani e delle strategie retoriche e argomentative.

Descrizione del corpus
Il forum “Cooperative knowledge building Group” (CKBG), ospitato dal server dell’università della Valle D’Aosta, è stato creato il 5 marzo 2003, e al momento dell’analisi comprendeva 20 iscritti, ed era formato da 13 “view”, ognuna delle quali corrisponde ad una stanza che ospita una discussione tematica.
Il corpus dei dati analizzato è composto dai messaggi scambiati dai 20 iscritti che hanno visitato la view “I partecipanti” del forum nel periodo che va dall’apertura della view il 22 aprile 2003 al 15 dicembre 2003. Il numero totale di messaggi scambiati è di 70. L’unità d’analisi scelta è il singolo messaggio. Il contenuto dei messaggi è piuttosto differenziato, in genere il primo messaggio postato da un partecipante è quello di autopresentazione seguono poi messaggi di tipo differente:
Stefano (147-202) “Ciao a tutti, sono Stefano Cacciamani , mi sono dottorato a Padova in Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, lavorando sugli ambienti di apprendimento collaborativi supportati dal computer, sotto la supervisione di Pietro Boscolo”
Donatella (149-217) “Ciao a tutti, sono Donatella Cesareni e da tre anni sono ricercatrice presso la facoltà di Psicologia2 di Roma, La Sapienza”

La lunghezza del testo è molto varia, la struttura comune, imposta dal software comprende un titolo o oggetto, una linea di comando con la data e l’autore del massaggio e infine il corpo stesso del messaggio. Il corpo del testo può contenere immagini, collegamenti ipertestuali ad altri messaggi, a file allegati o ad altre view del forum.
Beatrice (27-100-306) “Un anno a Mosca!
by: Beatrice Last modified: 04-May-2003
Caspita.. un anno a Mosca!! In che periodo? La Russia mi incuriosisce molto!!”
Linda (59-132-193) “Matematica?
by: Linda Last modified: 24-June-2003

Grazie Luca per il msg di benvenuto ed anche a Bea e Stefano per il calore con il quale mi hanno accolto…”

Ogni messaggio può essere indirizzato a tutto il gruppo, a un singolo partecipante o a due o più partecipanti. Ogni destinatario viene considerato come un nodo del network, per cui, ad esempio, se un messaggio viene indirizzato a tutto il gruppo, si calcola un legame dal destinatario con tutti i partecipanti. In questo modo, il numero complessivo dei legami rilevati dall’analisi strutturale è di 631.

Metodologia
Il corpus è stato sottoposto ad analisi con due tipi di software differenti: per la SNA è stato utilizzato “Ucinet” versione 6 (Borgatti et al, 2002), per l’analisi discorsiva è stato utilizzato “AnSWR: Analysis Software for Word-based Records” sviluppato dal Centers for Disease Control and Prevention, National Center for HIV (Mc Queen et al., 1998) . Sono stati inseriti i dati sui messaggi da parte dei partecipanti ottenendo una matrice orientata di 20 X 20 con in riga gli emittenti e in colonna i destinatari, e nelle cui celle è contenuto il numero di messaggi inviati da un partecipante ad uno stesso destinatario considerando quindi il messaggio come indicatore di un legame e assegnando un punteggio “1″ per ogni messaggio.
E’ stata poi analizzata la struttura del network considerando il grado di centralità dei nodi, in altre parole: qual è l’individuo più popolare nel proprio gruppo, quello che è al centro dell’attenzione (e del grafo). Esistono due misure di centralità:
1. Misure di centralità locale relativa: numero effettivo delle connessioni è rapportato al numero massimo delle connessioni possibili.
2. Centralità globale: basata sul criterio di vicinanza tra i punti (closeness). Nella misura proposta da Freeman essa è espressa in termini di distanza tra i vari punti

Analisi Struttuale
Una delle prime domande che vengono poste ai dati nella “network analysis” è se esistano o meno dei nodi specifici che occupano una posizione centrale all’interno del network. I gradi di centralità dei nodi forniscono indicazioni sulla struttura del network stesso, se si tratta di una struttura centralizzata in cui uno o più nodi fanno da “fulcro” per il passaggio di informazioni o se esiste una struttura più distribuita. Nel caso del network preso in analisi, il grado medio di centralizzazione globale è 30.100, per cui l’intero network è molto centralizzato rispetto pochi attori.
Come misure della centralità globale sono stati presi in considerazione “indegree” e “outdegree”, cioè il numero di link diretti da e verso il nodo da altri attori. In letteratura tali misure vengono anche chiamate “prestigio” o “popolarità” (Scott, 1992). Nel network in questione (tabella 1) i nodi con un maggiore grado di “outdegree” sono Beatrice (.87) e Stefano (.64) (rispettivamente 91 e 67 legami in uscita), in altre parole, i due nodi sono quelli che hanno inviato più messaggi agli altri, tale risultato viene spiegato con il ruolo di animatori che Beatrice e Stefano svolgono all’interno del forum.

Beatrice (317-318) “Ma perchè non partecipi anche alle altre view?
Non fare la timida :-)

I nodi con il grado di “indegree” più alto sono Luca (.39) e Annarita (.32) (rispettivamente 40 e 33 legami in entrata), sono cioè le figure più “popolari” all’interno del network.

OutDegree InDegree N. Inviati N.
Ricevuti
Beatrice Logorio 87.000 30.000 91 34
Stefano Cacciamani 64.000 28.000 67 31
Marcella Miano 44.000 31.000 46 33
Paola Spadaio 40.000 30.000 42 32
Elvis Mazzoni 40.000 30.000 42 32
Linda 39.000 29.000 41 31
Luca Tateo 30.000 39.000 31 40
Annarita Pugliese 25.000 32.000 26 33
MariaRosaria Chiummo 21.000 30.000 22 31
Ilaria Mancini 20.000 30.000 21 31
Francesca Martini 20.000 28.000 21 29
Grazia De Carlo 20.000 29.000 21 30
Lorella Giannandrea 19.000 29.000 20 30
Donatella Cesareni 19.000 28.000 20 29
Silvia 19.000 29.000 20 30
Mariella Lucani 19.000 29.000 20 30
Michela 19.000 31.000 20 32
Morena Bianchini 19.000 31.000 20 32
Carlo Nati 19.000 29.000 20 30
Enza Ferretti 19.000 30.000 20 30

Tabella 1: gradi di centralità dei nodi

Come si nota dallo schema del network, il gruppo si organizza intorno a due zone, la prima composta da Stefano e Beatrice che svolgono il ruolo di moderatori e broker di informazione tra i partecipanti, mentre una seconda area è rappresentata da Luca, Marcella e Annarita, che compongono un’area di scambio più intenso.

Figura 1: Struttura del network

Analisi retorico/discorsiva
La seconda parte dell’analisi applica il modello interpretativo della “interactional analysis” ai testi prodotti nella view. In questa sede non viene riportata l’analisi completa, in quanto l’obiettivo principale è quello di illustrare un metodo di lavoro attraverso degli esempi, il focus sarà sulla catena argomentativa dei messaggi di autopresentazione al fine di individuare le modalità di presentazione del Sé dei partecipanti al forum.
Il contesto argomentativo è rappresentato dal rituale di ingresso nel forum, una volta invitati a partecipare su presentazione di uno dei membri ed ottenuto l’account di accesso, è prassi che i nuovi partecipanti inseriscano sulla view una propria autopresentazione e ricevano dei messaggi di benvenuto da parte degli altri partecipanti. Abbiamo classificato i messaggi presenti nella view rispetto alla funzione che svolgono nell’economia dell’interazione, facendo riferimento alle funzioni indicate da Fairclough (2001), individuando quattro categorie non mutuamente esclusive:

Presentazione: i messaggi di autopresentazione che descrivono esperienze, interessi, aspettative e storie di vita:
Stefano (202) “sono Stefano Cacciamani , mi sono dottorato a Padova in Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, lavorando sugli ambienti di apprendimento collaborativi supportati dal computer, sotto la supervisione di Pietro Boscolo”

Richiesta: i messaggi che includono una richiesta di informazioni e chiarimenti o che esprimono comunque una sollecitazione a fare qualcosa:
Beatrice (298) “Ho visto che accennavi a delle esperienze di tutoraggio che ti hanno entusiasmato. Come mai? Cosa avevano di particolare?”

Informazione: i messaggi con contenuto informativo, con lo scopo di rispondere a una richiesta o informare su uno stato del mondo o un avvenimento:
Elvis (280) “Sì, la presentazione che farò al Simposio organizzato all’interno dell’AIP presento i dati di un’analisi effettuata con NetMiner su due differenti comunità on-line di studenti. Poi potremo anche parlare della possibilità di analizzare questa comunità; a Bari ne parliamo!”

Relazione: i messaggi che hanno come scopo di stabilire o confermare una relazione tra i partecipanti:
Marcella (229) “Skerzo!!”
Beatrice (318) “Non fare la timida :-)

Le presentazioni assumono un formato comune perché ovviamente il focus rimane quello accademico/professionale, tuttavia è presente anche una componente di peso variabile che comprende elementi caratteriali, aspettative, elementi di relazione. Secondo l’approccio etnometodologico, nelle proprie interazioni gli individui tendono a presentarsi in maniera positiva, come persone accettabili, con una certa reputazione, una certa competenza e moralmente corrette. Miller ha riscontrato questi elementi nell’analisi di alcune home page personali (1995) e tale struttura argomentativa si ritrova anche nei messaggi di autopresentazione.
In primo luogo viene affermata la propria identità e il proprio statuto accademico:

Donatella (217) “sono Donatella Cesareni e da tre anni sono ricercatrice presso la facoltà di Psicologia2 di Roma, La Sapienza”
Paola (231) “io sono Paola Spadaro, sono una tirocinante del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bari e sono approdata qui grazie alla mia tutor Beatrice Ligorio”
Viene quindi presentato il grado di expertise attraverso l’uso argomentativo dell’enumerazione delle esperienze di studio e lavoro precedenti supportate quando è possibile da “referenze”:

Francesca (241) “Ho poi svolto il primo semestre di tirocinio all’università partecipando al progetto europeo ITCOLE (Innovative Technology Collaborative Learning)ed il secondo presso il CNR di Roma dove sono stata inserita in un lavoro di ricerca già avviato sull’osservazione longitudinale di bambini di asilo nido”
Donatella (220) “Continuando su questo filone insieme a Clotilde Pontecorvo e Hilda Girardet ho sviluppato un nuovo ipermedia, questa volta per l’educazione storica, chiamato Leggere la città. E’ stato sperimentato anche nell’ambito del progetto europeo Cl-net”
Il passo successivo è quello di presentare il sistema di aspettative e il proprio profilo caratteriale in modo da stabilire un ambito condivisione e una richiesta di integrazione nel gruppo:

Francesca (242) “Cosa mi aspetto da questa esperienza…naturalmente di costruire insieme a voi nuove conoscenze!”
Mariella (294-295) “Cosa mi aspetto da questa esperienza? L’occasione di interagire in modo relativamente “informale” con persone esperte, appassionate, disponibili, con la gioia di poter contribuire a costruire qualcosa di nostro e la coscienza di poter funzionare come un gruppo di apprendimento fra pari anche laddove si è così diversi”
La presentazione si chiude con varie formule di saluto, che però a differenza dell’apertura del messaggio di presentazione, segnano l’avvenuto passaggio all’interno del gruppo, l’attraversamento del confine e lo stabilirsi della relazione:

Paola (232) “Intanto vi mando un SALUTONE”
Mariella (296) “Grazie dell’attenzione e buona giornata! Mariella”
Maria Rosaria (166) “Un saluto a tutti e … buonanotte!”
Donatella (223) “Spero che questo forum ci consenta un proficuo scambio di idee sul collaborative learning”

Discussione
I passi successivi dell’analisi che qui abbiamo illustrato solo a titolo di esempio sarebbero quelli di definire meglio i ruoli dei singoli nodi all’interno del network, implementare l’analisi discorsiva e infine mettere in relazione i due aspetti rispondendo a domande di questo tipo: i nodi emergenti nel network: Beatrice, Stefano, Luca, Annarita e Marcella che tipo di messaggi hanno prodotto?
Ad esempio, Beatrice svolge il suo ruolo di broker salutando e sollecitando i nuovi arrivati, generando discussioni con domande mirate:

Beatrice (151) “Ma io voglio vedere anche le foto degli altri!! Mica mi farete fare la figura della fanatica?! O siete timidi?? su … fatevi vedere!”
Beatrice (298) “Ho visto che accennavi a delle esperienze di tutoraggio che ti hanno entusiasmato. Come mai? Cosa avevano di particolare?”
Il tipo di interazione che si stabilisce invece con gli attori che hanno un alto grado di “popolarità” è di tipo relazionale o di richiesta:

Marcella (179-355-356 ) “Ciao Luca, benvenuto collega!! mi sono laureata anke io a Fisciano in Scienze della comunicazione.”
Marcella (159-259 ) “ciao Annarita, mi spieghi un po’ praticamente il tuo lavoro in azienda come mediatrice degli artefatti tecnologici e che roba è l’ergonomia cognitiva di piattaforme FaD?”
Lo scopo di questa breve presentazione è quello di illustrare un metodo esplorativo di un ambiente collettivo di CMC cercando di rendere conto degli aspetti strutturali e dinamici del suo funzionamento. Sono state presentate fin qui due procedure di analisi, l’una osservativa e l’altra interpretativa che usate in maniera complementare possono aiutare a comprendere cosa accade quando un gruppo di individui interagisce in maniera non episodica in una comunità virtuale di interessi. Il principio guida dell’approccio discorsivo, e cioè che le persone attraverso la produzione di discorsi fanno qualcosa, si posizionano e si descrivono si unisce al principio della SNA per cui gli individui si definiscono in base alla rete di relazioni di cui fanno parte.

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